Sintesi
Il problema del traffico pesante prodotto dal raddoppio ferroviario Giampilieri-Fiumefreddo era noto agli Enti locali già nel 2018, molto prima dell’apertura degli attuali cantieri. Rete Ferroviaria Italiana trasmise il progetto definitivo alle Amministrazioni interessate nell’ottobre di quell’anno e nel novembre successivo convocò la Conferenza di servizi. Nei documenti erano presenti anche gli elaborati relativi alla cantierizzazione e alla viabilità utilizzata per trasportare i materiali.

La prova più significativa arriva da Scaletta Zanclea. Il Consiglio comunale, il 27 novembre 2018, richiamò esplicitamente i percorsi dei mezzi di cantiere sulla SS114, segnalò la mancanza di un’alternativa viaria per Scaletta e Itala e chiese la realizzazione di rampe di accesso all’autostrada Messina-Catania nei pressi della futura fermata Scaletta-Itala. Nello stesso atto si faceva riferimento al previsto transito di 200 autocarri al giorno di circa 40 tonnellate ciascuno. Il rischio di congestionare la Riviera, dunque, era già scritto negli atti.

Non fu soltanto Scaletta a pronunciarsi sul progetto. Tra il 2018 e il 2019 risultano formalmente agli atti della Conferenza di servizi deliberazioni o pareri di Itala, Alì Terme, Nizza di Sicilia, Roccalumera, Pagliara, Furci Siculo, Santa Teresa di Riva, Savoca, Sant’Alessio Siculo, Forza d’Agrò, Gallodoro, Castelmola, Letojanni, Taormina e Giardini Naxos. Questo dimostra che i Comuni ebbero modo di formulare prescrizioni prima dei cantieri. Non sarebbe però corretto attribuire a ciascuno di loro la richiesta dei mini-svincoli senza disporre del testo integrale delle rispettive osservazioni.

La richiesta di Scaletta relativa alle rampe autostradali non risulta poi entrata nelle opere da realizzare del progetto ferroviario originario. La documentazione finale della Conferenza di servizi distingue infatti le prescrizioni accolte da quelle non accolte e rinvia alle valutazioni di Italferr del settembre 2020; la ricostruzione pubblicata successivamente sulla vicenda di Scaletta indica proprio le rampe A18 tra le richieste “non accolte”. Gli attuali mini-svincoli esclusivamente destinati ai mezzi di cantiere appartengono a una fase successiva.

Oggi, 22 settembre 2026, il quadro si è ulteriormente complicato. Il procedimento ambientale per gli svincoli provvisori ha riguardato originariamente Taormina, Itala, Sant’Alessio Siculo e Nizza di Sicilia; dopo l’esito parzialmente positivo con prescrizioni, Nizza e Sant’Alessio hanno compiuto ulteriori passi autorizzativi, mentre Taormina necessita ancora di adempimenti. Parallelamente il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha imposto interventi urgenti di mitigazione sulla A18 entro il 3 ottobre, collegando l’eventuale chiusura al mancato ripristino di condizioni adeguate di sicurezza. La strada individuata per togliere i camion dai centri abitati è quindi la stessa autostrada sulla quale sono emerse rilevanti criticità strutturali.
Articolo
Il problema era già conosciuto prima dei cantieri
La domanda centrale è se gli enti della Riviera ionica messinese abbiano scoperto soltanto negli ultimi anni che il raddoppio ferroviario Giampilieri-Fiumefreddo avrebbe comportato un forte movimento di mezzi pesanti sulla viabilità ordinaria. Gli atti pubblici consentono di rispondere negativamente almeno per una parte essenziale della questione: la cantierizzazione, i percorsi utilizzati per movimentare terre e materiali e l’impatto sulla SS114 erano già sottoposti all’attenzione delle amministrazioni nel 2018.
Rete Ferroviaria Italiana (RFI) aveva infatti trasmesso il progetto definitivo alle Amministrazioni interessate il 24 ottobre 2018 e nel novembre successivo aveva avviato la Conferenza di servizi, convocando gli enti per il 29 novembre. Il procedimento si sarebbe concluso soltanto il 14 agosto 2020, dopo l’acquisizione dei numerosi pareri e delle prescrizioni degli enti territoriali.
