Mini svincoli A18 di Nizza, Sant’Alessio e Taormina: apertura senza data

I tir dei cantieri continuano a rimanere sulle strade. Bonifica conclusa a Nizza. La VIA è già stata rilasciata, ma resta aperta una verifica ambientale e manca un cronoprogramma

Sintesi

A Nizza di Sicilia sono state ultimate le operazioni di bonifica dell’area destinata al mini svincolo provvisorio sulla A18 e il prossimo passaggio è fissato al 7 settembre, quando Enel dovrà intervenire sulle interferenze e sugli eventuali sottoservizi da spostare. Soltanto dopo potranno essere avviate le lavorazioni vere e proprie della rampa. Quello in corso è dunque ancora un pre-cantiere e non la costruzione dello svincolo.

Sul piano autorizzativo la situazione è più avanzata di quanto possa apparire: la Valutazione di impatto ambientale si è conclusa il 23 ottobre 2025, con esito positivo con prescrizioni per Nizza di Sicilia, Sant’Alessio Siculo e Taormina e negativo per Itala. Il 4 agosto 2026 il Ministero ha chiuso positivamente 2 successive verifiche di ottemperanza, mentre una terza, presentata il 12 giugno, al 31 agosto risulta ancora in istruttoria tecnica. Non manca quindi la VIA, ma resta da completare una parte delle verifiche sulle prescrizioni.

La ricostruzione dei cronoprogrammi mostra però una lunga successione di scadenze non rispettate. Nel 2023 l’ultimazione era stata indicata per il 1° febbraio 2024; nel giugno 2024 RFI aveva riprogrammato l’avvio tra dicembre 2024 e gennaio 2025 e la messa in funzione entro l’estate 2025; nel novembre 2025 l’obiettivo riferito dai sindaci era diventato prima dell’estate 2026; a febbraio di quest’anno si parlava infine di lavori da marzo a settembre-ottobre 2026. Nessuna di queste previsioni si è materializzata nei tempi annunciati.

Oggi non risulta pubblicato un nuovo calendario vincolante che indichi quando i 3 accessi saranno effettivamente percorribili dai mezzi di cantiere. Se la durata delle opere restasse paragonabile ai 6-7 mesi implicitamente considerati nell’ultima previsione, un avvio effettivo in autunno sposterebbe ragionevolmente l’utilizzo nel 2027. È una valutazione ricavata dai tempi precedentemente prospettati, non una nuova data ufficiale.

A Sant’Alessio le procedure di occupazione delle aree sono iniziate già a febbraio, mentre per il terzo accesso i documenti ministeriali individuano formalmente Taormina, benché nelle cronache locali venga spesso utilizzata la definizione “Calatabiano-Taormina”. Le rampe saranno esclusivamente provvisorie e riservate al traffico dei cantieri ferroviari, mentre il raddoppio Giampilieri-Fiumefreddo ha ancora davanti un percorso pluriennale. Serviranno quindi a sottrarre camion ai centri abitati durante una fase dei lavori destinata a durare ancora a lungo.

Articolo

Il cantiere che ancora non è iniziato. A Nizza di Sicilia (Comune costiero ionico della Città metropolitana di Messina) qualcosa si è finalmente mosso, ma occorre distinguere con precisione le attività preparatorie dalla costruzione del mini svincolo vero e proprio. Le operazioni di bonifica dell’area sono state ultimate e il terreno è stato preparato. Il prossimo passaggio operativo è fissato al 7 settembre 2026, quando Enel dovrà eliminare le interferenze presenti ed eventualmente spostare i sottoservizi. Soltanto dopo potranno essere avviate le attività direttamente riferibili alla realizzazione dell’accesso temporaneo alla A18 Messina-Catania. Lo stato attuale è confermato anche dalle più recenti cronache locali: ad agosto sono iniziate le operazioni preliminari, non l’esecuzione materiale delle rampe.

