Sicindustria critica con Schifani: tensioni su rinnovabili, fondi Ue, lentezza e riforme bloccate

Cresce il malcontento degli industriali siciliani verso il governo regionale tra ritardi amministrativi, scontro sulle energie rinnovabili e timori per la spesa dei fondi europei

Sintesi

Gli industriali siciliani guidati da Luigi Rizzolo hanno espresso forte preoccupazione per il rallentamento dell’azione del Governo regionale presieduto da Renato Schifani. Durante la conferenza “Sicilia sfida mediterranea” promossa dalla deputata di Fratelli d’Italia Carolina Varchi a Palazzo Madama sede del Senato, sono emerse critiche sui ritardi dell’Assemblea Regionale Siciliana (Ars), sulla gestione delle energie rinnovabili e sulla mancata concertazione con le imprese. Sicindustria ha ricordato i risultati ottenuti con il “Piano Fiorio”, tra cui il rafforzamento della Zes (Zona Economica Speciale) unica e il credito d’imposta, ma ha denunciato un recente peggioramento nei rapporti con l’Esecutivo regionale. Al centro delle contestazioni vi sono il decreto sulle aree idonee per gli impianti eolici e fotovoltaici, la lentezza della digitalizzazione della Pubblica amministrazione e la necessità di investire i 5 miliardi di euro di avanzo della Regione in infrastrutture e logistica. Gli industriali chiedono un nuovo Patto tra Stato, imprese e territori per accelerare crescita economica, semplificazioni burocratiche e utilizzo dei fondi dell’Unione europea (Ue).

Articolo

Le tensioni politiche che attraversano il centrodestra siciliano e le difficoltà interne a Forza Italia rischiano ora di intrecciarsi con il crescente malessere del mondo produttivo isolano. A complicare il percorso politico del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani verso la conclusione della legislatura si aggiungono infatti le preoccupazioni espresse dagli imprenditori, allarmati dai rallentamenti amministrativi e legislativi che, secondo diverse categorie produttive, starebbero frenando la crescita economica della Sicilia.

Il confronto è emerso con forza durante la conferenza “Sicilia sfida mediterranea”, organizzata nei giorni scorsi nella sala “Caduti di Nassiriya” di Palazzo Madama dalla deputata di Fratelli d’Italia Carolina Varchi. All’incontro hanno partecipato numerosi rappresentanti del sistema industriale siciliano insieme al presidente di Sicindustria, Luigi Rizzolo. Proprio nel corso di colloqui informali con i giornalisti sarebbero emersi diffusi segnali di insofferenza verso l’attuale fase politica regionale, accusata di rallentare l’attività dell’Assemblea Regionale Siciliana (Ars) e di produrre pochi risultati concreti.

Secondo diversi imprenditori presenti all’iniziativa, la Sicilia non potrebbe permettersi ulteriori ritardi in una fase economica delicata, caratterizzata dall’aumento dei costi energetici, dalla necessità di accelerare gli investimenti infrastrutturali e soprattutto dall’urgenza di utilizzare integralmente le risorse europee del ciclo di programmazione comunitaria per evitare rallentamenti della crescita del Prodotto interno lordo (Pil). Negli ultimi anni, infatti, i dati economici elaborati da istituti nazionali e organismi statistici hanno evidenziato per la Sicilia un incremento del Pil superiore rispetto ad altre regioni italiane, sostenuto soprattutto dagli investimenti pubblici, dal turismo, dall’energia e dai fondi europei.

Nel suo intervento pubblico, Luigi Rizzolo ha inizialmente riconosciuto i risultati raggiunti grazie alla collaborazione avviata con il Governo regionale attraverso il cosiddetto “Piano Fiorio”, presentato nel novembre scorso a Palermo alla presenza dello stesso Schifani. Il progetto, elaborato da Sicindustria, prevedeva una strategia condivisa tra imprese e istituzioni fondata su obiettivi comuni, semplificazione amministrativa e accelerazione degli investimenti.

