Messina e Giardini Naxos, la mappa delle nomine tra partecipate ed enti

Basile ridisegna i vertici di 6 organismi comunali, con 15 prescelti su 18 provenienti dalle candidature dell’area che lo ha sostenuto. Bosco sceglie i rappresentanti nella Rete Fognante ed entra nell’esecutivo dell’Unione Naxos-Taormina

Sintesi

A Messina Federico Basile ha definito i 18 nomi destinati ai vertici di 6 società ed enti comunali. Per AMAM, ATM, Messinaservizi e Patrimonio si tratta, tecnicamente, di designazioni che dovranno essere formalizzate dalle rispettive assemblee dei soci; per Messina Social City e Arisme seguiranno invece i decreti sindacali. 15 dei 18 prescelti erano stati candidati alle Comunali del 2026 nell’area elettorale che sosteneva Basile. Le partecipate diventano così anche una fotografia degli equilibri politici dopo il voto.

Il caso più discusso ha riguardato ATM, dove la presidenza è andata a Chiara Sterrantino dopo lo stop all’ipotesi Salvatore Mondello. La questione nasce dall’articolo 6 del decreto legislativo 201/2022, che per i servizi pubblici locali separa le funzioni politiche di indirizzo e controllo da quelle di gestione e prevede, nei casi individuati dalla norma, 1 anno dalla cessazione dell’incarico prima che venga meno l’inconferibilità. Non è quindi un divieto indistinto valido per qualsiasi partecipata e qualsiasi precedente incarico.

A Giardini Naxos, Agatino Bosco ha indicato per l’Assemblea del Consorzio Rete Fognante Marianna Zavini, Giuseppe Gambacorta e Saverio Siragusano. Zavini era candidata nella lista Bosco e alle Comunali ha ottenuto 197 preferenze senza essere eletta. Il sito istituzionale non è stato aggiornato con le nuove designazioni.

Anche nell’Unione dei Comuni del comprensorio Naxos-Taormina sono cambiati gli equilibri: Cateno De Luca è stato eletto presidente e Bosco è entrato nella Giunta dell’organismo insieme ai sindaci di Letojanni, Mongiuffi Melia e Gallodoro. Il Consiglio comunale di Giardini Naxos ha inoltre proceduto alla scelta dei propri rappresentanti nell’Assemblea dell’Unione. I loro nomi, tuttavia, non risultano riportati né negli atti pubblici indicizzati finora reperiti né nelle cronache di stampa consultabili online. Una successiva ricostruzione giornalistica ha soltanto chiarito che alcuni nominativi inizialmente attribuiti per errore al Consorzio Rete Fognante appartenevano invece ai nuovi consiglieri dell’Assemblea dell’Unione.

Articolo

Messina, 18 posti nei nuovi organi

Il rinnovo era stato avviato ufficialmente il 24 luglio, quando il Comune di Messina aveva pubblicato gli avvisi per acquisire le candidature ai Consigli di amministrazione (CdA) di A.M.A.M. S.p.A. (Azienda Meridionale Acque Messina), A.T.M. S.p.A. (Azienda Trasporti Messina), A.ris.Mé. (Agenzia Comunale per il Risanamento e la Riqualificazione Urbana della Città di Messina), Messinaservizi Bene Comune S.p.A., Messina Social City e Patrimonio Messina S.p.A.. Il termine era stato fissato al 24 agosto. L’8 settembre Basile ha reso pubblico il nuovo quadro.

Per ATM sono stati individuati Chiara Sterrantino alla presidenza, Claudia Brudetto e Salvatore Mangano; per AMAM Salvatore Saglimbeni presidente, Maria Fernanda Gervasi e Giovanni Donato; per Messinaservizi Bene Comune Vincenzo Ciraolo presidente, Giovanna Crifò e Giovanni Scopelliti; per Patrimonio Messina Francesco Romano presidente, Claudia Lo Cascio e Vincenzo Calabrò. L’atto comunale precisa un aspetto importante: per queste 4 società la nomina formale dovrà essere deliberata dalle assemblee dei soci e, fino ad allora, resteranno in carica gli amministratori unici dimissionari.

Diversa la procedura per le due aziende speciali. Messina Social City sarà affidata a Francesco Giorgio, Francesca Guadagna e Andrea Ipsaro Passione, mentre Arisme avrà Massimo Rizzo, Giovanna Sciuto e Domenico Quartarone. In questi due casi il Comune ha annunciato la successiva nomina mediante decreto sindacale.

Il peso delle candidature politiche

Il dato politicamente più significativo nasce dall’incrocio dei nuovi nomi con le Comunali del maggio scorso. Una ricostruzione delle candidature indica che 15 dei 18 prescelti avevano partecipato alle elezioni nelle liste riconducibili allo schieramento che sosteneva Basile, mentre Claudia Brudetto, Domenico Quartarone e Claudia Lo Cascio non risultano tra quei candidati. Alle elezioni Basile era stato riconfermato con 64.512 voti, pari al 58,40%, e successivamente la sua coalizione aveva ottenuto 20 dei 32 seggi del Consiglio comunale. Il dato non determina evidentemente l’idoneità o meno dei singoli amministratori, ma documenta quanto sia marcata la continuità tra la squadra elettorale e la nuova governance delle partecipate.

