Sintesi
Il nuovo ponte Agrò sulla Strada statale 114, tra Santa Teresa di Riva e Sant’Alessio Siculo (Comuni costieri ionici della Città metropolitana di Messina), dovrebbe essere riaperto al traffico entro la fine di ottobre. Anas ha comunicato un avanzamento di circa l’87% e restano impermeabilizzazione, barriere antirumore, pavimentazione, giunti e collaudi. Dopo 8 anni verrà così ricostituito uno dei collegamenti più importanti della riviera ionica e della Val d’Agrò.

A Sant’Alessio si avvicina intanto l’avvio della demolizione della vecchia scuola “Antonio Gussio” di piazza Onofrio Zappalà e della costruzione del nuovo edificio. Il 28 agosto il Comune ha formalizzato l’aggiudicazione definitiva a Geodesia Srl per poco più di 2 milioni di euro. Il finanziamento complessivo regionale supera 3,7 milioni e gli atti più recenti continuano a indicare espressamente l’opera come nuovo edificio scolastico. Il cantiere che per quasi un quarto di secolo era rimasto soltanto un progetto è ormai prossimo alla fase materiale.

L’Amministrazione ha però prospettato in queste ore un utilizzo più ambizioso: trasformare parte della struttura in un centro per giovani aspiranti imprenditori, capace di intercettare anche studenti della Riviera ionica e di collegarli a università, Ministero e strumenti come Invitalia e Resto al Sud 2.0. L’idea può inserirsi nella natura multifunzionale già prevista dal progetto, ma negli atti pubblici consultati non è emerso finora un accordo che istituisca formalmente questa “scuola per imprenditori” o un partenariato con Invitalia, università o Ministeri.

Rimane inoltre aperta la questione dei parcheggi in una piazza centrale con spazi molto limitati. Il Comune ha avviato separatamente l’acquisto, per 300.000 euro, di immobili e di un terreno di circa 825 metri quadrati in via Consolare Valeria-Via Nazionale per realizzare un parcheggio pubblico, ma gli atti consultati non collegano tale intervento alla nuova scuola di piazza Zappalà. Se il nuovo edificio dovrà richiamare utenti anche da altri Comuni, accessibilità e sosta diventano elementi da chiarire prima della sua apertura.
Articolo
Il ponte Agrò verso la riapertura
Per Sant’Alessio Siculo e l’intero comprensorio della Val d’Agrò la notizia più immediata riguarda il ponte sulla Strada statale 114 “Orientale Sicula”. Anas ha indicato la fine di ottobre 2026 come nuovo termine per la riapertura al traffico, spostando di alcune settimane la precedente scadenza contrattuale del 10 ottobre. L’infrastruttura collega direttamente Sant’Alessio con Santa Teresa di Riva e costituisce uno dei passaggi obbligati lungo la viabilità costiera tra Messina e Catania.
Secondo l’aggiornamento diffuso da Anas, le lavorazioni hanno raggiunto circa l’87%. Sono in corso le installazioni delle barriere New Jersey e, entro metà ottobre, dovrebbero essere completate l’impermeabilizzazione dell’impalcato, le barriere antirumore, la pavimentazione bituminosa e i giunti di dilatazione. Seguiranno le prove di carico e il collaudo statico necessari per consentire il ritorno dei veicoli. Gli interventi accessori ancora da eseguire successivamente non dovrebbero interferire con la circolazione.
La riapertura avrà un peso che supera i confini dei due Comuni. Il collegamento stabile è interrotto dal 4 settembre 2018 e da allora la viabilità locale si è dovuta adattare alla passerella provvisoria alla foce dell’Agrò. La ricostruzione attuale, affidata a Cosedil Spa dopo le difficoltà del primo appalto, ha portato alla realizzazione di un impalcato misto acciaio-calcestruzzo articolato in 8 campate.
La nuova carreggiata raggiunge 16,10 metri di larghezza, con due corsie da 3,75 metri, due banchine da 1,50 metri, un marciapiede lato mare di 3,20 metri e una pista ciclabile lato ferrovia di 2,40 metri. L’intervento complessivo viene quantificato in circa 10,7 milioni di euro. Non si tratta quindi soltanto del ritorno alla situazione precedente, ma di un’infrastruttura più larga e dotata anche di spazi pedonali e ciclabili.
La vecchia scuola lascia il posto al nuovo edificio
Quasi contemporaneamente cambia volto un altro punto centrale di Sant’Alessio: piazza Onofrio Zappalà, dove la vecchia scuola elementare “Antonio Gussio”, chiusa dal 31 ottobre 2002, dovrà essere demolita e sostituita da un edificio completamente nuovo.
