Difterite. Vaccini 0-6 anni, la Sicilia passa ai richiami d’ufficio, famiglie convocate e segnalazioni

Le Asp cercheranno direttamente i bambini non in regola. Centri aperti 6 giorni, appuntamenti assegnati e controlli rafforzati

Sintesi

La Regione Siciliana ha disposto una procedura straordinaria per recuperare i bambini da 0 a 6 anni che non hanno completato le vaccinazioni previste. Le Asp dovranno individuarli, contattare direttamente le famiglie e, dopo un eventuale rifiuto, convocare i genitori e assegnare un appuntamento preciso. Se l’inadempienza proseguirà, la circolare prevede la contestazione formale e la segnalazione all’Autorità giudiziaria competente. Non saranno più soltanto le famiglie a dover cercare il centro vaccinale: sarà il sistema sanitario a cercare chi manca all’appello.

L’offerta verrà contemporaneamente ampliata: centri aperti dal lunedì al sabato dalle 8 alle 18 senza prenotazione, vaccinazioni nelle Case della Comunità Hub, possibile riattivazione delle sedi chiuse dopo il Covid e coinvolgimento dei pediatri in caso di carenza di personale. La Regione vuole rendere più difficile rinviare la vaccinazione per problemi di orari, prenotazioni o distanza.

La normativa nazionale sull’obbligo vaccinale resta però distinta dalla nuova procedura regionale. La legge prevede, dopo la convocazione sanitaria, una sanzione amministrativa da 100 a 500 euro, mentre l’automatica segnalazione alla Procura minorile contenuta nel decreto del 2017 è stata eliminata durante la conversione in legge. La segnalazione giudiziaria indicata oggi dalla circolare siciliana non va confusa con un automatismo previsto dalla legge nazionale del 2017.

A Palermo l’Asp ha comunicato che al 24 agosto non erano stati confermati ulteriori casi oltre ai 2 già conosciuti. L’indagine epidemiologica ha portato alla profilassi di 17 contatti della bambina e, contemporaneamente, nei centri vaccinali è cresciuta sensibilmente la richiesta di immunizzazione. Il caso di Anna Rosa ha prodotto un immediato aumento della domanda, ma le Autorità sanitarie non hanno dichiarato un’emergenza epidemica.

I genitori della bambina hanno intanto presentato una denuncia-querela contro le strutture sanitarie che l’hanno assistita, sostenendo attraverso il loro legale che possano esservi stati errori diagnostici e terapeutici. Si tratta di contestazioni ancora da verificare. L’autopsia, prevista inizialmente per il 26 agosto, è stata rinviata e non risulta ancora resa pubblica una nuova data. L’inchiesta dovrà verificare separatamente sia le responsabilità contestate ai genitori sia quanto è avvenuto durante le cure.

La task force regionale istituita il 24 agosto si riunirà il 28 agosto. Le cronache del 27 agosto hanno riferito l’ingresso di altri 5 esperti, ma nell’archivio regionale consultato non risulta ancora pubblicato il relativo decreto integrativo. Anche l’ipotesi di rinviare l’avvio della scuola primaria non si è tradotta in un provvedimento: il calendario ufficiale continua a fissare l’inizio delle lezioni al 15 settembre. Task force e recupero vaccinale sono già formalizzati, mentre nuovi componenti e possibile slittamento della scuola richiedono ancora atti ufficiali.

Per Messina la stampa locale ha attribuito all’Asp il dato di 543 bambini non in regola con l’esavalente, ma sul sito istituzionale non è stata reperita una tabella primaria che permetta di verificare insieme numero assoluto, popolazione considerata e percentuale.

Sintesi

La Regione cambia metodo

La Regione Siciliana ha trasformato il recupero dei bambini non vaccinati da attività prevalentemente basata sull’offerta e sulla sensibilizzazione a un’azione di ricerca diretta delle famiglie. Marcello Caruso (assessore alla Salute della Regione Siciliana) e Giacomo Scalzo (dirigente generale del Dasoe, Dipartimento per le attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico) hanno trasmesso alle Asp (Aziende sanitarie provinciali), ai pediatri e agli Ordini provinciali dei medici una circolare con misure straordinarie di recupero vaccinale rivolte soprattutto alla fascia da 0 a 6 anni. La disposizione è arrivata dopo la morte per difterite di Anna Rosa Bartolotta, bambina di 4 anni di Palermo che non risultava vaccinata contro la malattia.

Mediterranea24 aveva già ricostruito il passaggio dagli appelli generali alla ricerca diretta dei minori, dopo l’istituzione della task force e l’avvio delle verifiche sulle posizioni vaccinali. La novità emersa adesso è che quella linea è stata tradotta in una procedura regionale dettagliata: individuazione degli inadempienti, coinvolgimento dei pediatri, contatto personale, convocazione e appuntamento assegnato.

