Sassari. 25enne segregata e seviziata dal compagno: arresto e custodia cautelare

Dieci giorni di prigionia tra percosse, minacce e violenza sessuale, fino allo sfregio con acido

Sintesi

Una giovane di 25 anni è stata segregata per circa 10 giorni nell’abitazione del fidanzato a Sassari, dove avrebbe subito minacce, insulti, percosse, torture, violenza sessuale e uno sfregio con sostanza corrosiva. L’allarme lanciato dalla madre, preoccupata per l’assenza di contatti, ha consentito ai Carabinieri di intervenire nella notte e liberare la ragazza, arrestando in flagranza il 35enne con precedenti penali. L’uomo avrebbe inoltre tentato di aggredire i militari in caserma e ora si trova in custodia cautelare nel carcere di Bancali, accusato di sequestro di persona, tortura, lesioni personali, maltrattamenti e resistenza a pubblico ufficiale, nell’ambito di un procedimento che si inserisce nel quadro delle norme rafforzate contro la violenza di genere.

Articolo

Per circa 10 giorni una 25enne sarebbe stata privata della libertà personale nell’abitazione del compagno, a Sassari, in un contesto di progressiva sopraffazione. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la giovane avrebbe subito intimidazioni, offese, umiliazioni, aggressioni fisiche, sevizie e violenza sessuale, fino a essere colpita con una sostanza corrosiva che le avrebbe provocato uno sfregio.

La vicenda è emersa venerdì sera, quando la madre della ragazza, non riuscendo da giorni a contattarla, si è rivolta ai Carabinieri indicando l’indirizzo dell’uomo. L’intervento dei militari ha permesso di localizzare l’abitazione e di liberare la 25enne nella notte. Il compagno, 35 anni, con precedenti penali, è stato arrestato in flagranza di reato.

Una volta condotto in caserma, l’indagato avrebbe cercato di reagire tentando di impugnare un estintore per colpire i militari, comportamento che ha determinato anche la contestazione del reato di resistenza a pubblico ufficiale, previsto dall’articolo 337 del Codice penale.

Su richiesta della Procura della Repubblica, il Giudice per le indagini preliminari (Gip) ha disposto la custodia cautelare in carcere presso la casa circondariale di Bancali, dove l’uomo si trova tuttora detenuto. Le accuse provvisorie comprendono sequestro di persona, ai sensi dell’articolo 605 del Codice penale, tortura, disciplinata dall’articolo 613-bis, lesioni personali, articolo 582, e maltrattamenti contro familiari o conviventi, articolo 572.

Il procedimento si colloca nell’ambito delle disposizioni rafforzate in materia di violenza domestica e di genere, in particolare la legge n. 69 del 2019, conosciuta come “Codice rosso” e successive modificazioni e integrazioni nel 2023 a seguire del Governo Meloni, che ha introdotto tempi più rapidi per l’avvio delle indagini e strumenti cautelari più incisivi. La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha più volte chiarito che la reiterazione di condotte vessatorie, anche in un arco temporale limitato ma caratterizzato da sistematicità, può integrare il delitto di maltrattamenti e concorrere con ulteriori reati quando vengono lesi beni giuridici distinti quali libertà personale e integrità fisica.

Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e per l’indagato vige il principio di presunzione di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva.