Sintesi
Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla ha firmato una direttiva che stabilisce le linee di indirizzo da seguire quando viene dichiarato il “bollino rosso” per le ondate di calore, prevedendo la sospensione delle attività didattiche e la chiusura temporanea dei plessi scolastici comunali privi di climatizzazione adeguata.

Non si tratta quindi di un’ordinanza che dispone già la chiusura delle scuole, ma di un atto preventivo che definisce il comportamento da adottare quando si presenteranno quelle condizioni di rischio. L’eventuale chiusura concreta dovrà essere poi attuata attraverso i conseguenti provvedimenti operativi. In sostanza, oggi viene fissata la regola, non viene ancora chiusa alcuna scuola.

Il provvedimento oggi non determina alcuna sospensione: per martedì 8 settembre la Protezione civile indica a Palermo un bollino verde per le ondate di calore, con temperatura massima percepita di 34 °C, mentre il colore arancione riguarda il rischio incendi. Il rosso citato dalla direttiva deve dunque riferirsi specificamente all’allerta per il caldo. Le scuole restano aperte finché quel livello non viene effettivamente raggiunto.

In Sicilia l’avvio ordinario delle lezioni resta fissato al 15 settembre. La Regione ha escluso un rinvio generalizzato, lasciando però agli istituti la possibilità di adattare il calendario alle situazioni locali e recuperare successivamente le giornate. A Palermo la IV Commissione consiliare aveva chiesto di spostare l’inizio al 21 settembre e, in alternativa, aveva proposto la didattica a distanza nelle strutture più esposte al caldo. La nuova direttiva comunale sceglie adesso una soluzione collegata all’effettivo livello di allerta.