Anche la procedura ambientale era partita nel 2018. Il progetto del raddoppio era stato presentato nell’agosto di quell’anno e sottoposto alla consultazione prevista dalla normativa, con migliaia di elaborati tecnici disponibili nel fascicolo ministeriale. Non si trattava quindi di un impatto viario emerso quando le ruspe erano già entrate nei cantieri.
Scaletta lesse negli elaborati il percorso dei camion
Il documento più chiaro reperito è la deliberazione del Consiglio comunale di Scaletta Zanclea (Comune costiero ionico della Città metropolitana di Messina) n. 37 del 27 novembre 2018, adottata appena 2 giorni prima della riunione della Conferenza di servizi.
Il Comune scriveva di avere esaminato gli elaborati progettuali relativi alla cantierizzazione e rilevava che la movimentazione dei materiali era prevista lungo la SS114, attraversando il centro abitato di Scaletta Marina. Nella stessa deliberazione veniva ricordato che Scaletta e Itala non disponevano di una seconda strada realmente alternativa alla Statale e che gli accessi più vicini all’A18 erano quelli di Messina e Roccalumera.
L’Amministrazione valutava inoltre una durata delle lavorazioni di almeno 68 mesi e prospettava una presenza quotidiana molto consistente di camion e betoniere. Il successivo passaggio della deliberazione quantificava, richiamando quanto previsto dal progetto, il transito in 200 autocarri al giorno del peso di circa 40 tonnellate ciascuno.
Nel 2018 fu già chiesto un collegamento diretto con l’A18
È soprattutto il punto dedicato alla viabilità alternativa a fornire un precedente diretto rispetto al dibattito odierno. Il Consiglio comunale chiedeva a RFI la realizzazione di rampe di accesso all’autostrada Messina-Catania nei pressi della costruenda fermata Scaletta-Itala, motivandola proprio con la necessità di ridurre il transito dei mezzi pesanti sulla SS114 e dentro il centro abitato.
La richiesta andava persino oltre l’utilizzazione temporanea di cantiere: il Comune ipotizzava che quelle rampe potessero conservare in seguito una funzione di alleggerimento del traffico e di collegamento in caso di emergenze. Chiedeva inoltre controlli sulla Statale e il ripristino della sede stradale e dei sottoservizi eventualmente danneggiati dai mezzi pesanti.
Quella richiesta non divenne un’opera del progetto originario
RFI e Italferr esaminarono tutte le richieste e le osservazioni presentate dai Comuni e dagli altri Enti. Alcune erano già previste nel progetto, altre furono rinviate a successive modifiche o approfondimenti tecnici, mentre altre vennero respinte. Per quelle non accettate, Italferr spiegò ufficialmente le ragioni in una nota del 3 settembre 2020.
La successiva documentazione di gara di RFI precisa che le prescrizioni indicate come “non accolte” non dovevano essere realizzate dall’appaltatore (cioè dal raggruppamento di imprese incaricato della progettazione esecutiva e dei lavori, guidato da Webuild insieme a Pizzarotti, poi organizzato nel Consorzio Messina Catania Lotto Nord per la tratta Taormina-Giampilieri).
Nella ricostruzione delle richieste avanzate dal Comune di Scaletta Zanclea, sulla base della valutazione di Italferr (società di ingegneria del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane che cura progettazione e attività tecniche per le infrastrutture ferroviarie), le rampe di collegamento con l’autostrada Messina-Catania risultano proprio tra le richieste non accolte.
Questo passaggio è fondamentale: esisteva già nel 2018 una richiesta locale di portare i camion direttamente verso l’A18, ma non coincide con l’attuale progetto dei mini-svincoli provvisori e non risulta che fosse stata inserita da RFI nel progetto ferroviario originario.
Tutti i Comuni furono chiamati a pronunciarsi
L’ordinanza che ha chiuso la Conferenza di servizi consente anche di ricostruire un punto che finora è rimasto poco evidenziato nel dibattito pubblico: le amministrazioni della Riviera non erano estranee al procedimento.
Risultano agli atti il parere di Scaletta Zanclea del 27 novembre 2018; quello di Alì Terme del 27 dicembre 2018; Roccalumera del 28 dicembre 2018; Santa Teresa di Riva del 21 dicembre 2018; Sant’Alessio Siculo del 29 gennaio 2019; Nizza di Sicilia del 19 dicembre 2019; Giardini Naxos del 28 dicembre 2018; Taormina del 27 dicembre 2018, successivamente integrato il 20 giugno 2019. A questi si aggiungono Itala, Pagliara, Furci Siculo, Savoca, Forza d’Agrò, Gallodoro, Castelmola e Letojanni. Anche ANAS e il Consorzio per le Autostrade Siciliane (CAS) presero parte al procedimento secondo le rispettive competenze.
