Bordighera, bimba di 2 anni muore con lividi: madre arrestata per omicidio preterintenzionale

Il medico legale parla di “colpi volontari”. La 43enne aveva riferito di una caduta dalle scale

Sintesi

Una bambina di 2 anni è morta a Montenero, frazione di Bordighera comune della provincia di Imperia in Liguria, dopo una crisi respiratoria culminata in arresto cardiaco nonostante l’intervento del 118. Il corpo presentava numerosi lividi che, secondo il medico legale incaricato dalla Procura della Repubblica, sarebbero compatibili con colpi volontari, alcuni inferti con oggetti contundenti, e non con una semplice caduta dalle scale come dichiarato dalla madre, 43 anni, arrestata al termine di un lungo interrogatorio con l’accusa di omicidio preterintenzionale. Decisivi per gli inquirenti anche i filmati della videosorveglianza dell’abitazione, mentre è stata disposta l’autopsia per chiarire cause e dinamica del decesso e non si escludono ulteriori audizioni. La bimba di 2 anni e le sorelle di 9-10 erano al centro di un aspro conflitto tra i genitori: la madre aveva denunciato il marito per maltrattamenti, minacce e violenze davanti alle figlie, ottenendone il ritorno in carcere ad agosto. Il padre ha sempre negato, accusando a sua volta la moglie, mentre i rapporti coi nonni paterni sono tesi da tempo. Non è chiaro il ruolo dei servizi sociali. Le indagini proseguono con interrogatori, analisi di cellulari e tabulati. La casa è sotto sequestro. Domani l’interrogatorio di garanzia della donna e lunedì l’autopsia con consulente del padre.

Articolo

La vicenda è avvenuta a Montenero, località del Comune di Bordighera comune della provincia di Imperia in Liguria, all’interno di una villetta protetta da una fitta siepe e dotata di impianto di videosorveglianza, situata a breve distanza da un immobile recentemente confiscato alla criminalità organizzata. Una bambina di 2 anni è stata colta da un malore improvviso con crisi respiratoria. La madre, Manuela A. 43 anni, ha contattato i soccorsi. Il personale sanitario del 118, servizio di emergenza sanitaria, è intervenuto tempestivamente ma, nonostante le manovre rianimatorie, la piccola è andata incontro ad arresto cardiaco e non si è più ripresa.

Fin dai primi riscontri qualcosa è apparso anomalo. Sul corpo della minore erano presenti numerose ecchimosi. Per questo motivo sono intervenuti i Carabinieri. La donna, che ha altri 2 figli di 9 e 10 anni, ha riferito ai militari che la bambina sarebbe caduta dalle scale alcuni giorni prima, aggiungendo che al momento dell’uscita di casa aveva lasciato i 3 figli nell’abitazione e che al rientro avrebbe trovato la più piccola in gravi difficoltà respiratorie, decidendo quindi di chiamare i soccorsi.

La versione fornita non ha convinto del tutto gli investigatori. La 43enne è stata accompagnata in caserma e sottoposta a un lungo interrogatorio. Mentre la donna ribadiva di non aver mai fatto del male alla figlia, i Carabinieri analizzavano le registrazioni dell’impianto di videosorveglianza per verificare la coerenza temporale e fattuale del racconto. Parallelamente, il medico legale incaricato dalla Procura della Repubblica ha esaminato il corpo della bambina.

Dalla prima relazione tecnica è emerso un quadro ritenuto incompatibile con una caduta accidentale. Secondo il consulente, quei segni sarebbero riconducibili a “colpi volontari”, alcuni dei quali inferti con oggetti contundenti. Le conclusioni preliminari dell’esame medico-legale, unite agli elementi ricavati dalle immagini registrate, hanno indotto gli inquirenti a ritenere inattendibile la ricostruzione fornita dalla madre.

Al termine dell’interrogatorio la donna è stata arrestata con l’accusa di omicidio preterintenzionale, fattispecie prevista dall’articolo 584 del Codice penale, che si configura quando da atti diretti a percuotere o ledere deriva, senza volontà di uccidere, la morte della vittima. La misura cautelare è stata disposta dall’autorità giudiziaria competente e la 43enne potrebbe essere trasferita presso la casa circondariale femminile di Genova Pontedecimo.

Nelle prossime ore verrà conferito l’incarico per l’autopsia, esame autoptico che dovrà accertare in modo dettagliato le cause del decesso, la natura delle lesioni e la loro collocazione temporale. Non si esclude che nei giorni successivi possano essere ascoltati ulteriori testimoni per completare il quadro investigativo.

La piccola e le due sorelle maggiori di 9 e 10 anni erano al centro di un acceso scontro legale tra i coniugi: la donna aveva denunciato il marito per maltrattamenti, minacce di morte, calci, pugni e lanci di oggetti anche davanti alle figlie, portando alla revoca dell’affidamento in prova ai servizi sociali per l’uomo e al suo ritorno in carcere nell’agosto scorso. Il padre ha sempre respinto le accuse, ribattendo con denunce di comportamenti violenti da parte della moglie, mentre i rapporti con i nonni paterni risultano da tempo tesi.

Non è ancora chiaro il livello di coinvolgimento dei servizi sociali nella vicenda. Gli investigatori proseguono gli accertamenti, con interrogatori di familiari e amici, analisi di cellulari e tabulati telefonici, mentre la casa è stata posta sotto sequestro. Domani è previsto l’interrogatorio di garanzia della donna, difesa dagli avvocati Manuela Corbetta e Bruno Di Giovanni, e lunedì prossimo l’autopsia sul corpo della bambina, alla quale parteciperà anche un consulente del padre.

Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e per l’indagata vale il principio di presunzione di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva.