Sintesi
La carta docente per l’anno scolastico 2025/2026 viene estesa a oltre 253mila insegnanti precari in seguito alle numerose decisioni dei tribunali italiani che hanno imposto di ampliare la platea dei beneficiari. L’importo annuale scende da 500 a 383 euro per consentire l’inclusione di un numero molto più ampio di docenti, portando il totale dei destinatari a oltre 1 milione. Il ministero dell’Istruzione e del Merito conferma l’attivazione della card dal 9 marzo e introduce nuove regole sull’utilizzo dei fondi, con modifiche al paniere dei beni acquistabili e limitazioni sull’acquisto di dispositivi informatici. La riforma deriva dalle modifiche introdotte dal decreto legge 127 del 2025 e tiene conto della giurisprudenza della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale che dal 2021 hanno riconosciuto il diritto anche ai docenti precari. Il ministro Giuseppe Valditara ha inoltre annunciato ulteriori risorse economiche destinate alla formazione del personale scolastico e alla dotazione tecnologica delle scuole.

Articolo
La carta docente destinata agli insegnanti italiani cambia struttura e platea di destinatari per l’anno scolastico 2025/2026. Il ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha confermato, dopo un confronto informativo con le organizzazioni sindacali, l’adozione del decreto ministeriale attuativo che modifica la disciplina della card introdotta anni fa per sostenere la formazione professionale dei docenti.

La novità principale riguarda l’estensione del beneficio ai docenti precari. In passato la carta era destinata quasi esclusivamente agli insegnanti di ruolo, ma le numerose pronunce giudiziarie emesse a partire dal 2021 hanno stabilito che anche il personale con contratti a tempo determinato deve poter accedere allo stesso strumento. Le sentenze della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale hanno infatti affermato che la formazione professionale è parte integrante dell’attività di insegnamento e non può essere limitata solo ai docenti stabilizzati.

Per dare attuazione a questo orientamento giurisprudenziale il Governo è intervenuto con il decreto legge 127 del 2025, provvedimento collegato alla riforma dell’esame di maturità, che ha modificato la disciplina della card docente. In particolare l’articolo 3 comma 5-bis del provvedimento ha previsto l’allargamento della platea dei beneficiari, imponendo al ministero di adeguare il sistema.
La conseguenza diretta di questo ampliamento è stata la riduzione dell’importo annuale della card. Il contributo, che negli anni precedenti era pari a 500 euro per docente, viene ora rideterminato in 383 euro per ciascun insegnante. La diminuzione della cifra è stata necessaria per consentire l’estensione del bonus a un numero molto più elevato di beneficiari senza aumentare in modo significativo la spesa complessiva dello Stato.
Secondo i dati forniti dal ministero dell’Istruzione e del Merito, il numero totale dei docenti che potranno usufruire della carta supera ora la soglia di 1 milione di beneficiari. L’incremento rispetto allo scorso anno è di oltre 200mila insegnanti, con un ampliamento complessivo di circa 253mila docenti rispetto alla platea originaria prevista al momento dell’introduzione del bonus.
Il nuovo sistema comprende diverse categorie di personale scolastico. Rientrano tra i destinatari: gli insegnanti con supplenza annuale su posto vacante e disponibile fino al 31 agosto; i docenti con incarico temporaneo fino al termine delle attività didattiche fissato al 30 giugno; il personale educativo che opera nei convitti nazionali e negli educandati, strutture scolastiche residenziali destinate alla formazione degli studenti.
L’attivazione operativa della card con le nuove regole è prevista a partire dal 9 marzo. Da quella data gli insegnanti potranno accedere alla piattaforma digitale dedicata e generare i buoni per effettuare gli acquisti consentiti.
Anche il paniere dei beni e dei servizi acquistabili con la carta docente viene aggiornato. Rimangono confermate le spese tradizionalmente collegate alla formazione e alla crescita culturale degli insegnanti, come l’acquisto di libri e riviste specialistiche, la partecipazione a corsi di aggiornamento professionale, l’ingresso a musei, mostre e spettacoli teatrali, oltre all’acquisto di programmi informatici e dispositivi tecnologici.
La riforma introduce tuttavia alcune novità. Per la prima volta sarà possibile utilizzare il bonus anche per i servizi di trasporto delle persone, in particolare per gli abbonamenti ai mezzi pubblici, misura pensata per agevolare gli spostamenti dei docenti che lavorano lontano dalla propria residenza. Viene inoltre autorizzato l’acquisto di strumenti musicali, ampliando l’utilizzo della card anche nell’ambito delle discipline artistiche e musicali.
Parallelamente il decreto legge 127 del 2025 ha introdotto una limitazione sugli acquisti di dispositivi informatici. Computer, tablet e altri strumenti hardware potranno essere acquistati solo con la prima erogazione della carta e successivamente con una periodicità di 4 anni. Questa scelta è stata motivata dal Governo con l’esigenza di riequilibrare le spese della card verso attività formative piuttosto che verso l’acquisto di tecnologia.
Per i docenti che hanno già ricevuto la carta negli anni precedenti è prevista una fase transitoria. Chi ha percepito il bonus prima dell’anno scolastico 2025/2026 potrà comunque utilizzare il contributo di quest’anno per acquistare dispositivi informatici, mentre la nuova cadenza quadriennale entrerà in vigore successivamente.
Le statistiche presentate dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, spiegano la ragione di questa scelta. Negli ultimi 4 anni la spesa complessiva effettuata attraverso la carta docente ha raggiunto circa 1 miliardo 323 milioni di euro. Il 60,5% delle risorse è stato utilizzato per acquistare hardware e software, cioè computer, tablet e programmi informatici. Il 28% dei fondi è stato destinato all’acquisto di libri. Solo il 6% delle somme è stato speso per attività di formazione e aggiornamento professionale.
Durante la presentazione dei dati il ministro Valditara ha sottolineato la necessità di riequilibrare l’utilizzo della carta, dichiarando: “In questi quattro anni sono stati spesi oltre 1 miliardo 323 milioni di euro e la maggior parte delle risorse è stata impiegata per computer e tablet”.
Parallelamente il ministero ha annunciato nuove risorse per sostenere l’aggiornamento professionale del personale scolastico. Il Governo ha infatti previsto uno stanziamento complessivo di 281 milioni di euro, cifra superiore di 11 milioni rispetto ai 270 milioni inizialmente programmati.
Questi fondi saranno utilizzati sia per finanziare percorsi di formazione e aggiornamento degli insegnanti sia per consentire alle istituzioni scolastiche di acquistare dispositivi digitali e materiali didattici. Tra le dotazioni previste figurano tablet, personal computer, strumenti digitali, libri e sussidi didattici che potranno essere concessi agli insegnanti in comodato d’uso, cioè in prestito gratuito per finalità professionali.
L’evoluzione normativa della carta docente rappresenta quindi il risultato di un percorso iniziato con l’introduzione della misura e proseguito negli anni attraverso interventi legislativi e decisioni dei tribunali. L’ampliamento ai docenti precari risponde alle indicazioni della Magistratura e mira a garantire parità di accesso agli strumenti di aggiornamento professionale per tutti gli insegnanti che operano nel sistema scolastico italiano.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









