Sintesi
L’inchiesta su Gaetano Armao approfondisce il sospetto di interventi sulle assegnazioni delle pratiche ambientali e sulle priorità della commissione che presiedeva. Nel filone dei rifiuti, Gaspare Vitrano respinge la ricostruzione del proprio ruolo. Le accuse devono ancora essere accertate.

Renato Schifani sarà ascoltato il 15 ottobre dalla commissione regionale Antimafia, insieme ad assessori, dirigenti e responsabile dell’Anticorruzione. Intanto, un protocollo estende le verifiche sui finanziamenti alle imprese e ai loro fornitori. Il problema riguarda anche l’efficacia dei controlli.

Il confronto sulla distanza fra cittadini e politica richiede dati corretti su sanità, pensioni e conti pubblici. L’invecchiamento della popolazione aumenta le esigenze di assistenza, mentre il bilancio impone scelte. Conta come vengono raccolte e utilizzate le risorse.

A Messina, nell’incontro dell’8 ottobre, Nicola Gratteri ha invitato gli studenti a studiare, partecipare e non rassegnarsi. Gianna Fracassi ha richiamato le difficoltà della scuola pubblica. L’istruzione aiuta a riconoscere e contestare ciò che non funziona.

Articolo
Le assegnazioni delle pratiche al centro dell’inchiesta
Chi decide quali tecnici devono esaminare un progetto può incidere sul percorso della pratica, anche quando il parere finale viene approvato da una commissione. È questo uno dei punti dell’inchiesta su Gaetano Armao (avvocato, docente universitario, già vicepresidente della Regione Siciliana ed ex presidente della Commissione tecnica specialistica per le valutazioni ambientali). La Procura di Palermo sta verificando se la gestione delle pratiche sia stata utilizzata per favorire interessi privati in cambio di denaro.
Secondo la ricostruzione investigativa riportata nelle cronache, Armao avrebbe raccolto richieste e sollecitazioni degli imprenditori, intervenendo poi sulla scelta dei componenti incaricati di esaminare i progetti. Fausto Ronsisvalle (componente e coordinatore della sottocommissione Energia) avrebbe riferito anomalie nell’assegnazione delle pratiche e interventi diretti di Gaetano Armao, allora presidente della Commissione tecnica specialistica regionale Il sospetto riguarda quindi anche la fase precedente al voto: chi riceveva una pratica, quali modifiche venivano richieste e quali progetti ottenevano precedenza. Questi elementi restano da valutare nel loro contesto.
Armao respinge le accuse. Nella nota diffusa il 2 ottobre ha sostenuto di poter dimostrare l’infondatezza delle contestazioni e ha richiamato la natura collegiale della commissione, affermando che il 99% dei pareri veniva approvato all’unanimità. Ha inoltre precisato che il suo incarico di presidente era terminato il 9 agosto e ha annunciato le dimissioni da consigliere giuridico del presidente regionale.
La gara dei rifiuti e la replica di Vitrano
Un altro capitolo riguarda l’appalto da 147,1 milioni di euro per 7 anni di servizi dei rifiuti, suddiviso in 2 lotti tra Agrigento e altri 9 Comuni. Nel filone risultano indagati Armao, Pierluigi Matta (avvocato), Valentina Matta (avvocata e cugina di Pierluigi), Gaspare Vitrano (deputato regionale di Forza Italia e presidente della commissione Attività produttive dell’Ars, Assemblea regionale siciliana), Giuseppe Gaglio e Pietro Alongi (imprenditori del settore ambientale).
Secondo gli investigatori, una consulenza legale potrebbe aver coperto un pagamento illecito. Le cronache collocano al 15 giugno 2026 un incontro tra gli imprenditori e lo studio legale, con la presenza di Vitrano. L’incarico sarebbe stato concordato a luglio, ma la lettera avrebbe riportato la data del 7 aprile, precedente alla nomina di Armao nella commissione della gara. La retrodatazione è uno degli elementi sui quali si concentra l’accusa.
Vitrano sostiene di essersi limitato a mettere in contatto gli interessati. Attraverso Vincenzo Lo Re (suo difensore), ha spiegato di avere inizialmente indicato un altro amministrativista, che però assisteva un concorrente. Sarebbero stati gli imprenditori a chiedergli successivamente un appuntamento con Pierluigi Matta. La difesa aggiunge che le imprese si sarebbero classificate ultime e penultime nei rispettivi lotti: una circostanza da confrontare con gli atti della procedura e con le contestazioni della Procura.
Schifani in Antimafia il 15 ottobre
Sul piano istituzionale, Renato Schifani (presidente della Regione Siciliana, esponente di Forza Italia) è stato convocato per giovedì 15 ottobre, alle 12, dalla Commissione Antimafia dell’Ars. Saranno ascoltati anche assessori, dirigenti dei dipartimenti coinvolti e responsabile regionale dell’Anticorruzione. La convocazione è stata annunciata il 9 ottobre da Antonello Cracolici (presidente della Commissione, deputato regionale del Partito democratico).