Che cosa manca davvero al Ministero. Il punto più importante emerso dalla verifica degli atti è che non si attende più il rilascio della Valutazione di impatto ambientale. La scheda ufficiale del procedimento ambientale del MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica) documenta infatti che RFI (Rete Ferroviaria Italiana) ha presentato l’istanza di VIA (Valutazione di impatto ambientale) il 13 dicembre 2024 e che il procedimento si è concluso con il decreto n. 628 del 23 ottobre 2025. L’esito è stato “parte negativo + parziale positivo con prescrizioni”: giudizio favorevole per gli accessi di Nizza di Sicilia, Sant’Alessio Siculo e Taormina e contrario a quello di Itala.

Le prescrizioni non sono però tutte archiviate. Dopo la VIA si è aperta la “verifica di ottemperanza”, cioè il controllo con cui l’Amministrazione accerta che le condizioni ambientali imposte siano state effettivamente rispettate prima delle fasi alle quali ciascuna prescrizione si riferisce. Due procedure risultano concluse positivamente il 4 agosto 2026: la n. 14565, presentata il 23 dicembre 2025, e la n. 14648, presentata il 2 febbraio 2026. Entrambe riportano l’esito “Ottemperata”. Diversa è la posizione della procedura n. 14964, presentata il 12 giugno e avviata all’istruttoria tecnica il 17 luglio: alla verifica compiuta il 31 agosto il portale ministeriale la indica ancora come “Istruttoria tecnica CTPNRR-PNIEC”, senza un provvedimento conclusivo.

L’ultimo fascicolo non è una formalità vuota. La documentazione depositata per la procedura n. 14964 riguarda la condizione n. 7 del parere della Commissione tecnica PNRR-PNIEC (Piano nazionale di ripresa e resilienza-Piano nazionale integrato per l’energia e il clima) n. 784 del 7 agosto 2025, le condizioni n. 15, 27 e 30 del parere n. 326/2025 della CTS (Commissione tecnica specialistica) della Regione Siciliana e la condizione n. 1 posta dal Dipartimento regionale dei Beni culturali. Tra gli elaborati compaiono la relazione di ottemperanza, il piano preliminare per terre e rocce da scavo, la relazione sull’invarianza idraulica e le relazioni paesaggistiche. Sono quindi verifiche tecniche collegate concretamente alla cantierizzazione.

RFI stessa aveva legato questi adempimenti all’avvio delle opere. In una comunicazione del 6 luglio, riportata dalla stampa locale e firmata da Michele Martinelli (responsabile della Direzione Investimenti Sicilia orientale di RFI), la società aveva spiegato di essere ancora in attesa dell’ottemperanza delle residue condizioni ambientali e aveva indicato come ormai vicina la conclusione dell’iter. La nota ricordava inoltre che il 3 luglio erano state perfezionate le integrazioni richieste “necessarie a poter avviare i lavori”. Nel frattempo erano state acquisite le aree, completato il monitoraggio ante operam (prima dei lavori) e avviata la risoluzione delle interferenze con reti idriche ed elettriche.

Il cronoprogramma esiste, ma è quello progettuale del 2025. Tra gli elaborati ufficiali depositati al Ministero si trova specificamente un cronoprogramma dei lavori di cantierizzazione di Nizza di Sicilia, datato 20 gennaio 2025. Lo stesso fascicolo contiene planimetrie, sezioni delle rampe, impianto lavaruote e pesa e progetto di ripristino finale. Quello che non risulta pubblicato, al 31 agosto 2026, è invece un cronoprogramma aggiornato dopo gli ultimi rinvii che fissi una nuova data certa di apertura dello svincolo al traffico di cantiere.

La prima scadenza risale addirittura al 2024. Il 18 ottobre 2023, al termine di una serie di vertici in Prefettura, veniva riferito che RFI aveva indicato il 1° febbraio 2024 come data di ultimazione dei mini svincoli. Quegli accessi erano già diventati uno degli elementi decisivi nel confronto tra i sindaci della Riviera e i soggetti impegnati nel raddoppio, proprio perché i Comuni chiedevano di contenere l’impatto dei mezzi pesanti sulle strade urbane. Quella scadenza è trascorsa ormai da oltre 2 anni e mezzo.