Mediterranea24 aveva già ricostruito in un precedente approfondimento sulla vecchia scuola l’iter dell’opera e il lungo periodo di inutilizzo dell’immobile. Da allora è intervenuta una novità importante: il 28 agosto il Comune ha pubblicato la determina n. 543 con l’aggiudicazione efficace dei lavori a Geodesia Srl, che aveva offerto un ribasso del 32,2412%. L’importo contrattuale risulta pari a 1.979.023,83 euro per lavori più 68.037,86 euro di oneri di sicurezza, complessivamente 2.047.061,69 euro.
Il progetto dispone di 3.708.067,64 euro di finanziamento del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027 assegnati dalla Regione Siciliana nell’ambito dell’edilizia scolastica. Proprio questo dato è rilevante anche per comprendere la destinazione dell’immobile: la documentazione regionale lo individua come intervento di “recupero, ristrutturazione e/o costruzione nuovo edificio scolastico scuola elementare A. Gussio”, mentre la stessa determina comunale di agosto continua a utilizzare quella denominazione.
Una scuola che nasce già come struttura multifunzionale
Ciò non significa che l’edificio debba essere utilizzato esclusivamente come una scuola tradizionale. Il progetto elaborato nel 2021 prevede 3 piani per complessivi 1.333 metri quadrati: sala multifunzionale e pertinenza verde al piano terra; 3 aule, aula sensoriale e aula informatica al primo piano; biblioteca, sala lettura, aula informatica, sala professori, presidenza e uffici al secondo. Dovrebbero esservi ospitate stabilmente circa 3 classi per una cinquantina di alunni, mentre diversi ambienti sono stati pensati anche per l’intero Istituto comprensivo di Santa Teresa di Riva e per attività aperte alla comunità.
La vocazione a centro civico, dunque, non nasce oggi. Già nelle precedenti presentazioni l’edificio era stato immaginato come una struttura capace di ospitare incontri, iniziative culturali e attività sociali. Anche la particolare architettura, descritta come una sovrapposizione di libri, era stata concepita per caratterizzare il centro urbano con un fabbricato moderno dopo oltre 20 anni di abbandono della vecchia scuola.
La nuova idea della scuola per aspiranti imprenditori
Nelle dichiarazioni diffuse in queste ore, Giovanni Foti (vicesindaco ed ex sindaco di Sant’Alessio Siculo nonché imprenditore nel settore turistico) ha ampliato ulteriormente questa prospettiva. L’obiettivo indicato è utilizzare gli spazi anche per trattenere sul territorio giovani qualificati, accompagnandoli dalla formazione di un’idea alla nascita di un’impresa, attraverso collaborazioni con università, Ministero e soggetti nazionali come Invitalia. Il riferimento territoriale dichiarato non sarebbe soltanto Sant’Alessio, ma una più vasta Riviera ionica.
È un’impostazione che, se concretizzata, può attribuire al nuovo edificio una dimensione sovracomunale. Occorre però distinguere l’indirizzo politico dalla destinazione già formalizzata negli atti. Nella documentazione pubblica consultata fino al 8 settembre non è stato rintracciato un provvedimento che trasformi il nuovo edificio scolastico in un’accademia o incubatore d’impresa, né un accordo con Invitalia, un’università o un Ministero che disciplini personale, attività, selezione dei partecipanti, costi e gestione.
La differenza non è soltanto nominale. Un centro stabile per aspiranti imprenditori necessita di un programma didattico e di accompagnamento, soggetti gestori, competenze professionali, criteri di accesso, risorse per il funzionamento e rapporti formalizzati con le istituzioni chiamate a partecipare. L’edificio può offrire gli spazi, ma da solo non costituisce ancora il servizio.
Invitalia, cosa prevede realmente Resto al Sud 2.0
Anche il richiamo a Invitalia richiede una precisazione. La misura oggi attiva è Resto al Sud 2.0, aperta dal 15 ottobre 2025 e gestita da Invitalia per conto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. È rivolta a giovani tra 18 e meno di 35 anni in determinate condizioni occupazionali e consente, tra l’altro, voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro, elevabili in alcuni casi a 50.000, oltre a contributi percentuali per investimenti più consistenti.
Il tutoraggio di Invitalia esiste, ma riguarda le iniziative già ammesse alle agevolazioni ed è articolato in 4 incontri finalizzati principalmente ad assistere i beneficiari nella documentazione e nella corretta fruizione dell’incentivo. Non risulta quindi, allo stato delle fonti pubbliche consultate, che la semplice nascita della struttura di Sant’Alessio comporti automaticamente l’ingresso in un “circuito Invitalia”. Perché il collegamento diventi strutturale occorrerebbe un rapporto formalizzato oppure l’utilizzo, da parte dei singoli giovani, degli strumenti nazionali secondo le procedure previste.
