Sintesi
A Sant’Alessio Siculo (Comune ionico turistico della Città metropolitana di Messina) si avvicina il momento della demolizione e ricostruzione della vecchia scuola elementare “Antonio Gussio” di piazza Onofrio Zappalà, chiusa dal 2002. L’avvio materiale del cantiere è atteso a settembre 2026, ma alla data del 20 agosto l’Albo Pretorio comunale non riporta ancora un verbale di consegna dei lavori che ne stabilisca ufficialmente il giorno di inizio. L’intervento è ormai in una fase avanzata dell’iter, mentre la data effettiva di apertura del cantiere deve ancora trovare conferma in un atto pubblico.

L’opera dispone di un finanziamento regionale di 3.708.067,64 euro nell’ambito del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027. Il progetto prevede di abbattere l’immobile esistente e realizzare un edificio di 3 piani e 1.333 metri quadrati, destinato non soltanto alle attività didattiche, ma anche a biblioteca, laboratori, sala multifunzionale e servizi aperti alla comunità. Al posto della scuola inutilizzata da quasi 24 anni dovrà nascere un nuovo centro scolastico e sociale nel cuore del paese.

Il percorso amministrativo si è accelerato tra il 2025 e il 2026: sono stati rimodulati il quadro economico e il progetto, avviata la procedura di gara, formalizzata la proposta di aggiudicazione, affidato il collaudo statico e amministrativo e, lo scorso 7 luglio, liquidato il servizio di supporto svolto nella fase dell’appalto.

