Cronache. Riposto, difterite e carceri: indagini, tragedie e arresti in Sicilia

Noemi, l’autopsia non chiude il caso. A Palermo 10 indagati per la bambina morta. Nuove violenze a Cavadonna, mentre l’evaso di Augusta è stato catturato a Messina

Sintesi

La morte di Noemi Impellizzeri a Riposto resta senza una spiegazione definitiva. Tony Proietto, che si definisce amico della donna e nega una relazione sentimentale, è l’unico indagato per omicidio. La Procura di Catania ha precisato che l’iscrizione è stata necessaria anche per consentire accertamenti irripetibili. L’autopsia non ha fornito una risposta univoca, mentre la famiglia ritiene che vi siano elementi per escludere l’impiccagione volontaria. Suicidio e omicidio restano ipotesi da verificare e nessuna responsabilità è stata accertata.

A Palermo l’autopsia su Anna Rosa Bartolotta, morta a 4 anni il 20 agosto, ha confermato un quadro di infezione diffusa riconducibile alla difterite. Oltre ai genitori, già indagati per omicidio colposo, sono stati iscritti nel registro anche 8 sanitari dopo la denuncia presentata dalla famiglia. La Regione ha intanto stabilito che i 2 casi registrati nello stesso nucleo familiare non costituiscono un cluster epidemico e ha rafforzato la task force sulle vaccinazioni. In parole povere, l’inchiesta dovrà ora verificare separatamente la mancata vaccinazione e le cure ricevute dalla bambina.

A Siracusa la tensione nel carcere di Cavadonna è ulteriormente aumentata. Dopo la rivolta del 27 agosto, conclusa con 11 agenti trasportati negli ospedali di Siracusa e Avola, il giorno successivo l’Osapp ha denunciato un incendio e altre 2 aggressioni al personale. È stato annunciato per il 1° settembre un sit-in davanti all’istituto. Gli ultimi episodi si sono aggiunti a una serie di disordini già registrati durante agosto in un carcere segnato da sovraffollamento e carenze di organico.

A Palermo la Procura ha disposto l’autopsia sul corpo di Giulia Rita Guadagna, la bambina di 2 anni e mezzo trovata nella piscina fuori terra di una villetta a Villagrazia durante una cena tra amici. Gli accertamenti dovranno stabilire anche se l’accesso alla vasca fosse adeguatamente protetto. La prima ispezione non ha rilevato segni di violenza e l’ipotesi dell’annegamento appare quella principale, ma la dinamica deve ancora essere ricostruita.

A Niscemi, dopo 4 suicidi registrati nell’ultimo mese, l’Asp di Caltanissetta ha annunciato dal 1° settembre il ritorno dell’ambulatorio di Psichiatria ogni martedì e l’attivazione di un servizio di Psicologia per 20 ore settimanali nella Casa di Comunità. Il sindaco ha escluso che allo stato possa essere dimostrato un collegamento tra le morti e la frana che ha colpito il territorio a gennaio. Si rafforzano i servizi di ascolto e cura senza attribuire a un’unica causa tragedie che presentano storie personali differenti.

A Messina una donna di 39 anni è stata arrestata dopo che i Carabinieri hanno trovato circa 3,5 grammi di cocaina nascosti all’interno di una brioche che avrebbe voluto consegnare, insieme a una granita, a un conoscente ricoverato al Policlinico. L’arresto è stato successivamente convalidato e sono stati disposti i domiciliari. Il caratteristico “tuppo” della brioche sarebbe stato utilizzato come nascondiglio per la droga.

È invece già terminata la fuga di Marco D’Angelo, 38 anni, evaso il 25 agosto dal carcere di alta sicurezza di Augusta. La Polizia penitenziaria lo ha rintracciato il 27 agosto in un residence a Messina. La Procura di Siracusa sta accertando come sia riuscito a superare i controlli e se abbia ricevuto aiuti. L’ipotesi secondo cui sarebbe uscito nascosto tra i sacchi della spazzatura non ha ricevuto una conferma ufficiale.

Articolo

Riposto, l’autopsia non scioglie il nodo sulla morte di Noemi

Le indagini sulla morte di Noemi Impellizzeri (la donna trovata senza vita nella propria abitazione) sono proseguite a Riposto (Comune della Città metropolitana di Catania) dopo gli accertamenti iniziali già ricostruiti da Mediterranea24. Il corpo è stato scoperto nelle prime ore di domenica 23 agosto dai Vigili del fuoco, intervenuti nell’abitazione di via Circumvallazione dove era divampato un incendio.