Cracolici ha distinto l’accertamento penale dalle responsabilità politiche nelle nomine e nei controlli. Ha inoltre indicato nell’incertezza dei tempi amministrativi una condizione che può favorire la ricerca di intermediari. Il tema riguarda tutte le imprese: una procedura comprensibile, con tempi prevedibili, riduce la dipendenza da contatti personali.
Il 9 ottobre la Regione ha firmato con Irfis (società finanziaria regionale) e le prefetture di Palermo, Agrigento, Trapani e Caltanissetta un protocollo per rafforzare le verifiche antimafia sui finanziamenti. Nell’ambito della misura per il turismo, la soglia per l’informativa antimafia scende da 150.000 a 100.000 euro per le imprese beneficiarie e da 150.000 a 50.000 euro per determinati fornitori del settore edile. Il documento riguarda la prevenzione delle infiltrazioni nei finanziamenti e non costituisce un accertamento sulle vicende dell’inchiesta.
La distanza fra percezioni e realtà
Il caso siciliano pone una domanda che riguarda tutti: come capire se chi governa sta lavorando bene oppure male? Per giudicarlo servono informazioni corrette. Ipsos (istituto che svolge sondaggi) ha rilevato che le persone, anche in Italia, possono avere un’idea della realtà diversa da quella mostrata dai dati. Per esempio, possono credere che ci siano più disoccupati o più reati di quanti risultino dalle statistiche. Questo può influenzare anche il giudizio sulla politica: se si parte da informazioni sbagliate, si rischia di attribuire a chi governa meriti o colpe che non corrispondono ai fatti. Nel 2018, una ricerca collocava l’Italia al primo posto, tra 13 Paesi esaminati, per questa distanza tra convinzioni e realtà. È però un risultato di allora: per sapere come stanno le cose oggi occorrono indagini aggiornate.
Informarsi richiede tempo, soprattutto quando occorre distinguere una promessa da una decisione finanziata, una denuncia da un fatto accertato o un dato attuale da una vecchia rilevazione. C’è il doveroso dovere della Politica e delle Istituzioni di rendere accessibili e comprensibili le proprie scelte. Anche la qualità dell’informazione pubblica incide sulla possibilità di partecipare consapevolmente.
Gratteri agli studenti, partecipare senza rassegnarsi
A Messina, l’8 ottobre 2026, studenti delle scuole e dell’università si sono riuniti nell’aula magna del palazzo del Rettorato dell’Università di Messina, in piazza Pugliatti 1. L’incontro “Diritto all’istruzione” è servito a spiegare come studiare aiuti a conoscere i propri diritti, riconoscere le ingiustizie e opporsi alla criminalità. Lo hanno organizzato la Flc Cgil (sindacato dei lavoratori della scuola e dell’università), guidata a Messina da Patrizia Donato (segretaria generale provinciale), insieme all’Udu (Unione degli universitari) e alla Rete degli studenti medi (organizzazione degli studenti delle scuole superiori). Nicola Gratteri (procuratore della Repubblica di Napoli) ha risposto alle domande degli studenti collegandosi a distanza in videoconferenza.
“Protestate e contestate, non vi rassegnate”, ha detto Gratteri, indicando nello studio uno strumento di emancipazione e di resistenza ai condizionamenti criminali. Gianna Fracassi (segretaria generale nazionale della Flc Cgil) ha richiamato le carenze degli edifici scolastici e il precariato, chiedendo investimenti capaci di superare l’orizzonte di una singola legislatura.
A questa esigenza di trasparenza si collega il richiamo di Annamaria Frustaci (sostituta procuratrice della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro), “La vera forza della mafia è fuori dalla mafia”: il potere delle cosche può crescere grazie agli appoggi di imprenditori, professionisti e persone nella Politica e nelle Istituzioni, rendendo essenziali controlli efficaci e decisioni pubbliche verificabili dai cittadini.
Mediterranea24 ha già ricostruito l’allargamento dell’inchiesta a rifiuti, sanità e appalti. Questo aggiornamento affianca alle contestazioni le repliche degli interessati e i nuovi passaggi istituzionali.
Nota
Per tutte le vicende sopra ancora sottoposte a indagini o a giudizio, le ricostruzioni dell’accusa dovranno essere dimostrate nel contraddittorio tra le parti e la responsabilità degli indagati o degli imputati potrà considerarsi accertata soltanto dopo una sentenza definitiva, in ossequio al principio costituzionale di non colpevolezza.
Nell’immagine di copertina, Palazzo dei Normanni a Palermo sede dell’Assemblea regionale siciliana; in alto a destra Nicola Gratteri in videoconferenza e, sotto, l’incontro con gli studenti nell’aula magna del Rettorato dell’Università di Messina.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









