Cannabis terapeutica in Sicilia. Le richieste dei pazienti all’Università degli Studi di Messina: “Subito un tavolo tecnico stabile”

Occhiello L’Associazione Pazienti Cannabis APS ETS interviene al convegno accademico, presenta una relazione sulle criticità regionali e annuncia una nuova istanza formale via PEC

Sintesi

L’Associazione Pazienti Cannabis APS ETS ha preso parte il 10 e 11 ottobre a un confronto scientifico all’Università degli Studi di Messina sulla cannabis terapeutica, portando una relazione tecnica sulle difficoltà di accesso in Sicilia e chiedendo l’istituzione di un tavolo tecnico regionale permanente. È stato concesso il patrocinio all’iniziativa per il suo rilievo clinico e sociale e per il coinvolgimento diretto dei malati nel dibattito sanitario. Alla presentazione era presente anche l’Associazione Carlo Therapy, che ha condiviso e sottoscritto i contenuti del documento. L’ente del Terzo Settore con la sua presidente Santa Sarta, annuncia l’invio di una nuova istanza via PEC corredata da un allegato tecnico firmato anche da medici ospedalieri, mentre ribadisce la propria missione di tutela, informazione e promozione del diritto alla cura con cannabis medica nel quadro normativo nazionale vigente.

Articolo

Il 10 e 11 ottobre l’Associazione Pazienti Cannabis APS ETS, guidata dalla presidente Santa Sarta, ha partecipato presso l’Università degli Studi di Messina a una tavola rotonda e a un convegno dedicati alla cannabis a uso terapeutico, confrontandosi con medici, farmacisti, ricercatori e rappresentanti delle istituzioni. Due giornate di approfondimento tecnico e dialogo multidisciplinare che hanno posto al centro il tema dell’appropriatezza prescrittiva, della continuità assistenziale e dell’uniformità di accesso sul territorio regionale.

In qualità di organizzazione rappresentativa dei pazienti e iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, l’associazione nel corso dell’incontro ha consegnato una relazione tecnica che analizza le principali criticità riscontrate in Sicilia, tra cui difformità applicative nelle aziende sanitarie, tempi non omogenei nelle autorizzazioni e difficoltà nell’approvvigionamento dei preparati magistrali a base di cannabinoidi, ribadendo la richiesta di istituire un tavolo tecnico regionale permanente capace di coordinare assessorato, strutture ospedaliere e professionisti sanitari.

Alla presentazione del documento ha preso parte anche l’Associazione Carlo Therapy, realtà con cui esiste una collaborazione consolidata sul territorio siciliano, che ha sostenuto e condiviso integralmente i contenuti della relazione. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il fondamento clinico e scientifico delle proposte avanzate, superando approcci ideologici e ricondurre la cannabis medica alla sua dimensione di terapia regolata.

Sul piano normativo, la cannabis a uso medico in Italia trova disciplina nel Decreto Ministeriale 9 novembre 2015 e successive modifiche, che ne regolano prescrizione, allestimento galenico e distribuzione, nonché nelle disposizioni attuative regionali. La produzione nazionale è affidata allo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, mentre l’importazione è autorizzata dal Ministero della Salute nei casi di fabbisogno non coperto. In questo contesto, più pronunce giurisprudenziali amministrative hanno ribadito il principio di continuità terapeutica per i pazienti già in trattamento, richiamando le Regioni a garantire procedure non discriminatorie e coerenti con i livelli essenziali di assistenza.

Nei prossimi giorni l’associazione preannuncia l’invio di una nuova istanza formale, corredata da un allegato tecnico di approfondimento sottoscritto dall’Associazione Carlo Therapy e firmato anche da medici ospedalieri, a conferma della solidità clinica delle proposte. L’iniziativa mira a sollecitare un confronto istituzionale stabile e non episodico, capace di tradurre le evidenze scientifiche in procedure chiare e omogenee.

Pazienti Cannabis APS nasce nel 2025 in adeguamento al Codice del Terzo Settore, proseguendo il percorso avviato nel 2018 con il Comitato Pazienti Cannabis Medica. Da allora l’impegno dichiarato è rimasto invariato: tutelare, informare e affiancare chi ricorre alla cannabis terapeutica in Italia, promuovendo informazione scientifica trasparente, facilitando il dialogo tra pazienti, medici e farmacisti, sostenendo iniziative di sensibilizzazione e proposte di riforma legislativa, offrendo ascolto e protezione dei diritti individuali.

Dietro l’organizzazione vi sono pazienti, familiari, caregiver e professionisti che hanno scelto di trasformare esperienze personali spesso complesse in un’azione collettiva strutturata. Non soltanto incarichi formali, ma storie di malattia e percorsi di cura che alimentano una rete solidale e competente, con l’intento di migliorare la qualità della vita di chi individua nella cannabis medica una risposta terapeutica riconosciuta dall’ordinamento. In questa prospettiva, il diritto alla cura viene interpretato non come concessione eventuale, ma come prerogativa esigibile, fondata sull’ascolto dei pazienti e sul rispetto delle evidenze cliniche.