Il quadro investigativo è successivamente cambiato. Tony Proietto (46 anni, uomo che frequentava la vittima e che si definisce suo amico) è stato iscritto dalla Procura di Catania nel registro degli indagati per omicidio. Fonti investigative hanno precisato che l’iscrizione è stata compiuta anche per permettere l’esecuzione degli accertamenti irripetibili con tutte le garanzie difensive. L’essere indagato non equivale quindi a una dichiarazione di responsabilità.

Il punto decisivo resta l’esame autoptico. Le informazioni provenienti dagli inquirenti indicano che dall’autopsia non è emersa una conclusione univoca e che sono necessari ulteriori approfondimenti. La Procura continua perciò a lavorare su più possibilità, mentre dovranno essere chiariti anche il rapporto temporale tra la morte e l’incendio e l’origine delle fiamme.

Proietto ha negato qualsiasi responsabilità e ha contestato anche la definizione di fidanzato o compagno. Ha raccontato che Noemi gli aveva precedentemente manifestato intenzioni suicide, mostrandogli anche una corda e riferendogli di avere cercato in rete informazioni sul nodo da realizzare. Ha sostenuto di non avere dato sufficiente credito a quelle parole e di essersi recato successivamente nell’abitazione, dove avrebbe trovato la donna senza vita. Invece di chiamare immediatamente i soccorsi, avrebbe tentato di raggiungere telefonicamente i familiari. Sono proprio tempi, telefonate, messaggi e spostamenti che gli investigatori stanno verificando attraverso il telefono sequestrato e le immagini delle telecamere della zona. La difesa ha affermato di avere chiesto essa stessa l’acquisizione dei filmati di videosorveglianza.

Di segno opposto è la posizione dei familiari. Valeria Raciti e Francesco Strano (avvocati che assistono la famiglia Impellizzeri) hanno riferito che il consulente di parte presente all’autopsia avrebbe individuato “validi elementi per escludere il suicidio” mediante impiccagione. È la valutazione tecnica della parte offesa e dovrà essere confrontata con la relazione del medico legale incaricato dalla Procura e con gli altri accertamenti.

Il 27 agosto nella basilica di San Pietro a Riposto si sono svolti i funerali. Nel frattempo Ivan Siragusa (avvocato di Proietto) ha comunicato che il proprio assistito, dopo un forte crollo emotivo, ha sospeso le partecipazioni televisive e le interviste in attesa delle prime risultanze investigative. Il caso rimane quindi aperto e la distinzione tra versioni delle parti e fatti scientificamente accertati resta essenziale.

Palermo, Anna Rosa: l’autopsia e i 10 indagati

Un altro accertamento irripetibile ha riguardato Anna Rosa Bartolotta (bambina di 4 anni morta il 20 agosto a Palermo). L’autopsia eseguita all’Istituto di Medicina legale del Policlinico ha confermato un’infezione diffusa e la diagnosi di difterite. Sono stati inoltre prelevati campioni di tessuto destinati a ulteriori esami, mentre per la relazione medico-legale completa saranno necessarie ancora diverse settimane.

L’inchiesta della Procura di Palermo ha ormai 10 persone iscritte nel registro degli indagati. Emanuele Bartolotta e Manuela Maggio (genitori della bambina) risultano indagati per omicidio colposo in relazione alla mancata vaccinazione della figlia. La coppia ha però presentato a propria volta una denuncia sulle cure ricevute dalla piccola nei diversi accessi ospedalieri.

A seguito della querela sono stati iscritti anche 8 sanitari. Il passaggio ha consentito loro di nominare consulenti e partecipare all’autopsia. Anche in questo caso l’iscrizione costituisce una garanzia procedurale e non dimostra che siano stati commessi errori medici. Saranno cartelle cliniche, consulenze e ricostruzione dei trattamenti a chiarire se diagnosi e terapie siano state tempestive e appropriate.

Luigi Marrandino (avvocato della famiglia Bartolotta) ha contestato l’etichetta generalizzata di famiglia “no vax”. Resta tuttavia documentato che Anna Rosa non risultava immunizzata contro la difterite, circostanza sulla quale la Procura sta svolgendo gli accertamenti. Le ragioni della mancata vaccinazione dovranno essere chiarite dai genitori nella sede giudiziaria.

Sul versante sanitario la situazione si è contemporaneamente aggiornata rispetto alla procedura straordinaria sui vaccini da 0 a 6 anni già approfondita da Mediterranea24. La prima riunione della task force regionale ha concluso che i 2 casi di difterite accertati a Palermo, riferiti a minori dello stesso nucleo familiare, non costituiscono un cluster epidemico. Marcello Caruso (assessore alla Salute della Regione Siciliana) ha precisato che non è stata dichiarata un’emergenza epidemiologica, definendo tuttavia quanto accaduto un campanello d’allarme.

