Sintesi
Pioggia, allagamenti e smottamenti hanno colpito la riviera jonica messinese e l’entroterra, tra la sera del 20 e ieri 21 ottobre. Le segnalazioni riguardano strade, sottopassi e collegamenti con i centri collinari. A Giardini Naxos è stata danneggiata anche una condotta idrica. Gli effetti hanno coinvolto spostamenti e servizi.

Furci Siculo ha annunciato la chiusura delle scuole dalla sera precedente. Santa Teresa di Riva e Savoca hanno deciso al mattino, poco prima delle 8, quando una parte della popolazione scolastica era già in movimento. Il preavviso ha fatto la differenza per le famiglie.

L’allerta gialla segnalava un pericolo e consentiva misure più severe nei territori a rischio. Ma i compiti di prevenzione non ricadevano soltanto sui sindaci: anche le strutture regionali dovevano seguire l’evoluzione del maltempo e, quando necessario, avvertire i Comuni. Occorre verificare se le informazioni e le decisioni siano arrivate in tempo.

Articolo
Le scuole e il tempo perso prima dell’avviso
Le chiusure scolastiche non sono arrivate nello stesso momento. Nel comprensorio jonico messinese, colpito dai temporali tra la sera del 20 e ieri 21 ottobre, alcun sindaci di sono attivati già dalla sera del 20, come Matteo Francilia primo cittadino di di Furci Siculo nella mattinata i sindaci, Danilo Lo Giudice di Santa Teresa di Riva e Massimo Stracuzzi di Savoca, seppure in questi ultimi casi gli studenti e personale scolastico stavano già raggiungendo gli istituti.

A Furci Siculo (Comune costiero ionico della Città metropolitana di Messina), Matteo Francilia (sindaco) ha motivato la sospensione con le condizioni effettive del territorio, nonostante il giallo. A Santa Teresa di Riva (Comune costiero ionico della Città metropolitana di Messina), Danilo Lo Giudice (sindaco) ha riconosciuto il poco preavviso. Analoga ammissione è contenuta nella comunicazione di Massimo Stracuzzi (sindaco) per Savoca (Comune collinare del versante ionico della Città metropolitana di Messina).
A Santa Teresa la decisione è formalizzata nell’ordinanza n. 119 del 21 ottobre, che dispone la chiusura dei plessi e dei servizi per l’infanzia, la sospensione delle attività didattiche e amministrative e dei servizi comunali di mensa e scuolabus.
L’allerta gialla non chiude la questione delle responsabilità
L’avviso regionale n. 26293, emesso alle 16 del 20 ottobre e valido fino alla mezzanotte del 21, richiamava i possibili problemi provocati dall’acqua nelle aree abitate e vicino ai corsi d’acqua. Invitava le autorità locali a seguire anche peggioramenti improvvisi e consentiva misure operative superiori a quelle associate al giallo. Conteneva dunque indicazioni di prudenza, ma non una previsione dettagliata degli effetti in ciascun Comune.
Questo, però, non basta a considerare concluso il compito delle strutture tecniche regionali. Il Centro funzionale decentrato Idro (struttura regionale che valuta i rischi di allagamenti, frane e piene) dichiara tra le proprie attività il controllo in tempo reale delle precipitazioni e dei livelli dei corsi d’acqua. Prevede inoltre avvisi specifici quando necessari e l’allertamento dei Comuni, attraverso la sala operativa regionale, quando le stazioni superano le soglie critiche locali. L’attività non si esaurisce quindi con il bollettino del pomeriggio precedente.
La domanda da porre è concreta: durante la notte quali dati sono stati rilevati, quali soglie sono state superate e quali comunicazioni sono state inviate ai Comuni, a che ora? Senza questi elementi non si può stabilire se il sistema abbia funzionato correttamente, né attribuire ogni eventuale ritardo alle sole amministrazioni locali.
Chi prepara le previsioni e chi emette l’allerta in Sicilia
Il Centro funzionale decentrato Idro è stato formalmente costituito nel 2014 e prepara gli avvisi regionali utilizzando le previsioni quantitative delle precipitazioni fornite dal Centro funzionale centrale del Dipartimento nazionale della Protezione civile. In termini semplici, le previsioni indicano quanta pioggia potrebbe cadere, mentre la valutazione regionale considera i problemi che quell’acqua potrebbe provocare sul territorio.
Alla preparazione delle previsioni nazionali concorrono il Centro funzionale centrale, il servizio meteorologico dell’Aeronautica militare e strutture specialistiche di Piemonte ed Emilia-Romagna. La partecipazione di centri del Nord Italia non significa che l’allerta siciliana venga decisa altrove e inoltrata ai sindaci. La Regione mantiene i propri compiti di valutazione e allertamento.
