Sintesi
Mario Lupo è stato condannato in primo grado a sei anni di carcere e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per le tangenti a Francesco Cerrito, ex dirigente dell’Asp di Palermo. Il denaro serviva ad accelerare i pagamenti e favorire le pratiche della Samot. La sentenza non è definitiva.

Dagli accertamenti su quei pagamenti è emerso anche il filone che coinvolge Gaetano Armao, Pierluigi Matta, Luigi Zancla e Giuseppe Geremia Lombardo. Ieri Lupo ha negato accordi illeciti sull’assunzione di Domenica Spartà. Anche gli altri indagati ascoltati hanno respinto le accuse. Le nuove contestazioni attendono la valutazione del giudice.

Sergio Vella ha respinto le accuse durante un interrogatorio durato circa tre ore e mezza, negando di avere conosciuto Armao e contestando alcune trascrizioni delle intercettazioni. La difesa ha depositato una consulenza tecnica e documenti sull’impianto previsto ad Aragona, sostenendo che il rapporto con Matta fosse esclusivamente professionale. Gli elementi presentati devono essere valutati dal giudice.

La Regione non si è costituita parte civile nel processo contro Elvira Amata e il termine per farlo è già scaduto. Palazzo d’Orléans annuncia una causa separata per chiedere i danni in caso di condanna. L’amministrazione resta fuori dal processo penale.

Oggi, 13 ottobre, sono previsti il confronto Schifani–Tajani e la manifestazione delle Opposizioni a Palermo. Intanto, all’Ars, la discussione sulla manovra è stata rinviata e si valuta di separare alcune norme dal testo. Il futuro del governo e i finanziamenti proposti restano in sospeso.
Articolo
Lupo, sei anni per le tangenti a Cerrito
Sei anni di carcere e interdizione perpetua dai pubblici uffici per Mario Lupo (commercialista ed ex presidente della Samot, organizzazione impegnata nell’assistenza domiciliare ai malati terminali). La condanna, pronunciata in primo grado con rito abbreviato (procedura che consente di essere giudicati principalmente sugli atti delle indagini), riguarda i pagamenti a Francesco Cerrito (ex direttore del dipartimento Integrazione socio-sanitaria dell’Asp, Azienda sanitaria provinciale di Palermo).
Secondo la ricostruzione accolta nel processo, Lupo consegnava denaro al dirigente per accelerare i pagamenti alla Samot e favorirne le pratiche. La sentenza non è definitiva. L’interdizione perpetua comporta, nei termini previsti dalla legge, l’esclusione dai pubblici uffici: è una conseguenza distinta dalla pena detentiva.
Cerrito ha ammesso di avere ricevuto denaro in più occasioni, per un totale compreso tra 11.000 e 12.000 euro. Il 28 aprile 2026 ha patteggiato tre anni e sei mesi (pena concordata tra accusa e difesa e sottoposta alla valutazione del Giudice). Una precedente proposta di tre anni era stata respinta perché ritenuta troppo bassa.
La bomboniera con duemila euro
L’episodio che ha portato all’arresto risale a settembre 2025. Cerrito è salito sulla Mercedes di Lupo nel parcheggio dell’Asp. Dentro una bomboniera erano state nascoste quaranta banconote da cinquanta euro, per un totale di 2.000 euro.
Nella conversazione riportata dalle cronache, Lupo ha presentato il pacchetto come un regalo legato al matrimonio di un nipote. Gli investigatori stavano seguendo l’incontro e avevano documentato la consegna. Quando Cerrito è sceso dall’auto, i poliziotti sono intervenuti. Lupo è stato fermato poco dopo. Nella confezione sono stati trovati i contanti.
Lupo ha sostenuto che i versamenti fossero un ringraziamento per la puntualità delle liquidazioni, necessarie anche a pagare i collaboratori, negando un patto corruttivo. Il Giudice di primo grado ha accolto una ricostruzione diversa, collegando il denaro alle agevolazioni nelle pratiche della Samot.
