Procura europea. Italia prima per illeciti a carico del bilancio dell’Unione: un danno di 28,71 miliardi di euro

Dal rapporto 2025 della Procura Europea emerge il primato italiano per procedimenti su frodi, corruzione e riciclaggio ai danni delle risorse comunitarie, con un’incidenza elevata anche sulle truffe legate al Piano nazionale di ripresa e resilienza

Sintesi

Il rapporto 2025 della Procura Europea* con sede in Lussemburgo evidenzia che l’Italia guida la graduatoria dei Paesi aderenti per numero di procedimenti relativi a reati contro il bilancio dell’Unione Europea con 991 casi e un danno potenziale di 28,71 miliardi di euro. Seguono Romania e Germania con dati inferiori mentre sul fronte delle frodi connesse al Piano nazionale di ripresa e resilienza l’Italia registra 331 casi contro numeri molto più contenuti di Spagna, Francia e Romania. I provvedimenti di sequestro adottati nel 2025 dalla magistratura italiana risultano superiori a quelli degli altri grandi Stati membri. Secondo il procuratore europeo Andrea Venegoni questi numeri riflettono anche la severità dell’impianto normativo nazionale e la spiccata capacità investigativa delle autorità italiane.

Articolo

La relazione annuale 2025 della Procura Europea*, organismo indipendente dell’Unione Europea con sede a Lussemburgo e competente per la tutela penale degli interessi finanziari dell’Unione, colloca l’Italia in cima alla graduatoria per numero di procedimenti riguardanti reati contro il bilancio comunitario. I fascicoli registrati sono 991, con un pregiudizio economico potenziale stimato in 28,71 miliardi di euro, a fronte dei 535 della Romania e dei 361 della Germania, che occupano rispettivamente la seconda e la terza posizione tra gli Stati partecipanti alla cooperazione rafforzata.

Il documento dell’EPPO (European Public Prosecutor’s Office, Ufficio del Procuratore Pubblico Europeo), che descrive un anno di attività investigativa tra sequestri, rinvii a giudizio e condanne, mette in evidenza anche l’incidenza delle frodi connesse al PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, programma di investimenti finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza). Nel 2024 i casi italiani riconducibili a irregolarità sui fondi PNRR risultano 331, contro i 21 della Spagna, i 7 della Francia e i 34 della Romania, delineando un divario significativo in termini quantitativi.

Nel corso del 2025 l’Autorità giudiziaria italiana ha disposto sequestri per 370 milioni di euro, con esecuzioni effettive pari a 59 milioni, cifre nettamente superiori a quelle riportate dagli altri principali Paesi europei esaminati nel rapporto, dove i beni sottoposti a vincolo patrimoniale si attestano su valori più contenuti. L’ufficio europeo in Italia può contare su 20 Pubblici ministeri europei delegati, inseriti nel sistema giudiziario nazionale ma funzionalmente collegati all’EPPO, con competenza su reati quali frode, corruzione e riciclaggio che ledono gli interessi finanziari dell’Unione.

“I dati di Eppo non implicano necessariamente che l’Italia sia il Paese con il più alto tasso di criminalità contro l’Unione Europea”, ha chiarito Andrea Venegoni, Procuratore europeo per l’Italia, sottolineando che tali numeri possono essere interpretati anche come effetto di una normativa interna più stringente e di una struttura investigativa particolarmente evoluta, capace di accertare le responsabilità con accuratezza e diffusione territoriale. In questa prospettiva, il primato statistico italiano rifletterebbe non soltanto la dimensione del fenomeno, ma anche l’efficacia dell’azione repressiva e la specializzazione maturata da magistratura e forze di polizia giudiziaria nel contrasto agli illeciti che incidono sulle finanze dell’Unione.

* La Procura Europea (EPPO – European Public Prosecutor’s Office), operativa dal 1° giugno 2021 con sede centrale a Lussemburgo, è un ufficio indipendente dell’Unione Europea incaricato di indagare, perseguire e portare in giudizio i reati che ledono gli interessi finanziari dell’UE, come frodi (incluse quelle IVA transfrontaliere e doganali), corruzione, riciclaggio di denaro e appropriazione indebita di fondi europei, tra cui quelli del PNRR. Opera in 22 Stati membri (ora 24 con recenti adesioni), tra cui l’Italia, attraverso una struttura mista che comprende un livello centrale con il Procuratore capo (attualmente Laura Codruța Kövesi) e 22 Procuratori europei, affiancati a livello decentrato dai Procuratori Europei Delegati (PED) integrati nei sistemi giudiziari nazionali. Grazie alla sua piena indipendenza dalle autorità nazionali e dalle istituzioni UE, l’EPPO agisce in modo autonomo, i PED conducono le indagini e esercitano l’azione penale davanti ai tribunali nazionali, spesso in casi complessi e transnazionali. In Italia, i PED (attualmente una ventina distribuiti in nove uffici territoriali principali, tra cui Roma, Milano, Napoli, Bologna, Palermo, Torino, Venezia, Bari e altri) operano in stretta collaborazione con la Guardia di Finanza e le Procure nazionali. Tra le sedi note figurano ad esempio quella di Roma e quella di Milano (in via Fabio Filzi n. 22), mentre chiunque: cittadini, imprese o enti; può segnalare presunti reati all’EPPO tramite il modulo online sul sito ufficiale, contribuendo così alla tutela del bilancio comunitario.