Nell’organizzazione della Protezione civile siciliana compare inoltre un’Unità Meteo, con funzioni di previsione regionale e di nowcasting (valutazione dell’evoluzione del tempo nelle ore immediatamente successive). Per caèire quanto questa struttura sia effettivamente attrezzata servono però informazioni su personale, turni, strumenti e attività svolte, non la sola presenza nell’organigramma.
La tecnologia ha limiti, ma richiede informazioni sempre più utili
Nel 2026 è legittimo chiedere che gli strumenti disponibili siano utilizzati al meglio. Non sarebbe invece scientificamente corretto pretendere la previsione esatta di ogni temporale, strada per strada. La stessa Protezione civile nazionale riconosce l’incertezza delle previsioni, ma precisa che quelle destinate a proteggere la popolazione devono raggiungere il massimo dettaglio possibile su tempi, luoghi e quantità dei fenomeni attesi.
L’incertezza non può quindi diventare una spiegazione buona per ogni ritardo. Occorre confrontare ciò che era prevedibile prima dell’evento con ciò che è diventato osservabile mentre pioveva. Anche quando non è possibile anticipare con precisione un nubifragio, resta da verificare se il suo sviluppo sia stato seguito e comunicato abbastanza rapidamente da consentire misure di protezione.
I sindaci potevano intervenire, ma va verificata tutta la catena
Per chiudere le scuole non occorre necessariamente aspettare l’allerta rossa. Il sistema nazionale di allertamento prevede che il sindaco adotti le misure del piano comunale considerando i rischi locali. L’articolo 12 del Codice della protezione civile gli attribuisce inoltre compiti di prevenzione dei gravi pericoli e di informazione alla popolazione. La valutazione deve comprendere anche le strade percorse da studenti, famiglie e lavoratori, non soltanto la sicurezza degli edifici scolastici. www.protezionecivile.gov.it
Un principio pertinente emerge anche dalla sentenza della Cassazione penale n. 16761 del 2010, relativa al disastro di Sarno (Comune della provincia di Salerno in Campania colpito disastro idrogeologico di Sarno è avvenuto tra il 5 e il 6 maggio 1998): l’attribuzione di competenze ad altri livelli istituzionali non cancella, da sola, i compiti propri del sindaco. È un precedente sui doveri di protezione civile, non una decisione sulle chiusure scolastiche con allerta gialla e neppure una prova di responsabilità per questi fatti.
La verifica deve dunque riguardare sia chi ha prodotto e trasmesso le informazioni, sia chi doveva trasformarle in decisioni. Non basta richiamare il “giallo” per escludere ogni responsabilità, così come non basta constatare i danni per dichiarare sbagliata l’allerta. Servono dati, orari, comunicazioni e provvedimenti: soltanto questi permettono di distinguere un limite inevitabile della previsione da una carenza tecnica, organizzativa o amministrativa.
Da Taormina a Giardini Naxos, allagamenti e disservizi
A Taormina (Comune costiero ionico della Città metropolitana di Messina), le cronache dell’episodio segnalano criticità e allagamenti nella frazione di Trappitello. A Giardini Naxos (Comune costiero ionico della Città metropolitana di Messina), è documentata la chiusura per allagamento del sottopasso di Calcarone, con l’intervento della Protezione civile e della polizia locale.
A Giardini Naxos la piena del torrente Santa Venera ha inoltre provocato il danneggiamento e il distacco di una condotta, con disservizi idrici a Schisò, Chianchitta, Recanati e Mareprovvido. Secondo la comunicazione comunale riportata dalla stampa, i lavori hanno richiesto anche la deviazione temporanea dell’acqua per consentire l’intervento in sicurezza. La segnalazione è stata pubblicata il 21 ottobre e riconduce la piena al giorno precedente.
Letojanni, Sant’Alessio e i collegamenti con l’entroterra
A Letojanni (Comune costiero ionico della Città metropolitana di Messina), fango e detriti hanno interessato la Statale 114 in contrada Milianò, con interventi già durante la notte. Sulla provinciale 12, tra Sant’Alessio Siculo (Comune costiero ionico della Città metropolitana di Messina) e Limina (Comune collinare del versante ionico della Città metropolitana di Messina), sono stati segnalati massi, smottamenti e vegetazione sulla carreggiata. Nel territorio di Sant’Alessio Siculo, mercoledì 21 ottobre 2026, durante le prime ore del mattino, a causa delle intense piogge che hanno provocato il crollo di rami, alberi, fango e detriti sulla carreggiata, un autobus è rimasto bloccato, ripartendo dopo l’intervento degli addetti alla viabilità metropolitana.