Dall’elenco all’appuntamento assegnato

Le Asp dovranno ricostruire gli elenchi dei bambini che non hanno completato i cicli previsti e trasmetterli ai pediatri di libera scelta nel rispetto della disciplina sulla protezione dei dati personali. I pediatri dovranno svolgere attività di counseling (colloquio di informazione e orientamento sanitario) e collaborare al recupero dei recapiti telefonici o di posta elettronica eventualmente mancanti.

Successivamente scatterà il richiamo d’ufficio. Se la famiglia dichiarerà di non volere vaccinare il minore, i genitori verranno convocati per un colloquio. L’Asp assegnerà quindi direttamente data e sede della vaccinazione. In caso di ulteriore mancato adempimento, la circolare ha previsto la contestazione formale della violazione dell’obbligo vaccinale e la segnalazione all’Autorità giudiziaria competente. Caruso ha sintetizzato l’obiettivo in poche parole: “La priorità è la sicurezza dei nostri bambini”.

Centri aperti 6 giorni e Case della Comunità

La Regione ha affiancato ai richiami un ampliamento dell’offerta. I centri vaccinali dovranno funzionare dal lunedì al sabato dalle 8 alle 18 e consentire l’accesso diretto senza prenotazione. Un ambulatorio vaccinale dovrà inoltre essere disponibile in ogni Casa della Comunità Hub (struttura territoriale principale della nuova rete sanitaria di prossimità). Dove servirà potranno essere riattivati presidi chiusi dopo la fase pandemica e, in presenza di carenze di personale, potranno essere coinvolti anche i pediatri di libera scelta.

È il passaggio più significativo rispetto agli open day già organizzati nei mesi precedenti: non soltanto giornate straordinarie, ma fasce orarie estese e una rete territoriale che dovrà raggiungere più facilmente anche chi vive lontano dai grandi centri.

La segnalazione giudiziaria non è l’automatismo del 2017

Su questo punto occorre distinguere la nuova disposizione regionale dalla disciplina nazionale. La Legge 31 luglio 2017, n. 119, che ha convertito il decreto sull’obbligo vaccinale, ha stabilito per il mancato rispetto degli obblighi, dopo il percorso previsto con l’Azienda sanitaria, una sanzione amministrativa pecuniaria compresa fra 100 e 500 euro. Per i servizi educativi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia l’adempimento degli obblighi vaccinali costituisce inoltre requisito di accesso, mentre per i successivi gradi di istruzione non determina l’esclusione dalla frequenza.

Un elemento spesso trascurato riguarda proprio la Procura. Nel decreto-legge originario del 2017 era presente una disposizione che prevedeva la segnalazione dell’inadempimento alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni. Durante la conversione quella norma è stata eliminata. Lo ha ricostruito espressamente anche la sentenza n. 5 del 2018 della Corte costituzionale, precisando che il comma contenente tale previsione è stato “puramente e semplicemente soppresso”.

La circolare siciliana del 2026 ha adesso indicato autonomamente, al termine del percorso di richiamo, colloquio e appuntamento non rispettato, la segnalazione all’Autorità giudiziaria competente”. Non si tratta dunque del ripristino della vecchia segnalazione automatica prevista dal decreto del 2017, ma di un’indicazione operativa regionale che dovrà essere applicata nel rispetto delle competenze e dei presupposti previsti dall’ordinamento.

Palermo, 17 contatti sottoposti a profilassi

Sul piano epidemiologico l’Asp di Palermo ha comunicato che alle 17 del 24 agosto non risultavano ulteriori casi confermati rispetto ai 2 già conosciuti. Dopo la diagnosi della bambina è stata avviata l’indagine per identificare le persone venute a contatto con lei e 17 familiari o altri contatti sono stati sottoposti a profilassi con antibiotico e vaccinazione. L’assessore Caruso, il 25 agosto, ha inoltre precisato che la situazione non veniva qualificata dalle Autorità sanitarie come emergenza epidemiologica.

La richiesta di vaccinazioni è però aumentata nettamente. Nei 9 centri palermitani, dal 20 al 24 agosto, sono state somministrate 277 dosi di esavalente; 111 richiami dTaP, formulazione a contenuto antigenico ridotto contro difterite, tetano e pertosse; 188 dosi dTaP+IPV, con IPV che indica il vaccino antipoliomielitico inattivato; 97 DTaP+IPV, formulazione pediatrica combinata. Nel confronto tra il 25 agosto 2026 e il 25 agosto 2025 l’esavalente è passato da 112 a 190 somministrazioni; il dTaP da 17 a 53; il DTaP+IPV da 21 a 74; il dTaP+IPV da 31 a 108. Per l’esavalente l’aumento giornaliero è stato quindi di circa il 70%, mentre per il richiamo dTaP ha raggiunto il 211%.