Tra i risultati rivendicati dal presidente degli industriali figurano il rafforzamento della Zes unica (Zona Economica Speciale), l’incremento di 210 milioni di euro destinati al credito d’imposta per le imprese e la cosiddetta “SuperZes”, misura finalizzata a rendere più rapide le autorizzazioni amministrative e più attrattivi gli investimenti produttivi. Rizzolo ha inoltre ricordato il tavolo aperto con l’Irsap (Istituto Regionale per lo Sviluppo delle Attività Produttive) per il rilancio delle aree industriali siciliane e il maggiore coinvolgimento delle categorie produttive nella programmazione economica regionale.

Tuttavia, accanto ai risultati iniziali, sono emerse critiche molto severe nei confronti dell’esecutivo regionale. Rizzolo ha denunciato la necessità di nuovi investimenti in logistica e infrastrutture, sottolineando come i circa 5 miliardi di euro di avanzo della Regione Siciliana non dovrebbero essere dispersi senza una strategia chiara di sviluppo. Secondo Sicindustria, la Sicilia dovrebbe essere considerata una piattaforma strategica europea nel Mediterraneo e non più una periferia amministrativa ed economica.

Il presidente di Sicindustria ha inoltre proposto un nuovo Patto tra Stato, imprese e territori fondato su 5 priorità considerate decisive: infrastrutture; sostegno alle imprese; semplificazione burocratica; politiche giovanili; utilizzo efficace dei fondi dell’Unione europea (Ue). Proprio sulla gestione delle risorse comunitarie e sull’efficienza amministrativa si concentrano alcune delle maggiori preoccupazioni del sistema produttivo regionale.

L’affondo più duro ha riguardato il rapporto tra le imprese e il Governo Schifani sul tema delle energie rinnovabili. Rizzolo ha contestato apertamente il decreto regionale sulle aree idonee agli impianti eolici e fotovoltaici, accusando la Giunta regionale e la commissione Ambiente dell’Ars di avere approvato il testo senza consultare le associazioni imprenditoriali che avevano preparato proposte correttive e migliorative. Secondo gli industriali, le nuove limitazioni rischierebbero di rallentare gli investimenti nelle fonti energetiche alternative proprio mentre l’Europa accelera verso la transizione ecologica prevista dal Green Deal europeo (programma dell’Unione europea per la neutralità climatica).

Il tema delle energie rinnovabili è oggi al centro di un intenso dibattito nazionale e regionale. Negli ultimi mesi diverse Regioni italiane hanno adottato norme sulle cosiddette “aree idonee”, cioè le zone nelle quali possono essere installati impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. La normativa deriva dai decreti attuativi collegati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e agli obiettivi europei di decarbonizzazione. Numerose associazioni imprenditoriali e ambientaliste hanno però criticato alcuni provvedimenti regionali ritenuti troppo restrittivi, sostenendo che potrebbero rallentare gli investimenti e aumentare il rischio di contenziosi amministrativi davanti ai Tribunali Amministrativi Regionali (Tar).

Anche il tema della digitalizzazione della pubblica amministrazione è stato indicato dagli industriali come uno dei principali ritardi strutturali della Regione Siciliana. Rizzolo ha evidenziato come alle imprese venga richiesto di accelerare l’innovazione tecnologica e i processi digitali, mentre gli uffici pubblici regionali continuerebbero a operare con procedure lente e burocratiche. Negli ultimi anni il Governo nazionale e l’Unione europea hanno destinato ingenti risorse del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) proprio alla modernizzazione digitale della pubblica amministrazione, con l’obiettivo di ridurre tempi autorizzativi e costi burocratici.

Le parole pronunciate dal leader di Sicindustria rappresentano quindi un segnale politico rilevante per il Governo Schifani. Pur escludendo una rottura definitiva con l’esecutivo regionale, Rizzolo ha parlato di “segnali negativi” e di un cambiamento nei rapporti istituzionali rispetto al recente passato. Secondo il presidente degli industriali, il governo regionale avrebbe ora il compito di fornire risposte rapide e concrete, soprattutto sui temi delle rinnovabili, delle infrastrutture e della semplificazione amministrativa, questioni che potrebbero diventare centrali anche nel futuro confronto elettorale regionale.