Fincantieri accelera sulle assunzioni: piano fino al 2030 tra innovazione, giovani talenti e mestieri specializzati

Il gruppo della cantieristica navale amplia l’organico con migliaia di nuovi ingressi tra laureati, tecnici e operai qualificati, puntando su transizione digitale, sostenibilità energetica e ricambio generazionale

Sintesi

Il piano industriale 2026-2030 di Fincantieri prevede circa 3000 nuove assunzioni a livello globale con oltre 1200 inserimenti in Italia. Una parte significativa riguarderà laureati in discipline tecnico-scientifiche mentre saranno coinvolti anche diplomati degli Its e operai specializzati attraverso programmi formativi dedicati. La strategia punta su innovazione produttiva transizione digitale ed energetica e ricambio generazionale con una forte presenza di giovani under 35. Il gruppo rafforza inoltre le politiche di inclusione e welfare aziendale con particolare attenzione alla componente femminile e al benessere dei dipendenti.

Articolo

Il nuovo piano industriale 2026-2030 delineato da Fincantieri segna un rafforzamento deciso delle politiche occupazionali e industriali del gruppo, confermando una traiettoria espansiva nel settore della cantieristica navale ad alta tecnologia. Il programma prevede l’inserimento di circa 3000 nuovi lavoratori a livello complessivo entro il 2030, di cui oltre 1200 destinati al contesto italiano, con un impatto diretto sulla crescita occupazionale e sull’evoluzione delle competenze nel comparto manifatturiero avanzato.

Nel dettaglio, circa un terzo delle nuove risorse sarà costituito da laureati, con una prevalenza significativa di profili provenienti dalle discipline Stem (Science Technology Engineering Mathematics, ossia scienza tecnologia ingegneria e matematica). Questo orientamento riflette la necessità crescente di competenze tecniche avanzate per sostenere la trasformazione digitale e la transizione verso modelli produttivi più sostenibili dal punto di vista energetico e ambientale.

Parallelamente, il gruppo prevede l’inserimento di numerosi diplomati tecnici provenienti dagli Its (Istituti Tecnici Superiori, percorsi di formazione terziaria professionalizzante post diploma) con cui l’azienda collabora stabilmente. A questi si aggiunge l’ingresso di oltre 350 operai altamente specializzati, selezionati e formati attraverso il progetto “Maestri del Mare”, iniziativa interna finalizzata alla trasmissione delle competenze tradizionali della navalmeccanica integrate con le tecnologie più avanzate.

Iil piano è stato presentato nel febbraio 2026 e si inserisce in una strategia già avviata negli anni precedenti per rafforzare la competitività industriale e l’innovazione. La forza lavoro complessiva passerà da circa 24500 dipendenti nel 2025 a 27500 nel 2030, con un incremento della produttività stimato intorno al 25%, dato che evidenzia una correlazione diretta tra investimenti in capitale umano e performance industriale. Come evidenziato dall’amministratore delegato e direttore generale Pierroberto Folgiero, il piano rappresenta “un ulteriore avanzamento nella traiettoria di crescita” e pone al centro le competenze e le persone come leve strategiche per generare valore nel lungo periodo. In linea con questa impostazione, il direttore delle risorse umane Luciano Sale ha sottolineato come il programma di assunzioni sia orientato alla costruzione di un ambiente professionale inclusivo e dinamico, capace di coniugare sviluppo del talento e benessere individuale.

Sul piano della composizione anagrafica, il 60% delle nuove assunzioni in Italia riguarderà profili junior sotto i 35 anni, mentre il restante 40% sarà rappresentato da figure senior. Questa combinazione è progettata per garantire contemporaneamente il ricambio generazionale, la crescita interna delle competenze e l’acquisizione di capacità avanzate definite “cutting-edge skills” (competenze di frontiera), fondamentali per sostenere il core business e i nuovi segmenti legati alla digitalizzazione e alla clean energy transition (transizione verso energia pulita).

Un ulteriore elemento qualificante riguarda le politiche di inclusione e parità di genere. Nel 2025 la componente femminile nelle posizioni Stem ha raggiunto il 60%, dato che evidenzia un progresso significativo rispetto agli standard storici del settore industriale. Le opportunità professionali coprono un ampio spettro di ruoli, tra cui sviluppatori software, programmatori, analisti statistici, ingegneri, fisici e ricercatori. Sul fronte del welfare aziendale, Fincantieri prevede un sistema articolato di benefici che include servizi assicurativi, fringe benefit (benefici accessori non monetari), possibilità di conversione del premio di risultato in servizi di welfare e misure di supporto alla genitorialità. Tra queste rientra la realizzazione di asili nido aziendali nelle aree di Trieste e Monfalcone, intervento volto a favorire l’equilibrio tra vita privata e lavoro.

Dal punto di vista industriale e istituzionale, il gruppo rappresenta uno dei principali operatori globali della cantieristica navale, con sede a Trieste e una storia superiore a 230 anni. Controllato da CDP Equity, società riconducibile al gruppo Cassa Depositi e Prestiti, l’azienda opera con oltre 20000 dipendenti distribuiti in 18 stabilimenti su 4 continenti. La sua attività spazia dalla progettazione e costruzione di navi da crociera e unità militari fino alle piattaforme offshore e ai sistemi tecnologici avanzati.

Nel contesto normativo e giurisprudenziale italiano, il piano si inserisce nel quadro delle politiche attive del lavoro e degli incentivi alla formazione tecnica superiore, sostenuti anche attraverso il rafforzamento degli Its e delle misure per l’occupazione giovanile previste negli ultimi interventi legislativi nazionali ed europei. Questo scenario favorisce l’integrazione tra sistema educativo e industria, contribuendo a ridurre il disallineamento tra domanda e offerta di competenze.

Nel complesso, la strategia delineata da Fincantieri conferma il ruolo centrale del capitale umano come fattore competitivo e leva di sviluppo industriale, in un contesto globale caratterizzato da trasformazioni tecnologiche rapide e crescente competizione nei mercati della difesa, della crocieristica e dell’energia.