Dall’indagine sanitaria al caso Armao
Le intercettazioni dell’inchiesta su Lupo hanno contribuito ad aprire un secondo fronte investigativo, nel quale sono coinvolti Gaetano Armao (avvocato ed ex vicepresidente della Regione Siciliana, già presidente della Commissione tecnica specialistica per le valutazioni ambientali), Pierluigi Matta (avvocato), Luigi Zancla (presidente della Samo, organizzazione delle cure palliative) e Giuseppe Geremia Lombardo (deputato regionale del Movimento per l’autonomia, Mpa, e nipote dell’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo).
Samo e Samot sono organizzazioni distinte. La condanna di Lupo riguarda i pagamenti a Cerrito, mentre le contestazioni del nuovo filone devono ancora essere accertate. Il collegamento investigativo tra le vicende non consente di trasferire automaticamente da un procedimento all’altro le responsabilità riconosciute nella prima sentenza.
Le immagini richiamate nelle cronache mostrano due diversi episodi: la consegna della bomboniera nella Mercedes di Lupo e un presunto passaggio di banconote ad Armao nell’Audi di Matta. Il primo episodio rientra nel processo appena concluso in primo grado. Il secondo è tra gli elementi dell’indagine ancora in corso e va valutato insieme agli altri riscontri e alle difese.
Lupo nega il patto sull’assunzione
Ieri, 12 ottobre, Lupo ha respinto davanti a Giuseppa Zampino (Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo) l’ipotesi di un accordo illecito con Lombardo. La contestazione riguarda l’assunzione di Domenica Spartà (consigliera comunale di Gravina di Catania, Comune della Città metropolitana di Catania), inizialmente con un contratto trimestrale.
Per l’accusa, l’assunzione sarebbe stata collegata all’interessamento del deputato alle richieste delle organizzazioni delle cure palliative. Lupo sostiene invece che servisse a potenziare l’assistenza nel territorio catanese, su richiesta dei colleghi, in quanto la donna avrebbe potuto contribuire a portare nuovi pazienti. Assistito da Salvatore Gugino e Rosalia Maria Gugino (suoi difensori), ha negato che il contratto fosse il risultato di uno scambio corruttivo.
Lupo ha inoltre dichiarato di ignorare eventuali intese tra Lombardo, Zancla e Veruska Costanzo (medico della Samo). Costanzo, difesa da Ivan Albo (avvocato), ha reso dichiarazioni spontanee rigettando le accuse.
Consulenze e autorizzazioni, le altre difese
Anche Giuseppe Argirò e Marco Malacarne Gentile hanno respinto le contestazioni. Argirò (ex amministratore delegato del gruppo energetico valdostano Cva, Compagnia valdostana delle acque) è assistito da Sabrina Franzone (avvocata). Malacarne Gentile (manager di Cva Eos, società del gruppo) è difeso da Jacques Fosson e Vincenzo Pillitteri (avvocati).
Il filone riguarda una consulenza affidata a Matta. Per gli investigatori, l’incarico avrebbe potuto coprire pagamenti destinati a favorire interventi di Armao sulle pratiche ambientali. Le difese sostengono la regolarità della consulenza e negano la conoscenza di eventuali accordi illeciti. Malacarne Gentile ha spiegato di essersi limitato a rinnovare un incarico già esistente.
Ieri, 12 ottobre, Sergio Vella (imprenditore alla guida della Seap Bio Energy, società attiva nel trattamento dei rifiuti e nelle biomasse) ha risposto per circa tre ore e mezza alle domande del Giudice, respingendo le accuse. Ha negato di avere conosciuto Armao e di avere pronunciato i nomi “Gaetano” e “Armao” che gli vengono attribuiti nelle intercettazioni. La difesa ha depositato una consulenza tecnica per contestare le trascrizioni e l’interpretazione di un rumore, considerato dagli investigatori come il fruscio di buste. Vella ha inoltre prodotto documenti sulla piattaforma da 120.000 tonnellate annue prevista ad Aragona (Comune della provincia di Agrigento), sostenendo che l’intervento attribuito ad Armao avrebbe danneggiato l’azienda, anziché favorirla, facendole perdere benefici ottenuti dopo una sentenza amministrativa del 2021. Ha descritto il rapporto con Matta come una consulenza effettiva, negando che nascondesse pagamenti illeciti, e ha ritenuto casuale che l’avvocato avesse incontrato Armao circa due ore dopo un incontro con un suo consulente legale. Ha infine ricordato di avere denunciato nel 2009 Bernardino De Rubeis (allora sindaco di Lampedusa e Linosa), per una richiesta di denaro collegata ai pagamenti dovuti alla Seap. Le contestazioni dell’accusa e gli elementi presentati dalla difesa restano da valutare nel procedimento attuale.