A Limina (Comune collinare della Città metropolitana di Messina) è riportato il crollo della facciata di un edificio disabitato in via Galileo Galilei, con materiale sulla strada e messa in sicurezza dell’area da parte dell’amministrazione. A Castelmola (Comune collinare della Città metropolitana di Messina), una frana ha ostruito la strada in contrada Conchi. La cronaca riferisce il monitoraggio dei danni da parte di Orlando Russo (sindaco).
Santa Teresa, Furci, Roccalumera e Nizza
Acqua sulla sede stradale e difficoltà per gli automobilisti sono state segnalate sul lungomare di Santa Teresa. A Furci un automobilista è finito in un ampio accumulo d’acqua lungo il collegamento verso Grotte e Calcare, riuscendo a uscirne. Allagamenti sui lungomari sono riportati anche a Roccalumera e Nizza di Sicilia (Comuni costieri ionici della Città metropolitana di Messina). Le prime notizie parlano anche di danni a strutture pubbliche, senza fornire un inventario che consenta di quantificarli.
A Capo Alì, la caduta di sassi ha interessato la Statale 114 e la zona del ponte Graci. Pietrisco è stato segnalato anche sulla provinciale 28 verso Alì (Comune collinare del versante ionico della Città metropolitana di Messina). Le criticità hanno quindi riguardato sia la costa sia le vie di accesso ai paesi.
Messina, sottopassi allagati e centro operativo attivato
A Messina, Galati Sant’Anna ha registrato difficoltà nel collegamento con la statale, mentre al palazzetto di Mili sono state segnalate infiltrazioni. Altri disagi hanno interessato Santa Margherita, la zona nord e i quartieri di Camaro, Catarratti e Bordonaro. Le criticità di questi ultimi sono state richiamate pubblicamente da Alessandro Cacciotto (consigliere della Terza Circoscrizione).
L’amministrazione di Federico Basile (sindaco di Messina) ha comunicato l’attivazione del Centro operativo comunale, la struttura che coordina gli interventi locali, nella tarda mattinata del 21 ottobre. Sono stati coinvolti servizi tecnici, volontariato, manutenzioni e società comunali, insieme alla Città metropolitana. L’attivazione documenta una risposta all’emergenza, ma non equivale a una chiusura preventiva delle scuole.
Lo stesso criterio per tutte le Amministrazioni
Una ricostruzione imparziale deve distinguere ciò che è documentato da ciò che resta da accertare. Per Taormina, Giardini Naxos, Letojanni, Sant’Alessio, Roccalumera, Nizza, Alì Terme, Alì, Itala e Scaletta Zanclea non sono stati reperiti riscontri sufficienti a ricostruire, Comune per Comune, un’eventuale chiusura scolastica e l’orario della comunicazione. Lo stesso limite riguarda diversi centri dell’entroterra, tra cui Forza d’Agrò, Gallodoro, Mongiuffi Melia, Roccafiorita, Antillo, Casalvecchio Siculo, Pagliara, Mandanici e Fiumedinisi.
Glli ambulanti arrivati nel piazzale Stracuzzi di Santa Teresa sono poi dovuti ripartire sotto la pioggia. Tutti questi casi pongono comunque una domanda concreta: quali procedure consentono di avvertire per tempo scuole, pendolari e operatori dei mercati quando il peggioramento è già in corso?
I rischi conosciuti e la prevenzione da verificare
Mediterranea24 ha già approfondito il problema dei sottopassi allagati e della sicurezza sulla Statale 114 a Sant’Alessio. Quel precedente riguarda anche eventi del 2025 e non va confuso con i danni del 20 e 21 ottobre 2026, ma richiama un problema tuttora pertinente: individuare i punti vulnerabili e predisporre protezioni e interdizioni prima che diventino impraticabili.
La domanda riguarda tutti gli Enti competenti: quando hanno riconosciuto i pericoli, quali misure hanno adottato e con quanto anticipo hanno avvertito i cittadini ? Il colore dell’allerta non può sostituire la conoscenza del territorio, il controllo di ciò che accade e la tempestività delle decisioni. Un sistema di protezione civile non si misura dai bollettini pubblicati o dall’efficienza annunciata, ma dalla capacità concreta di proteggere le persone. In una Repubblica democratica, la sicurezza dei cittadini è un dovere delle istituzioni: richiede strutture che funzionino, responsabilità chiare e informazioni utili prima che le persone si trovino in pericolo.
Nell’immagine di copertina, una strada allagata sulla Jonica messinese; la rappresentazione meteorologica e la mappa dell’allerta gialla del 21 ottobre.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