Gianfranco Finzi (presidente dell’Anmdo, Associazione nazionale dei medici delle direzioni ospedaliere) ha definito quanto accaduto un “grave evento sentinella”, richiamando la necessità di un impegno costante contro esitazione e rifiuto vaccinale.

La querela dei genitori e l’autopsia rinviata

Parallelamente è proseguita l’inchiesta giudiziaria già raccontata da Mediterranea24 insieme ai controlli nelle scuole. I genitori di Anna Rosa, indagati per omicidio colposo in relazione alla mancata vaccinazione della figlia, hanno presentato attraverso l’avvocato Luigi Marrandino (legale iscritto al Foro di Napoli Nord) una denuncia-querela alla Procura di Palermo nei confronti dell’ospedale Cervello, dell’ospedale Civico e dell’Ospedale dei Bambini, struttura che dipende dall’Arnas Civico. L’essere sottoposti a indagine non implica responsabilità accertate.

Secondo quanto riferito dal loro legale, i genitori ritengono che possano esservi stati errori diagnostici, trattamenti inadeguati e procedure invasive durante i ricoveri dal 13 al 19 agosto. Sono affermazioni della famiglia ancora da sottoporre a verifica giudiziaria e medico-legale e non fatti accertati. I coniugi hanno nominato come consulente Maurizio Municinò (specialista in medicina legale, igiene e prevenzione). Sempre secondo l’avvocato, la Polizia di Stato del commissariato Porta Nuova ha acquisito la documentazione sanitaria. Intanto l’autopsia, inizialmente prevista per il 26 agosto, è stata rinviata mentre la Procura sta definendo il perimetro degli accertamenti e delle posizioni processuali. Alla verifica compiuta il 27 agosto non risulta resa pubblica una nuova data.

Task force, altri 5 esperti riferiti dalle cronache

La Regione aveva già istituito formalmente la task force per l’emergenza delle vaccinazioni pediatriche con il decreto assessoriale n. 886 del 24 agosto 2026. La prima riunione è stata fissata per venerdì 28 agosto, quando dovrà essere verificato anche lo stato delle attività delle singole Asp. Le cronache del 27 agosto hanno riferito che il gruppo è stato rafforzato con Alberto Firenze (direttore generale dell’Asp di Palermo), Claudia Colomba (professoressa ordinaria di Malattie infettive dell’Università degli Studi di Palermo), Giovanni Giammanco (professore ordinario di Microbiologia e Microbiologia clinica nello stesso Ateneo), Tito Barbagiovanni (segretario regionale della Federazione italiana medici pediatri) e Alessandro Pitruzzella (presidente regionale dell’Ordine dei biologi). Nell’archivio dei decreti dell’Assessorato alla Salute consultato il 27 agosto, tuttavia, è pubblicato il decreto n. 886 ma non risulta ancora un successivo atto integrativo con questi 5 nomi. La loro partecipazione va quindi attribuita, allo stato, alle informazioni diffuse dalla stampa.

Scuola, resta il 15 settembre

Anche l’ipotesi di ritardare l’avvio della scuola primaria dovrà essere distinta dagli atti già adottati. La Regione sta valutando l’andamento della campagna vaccinale, ma alla data del 27 agosto non è stato reperito alcun decreto che modifichi il calendario scolastico vigente. Per l’anno 2026/2027 l’inizio delle lezioni in Sicilia resta quindi fissato a martedì 15 settembre, secondo il calendario scolastico ufficiale pubblicato dall’Ufficio scolastico regionale sulla base dei decreti regionali già emanati.

Messina, i 543 bambini e un conto che non torna

Per Messina la stampa locale ha riportato, attribuendolo all’Asp di Messina, il dato di 543 bambini non vaccinati o non completamente in regola con l’esavalente. Sono state diffuse anche percentuali territoriali e l’indicazione di 3.575 bambini appartenenti alla popolazione considerata.

La verifica delle fonti primarie, tuttavia, non ha consentito di reperire sul sito istituzionale dell’Asp una tabella pubblica che permetta di associare con certezza i 543 bambini a quel denominatore e alle percentuali riportate. C’è inoltre un’incongruenza sulla percentuale in quanto 543 su 3.575 equivalgono al 15,19%, non al 22%. Il 78,98% di copertura indicato per il capoluogo e la media provinciale dell’84,81% sembrano quindi riguardare popolazioni, coorti o indicatori differenti e non possono essere sovrapposti senza la tabella originaria dell’Asp. Per questa ragione non si ripropone come dati ufficialmente verificati neppure le percentuali attribuite ai singoli territori di Sant’Agata di Militello, Mistretta, Patti e Lipari. La novità documentata per l’intera Isola resta invece la procedura uniforme dettata dalla Regione: ogni Asp dovrà individuare chi è rimasto indietro, facilitare l’accesso e attivare progressivamente i richiami previsti dalla circolare.

Nell’immagine di copertina, vaccinazione, Asp di Palermo e Asp di Messina