Bollo auto e accise. Fiducia sullo Stabilicum. La Sicilia tra “straccia bollo” e protesta degli autotrasportatori

Il Governo dispone l’esenzione dal bollo per un veicolo fino a 80 kW nel 2027 e riduce progressivamente lo sconto sul gasolio. Meloni annuncia la fiducia sulla legge elettorale. Il fisco punta sull’intelligenza artificiale

Sintesi

Ieri 16 settembre il Consiglio dei ministri ha approvato l’esenzione dal bollo per il 2027 su una sola automobile a benzina o gasolio, anche ibrida, con potenza non superiore a 80 kW. Per motocicli e ciclomotori il beneficio spetterà soltanto a chi non possiede un’auto agevolabile. L’abolizione permanente è stata annunciata, ma dovrà essere finanziata con la prossima legge di bilancio. Per adesso si tratta di un solo anno.

Da domani 18 settembre lo sconto complessivo sul gasolio scenderà dagli attuali 17 a 12,2 centesimi al litro, IVA compresa; dal 26 settembre al 5 ottobre si ridurrà ancora a 6,1 centesimi. Sono stati confermati gli interventi per l’autotrasporto, mentre il fondo per le borse universitarie aumenta di 288 milioni. La protezione alla pompa diventa progressivamente più contenuta.

In Sicilia è divenuto operativo lo “straccia bollo”: entro il 31 ottobre potranno essere regolarizzati senza sanzioni e interessi i bolli dal 2016 al 2024 già iscritti a ruolo e quello del 2025. La definizione agevolata comprende anche tasse sulle concessioni e canoni regionali. I debiti non vengono cancellati: resta da versare la somma originariamente dovuta.

Gli autotrasportatori siciliani contestano i ritardi nei contributi regionali contro il caro gasolio e nei pagamenti nazionali del Sea Modal Shift. L’assessore Alessandro Aricò ha promesso il decreto regionale entro questa settimana, ma il Comitato ha dato 15 giorni di tempo prima di decidere il blocco del trasporto intermodale nei porti dell’Isola. La protesta resta sospesa, non ritirata.

Il viceministro Maurizio Leo ha riferito che nel triennio 2023-2025 sono stati recuperati circa 101 miliardi di euro dall’evasione, anche attraverso l’incrocio delle banche dati e l’intelligenza artificiale. Ha però assicurato che gli accertamenti non saranno decisi automaticamente dalle macchine. La tecnologia individuerà le anomalie, ma la responsabilità resterà umana.

Giorgia Meloni ha annunciato che il Governo porrà la fiducia sullo Stabilicum quando la riforma elettorale tornerà alla Camera. Dopo le modifiche approvate dal Senato con 113 voti favorevoli, servirà un ultimo voto conforme di Montecitorio. La maggioranza vuole evitare nuove defezioni.

Articolo

Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri

Il Consiglio dei ministri n. 189 si è riunito Ieri 16 settembre 2026 alle 16.51, sotto la presidenza di Giorgia Meloni (presidente del Consiglio), con Alfredo Mantovano (sottosegretario alla Presidenza) nelle funzioni di segretario. Il provvedimento principale ha riguardato il costo dei carburanti, il bollo automobilistico, le borse di studio universitarie e altre disposizioni fiscali.

Il dato essenziale è che il decreto dispone l’esenzione dal bollo per il solo 2027, applicandola ai versamenti la cui scadenza ordinaria cadrà tra il 1° gennaio e il 31 dicembre del prossimo anno. Meloni ha parlato di abolizione “strutturale”, ma questa seconda parte non è ancora contenuta nella norma approvata: il Governo intende renderla permanente con la prossima legge di bilancio, una volta definite le coperture finanziarie.

Chi non pagherà il bollo nel 2027

Il beneficio spetterà alle persone fisiche proprietarie di un’automobile a benzina o gasolio, anche ibrida, con potenza non superiore a 80 kW (circa 109 cavalli) e a chi la utilizza in leasing o con un noleggio a lungo termine. Per sapere se il veicolo rientra nell’agevolazione bisognerà controllare la potenza indicata alla voce P.2 della carta di circolazione o del Documento unico.

