Sicilia. Via libera dall’Ue agli aiuti contro il caro carburanti: fondi a trasporti, agricoltura e pesca

Dopo l’autorizzazione europea, la Regione accelera sugli interventi economici per fronteggiare la crisi energetica e geopolitica. In arrivo contributi e nuovi strumenti finanziari per le imprese colpite

Sintesi

La Commissione europea ha autorizzato lo sblocco di 25 milioni destinati dalla Regione Siciliana per contrastare l’aumento dei carburanti causato dalla crisi nello Stretto di Hormuz e dalla tensione tra Stati Uniti e Iran. Le risorse saranno destinate ai settori più esposti come autotrasporto, agricoltura e pesca, con contributi a fondo perduto. Superato il limite del “de minimis”, ora ampliato, la misura approderà all’Assemblea Regionale Siciliana. Parallelamente avanzano gli aiuti per le imprese colpite da eventi calamitosi e si aprono nuove linee di finanziamento gestite da Irfis FinSicilia.

Articolo

Il provvedimento era già stato definito nei giorni precedenti, ma risultava necessario attendere l’autorizzazione della Commissione europea, giunta nel corso della settimana, per consentire l’attivazione della misura. Il testo sarà ora sottoposto all’esame dell’Assemblea Regionale Siciliana sotto forma di emendamento inserito in uno dei disegni di legge di prossima discussione. L’intervento riguarda 25 milioni di euro stanziati dal Governo guidato da Renato Schifani nel mese precedente per contenere l’impatto del caro carburanti, aggravato dalla crisi nello Stretto di Hormuz (snodo strategico per il traffico petrolifero mondiale) e dalle tensioni belliche tra Stati Uniti (USA, United States of America) e Iran.

Le ripercussioni economiche hanno colpito in modo rilevante i comparti dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della pesca, già in difficoltà da settimane. Sulle risorse pesava il vincolo europeo del “de minimis” (regola dell’Unione europea che stabilisce il limite massimo di aiuti pubblici concedibili alle imprese senza alterare la concorrenza), fissato a 300mila euro per azienda, soglia già raggiunta da numerose realtà siciliane. Per questo motivo è stata avanzata la richiesta di un incremento del tetto, attraverso il cosiddetto “super de minimis”, che ha portato all’innalzamento della soglia con ulteriori 50mila euro, discussione avvenuta presso Palazzo Berlaymont (sede della Commissione europea a Bruxelles).

Lo sblocco consente ora di assegnare contributi a fondo perduto agli operatori del trasporto merci su strada per conto terzi, inclusi quelli attivi nel sistema combinato strada-mare, oltre agli imprenditori agricoli e ai pescatori. Il provvedimento, promosso dall’assessore all’Economia Alessandro Dagnino, è stato inserito in due distinti emendamenti collegati a disegni di legge relativi rispettivamente a personale, autorizzazioni e incentivi e al riconoscimento dei debiti fuori bilancio. Questa doppia impostazione normativa mira ad accelerare l’effettiva erogazione degli aiuti attraverso il primo testo che approderà in aula.

Le modalità operative saranno definite tramite un decreto inter-assessoriale (atto amministrativo adottato congiuntamente da più assessorati regionali) che coinvolgerà le deleghe alle Infrastrutture e all’Agricoltura. Le risorse verranno distribuite assegnando 15 milioni agli autotrasportatori e la restante quota suddivisa tra agricoltori e pescatori. Nel frattempo, la Regione ha richiesto un ulteriore ampliamento del limite del “de minimis” fino a 500mila euro, per compensare gli svantaggi derivanti dall’insularità (condizione geografica di isolamento territoriale) aggravati dall’aumento del costo del diesel.

Sul fronte delle categorie produttive, il portavoce degli autotrasportatori siciliani, Salvatore Bella, ha evidenziato l’attesa per nuovi stanziamenti pari a ulteriori 25 milioni previsti per luglio, secondo quanto comunicato dall’assessore ai Trasporti Alessandro Aricò. Rimane aperta la questione dell’Ets (Emission Trading System, sistema europeo di scambio delle quote di emissione di gas serra), definito come una tassa sulle emissioni climalteranti che incide sui costi del trasporto marittimo. Le imprese chiedono la sospensione o almeno il congelamento del contributo sulle tratte verso la Sicilia, considerato l’impatto economico sui collegamenti marittimi.

Parallelamente, si registra un avanzamento nelle misure di sostegno alle imprese colpite da eventi calamitosi come il ciclone Harry e la frana di Niscemi. È stata avviata l’istruttoria delle ultime 100 domande per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro, nell’ambito degli interventi gestiti da Irfis FinSicilia. La pubblicazione in Gazzetta ufficiale della norma approvata dal Parlamento ha consentito di superare l’impugnativa del Consiglio dei ministri relativa alla disciplina sul Durc (Documento unico di regolarità contributiva, certificato che attesta la regolarità nei pagamenti previdenziali), sbloccando così le pratiche residue. La vicenda riguardava una norma della Regione Siciliana che introduceva una deroga all’obbligo del Durc, cioè il certificato che attesta la regolarità dei pagamenti previdenziali e assistenziali da parte delle imprese. In particolare, la legge regionale consentiva di concedere contributi pubblici anche alle aziende che non erano temporaneamente in regola con questo requisito, al fine di velocizzare gli aiuti dopo eventi emergenziali. Il Consiglio dei ministri aveva impugnato la norma davanti alla Corte costituzionale, ritenendo che violasse principi nazionali in materia di tutela della concorrenza e regole uniformi sugli aiuti pubblici. L’impugnativa era di natura tecnica e mirava a evitare disparità rispetto al resto del territorio italiano. Successivamente, il Parlamento nazionale è intervenuto approvando una disposizione che ha reso compatibile questa deroga in un contesto emergenziale.

L’ammontare totale dei contributi regionali per le imprese danneggiate raggiunge circa 15 milioni di euro, con versamenti previsti a breve. Il presidente Renato Schifani ha sottolineato che il superamento delle criticità amministrative rappresenta un passaggio fondamentale per avviare la fase di rilancio economico, sostenuta da un pacchetto di interventi che combina finanziamenti a tasso zero e contributi a fondo perduto attraverso il Fondo Sicilia (strumento finanziario regionale destinato al sostegno delle imprese).

Infine, è prevista l’apertura di una piattaforma digitale per la presentazione delle domande relative a nuovi finanziamenti fino a 400mila euro destinati agli investimenti delle imprese danneggiate, con una dotazione complessiva di 18 milioni di euro gestita ancora da Irfis FinSicilia. Questa misura rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di sostegno e ripresa del tessuto produttivo siciliano, in un contesto segnato da crisi energetiche, tensioni internazionali e fragilità strutturali del territorio.