150.000 euro per il torrente Salice a Sant’Alessio Siculo: finanziamento definitivo e lavori da affidare

La Regione ha approvato la convenzione e impegnato le risorse per la manutenzione urgente del corso d’acqua che attraversa Sant’Alessio Siculo

Sintesi

Il 13 febbraio 2026 il Comune di Sant’Alessio Siculo ha segnalato le criticità idrauliche del torrente Salice. Dopo il sopralluogo del 2 marzo, l’Autorità di Bacino ha accertato che la vegetazione presente nell’alveo poteva ostacolare il regolare deflusso delle acque e ha stimato in 150.000 euro il costo dell’intervento. Il 7 maggio è stata sottoscritta la convenzione con l’Ente locale. A giugno sono stati nominati il RUP e il professionista incaricato della progettazione, della direzione dei lavori e della sicurezza. Il progetto esecutivo è stato verificato e validato il 30 giugno, approvato il 1 luglio e rimodulato il 6 luglio con l’inserimento del contributo ANAC. Il decreto regionale n. 608, reso pubblico il 20 luglio, ha approvato la convenzione, finanziato l’opera e impegnato la somma complessiva. Gli interventi serviranno a eliminare vegetazione, detriti e fanghi, ripristinare la sezione dell’alveo e ridurre il rischio di esondazioni. Negli atti fino ad oggi 23 luglio non è individuato il provvedimento di affidamento dell’esecuzione.

Articolo

Il torrente Salice è un corso d’acqua a carattere torrentizio che attraversa il centro abitato di Sant’Alessio Siculo (comune costiero ionico della Città metropolitana di Messina, in Sicilia) e raggiunge la spiaggia. La sua conformazione assume particolare rilievo perché un precedente provvedimento idraulico regionale ha documentato che via Salice è stata realizzata sopra il tratto terminale tombinato del corso d’acqua. La presenza di una parte coperta rende ancora più importante mantenere libero l’alveo a monte, evitando che rami, arbusti, sedimenti e materiali trasportati dalle piogge possano rallentare il deflusso o accumularsi in corrispondenza delle opere di attraversamento.

La vicenda amministrativa dell’attuale intervento è iniziata il 13 febbraio 2026, quando l’Amministrazione comunale ha trasmesso all’AdB (Autorità di Bacino del Distretto Idrografico della Sicilia) la segnalazione protocollo n. 2110 sulle condizioni del torrente. Il successivo sopralluogo del 2 marzo ha accertato la presenza di una consistente vegetazione arborea e arbustiva, ritenuta potenzialmente capace di ostacolare il normale passaggio delle acque. La relazione tecnica, inoltrata il 1 aprile con la nota protocollo n. 9944, ha quantificato in 150.000 euro la spesa necessaria. Il 7 maggio è stata quindi sottoscritta la convenzione destinata a regolare i rapporti tra la struttura regionale e l’ente locale, individuato come soggetto attuatore.

La fase tecnica è proseguita il 17 giugno. La Giunta municipale, con la deliberazione n. 111, ha autorizzato l’utilizzo condiviso di Giovanni Gullotta (geometra dipendente del Comune di Castelmola, comune della Città metropolitana di Messina). Nella stessa giornata il tecnico è stato nominato RUP (Responsabile unico del progetto) con la determinazione n. 359. Il 23 giugno, attraverso la determinazione n. 374, l’incarico professionale è stato assegnato a Danilo Trimarchi (ingegnere di Santa Teresa di Riva, comune limitrofo indicato nei documenti), al quale sono state affidate la progettazione esecutiva, la direzione dei lavori, le misurazioni, la contabilità e il coordinamento della sicurezza durante la progettazione e l’esecuzione.

Gli elaborati sono stati trasmessi il 30 giugno e, nella medesima data, sono stati sottoposti alla verifica e alla validazione previste per i progetti di opere pubbliche. La Giunta ha approvato il progetto esecutivo il 1 luglio con la deliberazione n. 127. Il quadro economico ha previsto 109.798,25 euro per lavorazioni soggette a ribasso, comprendenti 2.969,01 euro riferiti alla manodopera, ai quali si sono aggiunti 2.124,61 euro per gli oneri della sicurezza non soggetti a ribasso. L’importo complessivo dei lavori è risultato quindi pari a 111.922,86 euro, mentre le somme a disposizione dell’Amministrazione sono state quantificate in 38.077,14 euro, per un costo totale invariato di 150.000 euro.

Il 6 luglio è stato necessario approvare, con la deliberazione n. 129, un quadro tecnico-economico rimodulato. La modifica ha inserito il contributo di 35 euro dovuto all’ANAC (Autorità nazionale anticorruzione), compensandolo con la riduzione della voce destinata agli imprevisti da 6.077,40 a 6.042,40 euro. L’aggiornamento non ha modificato né la consistenza delle opere né l’importo complessivo del finanziamento. Il passaggio conclusivo sul versante regionale è arrivato con il DSG (decreto del segretario generale) n. 608, reso pubblico il 20 luglio 2026, che ha approvato la convenzione, disposto il finanziamento e impegnato i 150.000 euro destinati all’intervento.

Il progetto ha previsto innanzitutto l’eliminazione della vegetazione spontanea cresciuta all’interno e lungo i margini del corso d’acqua. Le lavorazioni dovranno comprendere anche la risagomatura dell’alveo nelle vicinanze dei ponti, degli attraversamenti pedonali e delle strade carrabili, soprattutto nei punti in cui il flusso ha modificato il proprio percorso e ha interessato le opere d’argine. È stata inoltre programmata la pulizia dei dispositivi laterali di deflusso e la rimozione dei detriti e dei fanghi alluvionali depositati sul fondo.

I materiali vegetali, terrosi e alluvionali dovranno essere asportati nella quantità strettamente indispensabile al ripristino della capacità idraulica, con il successivo trasporto verso siti autorizzati. Non si tratta quindi di una trasformazione strutturale del torrente o della costruzione di nuovi argini, ma di una manutenzione urgente finalizzata a recuperare la sezione utile dell’alveo, ridurre gli ostacoli e permettere alle acque meteoriche di scorrere senza accumuli pericolosi.

L’obiettivo è prevenire possibili esondazioni e limitare il rischio per le abitazioni poste nelle vicinanze, per gli automobilisti, per i pedoni e per quanti utilizzano le strade e gli spazi pubblici adiacenti. La folta vegetazione non costituisce automaticamente la causa di un’alluvione, ma può aggravare gli effetti di precipitazioni intense quando riduce la capacità di passaggio delle acque o favorisce la formazione di sbarramenti in prossimità dei ponti e dei tratti tombinati.

Il finanziamento regionale ha ora reso disponibili le risorse necessarie, mentre il passaggio amministrativo successivo è rappresentato dall’individuazione dell’impresa esecutrice. Non va confuso con l’opera in questione un provvedimento dello stesso settore n. 144, che ha riguardato invece l’acquisto e la posa di attrezzature per i parchi giochi comunali.

La procedura è disciplinata dal decreto legislativo n. 36 del 2023, ossia il Codice dei contratti pubblici. L’articolo 42 regola la verifica della progettazione e la sua validazione prima dell’avvio dell’affidamento, mentre l’articolo 50 consente, per lavori di importo inferiore a 150.000 euro, il ricorso all’affidamento diretto nel rispetto dei requisiti dell’impresa, della rotazione e dei principi di trasparenza, concorrenza e risultato. La soglia deve essere valutata sull’importo dei lavori e non sull’intero finanziamento comprensivo delle somme tecniche e amministrative.

Sul piano generale della responsabilità, la manutenzione preventiva dei corsi d’acqua assume rilievo anche alla luce dell’articolo 2051 del Codice civile, relativo ai danni provocati dalle cose sottoposte a custodia. Un recente materiale di studio della Scuola Superiore della Magistratura, richiamando gli orientamenti della Corte di cassazione, ha ricordato che soltanto un evento meteorologico realmente eccezionale, imprevedibile e inevitabile può integrare il caso fortuito capace di escludere la responsabilità del custode. Si tratta di un principio generale.