Poi è arrivata l’estate 2025. Dopo che il Ministero aveva escluso la possibilità di procedere attraverso il percorso ambientale inizialmente ipotizzato, nel giugno 2024 era stato elaborato un nuovo programma: avvio delle prime 2 rampe di Nizza e Sant’Alessio tra dicembre 2024 e gennaio 2025, seguito dalla messa in funzione progressiva degli allacci da completare entro l’estate 2025. Anche quella previsione è saltata perché la VIA vera e propria è stata presentata soltanto il 13 dicembre 2024 e si è conclusa il 23 ottobre dell’anno seguente.

L’obiettivo è quindi diventato l’estate 2026. L’8 novembre 2025, dopo l’emanazione del decreto ambientale, Giuseppe Lombardo (sindaco di Roccalumera, Comune della Città metropolitana di Messina, Sicilia, e deputato regionale di Sud chiama Nord) riferiva che l’obiettivo, “come programmato e confermato da RFI”, era mettere in esercizio gli svincoli prima dell’estate 2026. La stessa ricostruzione segnalava però la necessità di predisporre numerosi elaborati, aggiornare il monitoraggio ambientale e svolgere ulteriori campagne di indagine. L’estate è terminata senza che nessuno dei 3 accessi sia entrato in funzione.

A febbraio l’asticella si è spostata ancora. Il 9 febbraio 2026 sono iniziate a Sant’Alessio Siculo (Comune costiero ionico della Città metropolitana di Messina) le immissioni in possesso dei terreni. L’ordinanza dell’Ufficio territoriale per le espropriazioni di RFI del 3 giugno 2024 autorizza l’occupazione temporanea per 5 anni. In quei giorni Domenico Aliberti (sindaco di Sant’Alessio Siculo) riferiva che durante una videoconferenza si era parlato dell’avvio dei lavori già a marzo, soprattutto a Nizza, con conclusione entro settembre-ottobre 2026, mentre Sant’Alessio avrebbe dovuto procedere parallelamente. Alla fine di agosto, tuttavia, a Nizza si è appena conclusa la bonifica e il 7 settembre devono ancora iniziare gli interventi Enel.

Che cosa si può prevedere adesso. I documenti consentono di dire con sicurezza ciò che non è oggi dimostrabile: non esiste nelle fonti pubbliche esaminate un calendario aggiornato che garantisca l’entrata in funzione dei 3 mini svincoli entro il 2026. La vecchia previsione marzo-settembre/ottobre contemplava implicitamente circa 6-7 mesi tra avvio e conclusione. Se una durata analoga dovesse essere necessaria anche dopo un effettivo avvio autunnale, il completamento scivolerebbe necessariamente nel 2027. Si tratta però di una proiezione tecnica ricavata dai tempi precedentemente annunciati e non di una nuova data ufficiale di RFI. Per trasformarla in una scadenza certa servirebbe un nuovo cronoprogramma che indichi consegna dei lavori, durata delle opere civili, collaudi e data di apertura al traffico di cantiere.

Nizza è oggi il fronte più visibile. È il luogo nel quale esiste la sequenza operativa più aggiornata resa pubblica: bonifica conclusa, area preparata, intervento Enel il 7 settembre e successiva eliminazione delle interferenze. Questo fa di Nizza il mini svincolo apparentemente più vicino alla fase costruttiva, senza però consentire di stabilire quando potrà essere utilizzato. Per Sant’Alessio risultano già acquisite porzioni di terreno comunale e private, ma nelle fonti aggiornate esaminate non è stata rintracciata una data altrettanto precisa per l’avvio delle opere civili.

Il terzo accesso è Taormina. Il portale del MASE individua formalmente i Comuni interessati dal progetto in Taormina, Itala, Sant’Alessio Siculo e Nizza di Sicilia. Dopo il giudizio negativo per Itala sono rimasti quindi 3 accessi autorizzabili. Nelle cronache il terzo viene spesso chiamato “Calatabiano-Taormina” o addirittura “Calatabiano”, per la sua funzione rispetto ai cantieri del Lotto 1 e all’area compresa fra i 2 territori. Sul piano amministrativo ambientale, però, il Comune indicato dal Ministero è Taormina, appartenente alla Città metropolitana di Messina e alla Sicilia.