C’è anche una novità documentale. Il registro ufficiale dei decreti della Regione riporta ora il D.A. (Decreto assessoriale) n. 889, emanato il 26 agosto e pubblicato il 27, con il quale è stata integrata la task force costituita 2 giorni prima con il D.A. n. 886. Si aggiorna così la precedente verifica di Mediterranea24, eseguita quando l’atto integrativo non risultava ancora disponibile nell’archivio consultato.

Dal 1° settembre gli operatori dei pronto soccorso potranno inoltre accedere all’Avur (Anagrafe unica vaccinale regionale) per controllare più rapidamente la posizione vaccinale dei pazienti. Nelle zone che presenteranno coperture insufficienti potranno essere organizzati punti vaccinali anche nelle scuole. La task force tornerà a riunirsi il 3 settembre.

Siracusa, Cavadonna: la rivolta e una nuova giornata di violenze

Nel carcere di contrada Cavadonna a Siracusa la giornata del 27 agosto ha segnato una nuova escalation dopo le aggressioni di metà agosto già raccontate da Mediterranea24.

Secondo l’Osapp (Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria), un gruppo di detenuti in attesa di trasferimento ha forzato le recinzioni dei cortili di passeggio e raggiunto i tetti. Da quella posizione sarebbero stati lanciati calcinacci e altri oggetti contro gli agenti. Il bilancio diffuso dal sindacato è stato di 11 appartenenti alla Polizia penitenziaria costretti alle cure ospedaliere: 7 a Siracusa e 4 ad Avola. Sono stati richiamati agenti liberi dal servizio e personale proveniente da altri istituti, mentre all’esterno sono intervenuti Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di finanza. La protesta si è conclusa durante la notte.

Il 28 agosto la situazione non si è però normalizzata. Sempre secondo una nota dell’Osapp, alcuni detenuti hanno dato fuoco a sterpaglie attorno alle celle utilizzando indumenti. Le fiamme hanno raggiunto una caldaia esterna e sono state spente dai Vigili del fuoco. Un altro gruppo avrebbe spinto violentemente un cancello mentre tentava di raggiungere una diversa sezione, ferendo un agente. Poco dopo un ulteriore appartenente al Corpo sarebbe stato scaraventato a terra e trascinato lungo le scale.

La sequenza non nasce dal nulla. Nel corso di agosto sono già stati registrati una perquisizione ostacolata, l’occupazione del blocco 10 dopo la sottrazione delle chiavi a un agente, una rissa tra detenuti e altre aggressioni. I dati amministrativi aiutano a comprendere il contesto: la documentazione del Ministero della Giustizia consultata per Cavadonna indicava circa 720 detenuti rispetto a 545 posti regolamentari e 266 appartenenti alla Polizia penitenziaria effettivamente presenti rispetto a una dotazione prevista di 310.

La Consipe (Confederazione sindacati penitenziari) ha annunciato per martedì 1° settembre alle 10 un sit-in davanti al carcere. Le richieste e le valutazioni delle organizzazioni sindacali devono essere distinte dalle determinazioni dell’Amministrazione penitenziaria, ma la successione degli episodi e i dati sul sovraffollamento sono elementi oggettivi che rendono Cavadonna uno dei punti più critici del sistema penitenziario siciliano.

Palermo, Giulia e la piscina: l’autopsia dovrà ricostruire quei minuti

La Procura di Palermo ha disposto l’autopsia su Giulia Rita Guadagna (bambina di 2 anni e mezzo morta nella tarda serata del 27 agosto), trovata nella piscina fuori terra installata nel giardino di una villetta presa in affitto per l’estate nella zona di Villagrazia, alla periferia di Palermo.

I genitori stavano cenando con una coppia di amici mentre i bambini giocavano. Intorno alle 23.30 si sono accorti dell’assenza della piccola e hanno cominciato a cercarla. Dopo pochi minuti l’hanno individuata nella piscina. Il padre l’ha trasportata alla guardia medica del quartiere Guadagna, ma il medico ha potuto soltanto constatarne il decesso. L’intervento del 118 non ha potuto modificare l’esito.

La prima ispezione medico-legale non avrebbe evidenziato segni di violenza e l’annegamento costituisce l’ipotesi principale. L’accertamento disposto dalla Procura servirà tuttavia a stabilire con certezza la causa della morte. Gli investigatori dovranno inoltre verificare in quali condizioni fosse installata la piscina, come si raggiungesse la scaletta e se l’accesso all’acqua fosse protetto da barriere o altri sistemi.

Non risultano, allo stato, responsabilità accertate. I Carabinieri hanno ascoltato i genitori e gli altri adulti presenti per ricostruire una sequenza che, secondo i primi racconti, si sarebbe consumata in pochissimi minuti.