Resta il problema strutturale degli edifici. Nei dati disponibili per la Sicilia risultano 201 plessi climatizzati sui 1.815 per i quali è presente l’informazione sugli impianti, poco più dell’11%, senza che ciò significhi necessariamente aria condizionata in tutte le aule. Il Comune di Palermo annuncia adesso un piano tecnico ed economico a lungo termine e, nell’attesa, interventi temporanei per ridurre il disagio. Il caldo non viene più trattato soltanto come un’emergenza occasionale.
Articolo
La direttiva firmata l’8 settembre
Il sindaco Roberto Lagalla (sindaco di Palermo) ha firmato nella mattinata dell’8 settembre una direttiva, trasmessa ai vertici dell’Istruzione cittadina e metropolitana e al Provveditore agli studi, con l’obiettivo di predisporre una risposta preventiva alle ondate di calore durante l’anno scolastico. Le linee di indirizzo pubblicate dal Comune di Palermo prevedono che, in presenza di un’allerta climatica da “bollino rosso”, siano sospese le attività didattiche e temporaneamente chiusi i plessi scolastici comunali. È una precisazione importante: la comunicazione istituzionale non dispone oggi la chiusura di tutte le scuole di Palermo, ma stabilisce il criterio da applicare quando si verificherà quella specifica condizione di rischio.
L’eccezione riguarda gli edifici realmente climatizzati. Potranno continuare l’attività in presenza esclusivamente gli istituti nei quali i dirigenti scolastici attestino l’esistenza di impianti adeguati e perfettamente funzionanti. Negli altri casi le scuole avranno la facoltà di ricorrere alla DAD (didattica a distanza). La formulazione utilizzata dal Comune è quindi quella di una possibilità e non di un automatismo: la nota istituzionale non dettaglia ancora le modalità operative con le quali ciascun istituto dovrà organizzare eventualmente le lezioni da remoto.
Il bollino rosso non va confuso con l’allerta incendi
Il riferimento al colore rosso richiede una distinzione, soprattutto in giornate nelle quali i bollettini della Protezione civile utilizzano contemporaneamente colori differenti per rischi diversi. Palermo ha adottato con Determinazione sindacale n. 55 del 29 maggio 2026 il Piano ondate di calore 2026. Il sistema arriva al livello 3, corrispondente alle condizioni di elevato rischio che persistono per almeno 3 giorni consecutivi; i bollettini vengono diffusi quotidianamente dal 15 maggio al 15 settembre.
Proprio oggi, 8 settembre, Palermo non è in questa condizione. L’avviso n. 197 della Protezione civile regionale assegna alla città il bollino verde per le ondate di calore, con una temperatura massima percepita di 34 °C. È invece arancione la preallerta per gli incendi. Di conseguenza, la direttiva firmata da Lagalla non fa scattare oggi alcuna sospensione delle lezioni: entrerà concretamente in gioco quando un successivo bollettino dovesse indicare il livello rosso per il caldo.
Il confronto sul 15 settembre
La decisione arriva dopo diversi giorni di confronto sull’apertura delle scuole. La IV Commissione del Consiglio comunale di Palermo aveva chiesto formalmente il 4 settembre al presidente della Regione Renato Schifani e all’assessore all’Istruzione Girolamo Turano di differire l’avvio delle lezioni dal 15 al 21 settembre, richiamando le alte temperature e la carenza di climatizzazione. Nella successiva replica aveva proposto, qualora il rinvio non fosse stato ritenuto praticabile, almeno il ricorso alla DAD nelle strutture maggiormente esposte alle criticità termiche. La direttiva di Lagalla non rinvia il calendario, ma introduce proprio un meccanismo di sospensione collegato alla gravità effettivamente certificata dell’ondata di calore.
Sul fronte sindacale occorre però evitare una generalizzazione. La FLC Cgil Palermo (Federazione lavoratori della conoscenza della Confederazione generale italiana del lavoro) ha precisato il 3 settembre di non avere presentato una richiesta formale di rinvio delle lezioni, concentrando invece la propria posizione sulla tutela della salute e della sicurezza negli edifici scolastici e sulla necessità di interventi strutturali. Il dibattito nazionale e regionale ha visto anche richieste di slittamento, ma la posizione della struttura palermitana della Cgil è stata esplicitamente differente.
La Regione mantiene il calendario, ma lascia margini alle scuole
Il Governo regionale ha confermato il 5 settembre che non sarà disposto uno slittamento uniforme per tutta la Sicilia. Palazzo d’Orléans ha richiamato l’autonomia degli istituti, i cui organi possono modulare l’avvio delle attività in presenza di esigenze locali, purché siano rispettati i giorni minimi di lezione e recuperate le giornate eventualmente differite.
L’USR (Ufficio scolastico regionale) per la Sicilia indica l’inizio delle lezioni martedì 15 settembre 2026. Il calendario aggiornato recepisce sia il decreto assessoriale n. 1396 del 1° aprile sia il successivo n. 3119 del 3 agosto e consente agli istituti di adattare, con criteri di flessibilità, anche la data iniziale, prevedendo il recupero delle attività non svolte. Il sistema combina quindi una data regionale di riferimento con la possibilità di intervenire sulle singole situazioni.
Solo una parte dei plessi dispone di climatizzazione
Il problema più difficile rimane quello materiale. Mediterranea24 aveva già ricostruito la copertura molto limitata degli impianti di climatizzazione nelle scuole siciliane: su 3.183 sedi censite nell’Isola, le informazioni su condizionamento e ventilazione risultavano disponibili per 1.815 plessi e soltanto 201 erano indicati come dotati di climatizzazione, poco più dell’11% di quelli per cui il dato è conosciuto. La presenza dell’impianto, inoltre, non permette di concludere che siano climatizzate tutte le aule.
Il caso dell’istituto comprensivo Sperone-Pertini di Palermo ha mostrato concretamente la difficoltà. Nei giorni scorsi la dirigente Antonella Di Bartolo (dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Sperone-Pertini) ha descritto una struttura nella quale vengono utilizzati tende, ventilatori e alcune aule climatizzate, sostenendo che il problema richieda un piano complessivo di edilizia ed efficientamento energetico. Installare condizionatori può infatti comportare anche l’adeguamento delle centraline, delle reti elettriche e delle potenze disponibili, per cui il semplice acquisto degli apparecchi non esaurisce necessariamente l’intervento.
Il piano annunciato dal Comune
È su questo punto che la direttiva cerca di andare oltre l’emergenza. L’Amministrazione Lagalla ha disposto la predisposizione di un piano tecnico ed economico di lungo periodo per potenziare gli impianti di condizionamento nelle strutture scolastiche cittadine, affiancandolo alla valutazione di soluzioni temporanee capaci di mitigare le temperature durante i periodi più caldi. Nella comunicazione pubblicata oggi non sono però ancora indicati importi, fonti di finanziamento, numero degli edifici da adeguare o un cronoprogramma: saranno quindi i successivi atti tecnici e finanziari a misurare dimensioni e tempi effettivi dell’intervento. Lagalla ha riassunto la scelta affermando che, di fronte a un rischio concreto, “la tutela viene prima di tutto”.
La questione è destinata a rimanere aperta anche perché il caldo settembrino non coincide più necessariamente con pochi giorni eccezionali. Mediterranea24 ha appena ricostruito il quadro di settembre, con temperature ancora superiori alle medie e un possibile aumento dell’instabilità dalla metà del mese. La direttiva di Palermo introduce quindi una risposta immediata legata ai bollettini, mentre la parte decisiva sarà verificare se il piano sugli edifici riuscirà a trasformare una misura emergenziale in un adeguamento stabile delle scuole al clima che cambia.
Mediterranea24 si è già occupata quest’anno della scarsa diffusione della climatizzazione negli edifici scolastici siciliani e, più recentemente, del caldo che continua a interessare la Sicilia all’inizio di settembre. La decisione di Palermo collega adesso i due problemi: sicurezza immediata quando il rischio diventa massimo e adeguamento degli edifici per evitare che ogni settembre riproponga la stessa emergenza.
Nell’immagine di copertina, un’aula scolastica siciliana con un ventilatore utilizzato contro il caldo, Roberto Lagalla nel suo ufficio e l’Istituto comprensivo Sperone-Pertini.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









