Colonnine senza cavi in Sicilia: i luoghi colpiti e le indagini sui furti

Dal video di Barbagallo sulle aree di servizio ai precedenti nelle città: a Catania 2 indagati ai domiciliari

Sintesi

Nel video diffuso il 10 settembre, Anthony Barbagallo mostra colonnine con i cavi tranciati e segnala il problema nelle aree di servizio lungo le direttrici Catania–Palermo e Catania–Siracusa. Le immagini documentano il danno alle postazioni riprese, ma non consentono di stabilire quante siano quelle colpite lungo le 2 strade. Chi viaggia deve verificare se può davvero ricaricare.

Il fenomeno era stato segnalato già nei mesi precedenti a Messina, Catania, Palermo, Enna e Ragusa. Per 10 punti di ricarica nelle province di Catania e Siracusa, un’indagine ha portato a giugno a misure cautelari nei confronti di 2 uomini. Le autorità sono dunque intervenute, ma il problema non risulta risolto.

Articolo

La denuncia nelle aree di servizio

Anthony Emanuele Barbagallo (deputato del Partito democratico e segretario regionale del partito in Sicilia) ha pubblicato un video in cui denuncia cavi tagliati alle colonnine di ricarica. Indica le aree di servizio sulle direttrici Catania–Palermo e Catania–Siracusa. In diversi casi precedenti, le inchieste hanno riguardato i furti di rame.

I precedenti, da Messina alle altre province

La cronaca locale del 21 aprile aveva documentato a Messina cavi tagliati sul lungomare del Ringo e nei parcheggi d’interscambio dell’Annunziata, di Papardo e di viale Europa. Il 29 aprile la Tgr Sicilia riferiva di nuovi danni a Catania, anche alle postazioni Tesla presso la tangenziale, e di cavi recisi a Enna, davanti alla caserma della Guardia di Finanza e nel parcheggio del palazzo di giustizia. Segnalava inoltre problemi lungo altre direttrici autostradali siciliane.

A Palermo, una segnalazione di automobilisti pubblicata a luglio indicava postazioni colpite in via Uditore, corso Calatafimi, via Ernesto Basile e via Giuseppe Sciuti, oltre a quella presso il centro commerciale Poseidon (a Carini, Comune della città metropolitana di Palermo). Si tratta di luoghi specifici riportati dagli utenti, non di un elenco ufficiale delle colonnine attualmente inattive. A Ragusa, una successiva segnalazione documentata da un cittadino ha riguardato viale delle Americhe. Il Codacons Sicilia ha raccolto segnalazioni anche da Trapani e Siracusa.

Che cosa hanno fatto le Autorità

Un provvedimento riguarda 10 punti di ricarica Enel nelle province di Catania e Siracusa. Secondo la Procura, 2 uomini avrebbero sottratto i cavi tra febbraio e marzo 2026. La Squadra mobile di Catania li ha individuati anche attraverso immagini di videosorveglianza e, a giugno, ha eseguito un’ordinanza che disponeva gli arresti domiciliari. È una misura cautelare: gli indagati restano presunti innocenti fino a un’eventuale condanna definitiva. Non ci sono elementi per collegare loro anche le postazioni mostrate da Barbagallo a settembre.

Un’inchiesta giornalistica su Catania riferisce inoltre che Enel ha presentato denunce, che del fenomeno si è discusso nel Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e che sono stati avviati servizi interforze contro i furti di cavi e metalli. La stessa inchiesta segnala riparazioni effettuate da Tesla e tempi più lunghi per altre sostituzioni. Non è stato però individuato, nelle fonti consultate, un quadro pubblico aggiornato che dica quante colonnine siano state ripristinate, quali siano ancora fuori servizio e quali misure specifiche siano state adottate dopo la denuncia del 10 settembre.

Per chi usa un’auto elettrica, la distinzione decisiva è fra punto installato e punto utilizzabile. È un aspetto concreto della transizione energetica che Mediterranea24 ha già richiamato: contano le infrastrutture che funzionano davvero. In questo caso servono dati verificabili su guasti, denunce e tempi di ripristino, così che un automobilista possa sapere prima di partire dove riuscirà a ricaricare.

Nell’immagine di copertina, un cavo tranciato, Anthony Barbagallo e alcune postazioni di ricarica ripresi nel video da lui diffuso.