L’edificio originario risale in parte ai primi anni del Novecento e il piano superiore è stato aggiunto negli anni Cinquanta. Dopo la chiusura del 31 ottobre 2002 gli alunni sono stati trasferiti nell’altro plesso scolastico del paese. Il progetto elaborato nel 2021 dall’Amministrazione Foti, ha puntato a restituire alla piazza una scuola moderna, ma anche uno spazio collettivo. In sostanza, la ricostruzione potrebbe chiudere una vicenda durata quasi un quarto di secolo e restituire una funzione centrale a un immobile rimasto inutilizzato nel centro abitato.
Articolo
Il cantiere atteso dopo l’estate
La vecchia scuola elementare “Antonio Gussio” di piazza Onofrio Zappalà, a Sant’Alessio Siculo (Comune ionico turistico della Città metropolitana di Messina), si prepara a lasciare il posto a un edificio completamente nuovo. Dopo anni trascorsi tra progettazione, ricerca delle risorse e procedure amministrative, l’obiettivo indicato per l’avvio della demolizione è settembre 2026.
Su questo punto è però necessario distinguere ciò che è già documentato da ciò che deve ancora essere formalizzato. Alla data del 20 agosto 2026, tra gli ultimi provvedimenti pubblicati nell’Albo Pretorio del Comune di Sant’Alessio Siculo non compare ancora un verbale di consegna dei lavori o un altro atto che fissi ufficialmente il giorno di apertura del cantiere. L’ultimo provvedimento specificamente riferito all’intervento rintracciato è la determina n. 428 del 7 luglio 2026, relativa alla liquidazione del servizio di supporto nella fase di appalto, ossia il pagamento del compenso per l’assistenza svolta durante la gara d’appalto. Il mese di settembre va quindi considerato, allo stato della documentazione pubblica consultabile, come il periodo atteso per la partenza materiale e non ancora come una data certificata da un verbale di consegna.
Un finanziamento da oltre 3,7 milioni
L’intervento ha oggi una copertura finanziaria precisa. La Regione Siciliana ha assegnato al Comune 3.708.067,64 euro attraverso il FSC (Fondo per lo sviluppo e la coesione) 2021-2027. Il finanziamento risulta negli atti regionali e nella documentazione comunale, dove il progetto redatto dall’ingegnere Claudio Faranna viene quantificato in 2.988.726,88 euro per i lavori e 719.340,76 euro per somme a disposizione dell’Amministrazione.
Il 15 settembre 2025 la Regione ha versato al Comune un primo anticipo di 185.403,38 euro del finanziamento, pari al 5% del totale. La convenzione di accettazione del finanziamento era stata trasmessa il 10 febbraio dello stesso anno. Sono elementi che mostrano come, nel corso del 2025, l’intervento sia passato definitivamente dalla programmazione alla fase operativa.
La storia del finanziamento presenta anche un aspetto significativo. Nel gennaio 2022 l’allora sindaco Giovanni Foti (già primo cittadino di Sant’Alessio Siculo) aveva spiegato che l’Amministrazione puntava a disporre di un progetto cantierabile per concorrere ai fondi del PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza). Quella prospettiva non è stata però la strada attraverso la quale l’opera ha ottenuto le risorse attuali. Il finanziamento che oggi sostiene la demolizione e la ricostruzione proviene infatti dalla programmazione FSC regionale.
La gara e l’impresa indicata per i lavori
La procedura di gara ha avuto un importo di 2.988.726,88 euro ed è stata espletata in modalità telematica. Una pubblicazione comunale del 19 novembre 2025 documenta la procedura aperta e una comunicazione di esclusione nell’ambito della selezione. Il 22 dicembre successivo, con la determina n. 726, l’Area tecnica del Comune ha formalmente preso atto della proposta di aggiudicazione. La ricostruzione pubblicata da Sikily News nel dicembre 2025 ha indicato come impresa risultata aggiudicataria Geodesia Srl di Vallelunga Pratameno (Comune del Libero consorzio comunale di Caltanissetta), che ha presentato un ribasso del 32,2412%. L’importo riportato per l’appalto, aggiunti gli oneri di sicurezza, è di circa 2,047 milioni di euro. La stessa ricostruzione ha indicato una durata prevista dei lavori di 18 mesi.
Nell’Albo comunale risulta che il 22 dicembre 2025 il Comune ha preso atto della proposta di aggiudicazione. Gli atti del 2026 confermano che la procedura è poi andata avanti, con l’affidamento del collaudo e il pagamento dell’assistenza svolta durante la gara.
Gli atti in ordine cronologico
La sequenza dei principali provvedimenti consente di ricostruire con maggiore chiarezza il cammino dell’opera: il 26 maggio 2025 la determina n. 301 ha riguardato la rimodulazione del quadro tecnico-economico; il 15 settembre la Regione ha liquidato l’anticipazione del 5% del finanziamento; il 10 ottobre la determina n. 540 ha affidato il servizio di supporto al RUP (Responsabile unico del progetto) durante la fase di appalto; il 19 novembre l’Albo ha pubblicato un atto relativo alla procedura aperta da 2.988.726,88 euro; il 22 dicembre la determina n. 726 ha preso atto della proposta di aggiudicazione; il 9 marzo 2026 la determina n. 133 ha avviato l’affidamento dell’incarico per il collaudo statico e amministrativo; il 7 luglio la determina n. 428 ha liquidato 9.931,82 euro per il servizio di supporto alla gara svolto dall’architetto Antonella Bartolotta.
Proprio l’ultimo provvedimento è interessante in quanto attesta che il servizio di supporto alla fase di appalto è stato svolto senza errori o ritardi e autorizza il pagamento della relativa fattura. Non si tratta, però, di un verbale di consegna del cantiere e non indica una data di inizio della demolizione.
Una nuova scuola su 3 livelli
Il progetto non consiste nel recupero strutturale del vecchio fabbricato. È prevista la sua demolizione e la costruzione, sullo stesso sito, di un nuovo edificio con struttura portante in acciaio e cemento armato. La superficie complessiva indicata è di 1.333 metri quadrati.
Gli spazi saranno distribuiti su 3 livelli: al piano terra, su circa 477 metri quadrati, sono previsti una sala multifunzionale, servizi e un’area verde; il primo piano, di circa 460 metri quadrati, accoglierà 3 aule, un’aula sensoriale, un’aula informatica e i servizi; il secondo, di circa 395 metri quadrati, comprenderà biblioteca, sala lettura, aula informatica, sala professori, presidenza, uffici e servizi.
La nuova struttura dovrebbe ospitare stabilmente 3 classi, per circa 50 alunni, mentre una parte rilevante degli ambienti sarà utilizzabile dall’intero Istituto comprensivo di Santa Teresa di Riva (istituzione scolastica che comprende anche il plesso di Sant’Alessio). La funzione prevista va quindi oltre quella di una normale scuola primaria: il progetto contempla un “civic center” (centro civico), con spazi destinabili a incontri, convegni, attività culturali e iniziative sociali.
Un edificio chiuso dal 2002
La storia del fabbricato affonda le radici nei primi anni del Novecento. Secondo la ricostruzione pubblicata da Gazzetta Jonica nel 2022, la prima elevazione era stata realizzata con calce e mattoni pieni, mentre il piano superiore in cemento è stato aggiunto negli anni Cinquanta. L’edificio è stato chiuso il 31 ottobre 2002 dopo l’accertamento di gravi carenze strutturali che ne compromettevano sicurezza e stabilità. Le classi elementari e materne sono state quindi trasferite nell’edificio scolastico della zona nord, che ospitava già la scuola media.
Anche la documentazione regionale più recente ha continuato a classificare il fabbricato di piazza Onofrio Zappalà come “non attivo” ed “edificio non agibile”. Nell’elenco dei fabbisogni dell’ARES (Anagrafe regionale dell’edilizia scolastica) aggiornato nel 2024, l’intervento è stato inserito nella categoria della sostituzione edilizia di un edificio scolastico.
Una piazza che porta un nome della memoria
Il luogo scelto per ricostruire la scuola aggiunge alla vicenda un ulteriore significato. La piazza porta il nome di Onofrio Zappalà, 27enne residente a Sant’Alessio Siculo e dipendente delle Ferrovie dello Stato, morto nella strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980. La sua storia è rimasta profondamente legata alla comunità alessese.
A distanza di quasi 24 anni dalla chiusura dell’edificio, il progetto punta così non soltanto a riportare la scuola nel centro del paese, ma a trasformare un luogo rimasto a lungo inutilizzato in uno spazio di istruzione e incontro. Se la consegna dei lavori verrà effettivamente formalizzata a settembre 2026 e decorreranno i 18 mesi previsti senza sospensioni o varianti che incidano sui tempi, il completamento teorico si collocherebbe nei primi mesi del 2028. È una proiezione ricavata dalla durata annunciata dell’appalto e non, allo stato, una data ufficiale di ultimazione.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