Lo stop a Mondello e la norma dell’anno

La casella più complicata è stata quella di ATM. L’ex vicesindaco Salvatore Mondello era stato indicato dalle indiscrezioni come possibile presidente, ma un approfondimento sulla disciplina delle inconferibilità ha fatto tramontare quella soluzione, facendo convergere la scelta su Sterrantino. L’articolo 6 del decreto legislativo 201/2022 riguarda specificamente i servizi pubblici locali e impedisce, nelle condizioni previste dalla norma, il passaggio immediato dagli organi politici che esercitano funzioni di organizzazione, regolazione, vigilanza o controllo agli incarichi di amministrazione e gestione del servizio. Il comma 5 stabilisce che l’inconferibilità cessa trascorso un anno dalla conclusione dell’incarico precedente. La stessa Autorità nazionale anticorruzione (Anac) ha applicato nel 2026 questa disciplina al passaggio da un Consiglio comunale all’amministrazione di una società in house che gestisce servizi pubblici. Le valutazioni di Palazzo Zanca hanno interessato anche le posizioni degli ex consiglieri Raffaele Rinaldo e Raimondo Mortelliti, ma i singoli casi non vanno assimilati automaticamente senza verificare natura dell’ente e incarico di provenienza.

Le scelte hanno anche un orizzonte temporale politico particolarmente breve. Secondo quanto dichiarato e ricostruito nelle settimane precedenti all’ufficializzazione, Basile aveva prospettato incarichi della durata di 1 anno, impostazione collegata al nuovo assetto amministrativo e politico cittadino. È quindi una governance destinata a essere nuovamente verificata nel 2027.

Giardini Naxos, i 3 rappresentanti nella Rete Fognante

A circa 50 chilometri da Palazzo Zanca, anche Agatino Bosco (sindaco di Giardini Naxos eletto nel maggio 2026) sta ridisegnando la rappresentanza del Comune negli organismi sovracomunali. Nel Consorzio per la Rete Fognante sono stati indicati Marianna Zavini, Giuseppe Gambacorta e Saverio Siragusano. Zavini appartiene direttamente alla compagine elettorale del sindaco: la lista Bosco Sindaco la aveva candidata alle Comunali, dove ha ottenuto 197 voti senza conquistare uno degli 8 seggi spettati alla Maggioranza. Mediterranea24 aveva già ricostruito il risultato delle amministrative di Giardini Naxos, concluse con 2.745 voti per Bosco contro i 2.457 di Salvo Puccio. L’organigramma ufficiale del Consorzio per la Rete Fognante non risulta ancora aggiornato rimanendo fermo alla revisione del 23 novembre 2023.

Unione Naxos-Taormina, Bosco entra nella Giunta

C’è poi l’Unione dei Comuni del comprensorio Naxos-Taormina, formata da Taormina, Giardini Naxos, Letojanni, Castelmola, Mongiuffi Melia e Gallodoro. Il nuovo assetto è certo per quanto riguarda l’esecutivo: Cateno De Luca è stato eletto presidente all’unanimità e Agatino Bosco si è insediato nella Giunta dell’Unione, dove siedono anche Alessandro Costa per Letojanni, Rosario D’Amore per Mongiuffi Melia e Alfio Currenti per Gallodoro. Mediterranea24 aveva già segnalato il nuovo equilibrio comprensoriale creato dall’Unione e dalla partita della Rete Fognante.

Il Consiglio comunale di Giardini Naxos ha affrontato il 30 giugno la nomina dei rappresentanti del Comune nell’Assemblea dell’Unione. Non essendo stato possibile reperire né la deliberazione nominativa né una fonte di stampa accessibile che riporti con certezza l’elenco completo degli eletti, i nomi non vengono ancora indicati per evitare attribuzioni non sufficientemente documentate.

La nuova partita per il Consorzio

Il Consorzio Rete Fognante riunisce dal 1977 Giardini Naxos, Taormina, Letojanni e Castelmola e gestisce la rete e i sistemi di depurazione comprensoriali. La presidenza è rimasta aperta dopo le dimissioni presentate il 21 aprile da Alfredo Elia Mandri, poi candidato alle Comunali di Giardini Naxos. Il 16 giugno Cateno De Luca lo aveva nuovamente indicato quale rappresentante di Taormina insieme a Giuseppe Mollica e Giuseppe Davide La Rosa, manifestando inizialmente l’orientamento di riportarlo alla guida dell’ente.

L’aggiornamento più recente acquisito indica però le successive dimissioni di Davide La Rosa, la sua sostituzione con Ornella D’Angelo e il venir meno della convergenza sulla conferma di Mandri, con Giuseppe Mollica e la stessa D’Angelo tra i nomi che potrebbero entrare nella partita per la presidenza. Il decreto di sostituzione di La Rosa con D’Angelo non è risultato però reperibile nelle fonti pubbliche online consultate: il passaggio può quindi essere riportato come aggiornamento di stampa della cronaca locale.

Gli altri organismi di Giardini Naxos

Allargando la verifica oltre Consorzio e Unione, Giardini Naxos fa parte anche della S.R.R. Messina Area Metropolitana (Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti), società consortile che comprende 47 Comuni e governa l’ambito relativo al ciclo integrato dei rifiuti. Nelle fonti pubbliche consultate non emerge però una nuova designazione personale compiuta da Bosco in questa stessa tornata. Il sindaco, nell’assetto politico della nuova Amministrazione, ha mantenuto direttamente tra le proprie competenze la delega alle Partecipate. Non sono emerse altre nuove nomine personali dello stesso tipo che possano essere aggiunte con sufficiente certezza al quadro Consorzio-Unione.

Le vicende delle due città mostrano così dimensioni molto differenti ma un elemento comune: dopo le Comunali del 2026, il voto sta producendo una seconda distribuzione degli incarichi negli organismi che amministrano servizi, società e strutture sovracomunali. A Messina il fenomeno riguarda 18 posti e 6 organismi, con una forte presenza di candidati non eletti della coalizione Basile; a Giardini Naxos riguarda per ora soprattutto Rete Fognante e Unione dei Comuni, mentre la documentazione disponibile non consente ancora di chiudere definitivamente tutte le caselle.