Ciò che gli atti reperiti non consentono di sostenere è che tutti questi Comuni avessero già chiesto mini-svincoli o rampe autostradali. La prova documentale è chiara per Scaletta. Per le altre Amministrazioni è accertata l’esistenza delle deliberazioni e delle prescrizioni, ma non sempre i relativi testi integrali del 2018-2019 sono tuttora indicizzati o facilmente consultabili online.
Giardini Naxos guardava soprattutto alla vecchia linea ferroviaria
Per Giardini Naxos (Comune costiero ionico della Città metropolitana di Messina) sono rintracciabili anche precedenti del 2018. Già nel marzo di quell’anno l’Amministrazione si era confrontata con RFI sul futuro raddoppio. Le richieste ricostruite dalle fonti dell’epoca riguardavano soprattutto la salvaguardia e il possibile riutilizzo della vecchia ferrovia, nonché la futura stazione e il sistema di collegamenti territoriali. Anche la deliberazione consiliare del 28 dicembre 2018 risulta acquisita alla Conferenza di servizi. Nelle fonti pubbliche finora reperite non emerge, per Giardini Naxos, una richiesta del 2018 equivalente alle rampe A18 domandate da Scaletta.
L’Unione dei Comuni intervenne sulla vecchia ferrovia
Anche nell’archivio pubblico indicizzato dell’Unione dei Comuni delle Valli joniche dei Peloritani compare, il 3 novembre 2022, un atto di indirizzo sulla dismissione del vecchio binario conseguente al raddoppio ferroviario. Nella stessa seduta veniva affrontata anche la situazione del ponte sulla SS114 sul torrente Agrò. Non si è potuto invece rintracciare nell’archivio consultabile un precedente atto dell’Unione, anteriore ai cantieri, che chiedesse espressamente i 3 attuali mini-svincoli A18. L’assenza negli atti online rintracciati non consente comunque di escludere l’esistenza di corrispondenza non pubblicata o conservata nei protocolli degli enti.
L’attuale soluzione provvisoria compare successivamente
La storia degli attuali mini-svincoli è quindi successiva al progetto definitivo del 2018. Una ricostruzione giornalistica del confronto tra commissario, CAS e amministrazioni riferisce che Webuild, impegnata nella realizzazione dell’opera, avrebbe già presentato nel luglio 2021 richieste al Consorzio Autostrade Siciliane per collegamenti provvisori alla A18. Il relativo protocollo originario non è però emerso tra i documenti pubblici direttamente consultabili e questo dato va pertanto attribuito alla fonte che lo riporta.
La prova più chiara compare in un atto pubblicato dal Comune di Sant’Alessio Siculo a gennaio 2024 richiama l’autorizzazione del 18 settembre 2023”. È da questo momento che il progetto assume una forma molto simile a quella dei mini-svincoli di cui si discute oggi.
Si è quindi arrivati dal 2024 a prevedere accessi provvisori all’A18 nelle zone di Nizza di Sicilia, Sant’Alessio Siculo e Taormina; inizialmente era stata considerata anche l’area Itala-Scaletta. L’obiettivo è far entrare e uscire i camion dei cantieri direttamente dall’autostrada, evitando per quanto possibile il passaggio sulla SS114 e dentro i paesi della Riviera ionica.
Dal 2024 parte il percorso ambientale specifico
Nel marzo 2024 il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha ricevuto la documentazione relativa alla realizzazione di 2 innesti provvisori sulla A18 collegati al lotto Taormina-Giampilieri. Tra gli elaborati depositati figuravano anche la planimetria della cantierizzazione e della viabilità pubblica impegnata nel trasporto dei materiali e uno specifico studio trasportistico. Il 29 maggio 2024 il Ministero stabilì che erano necessarie ulteriori valutazioni ambientali.
Il procedimento successivo ha riguardato formalmente il progetto RFI degli “Svincoli provvisori Autostrada A18” nei territori di Taormina, Itala, Sant’Alessio Siculo e Nizza di Sicilia. Il decreto ministeriale n. 628 del 23 ottobre 2025 ha avuto esito in parte negativo e in parte positivo con prescrizioni, dando luogo alle successive verifiche di ottemperanza.