L’esenzione riguarderà un solo veicolo per persona. Chi possiede più automobili ammesse al beneficio non pagherà il bollo su quella meno potente. Se hanno la stessa potenza, sarà esentata quella per la quale il bollo sarebbe più basso.

Le automobili esclusivamente elettriche non rientrano in questa nuova esenzione nazionale, riservata ai veicoli a benzina o gasolio, compresi gli ibridi. Restano comunque valide le agevolazioni già previste dalle singole Regioni per le auto elettriche.

Motocicli e ciclomotori potranno essere esentati soltanto se il proprietario non possiede già un’automobile agevolabile fino a 80 kW. Se i motocicli sono più di uno, sarà scelto quello meno potente o, a parità di potenza, quello con il bollo più basso. Tra più ciclomotori sarà esentato quello immatricolato da più tempo.

Panda, 500, Clio, Yaris e Polo, citate da Matteo Salvini (vicepresidente del Consiglio, ministro delle Infrastrutture e leader della Lega), sono soltanto esempi. Non tutte le versioni dello stesso modello hanno la medesima potenza: per sapere se il bollo non sarà dovuto bisognerà sempre controllare il limite di 80 kW sul documento del veicolo.

Il costo e il passaggio necessario per la Sicilia

La relazione circolata dopo la riunione stima in circa 2,36 miliardi di euro il costo dell’esenzione nel 2027. Regioni e Province autonome dovrebbero ricevere trasferimenti compensativi per il mancato gettito, con una ripartizione prevista entro il 31 marzo.

Per le Regioni a statuto speciale e le Province autonome, titolari del tributo, l’applicazione richiederà però uno specifico accordo con lo Stato. In Sicilia, quindi, il beneficio nazionale è previsto, ma dovrà essere recepito attraverso l’intesa contemplata dal decreto.

Il Governo ha indicato fra le possibili coperture anche economie del Piano nazionale di ripresa e resilienza, cioè risorse non utilizzate al 30 giugno 2026, prive di una destinazione giuridicamente vincolante e non soggette a rendicontazione all’Unione europea. La provenienza definitiva dei 2,36 miliardi dovrà comunque essere verificata nel testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale e nei successivi atti finanziari.

Giorgia Meloni ha stimato in circa 13,2 milioni le automobili e in 1,1 milioni i motoveicoli interessati, per un totale vicino a 14,5 milioni. Il Governo ha associato questa platea a oltre il 70% delle auto, ma il dato richiede un chiarimento sul denominatore utilizzato: secondo le statistiche ACI richiamate da Adusbef, in Italia circolano complessivamente 41,7 milioni di autovetture e 7,9 milioni di motocicli. I 13,2 milioni indicati dall’esecutivo non rappresenterebbero il 70% dell’intero parco automobilistico nazionale.

Lo sconto sul gasolio diminuisce

Fino alla mezzanotte di oggi 17 settembre resta in vigore la riduzione di 17 centesimi al litro sul gasolio. Da domani 18 settembre e fino al 25 settembre il beneficio, comprensivo dell’effetto sull’Imposta sul valore aggiunto, sarà di 12,2 centesimi al litro. L’accisa passerà al valore di 572,90 euro ogni 1.000 litri, rispetto alla misura ordinaria di 672,90 euro.

Dal 26 settembre al 5 ottobre il taglio scenderà a 6,1 centesimi al litro, con l’accisa fissata a 622,90 euro ogni 1.000 litri. Nella prima fase l’agevolazione sarà applicata anche ai gasoli paraffinici e al biodiesel immessi in consumo come carburanti.

Meloni ha dichiarato che dal 5 ottobre non si tornerà automaticamente allo sconto zero, in quanto dovrebbe intervenire il sistema delle accise mobili (il meccanismo che utilizza parte del maggiore gettito IVA per attenuare i rincari alla pompa). Modalità e valore dell’eventuale intervento successivo non sono però ancora definiti.