Oggi gli interrogatori di Armao e Lombardo
Oggi, 13 ottobre, sono previsti gli interrogatori di Armao, Matta, Zancla e Lombardo. Armao ha già dichiarato di poter dimostrare l’infondatezza delle accuse, richiamando anche la natura collegiale delle decisioni della commissione che presiedeva.
La Procura ha chiesto il carcere per Armao e Matta, gli arresti domiciliari per altri indagati, tra cui Lupo, Argirò e Malacarne Gentile, e un divieto di soggiorno per Costanzo. Il Giudice deve ancora decidere sulle richieste. Gli interrogatori preventivi consentono agli indagati di presentare le proprie ragioni prima dell’eventuale applicazione delle misure e non costituiscono un giudizio sulla colpevolezza. l
Processo Amata, Regione fuori dal giudizio
In un procedimento distinto, la Regione Siciliana non si è costituita parte civile nel processo per corruzione contro Elvira Amata (assessora regionale al Turismo, esponente di Fratelli d’Italia). Ieri, 12 ottobre, nessun rappresentante dell’amministrazione si è presentato per questo scopo davanti alla terza sezione del Tribunale di Palermo.
Il termine per entrare nel processo era già scaduto. Costituirsi parte civile significa partecipare al giudizio penale per chiedere il risarcimento del danno che si ritiene di avere subito. Palazzo d’Orléans ha dichiarato che, in caso di condanna, avvierà una causa civile separata, auspicando che l’assessora dimostri la propria estraneità ai fatti.
L’Amministrazione ha seguito una strada diversa nei procedimenti contro Gaetano Galvagno (presidente dell’Ars, Assemblea regionale siciliana) e contro altri imputati, tra cui Sabrina De Capitani (ex portavoce del presidente dell’Ars) e Marcella Cannariato (imprenditrice). In quei processi la Regione si è costituita parte civile. La differenza alimenta le contestazioni delle opposizioni.
Il contributo e l’impiego al nipote
Nel processo Amata, l’accusa riguarda un presunto scambio tra un finanziamento pubblico di 30.000 euro e l’assunzione del nipote dell’assessora. Il contributo era destinato alla manifestazione “Donna, Economia e Potere”, promossa dalla Fondazione Marisa Bellisario (organizzazione impegnata nella valorizzazione professionale delle donne).
Secondo la Procura, Cannariato, allora rappresentante regionale della Fondazione e amministratrice della A&C Broker (società di intermediazione assicurativa), avrebbe garantito un impiego a Tommaso Paolucci (nipote di Amata), sostenendone anche l’alloggio a Palermo. Amata nega il collegamento tra assunzione e finanziamento e ha spiegato di avere cercato un’opportunità lavorativa per aiutare il giovane dopo la morte della madre. www.ansa.it
Cannariato è stata condannata il 20 aprile 2026 a due anni e sei mesi con rito abbreviato e ha ribadito la propria estraneità ai fatti. Amata affronta invece il processo ordinario. Le intercettazioni richiamate dall’accusa dovranno essere valutate insieme agli altri elementi e alle spiegazioni della difesa.
Felice De Benedittis e Andrea Fusco (pubblici ministeri) hanno indicato dieci testimoni. Giuseppe Gerbino e Sebastiano Campanella (difensori di Amata) ne hanno elencati 27, tra cui Renato Schifani e Galvagno. Il Tribunale ha affidato a un perito la trascrizione delle intercettazioni. La prossima udienza è indicata per il 13 gennaio 2027.
Schifani e Tajani, il confronto sul futuro
Oggi, 13 ottobre, è previsto a Roma il confronto tra Renato Schifani (presidente della Regione Siciliana, esponente di Forza Italia) e Antonio Tajani (segretario nazionale del partito e ministro degli Esteri). Le cronache indicano anche la presenza di Nino Minardo (commissario siciliano di Forza Italia).