L’aggiornamento dopo l’articolo di Mediterranea24 del primo settembre
la procedura ministeriale n. 14964 risultava ancora in istruttoria tecnica.
Successivamente il fascicolo ministeriale è stato aggiornato: il procedimento, avviato il 12 giugno e passato alla fase tecnica il 17 luglio, risulta concluso l’8 settembre 2026 con esito “parzialmente ottemperata”. Altre 2 verifiche di ottemperanza collegate erano state concluse il 4 agosto con esito positivo.
La situazione attuale non equivale comunque all’apertura immediata e contemporanea di tutti gli accessi. Le fonti più recenti indicano un avanzamento maggiore per Nizza e Sant’Alessio, mentre per Taormina restano ulteriori passaggi e l’originaria ipotesi Itala-Scaletta non ha seguito lo stesso percorso autorizzativo.
Ora si aggiunge il problema della sicurezza della A18
Il quadro è diventato ancora più complesso nel settembre 2026 per le condizioni dell’autostrada Messina-Catania. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha chiesto al CAS e alla Regione di avviare entro il 3 ottobre 2026 le misure urgenti di mitigazione indicate nelle verifiche tecniche. La prospettiva di una chiusura non è stata disposta: è stata indicata dal Ministero come conseguenza da valutare qualora non fossero garantite adeguate condizioni di sicurezza. La Regione ha comunicato di avere individuato le risorse necessarie per gli interventi immediati.
L’ingegnere Placido Migliorino, incaricato dei controlli, ha segnalato problemi sui viadotti Fiumedinisi e d’Agrò. Su queste strutture potrebbe pesare anche il nuovo traffico collegato ai mini-svincoli di cantiere. È però una questione diversa da quella ambientale esaminata dal MASE: qui si parla soprattutto della sicurezza e della tenuta dell’autostrada, competenza del MIT e del gestore della A18.
Un problema previsto, una soluzione arrivata dopo
Gli atti permettono quindi di separare 2 questioni. Il rischio che i lavori ferroviari riversassero un numero elevato di mezzi pesanti sulla SS114 e nei centri della Riviera era conosciuto prima dell’apertura dei cantieri, e Scaletta Zanclea lo formalizzò già nel novembre 2018 chiedendo un accesso diretto all’A18.
Non risulta che i 3 mini-svincoli provvisori oggi previsti a Nizza di Sicilia, Sant’Alessio Siculo e Taormina fossero già compresi nel progetto RFI del 2018. In quell’anno solo Scaletta Zanclea aveva chiesto un collegamento con l’A18 per alleggerire la SS114, ma la proposta non venne inserita nelle opere da realizzare. Il progetto degli attuali mini-svincoli è nato e si è sviluppato soltanto negli anni successivi, fino agli atti autorizzativi e ambientali del periodo 2023-2026.
La questione che rimane da approfondire non è dunque se gli Enti sapessero dell’impatto dei cantieri, in quanto la documentazione dimostra che erano stati coinvolti formalmente, bensì quali prescrizioni concrete ciascun Comune abbia formulato e per quale motivo, nonostante il problema già segnalato, la soluzione degli accessi diretti all’A18 sia arrivata soltanto nella fase successiva dei lavori.
Mediterranea24 ha seguito ripetutamente la vicenda: il 3 luglio con “Riviera ionica messinese. Mini svincoli A18 fermi: una petizione sui tir riapre l’elenco dei disagi”; il 1° settembre con “Mini svincoli A18 di Nizza, Sant’Alessio e Taormina: apertura senza data”; e il 18 settembre con “A18 e A20, ultimatum del Mit. La Regione trova in atto 34,5 milioni ed esclude la chiusura”. La testata aveva inoltre affrontato il tema più generale dell’isolamento e delle carenze infrastrutturali della Riviera nell’approfondimento del 30 maggio, “Riviera jonica messinese: uno sviluppo spesso solo annunciato mentre si mantiene il territorio diviso”.
Nell’immagine di copertina, uno degli interventi lungo la tratta ionica-Letoianni, la viabilità a Sant’Alessio interessata dai collegamenti provvisori con l’autostrada A18 e un particolare del cantiere a Letoianni del raddoppio ferroviario Giampilieri-Fiumefreddo.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.







