Sintesi
L’economia italiana nel 2026 mostra segnali iniziali positivi con consumi in aumento dell’1,3%, inflazione contenuta e occupazione elevata, ma il conflitto in Medio Oriente rischia di invertire la tendenza generando pressioni inflazionistiche e rallentamento della crescita. Gli scenari legati al prezzo del petrolio indicano impatti limitati se scende a 70 dollari entro maggio o effetti gravi con crescita dimezzata se resta sopra i 100 dollari fino a fine anno. Il caro energia continua a gravare sulle imprese del terziario con aumenti rilevanti rispetto al 2019 e ulteriori rischi legati alle tensioni geopolitiche e al blocco dello Stretto di Hormuz. Le misure governative come il taglio temporaneo delle accise e il credito d’imposta per l’autotrasporto offrono sollievo limitato e necessitano di monitoraggio. Viene evidenziata l’urgenza di favorire aggregazioni della domanda energetica e rivedere i meccanismi europei ETS ed ETS2. Sul piano strutturale emerge la desertificazione commerciale con oltre 156000 negozi chiusi tra 2012 e 2025 e una crescente pressione dell’economia digitale e degli affitti brevi sui centri urbani.

Articolo
L’avvio del 2026 si è aperto con indicazioni incoraggianti per il sistema economico nazionale, caratterizzate da un incremento dei consumi pari all’1,3% nel mese di febbraio, una dinamica inflazionistica sotto controllo, livelli occupazionali ai massimi e una previsione di crescita del prodotto interno lordo (PIL, Prodotto Interno Lordo) intorno all’1%. Tuttavia, questo scenario favorevole rischia di essere compromesso dalle tensioni internazionali, in particolare dal conflitto in Medio Oriente, che sta rimettendo in discussione gli equilibri economici generando potenziali rialzi dei prezzi e ricadute negative su fiducia, spesa delle famiglie e investimenti delle imprese.

Secondo le analisi elaborate dall’ufficio studi di Confcommercio, l’evoluzione del prezzo del petrolio rappresenta il principale fattore discriminante per il futuro prossimo. Nel caso in cui le quotazioni dovessero ridimensionarsi fino a circa 70 dollari al barile entro il mese di maggio, l’impatto negativo su PIL e consumi sarebbe contenuto, stimato nell’ordine di 0,1 punti percentuali. Al contrario, uno scenario caratterizzato dal protrarsi del conflitto e da un prezzo del greggio stabilmente superiore ai 100 dollari fino alla fine dell’anno comporterebbe una riduzione significativa delle prospettive economiche del 2026, con una crescita dimezzata e il concreto rischio di annullamento della fase di ripresa.

Il tema dell’energia rappresenta una criticità centrale per il sistema produttivo, in particolare per il settore terziario. Le imprese registrano un incremento dei costi dell’elettricità prossimo al 30% e del gas superiore al 70% rispetto ai livelli del 2019. In presenza di un aggravamento delle tensioni geopolitiche, il rischio di ulteriori rincari delle bollette appare concreto, con conseguenze dirette sui bilanci aziendali. Per attività come bar, ristoranti, negozi e strutture alberghiere, ciò si traduce in aumenti di spesa mensili pari a diverse migliaia di euro tra costi energetici diretti e indiretti. A ciò si aggiungono gli effetti del blocco nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico globale, che sta incidendo sui prezzi dei carburanti e sull’intero comparto dei trasporti, sia per passeggeri sia per merci, con particolare impatto sull’autotrasporto.
Sul fronte delle misure pubbliche, il Governo ha introdotto una riduzione temporanea delle accise sui carburanti, determinando un calo dei prezzi alla pompa pari a 25 centesimi al litro per benzina e diesel e 12 centesimi per GPL (Gas di Petrolio Liquefatto). Tale intervento rappresenta un sostegno immediato ma limitato nel tempo, con una durata di 20 giorni che potrebbe risultare insufficiente a garantire un reale supporto a famiglie e imprese, rendendo necessario un monitoraggio costante delle quotazioni internazionali del petrolio.
Per il settore dell’autotrasporto merci è stato inoltre reintrodotto un credito d’imposta sugli acquisti di gasolio destinato al trasporto pesante, misura che consente di compensare parzialmente i costi sostenuti dalle imprese escluse dai benefici diretti del taglio delle accise. Tuttavia, emerge la necessità di estendere tali strumenti anche ad altre modalità di trasporto, in particolare al trasporto marittimo e ai collegamenti con le isole, fondamentali per garantire la continuità territoriale del Paese.
Nel quadro degli interventi strutturali, viene sottolineata l’urgenza di accelerare i processi di aggregazione della domanda energetica, al fine di consentire anche alle piccole imprese di accedere a contratti di lungo periodo per l’acquisto di energia da fonti rinnovabili. Parallelamente, assume rilievo la revisione del sistema ETS (Emission Trading System, sistema europeo di scambio delle quote di emissione) e della sua evoluzione ETS2, strumenti di mercato finalizzati alla riduzione delle emissioni di CO2 (Anidride Carbonica), ma che possono produrre effetti socio-economici negativi se non adeguatamente calibrati, soprattutto nei settori più esposti come il trasporto stradale.
A queste criticità congiunturali si aggiunge una trasformazione strutturale del commercio al dettaglio. Tra il 2012 e il 2025 si è registrata la chiusura di circa 156000 negozi, pari a oltre un quarto del totale, a fronte della crescita delle vendite online e della diffusione degli affitti brevi. Il fatturato delle piccole attività commerciali resta stagnante, evidenziando un cambiamento nei modelli di consumo che sta progressivamente impoverendo i centri storici. Questo fenomeno, definito desertificazione commerciale, non rappresenta soltanto una questione economica ma anche sociale, poiché i negozi di prossimità svolgono un ruolo essenziale in termini di servizi, sicurezza e coesione urbana. La progressiva scomparsa delle attività locali determina infatti una riduzione della vitalità dei quartieri e un indebolimento del tessuto comunitario.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