Mediterranea24 aveva ricostruito appena prima della riunione del Governo i rincari dei carburanti e le misure ancora incompiute in Sicilia. La decisione adottata evita la cessazione immediata dello sconto, ma ne riduce progressivamente l’entità mentre i prezzi restano elevati.

Borse universitarie e minipacchi

Il decreto incrementa di 288 milioni di euro il fondo destinato nel 2026 alle borse di studio universitarie. Secondo Anna Maria Bernini (ministra dell’Università e della ricerca), le risorse aggiuntive dovranno consentire di finanziare tutti gli studenti idonei e di portare fino a 7.171 euro l’importo previsto per i fuori sede.

È stata inoltre rinviata dal 1° ottobre al 1° dicembre 2026 l’entrata in vigore del contributo nazionale di 2 euro sui pacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi esterni all’Unione europea. Il costo del nuovo differimento è stimato in 40,8 milioni.

In Sicilia parte lo “straccia bollo”

Una misura diversa e indipendente dall’esenzione nazionale del 2027 è entrata in funzione in Sicilia. Ieri 16 settembre Alessandro Dagnino (assessore regionale all’Economia) ha firmato il decreto attuativo della definizione agevolata, comunemente indicata come “straccia bollo”.

Secondo la comunicazione ufficiale della Regione Siciliana, cittadini, imprese e altri soggetti potranno regolarizzare entro il 31 ottobre 2026 le pendenze pagando la somma originariamente dovuta, senza interessi e sanzioni.

Per la tassa automobilistica sono comprese le annualità dal 2016 al 2024 già iscritte a ruolo e il bollo relativo al 2025. La procedura sarà disponibile nelle delegazioni dell’Automobile Club d’Italia e nelle agenzie di pratiche automobilistiche autorizzate.

La definizione agevolata si estende anche alle tasse sulle concessioni regionali e alle entrate patrimoniali, compresi i canoni relativi a terreni demaniali, cave, demanio idrico e utilizzazione delle acque pubbliche. Possono aderire sia le persone fisiche sia quelle giuridiche.

Renato Schifani (presidente della Regione Siciliana, Forza Italia) ha presentato l’intervento come un’opportunità per regolarizzare spontaneamente le posizioni debitorie. Ignazio Abbate (deputato regionale della Democrazia cristiana e primo firmatario della norma) ha sottolineato che l’agevolazione riguarda, per la prima volta in modo organico, anche altre entrate tributarie e patrimoniali regionali.

Lo “straccia bollo” non cancella dunque il debito e non coincide con l’esenzione prevista per il 2027: elimina soltanto sanzioni e interessi sulle pendenze ammesse, lasciando da pagare l’importo principale.

Gli autotrasportatori minacciano il blocco dei porti

Mentre il Governo riduce lo sconto generalizzato sul gasolio, gli autotrasportatori siciliani hanno riaperto la vertenza con Palermo e Roma. Salvatore Bella (coordinatore del Comitato trasportatori siciliani) ha dichiarato che la categoria ha esaurito la pazienza dopo avere atteso l’attuazione degli impegni assunti durante l’incontro dello scorso aprile.

La prima contestazione riguarda il contributo regionale contro il caro gasolio. Secondo il Comitato, il Governo Schifani aveva promesso il decreto assessoriale necessario per presentare le domande, ma il provvedimento non è stato pubblicato entro i tempi attesi.

La seconda questione coinvolge il Sea Modal Shift (incentivo che ha sostituito il precedente Marebonus e favorisce il trasferimento delle merci dalla strada alle navi). Gli autotrasportatori sostengono che il Governo nazionale avrebbe dovuto liquidare entro luglio la prima annualità, ma che nessuna impresa avrebbe ancora ricevuto le somme. Viene inoltre segnalata una possibile riduzione dei fondi già stanziati per la seconda annualità.

