Sintesi
Oggi, 6 ottobre, è terminato lo sconto fiscale di 6,1 centesimi al litro sul gasolio. Il nuovo meccanismo delle accise mobili, annunciato dal Governo Meloni non risulta ancora operativo nelle fonti consultate. Su un rifornimento di 50 litri, lo sconto scaduto valeva 3,05 euro.

Le accise mobili servono a restituire una parte delle maggiori tasse incassate quando aumentano i carburanti. Lo Stato utilizzerebbe queste entrate aggiuntive per ridurre un’altra imposta sul rifornimento. Il beneficio dipende dalle risorse disponibili e dal decreto che stabilisce lo sconto.

In Sicilia il Governo regionale ha proposto 30 milioni contro il caro gasolio, destinati a trasporto di persone, agricoltura e pesca. Le misure sono contenute negli emendamenti alla variazione di bilancio e devono essere approvate. Per gli automobilisti privati non è previsto, attraverso questi fondi, uno sconto generalizzato alla pompa.

Le accise mobili erano già state utilizzate nei mesi scorsi, insieme ad altri interventi finanziati anche con tagli ai ministeri. Questi fondi aggiuntivi permettevano sconti più consistenti, ma prolungarli comportava nuovi costi per lo Stato. Affidarsi alle sole maggiori entrate dell’Iva limita invece il denaro disponibile per gli sconti. Le accise contribuiscono a finanziare le spese pubbliche, dai servizi agli stipendi, salvo le somme che la legge destina a scopi precisi. Ridurle alleggerisce il rifornimento, ma lascia meno entrate da utilizzare.

