Sintesi
Per i termovalorizzatori di Palermo e Catania, la Regione ha approvato il 20 luglio 2026 gli avvisi preliminari rivolti alle imprese. I bandi per costruire e gestire gli impianti sono attesi entro fine anno: gli appalti non sono ancora stati aggiudicati.

I 2 impianti dovrebbero trattare complessivamente 600.000 tonnellate annue di rifiuti non riciclabili. La Regione indica 881 milioni di euro come base d’asta, mentre l’esito delle procedure ambientali è ancora decisivo. Sono quantità e costi previsti, non risultati già raggiunti.

Dopo le integrazioni trasmesse il 2 settembre, l’ufficio regionale competente ha chiesto altri 15 giorni per le osservazioni del pubblico sul progetto di Catania. Le associazioni contestano tempi e contenuti della valutazione: il confronto è ancora aperto.

A Roma, invece, il progetto di Santa Palomba ha ottenuto l’autorizzazione nel gennaio 2026 e il cantiere è stato avviato il 15 maggio. Il primo conferimento dei rifiuti è previsto per settembre 2029. L’impianto romano è dunque in una fase più avanzata, ma non è ancora in funzione.

Articolo
Gli avvisi siciliani e le gare ancora da pubblicare
La Regione Siciliana si prepara a scegliere chi realizzerà i termovalorizzatori di Bellolampo, a Palermo, e dell’area industriale di Catania. Renato Schifani (presidente della Regione e commissario straordinario per la gestione del ciclo dei rifiuti) ha approvato con il decreto n. 8 del 20 luglio 2026 i 2 avvisi preliminari. Invitalia (agenzia nazionale incaricata di gestire le gare) opera come centrale di committenza. Gli avvisi anticipano la ricerca degli operatori economici; non sono i bandi definitivi e non assegnano i lavori.
La procedura prospettata riguarda, per ciascun impianto, la progettazione esecutiva, la costruzione e la successiva gestione per 20 anni. La Regione punta a pubblicare le gare entro la fine del 2026 e ad aggiudicarle all’inizio del 2027. Si tratta di un calendario previsto dall’Amministrazione regionale: la pubblicazione, l’aggiudicazione e l’apertura dei cantieri richiedono ancora i rispettivi atti.
Gli 800 milioni di euro sono la dotazione inizialmente indicata nell’accordo tra Regione e Invitalia; 881 milioni è la successiva base d’asta complessiva comunicata dalla Regione per i 2 impianti, che non indiciduano metà per ciascun impianto come costo definitivo dell’appalto. La capacità annunciata è di 600.000 tonnellate l’anno in totale, destinate a provenire dalle frazioni non riciclabili dopo il trattamento.
La decisione ambientale resta da chiudere
I progetti di fattibilità sono stati consegnati il 30 aprile 2026. Sono poi iniziate le valutazioni ambientali e le conferenze di servizi, chiamate a raccogliere i pareri delle Amministrazioni coinvolte. Il PAUR (provvedimento autorizzatorio unico regionale) dovrà riunire gli assensi necessari, compresa la valutazione degli effetti ambientali. L’avanzamento delle gare non equivale al rilascio dell’autorizzazione finale: alla verifica riportata da Mediterranea24 il 1° settembre, i provvedimenti conclusivi non risultavano ancora pubblicati.
Sul progetto di Catania si è aggiunto un passaggio. In seguito alle integrazioni depositate il 2 settembre, l’Ufficio speciale regionale ha chiesto al dipartimento dell’Ambiente di consentire ulteriori 15 giorni per eventuali osservazioni del pubblico. Il comunicato regionale dell’11 settembre dà conto della richiesta: da solo, non certifica che il nuovo termine sia già stato formalmente concesso. Occorrerà verificare il relativo atto e la sua decorrenza.
Le contestazioni non sono neppure nate in questi giorni. Già il 19 agosto, 15 organizzazioni, fra cui Legambiente Sicilia, WWF Sicilia, CGIL Sicilia, ARCI Sicilia e Federconsumatori Sicilia, avevano chiesto più tempo per esaminare 184 elaborati integrativi relativi ai 2 progetti. A loro giudizio, il termine allora assegnato durante il periodo feriale non permetteva una partecipazione adeguata. Le associazioni sollevano inoltre dubbi sui quantitativi da conferire, sui costi e sugli effetti ambientali. Sono obiezioni dei soggetti intervenuti nel procedimento, da valutare attraverso gli atti e le risposte delle Autorità competenti.
La Regione sostiene, dal canto suo, che i nuovi impianti ridurranno i trasferimenti dei rifiuti fuori dall’Isola e produrranno elettricità. Stima una produzione annua complessiva di 469,6 gigawattora, equivalente, secondo i suoi calcoli, al fabbisogno di 174.000 famiglie, e prospetta un risparmio sui costi del servizio. La riduzione della Tari resta una previsione, da verificare quando saranno noti costi effettivi di costruzione e gestione, ricavi energetici e tariffe applicate ai Comuni.
Roma: autorizzazione ottenuta, lavori iniziati
Il confronto con Roma riguarda soprattutto lo stato delle procedure, non l’appartenenza politica delle amministrazioni. Il progetto sostenuto dal sindaco Roberto Gualtieri (esponente del Partito Democratico) per Santa Palomba ha ottenuto il PAUR nel gennaio 2026. La realizzazione era stata aggiudicata nel maggio 2025 al raggruppamento guidato da Acea Ambiente, mentre la società RenewRome ha sottoscritto una concessione di 33 anni. Il cantiere è stato aperto il 15 maggio 2026.
L’impianto romano è progettato per trattare 600.000 tonnellate annue, una capacità pari a quella prevista complessivamente per i 2 impianti siciliani. L’investimento annunciato è di circa 1 miliardo di euro; Roma Capitale prevede l’arrivo del primo carico nel settembre 2029. Anche la promessa di minori costi per i cittadini e le prestazioni ambientali dichiarate dai promotori dovranno essere confrontate con i dati dell’impianto in esercizio.
Durante gli scavi di Santa Palomba, il 10 giugno 2026, è stata rinvenuta una porzione di strada basolata. Roma Capitale ha comunicato il 23 giugno la sospensione temporanea dei lavori nel punto interessato, in attesa delle determinazioni della Soprintendenza: l’atto non descrive il blocco dell’intero cantiere.
Mediterranea24 aveva già seguito la consegna dei progetti siciliani e ricostruito le spedizioni dei rifiuti fuori dall’Isola e il nodo Tari. Il passaggio da osservare adesso è verificabile negli atti: quando saranno rilasciate le autorizzazioni siciliane, quali condizioni conterranno e a quali importi saranno pubblicate le gare.
Nell’immagine di copertina, la discarica di Bellolampo per il trattamento dei rifiuti ubicata nella omonima contrada del Comune di Palermo, firma protocollo 15gennaio 2025 Schifani e Mattarella di Invitalia, il via di Gualtieri dapertura del cantiere romano per realizzare il termovalorizzatore.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.