Non saranno normali uscite autostradali. Le strutture sono state progettate come svincoli temporanei riservati ai mezzi dei cantieri del raddoppio ferroviario, e non come nuovi accessi alla A18 aperti indistintamente al traffico ordinario. La loro funzione è intercettare camion, autobetoniere e altri mezzi prima che raggiungano la Statale 114 e i lungomari, consentendo un collegamento più diretto fra autostrada e aree operative. La stessa procedura di occupazione delle aree, autorizzata per 5 anni, conferma la natura temporanea legata alla durata della cantierizzazione.

Il problema dei camion resta intanto sulle strade. Mediterranea24 ha già documentato le limitazioni ai mezzi pesanti sul lungomare di Sant’Alessio: l’ordinanza n. 30 del 14 luglio ha vietato fino al 13 settembre il transito dei veicoli oltre 3,5 tonnellate sulla litoranea, con specifiche deroghe. Quel provvedimento è la dimostrazione concreta di ciò che i mini svincoli avrebbero dovuto risolvere strutturalmente già da tempo, sottraendo alla viabilità urbana una parte consistente del traffico generato dall’opera ferroviaria.

“L’ultima estate” resta per ora una previsione politica. Lombardo ha ripetuto nelle ultime settimane che quella del 2026 sarebbe stata l’ultima estate con i mezzi pesanti sui lungomari. È un auspicio oggi più vicino rispetto agli anni passati, perché le autorizzazioni hanno compiuto progressi reali e a Nizza sono iniziate le attività preliminari. Non equivale però a una data amministrativa o contrattuale di entrata in funzione. La distinzione è essenziale dopo una sequenza di cronoprogrammi già modificati più volte.

Il raddoppio ferroviario continuerà ancora per anni. La nuova linea tra Giampilieri e Fiumefreddo sarà lunga circa 42 km e richiederà un investimento di circa 2,3 miliardi di euro, in parte finanziato con fondi del PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza). Nel febbraio 2026 è stato completato lo scavo di una delle gallerie di Forza d’Agrò e nei mesi successivi sono proseguite le attività per la galleria di Letojanni. Quando l’opera sarà conclusa, il viaggio in treno tra Messina e Catania dovrebbe ridursi di circa 30 minuti.

Anche il termine finale della ferrovia è slittato. Il più recente monitoraggio parlamentare delle infrastrutture strategiche, aggiornato con dati al 30 novembre 2025, riporta per il raddoppio Giampilieri-Fiumefreddo un avanzamento del 20% e confronta una conclusione originariamente indicata al 2031 con una data monitorata al 2032. Anche il Piano commerciale RFI dell’ottobre 2025 colloca l’intervento genericamente “oltre il 2029”. Le rampe, pur provvisorie, sono quindi destinate a servire un cantiere che non è affatto prossimo alla conclusione.

Il precedente di Itala invita alla cautela. Itala (Comune costiero ionico della Città metropolitana di Messina) avrebbe dovuto ospitare il quarto accesso, ma il decreto n. 628 ha espresso giudizio ambientale negativo. La vicenda è approdata anche davanti al TAR Sicilia, sezione di Catania, che con la sentenza n. 196 del 22 gennaio 2026 ha accolto il ricorso contro l’autorizzazione paesaggistica, rilevando carenze nella motivazione e nel bilanciamento degli effetti sul contesto. Il decreto ambientale aveva evidenziato, tra l’altro, la presenza di scuola, presidio sanitario, chiesa e abitazioni e gli impatti di rumore, vibrazioni, emissioni e movimentazione delle terre.

Nell’immagine di copertina, Cantiere Sciglio, tratta Taormina-Giampilieri, Cantiere ferroviario nell’area jonica a Savoca e Lotto Fiumefreddo-Taormina/Letojanni.