Sintesi
Una coppia convivente residente nel catanese, un uomo di 46 anni e una donna romena di 30, è stata arrestata dalla Polizia con le accuse di corruzione di minorenne, maltrattamenti e violenza sessuale aggravata ai danni di una bambina di 12 anni. L’inchiesta della Procura di Catania è partita dalla segnalazione di alcuni insegnanti della scuola frequentata dalla minore. Dopo l’ascolto protetto disposto dagli investigatori, la giovane vittima e i suoi fratellini sono stati trasferiti in una struttura protetta. Le successive intercettazioni avrebbero consentito agli inquirenti di raccogliere gravi indizi nei confronti dei due indagati. Il Giudice per le indagini preliminari ha quindi disposto la custodia cautelare in carcere eseguita dalla Polizia.

Articolo
La Procura di Catania ha contestato i reati di corruzione di minorenne, maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale aggravata a una coppia convivente composta da un uomo di 46 anni e da una donna romena di 30 anni, arrestati dalla Polizia in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip (Giudice per le indagini preliminari). Al centro dell’inchiesta vi sarebbe una bambina di 12 anni che, secondo gli investigatori, avrebbe subito presunti abusi e vessazioni all’interno dell’ambiente domestico.

L’indagine ha avuto origine dopo una segnalazione presentata dall’istituto scolastico frequentato dalla minore agli agenti del commissariato di Acireale. Gli insegnanti avrebbero manifestato sospetti riguardo possibili maltrattamenti e presunte violenze sessuali consumate tra le mura familiari. Da quel momento sono stati immediatamente avviati gli accertamenti coordinati dalla sezione specializzata nei reati contro le fasce deboli della Procura etnea, guidata dalla procuratrice aggiunta Liliana Todaro, che ha delegato le attività investigative alla sezione di polizia giudiziaria.

Gli investigatori hanno disposto l’ascolto protetto della dodicenne, procedura prevista nei casi che coinvolgono minori vittime di presunti abusi, disciplinata dal “Codice Rosso”, la normativa introdotta con la legge n. 69 del 2019 per accelerare la tutela delle vittime di violenza domestica e di genere. Dal racconto della giovane sarebbero emersi, secondo la Procura, i primi elementi ritenuti compatibili con le accuse contestate. Proprio per esigenze di protezione e urgenza, la minore è stata subito allontanata dall’abitazione familiare e collocata in una struttura protetta insieme ai fratellini.
Le indagini sono proseguite attraverso attività tecniche e intercettazioni nei confronti dei due indagati. Secondo quanto riferito dal procuratore Francesco Curcio, gli approfondimenti investigativi avrebbero consentito di acquisire “gravi elementi indiziari” nei confronti della madre della bambina e del suo convivente.
Sulla base della richiesta avanzata dalla Procura, il Gip del Tribunale di Catania ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti della coppia. I due arrestati sono stati quindi trasferiti nella casa circondariale di piazza Lanza, nel capoluogo etneo.
L’inchiesta si inserisce nel più ampio piano di sensibilizzazione promosso negli ultimi anni dalla Magistratura e dalle Forze dell’ordine nelle scuole della provincia di Catania contro le violenze riconducibili al “Codice Rosso”. Le attività di prevenzione e informazione rivolte agli studenti e agli operatori scolastici puntano infatti a favorire l’emersione tempestiva di situazioni di disagio, maltrattamenti e abusi nei confronti di minori e soggetti vulnerabili.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.