Articolo
Che cosa cambia quando si fa rifornimento
Oggi, 6 ottobre, è venuta meno la riduzione fiscale sul gasolio prevista fino a ieri, 5 ottobre. Il decreto-legge del 17 settembre aveva abbassato temporaneamente l’accisa (un’imposta applicata alla quantità di carburante acquistata). Nell’ultimo periodo, il beneficio complessivo, considerando anche l’Iva era di 6,1 centesimi al litro.
Su 50 litri, il risparmio fiscale era di 3,05 euro. La sua scadenza significa che questa riduzione non c’è più. Non significa però che ogni distributore debba aumentare immediatamente il prezzo esattamente della stessa cifra: il prezzo finale dipende anche dal costo del carburante e dalle decisioni commerciali del venditore.
Il Governo Meloni aveva annunciato il passaggio alle accise mobili. Per applicarlo serve un decreto, cioè un provvedimento dei ministeri dell’Economia e dell’Ambiente e della sicurezza energetica. Deve stabilire se lo sconto riguarda benzina, gasolio o entrambi, di quanti centesimi scende la tassa per ogni litro e fino a quando dura la riduzione.
Le accise mobili spiegate con un esempio
Quando si fa rifornimento, una parte del denaro paga il carburante e un’altra va allo Stato sotto forma di tasse. L’accisa è una somma stabilita per ogni litro. L’Iva, invece, è calcolata in percentuale: se il prezzo aumenta, può aumentare anche la somma incassata dallo Stato.
Le accise mobili servono a usare una parte di queste maggiori entrate per ridurre la tassa su ogni litro di carburante. Quando il prezzo del carburante sale, può aumentare anche l’Iva incassata dallo Stato. Con le accise mobili, una parte di questi soldi viene usata per abbassare le tasse su ogni litro e ridurre così la spesa di chi fa rifornimento.
Facciamo un esempio con cifre inventate: supponiamo che lo Stato incassi 100 euro in più attraverso l’Iva e che, secondo le regole del meccanismo, possa usarli tutti per ridurre l’accisa sui carburanti. Lo sconto complessivo da dividere tra gli acquisti di carburante non potrà superare quei 100 euro. Se però il gasolio aumenta di 20 centesimi al litro e lo sconto sulle tasse è di 5 centesimi, lo sconto cancella soltanto una parte dell’aumento. Restano 15 centesimi in più da pagare per ogni litro rispetto a prima del rincaro. Su un rifornimento di 50 litri, significa spendere ancora 7,50 euro in più.
“Si autofinanzia” significa che lo Stato paga lo sconto con le tasse incassate in più, senza cercare altri soldi. È comunque denaro pubblico: proviene dalle tasse pagate dai consumatori. Se il denaro disponibile è poco, anche la riduzione del prezzo sarà piccola.
Sconti per tutti e aiuti mirati
Uno sconto uguale per ogni litro acquistato raggiunge tutti, indipendentemente dal reddito. Chi compra più carburante riceve un beneficio complessivo maggiore: con una riduzione ipotetica di 5 centesimi al litro, chi acquista 20 litri risparmia 1 euro, chi ne acquista 100 risparmia 5 euro.
Chi consuma più carburante non è necessariamente più ricco: può essere una persona che deve fare molti chilometri ogni giorno per andare al lavoro.
Gli aiuti mirati, invece, sono destinati soltanto a determinati gruppi, per esempio alle persone con redditi bassi o a chi usa il carburante per svolgere il proprio lavoro. Per riceverli bisogna quindi avere i requisiti previsti.
Secondo le notizie consultate, non era ancora stato raggiunto un accordo su questi nuovi aiuti nazionali: restavano da definire chi avrebbe potuto riceverli e quale sostegno concedere.
Le accise mobili non sono una novità introdotta soltanto adesso: i documenti parlamentari ne confermano l’utilizzo anche nei mesi precedenti. Il Governo Meloni aveva affiancato a questo meccanismo altri finanziamenti, compresi tagli alle risorse dei ministeri, per concedere riduzioni maggiori di quelle sostenibili con la sola Iva (Imposta sul valore aggiunto) incassata in più. Gli sconti alla pompa raggiungevano chiunque acquistasse il carburante interessato, mentre gli aiuti riservati agli autotrasportatori erano misure distinte. Il protrarsi dei rincari ha richiesto ripetuti interventi e nuove coperture: secondo le cronache consultate, il governo ha annunciato il ricorso alle accise mobili per limitare l’impiego di ulteriori fondi.
Le accise sono tasse che contribuiscono alle entrate pubbliche: normalmente confluiscono nel bilancio insieme alle altre imposte e aiutano a pagare servizi, stipendi dei dipendenti pubblici, investimenti e interessi sul debito. Non si può quindi attribuire ogni centesimo pagato al distributore a una singola spesa. Esistono però destinazioni specifiche: alcune maggiori entrate sono state assegnate ai rinnovi contrattuali del trasporto pubblico locale, altre al fondo per attuare la riforma fiscale.
Il tetto delle compagnie non è uno sconto dello Stato
Un’altra misura è il price cap (tetto massimo al prezzo), annunciato da alcune compagnie. È una decisione commerciale del gruppo interessato, distinta dalla riduzione delle imposte.
Eni (gruppo energetico) aveva annunciato il 25 settembre un limite di 2,19 euro al litro per il gasolio e di 1,99 euro per la benzina commercializzati da Enilive (società del gruppo), dal 28 settembre per una durata iniziale di 30 giorni. L’annuncio collegava però il tetto all’agevolazione fiscale allora in vigore: quei valori non vanno quindi presentati come prezzi garantiti indipendentemente dalla scadenza dello sconto.
Nel frattempo, Oggi, 6 ottobre, il prezzo medio nazionale al self service (rifornimento effettuato direttamente dal cliente) è di 2,043 euro al litro per la benzina e 2,244 euro per il gasolio, secondo i dati ministeriali riportati dall’ANSA. Ieri, 5 ottobre, erano rispettivamente 2,048 e 2,242 euro. Sono medie: il singolo impianto può praticare prezzi differenti.
In Sicilia i fondi sono destinati ad attività precise
Ieri, 5 ottobre, il governo di Renato Schifani (presidente della Regione Siciliana) ha annunciato il deposito all’Ars (Assemblea regionale siciliana) degli emendamenti alla variazione di bilancio, sostenuti da ulteriori 150 milioni riconosciuti dallo Stato.
La proposta regionale contro il caro gasolio prevede 30 milioni: quindici per Ncc (noleggio con conducente), autobus e taxi; dieci per il gasolio agricolo; cinque per la pesca. Sono aiuti alle attività indicate, non una riduzione del prezzo per qualsiasi automobilista. Approvazione e regole applicative determineranno l’accesso ai fondi.
Le altre proposte della manovra
Sono previsti quasi 50 milioni per agricoltura e cantine, contributi alle nuove assunzioni elevati al 20% e al 25% per i giovani, 22 milioni per il settore idrico e altrettanti per attrezzature sanitarie delle Asp (Aziende sanitarie provinciali).
Completano il quadro 16 milioni per climatizzare le scuole, 3 per studenti universitari con media almeno 29, 3 per la bonifica di Pistunina a Messina e 1 per un fondo comunale destinato alla pulizia dei terreni incolti contro gli incendi. Anche queste sono proposte da tradurre in interventi dopo l’approvazione.
Mediterranea24 ha seguito il caro carburanti raccontando i rincari del gasolio e le difficoltà dei trasporti siciliani e spiegando come gli aumenti possano ridurre il risparmio ottenuto con gli sconti sulle accise. Il filo comune è il peso dei rifornimenti sulle famiglie e sulle imprese tanto più piccole, con conseguenze anche sui costi del trasporto delle merci e dei collegamenti con le isole minori.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