Il nodo dei parcheggi in piazza Zappalà
C’è poi una questione molto concreta. Piazza Zappalà si trova nel tessuto urbano centrale e dispone di spazi limitati, mentre una struttura che ospitasse non soltanto alunni ma corsi, incontri, convegni e giovani provenienti da altri Comuni potrebbe generare una domanda di sosta superiore a quella di una piccola scuola di quartiere.
Negli atti del progetto che è stato possibile consultare non emerge una specifica area di parcheggio indicata come pertinenza o servizio della nuova struttura. Ciò non consente di affermare che il problema non sia stato affrontato nelle tavole tecniche complete, ma significa che, allo stato della documentazione pubblicamente reperita, non è possibile indicare dove dovrebbero parcheggiare gli utenti di un eventuale polo sovracomunale.
Esiste però un altro intervento comunale. Tra la fine del 2025 e il 2026 il Comune ha deciso di acquistare dalla Fondazione “Casa Sollievo della Sofferenza” immobili in via Consolare Valeria-Via Nazionale, destinandoli a parcheggio pubblico. La delibera consiliare del 23 aprile quantifica l’acquisto in 300.000 euro e individua, dopo il frazionamento, un terreno di circa 825 metri quadrati, oltre a 2 fabbricati.
Il punto decisivo è che quella deliberazione parla genericamente di parcheggio pubblico comunale e non contiene alcun richiamo alla scuola di piazza Zappalà, al suo CUP o alla futura attività per aspiranti imprenditori. Non sarebbe quindi corretto presentare oggi quell’area come “il parcheggio della nuova scuola”. È invece una domanda precisa che l’Amministrazione può chiarire: se la sosta della nuova struttura verrà assorbita dagli spazi esistenti, da questo nuovo parcheggio o da un’altra soluzione progettuale.
Un paese di 1.548 residenti e un progetto che guarda oltre i confini comunali
Sant’Alessio Siculo ha una prevalente vocazione turistico-balneare e conta 1.548 residenti secondo il dato regionale riferito al 1° gennaio 2025 . La struttura prospettata dal vicesindaco dovrebbe quiindi essere destinata a un bacino più vasto rispetto alla locale popolazione. Se pertanto il nuovo centro si immagina per servire la Riviera ionica e non soltanto Sant’Alessio, occorre capire quale territorio coinvolgerà realmente, con quali accordi tra Comuni, scuole, università e istituzioni economiche e quanti potenziali utenti potrà raggiungere durante tutto l’anno.
Senza questi elementi si dispone per ora di una prospettiva politica interessante, ma non ancora di un modello operativo verificabile. Se l’obiettivo dichiarato è diversificare l’economia locale e trattenere giovani qualificati, dovranno essere misurabili nel tempo imprese effettivamente avviate, occupazione generata e capacità del centro di funzionare durante l’intero anno.
Due opere importanti, con una differenza sostanziale
Il ponte Agrò e la nuova scuola rappresentano dunque 2 interventi capaci di incidere profondamente sull’immagine e sulla funzionalità di Sant’Alessio. Sul ponte la finalità è ormai definita e il traguardo è misurabile: riaprire secondo quanto annunciato da Anas entro fine ottobre. Un collegamento viario atteso dal 2018. Sul nuovo edificio di piazza Zappalà, invece, il cantiere sta finalmente arrivando alla fase decisiva, ma proprio l’ampliamento delle ambizioni rende opportuno chiarire prima possibile quale sarà la destinazione prevalente della struttura, come funzionerà il centro per giovani imprenditori, quali partner vi aderiranno, come saranno sostenuti i costi di gestione e dove sarà organizzata la sosta.
Sono interrogativi che non sminuiscono l’opera. Al contrario, servono a comprendere come un investimento pubblico da oltre 3,7 milioni di euro possa trasformarsi non soltanto in un edificio moderno, ma in un servizio utilizzato realmente e stabilmente dal territorio.
Mediterranea24 si era già occupata ad agosto della demolizione e ricostruzione della vecchia scuola di piazza Zappalà, ricostruendone finanziamento, caratteristiche e percorso amministrativo. L’aggiudicazione definitiva del 28 agosto e la nuova ipotesi di utilizzo per l’imprenditorialità giovanile aggiornano oggi quella ricostruzione.
Nell’immagine di copertina, il nuovo impalcato del ponte Agrò durante i lavori; la vecchia scuola di piazza Onofrio Zappalà destinata alla demolizione; Sant’Alessio Siculo e il suo lungomare.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