Niscemi, 4 suicidi e più assistenza psicologica sul territorio

A Niscemi (Comune del Libero consorzio comunale di Caltanissetta) 4 suicidi registrati nell’arco di circa 1 mese hanno provocato forte preoccupazione nella comunità. Le vicende personali risultano differenti e non esistono elementi che consentano di ricondurle automaticamente a un’unica causa.

Massimiliano Conti (sindaco di Niscemi) ha dichiarato di non poter stabilire una correlazione con la frana che ha interessato il territorio a gennaio, sottolineando proprio la diversità delle situazioni. È una precisazione importante: la coincidenza temporale e il numero dei casi meritano attenzione sanitaria e sociale, ma non permettono da soli di dimostrare un rapporto di causa ed effetto.

L’Asp di Caltanissetta ha annunciato un rafforzamento dei servizi nella Casa di Comunità “Suor Cecilia Basarocco”. Dal 1° settembre verrà riattivato ogni martedì l’ambulatorio di Psichiatria, con accesso diretto senza prenotazione attraverso il Cup (Centro unico di prenotazione), e partirà un servizio di Psicologia per 20 ore settimanali con una professionista dedicata al territorio di Niscemi.

La struttura è stata riqualificata attraverso risorse del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) e rientra nel modello delle Case della Comunità previsto dal D.M. (Decreto ministeriale) 23 maggio 2022, n. 77, che ha ridefinito gli standard dell’assistenza sanitaria territoriale. La stessa documentazione dell’Asp di Caltanissetta ha incluso Niscemi nella rete delle strutture territoriali previste dal programma. Il potenziamento della salute mentale rappresenta quindi un intervento immediato inserito in una riorganizzazione più ampia dell’assistenza di prossimità.

Messina, la cocaina nascosta nel “tuppo” della brioche

Una granita e una brioche erano apparentemente destinate a un conoscente ricoverato al Policlinico di Messina. All’interno del dolce, secondo la ricostruzione dei Carabinieri, erano stati invece nascosti circa 3,5 grammi di cocaina.

La donna che trasportava la confezione, 39 anni e originaria della Repubblica Ceca, ha insistito per entrare in un reparto al di fuori dell’orario previsto per le visite. Alcuni militari della Stazione dei Carabinieri di Gazzi si trovavano già nell’ospedale per altri accertamenti e hanno approfondito la situazione. Durante il controllo hanno trovato l’involucro ricavato sotto il “tuppo”, la piccola parte tondeggiante posta sulla sommità della tradizionale brioche siciliana.

La sostanza è stata sequestrata e destinata alle analisi del Ris (Reparto investigazioni scientifiche) dei Carabinieri di Messina. La donna è stata arrestata in flagranza per l’ipotesi di detenzione ai fini di spaccio. Successivamente il giudice ha convalidato l’arresto e disposto la misura degli arresti domiciliari. Anche in questo procedimento vale la presunzione di innocenza sino a eventuale sentenza definitiva.

Augusta, Marco D’Angelo è stato catturato dopo 48 ore

Deve invece essere aggiornata radicalmente la notizia sull’evasione dal carcere di Augusta (Comune del Libero consorzio comunale di Siracusa). Marco D’Angelo (38enne messinese detenuto per una condanna relativa a traffico e spaccio di stupefacenti) non è più ricercato.

D’Angelo si è allontanato dall’istituto nel pomeriggio del 25 agosto. Secondo le ricostruzioni disponibili lavorava al “sopravvitto”, il servizio interno attraverso il quale vengono gestiti i generi alimentari e altri prodotti che i detenuti possono acquistare, mansione che gli consentiva una maggiore mobilità all’interno della struttura. L’assenza sarebbe stata rilevata alcune ore dopo, intorno alle 19.

Il 27 agosto la Polizia penitenziaria lo ha rintracciato all’interno di un residence a Messina. La sua fuga è quindi durata circa 48 ore. D’Angelo stava scontando una pena definitiva di 11 anni e 8 mesi, con fine pena indicato al febbraio 2031.

La Procura di Siracusa, coordinata da Sabrina Gambino (procuratrice capo della Procura di Siracusa), sta verificando come il detenuto sia riuscito a superare i sistemi di sicurezza e se abbia beneficiato di complicità interne o esterne. In alcune prime cronache è circolata l’ipotesi che fosse riuscito a lasciare l’istituto confondendosi con i sacchi destinati ai rifiuti. Questa ricostruzione non risulta però confermata ufficialmente e non può essere presentata come dinamica accertata.

La scheda del Ministero della Giustizia riferita al 26 agosto indicava nel carcere di Augusta 474 detenuti rispetto a 364 posti regolamentari, dei quali 97 non disponibili.

Nell’immagine di copertina, Il carcere di Cavadonna, Noemi Impellizzeri e l’Ospedale dei bambini G. D. Cristina.