Il vertice arriva dopo notizie contrastanti sul suo svolgimento. Al centro ci sono la ricandidatura del presidente e l’eventuale conclusione anticipata della legislatura. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, i vertici del partito intenderebbero chiedere di completare i principali passaggi di bilancio prima di un eventuale passo indietro. L’esito dell’incontro non è ancora verificabile.
Restano indiscrezioni le ipotesi su un ritorno di Schifani al Senato e sulle possibili date delle dimissioni e del voto. Non esiste ancora un calendario ufficiale di elezioni anticipate.
Nel confronto sulla successione vengono discussi Minardo, Giorgio Mulè (vicepresidente della Camera, esponente di Forza Italia) e Cateno De Luca (leader di Sud chiama Nord). Le aperture prospettate da Luca Sbardella (commissario siciliano di Fratelli d’Italia) verso De Luca hanno incontrato resistenze, tra cui quelle di Luca Sammartino (esponente della Lega). L’accordo annunciato per le elezioni politiche non equivale a una candidatura regionale già concordata.
Le opposizioni chiedono le dimissioni
Oggi, 13 ottobre, alle 14, le Opposizioni hanno annunciato una manifestazione davanti a Palazzo d’Orléans, a Palermo, per chiedere le dimissioni di Schifani. La protesta richiama le inchieste che coinvolgono esponenti della politica regionale e le risposte del governo.
Anthony Barbagallo (segretario siciliano del Partito democratico, Pd) ha criticato la mancata costituzione nel processo Amata e la credibilità delle nuove proposte sulla trasparenza. Sono contestazioni politiche, distinte dalle responsabilità penali, che devono essere accertate nei rispettivi procedimenti.
Manovra all’Ars, si valuta il taglio delle norme
Ieri, 12 ottobre, la seduta sulla manovra si è conclusa con un rinvio di 24 ore, senza arrivare all’esame degli articoli. Le Opposizioni hanno contestato l’assenza di Schifani e chiesto chiarimenti sulla situazione della Maggioranza.
Nuccio Di Paola (vicepresidente vicario dell’Ars, esponente del Movimento 5 Stelle) ha comunicato che la presidenza sta valutando lo stralcio di alcune parti del testo, descritto in Aula come composto da 126 articoli. Significa separare alcune disposizioni e proseguire sulle misure ritenute essenziali. La selezione non è ancora definitiva.
Alessandro Dagnino (assessore regionale all’Economia) sostiene che il blocco ritardi le risposte ad agricoltura, pesca e altri settori in difficoltà. Nel confronto rientra anche la proposta dei primi 3 milioni di euro per le zone di Marsala (Comune costiero della provincia di Trapani) colpite dal tornado. Gli stanziamenti proposti devono però essere distinti dai fondi effettivamente approvati e disponibili.
Un altro punto di scontro riguarda i finanziamenti territoriali, criticati dalle Opposizioni come contributi legati alle richieste dei singoli deputati. Il Movimento 5 Stelle ne chiede l’eliminazione dalla manovra. Controcorrente (formazione politica d’opposizione) insiste sulla presenza di Schifani in Aula per chiarire gli equilibri del Governo. Il voto stabilirà quali interventi resteranno e con quali risorse.
I precedenti di Mediterranea24
Mediterranea24 ha già ricostruito le contestazioni nel caso Armao e il ruolo di Lombardo, approfondito il confronto sui finanziamenti territoriali e richiamato l’importanza dei controlli e dell’informazione verificabile. Le decisioni giudiziarie, le scelte politiche e il voto sul bilancio seguono percorsi distinti, pur incidendo nello stesso momento sulla vita delle istituzioni regionali.
Nota
Per tutte le vicende sopra ancora sottoposte a indagini, a giudizio o sentenza di 1° grado, le ricostruzioni dell’accusa dovranno essere dimostrate nel contraddittorio tra le parti e la responsabilità degli indagati o degli imputati potrà considerarsi accertata soltanto dopo una sentenza definitiva, in ossequio al principio costituzionale di non colpevolezza.
Nell’immagine di copertina, Palazzo dei Normanni sede dell’Ars, e sulla destra in alto il Palazzo di Giustizia di Palermo, e in basso Palazzo d’Orléans sede della Presidenza della Regione Siciliana.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