Il Comitato ha chiesto incontri ad Alessandro Aricò (assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità) ed Edoardo Rixi (viceministro delle Infrastrutture e dei trasporti). Se entro 15 giorni non arriveranno risposte, sarà convocata una riunione per fissare la data del blocco del trasporto intermodale in tutti i porti siciliani.

Aricò ha risposto assicurando che il decreto regionale sarà pubblicato entro la fine di questa settimana. Ha attribuito il ritardo alla necessità di completare approfondimenti tecnici e amministrativi e ha ribadito l’intenzione della Regione di proseguire il confronto con le imprese.

Oggi 17 settembre, al momento dell’aggiornamento, sul portale istituzionale regionale risulta pubblicato l’impegno dell’assessore, ma non ancora il decreto annunciato. L’ultimatum degli autotrasportatori rimane quindi aperto.

Intelligenza artificiale e lotta all’evasione

Ieri 16 settembre Maurizio Leo (viceministro dell’Economia e delle finanze, Fratelli d’Italia) è stato ascoltato dalla Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria. L’audizione integrale è disponibile sulla WebTV della Camera.

Leo ha riferito che il recupero dell’evasione ha raggiunto 31,4 miliardi di euro nel 2023, 33,4 miliardi nel 2024 e 36,1 miliardi nel 2025, per circa 101 miliardi complessivi nel triennio. L’incremento sarebbe stato favorito anche dall’uso delle nuove tecnologie e dall’interoperabilità (possibilità di collegare e confrontare dati custoditi in archivi differenti) delle banche dati pubbliche.

L’intelligenza artificiale servirà a individuare incongruenze, movimenti anomali e posizioni meritevoli di approfondimento. Il viceministro ha però assicurato che non saranno emessi accertamenti fiscali interamente automatici: le informazioni prodotte dai sistemi dovranno essere esaminate e validate da funzionari, nel rispetto della protezione dei dati personali.

La riforma fiscale ha finora prodotto 29 decreti legislativi. Nei prossimi 2 anni potranno essere emanati provvedimenti correttivi, mentre il Codice tributario, destinato a riordinare in modo organico le norme fiscali, dovrebbe essere presentato al Consiglio dei ministri entro ottobre.

Meloni annuncia la fiducia sullo Stabilicum

Sul versante politico, Giorgia Meloni ha confermato che il Governo porrà la questione di fiducia sullo Stabilicum quando la riforma elettorale tornerà alla Camera. Il Senato ha approvato il testo il 15 settembre con 113 voti favorevoli, 71 contrari e 2 astenuti, ma le modifiche introdotte a Palazzo Madama obbligano Montecitorio a votarlo nuovamente.

La presentazione degli emendamenti è prevista entro il 22 settembre e l’approdo in Aula alla Camera alla fine del mese. Con la fiducia, la Maggioranza potrà impedire votazioni segrete sui singoli articoli e ridurre il rischio di nuove defezioni. Resterà segreto, se richiesto nei casi ammessi dal regolamento, il voto finale sul complesso del provvedimento.

Mediterranea24 ha già spiegato come cambierebbe il voto con lo Stabilicum e perché in Sicilia resterebbero differenti le regole per le elezioni politiche, regionali e comunali. Il punto nuovo è quindi politico: Meloni intende legare la tenuta della Maggioranza all’approvazione della legge e impedire che i dissensi interni emersi al primo passaggio possano modificare nuovamente il testo.

Gianfranco Fini (già presidente della Camera) ha individuato nell’indicazione preventiva del candidato alla Presidenza del Consiglio il nucleo politico della riforma. La designazione avrebbe però valore elettorale e politico, non costituirebbe un’elezione diretta del capo del Governo, la cui nomina continuerebbe a spettare al presidente della Repubblica in base all’articolo 92 della Costituzione.

Nell’immagine di copertina, Giorgia Meloni durante la conferenza stampa successiva al Consiglio dei ministri; la documentazione relativa al bollo automobilistico; un autotrasportatore accanto alla nave merci Eurocargo Palermo.