Accoglienza migranti nel trapanese: bando europeo da 64 milioni per i centri straordinari

La Prefettura di Trapani affida al Libero Consorzio la gestione della gara europea per i Centri di accoglienza straordinaria (CAS). L’obiettivo è uniformare criteri organizzativi, rafforzare i controlli amministrativi e migliorare la qualità dei servizi in una delle aree più esposte ai flussi migratori del Mediterraneo

Sintesi

Nel Trapanese è stata avviata una procedura di gara europea per affidare la gestione dei Centri di accoglienza straordinaria destinati ai migranti, con una capacità complessiva di 600 posti. Il Libero Consorzio di Trapani agisce su delega della Prefettura e ha pubblicato il bando con una base d’asta di 25.927.410 euro e un valore complessivo stimato di 64.818.525 euro. Il capitolato stabilisce standard organizzativi e qualitativi per servizi come assistenza sociale, mediazione linguistica, assistenza sanitaria e supporto psicologico. Sono previsti controlli continui della Prefettura e sanzioni economiche in caso di inadempienze. L’iniziativa si inserisce nella strategia nazionale ed europea di gestione dei flussi migratori e mira a rendere più trasparente ed efficiente il sistema di accoglienza in un territorio considerato strategico nel Mediterraneo.

Articolo

Nella provincia di Trapani è stata avviata una delle principali procedure di affidamento pubblico relative alla gestione dell’accoglienza dei migranti in Sicilia. Il Libero Consorzio comunale ha pubblicato, su incarico della Prefettura di Trapani, una gara europea destinata alla gestione dei Centri di accoglienza straordinaria (CAS), strutture utilizzate quando il sistema ordinario di accoglienza non riesce ad assorbire il numero di persone arrivate nel territorio nazionale.

L’appalto è articolato attraverso una procedura a lotti multipli e prevede la stipula di accordi quadro che consentiranno di attivare fino a 600 posti complessivi nelle strutture presenti nella provincia. L’importo posto a base della gara è pari a 25.927.410 euro, mentre il valore economico totale stimato dell’intero affidamento raggiunge 64.818.525 euro. Il termine fissato per la presentazione delle offerte è il 31 marzo 2026 alle ore 9. In parole semplici: l’importo a base di gara (25.927.410 €) è la cifra su cui le aziende che partecipano all’appalto fanno la loro offerta al ribasso, cioè la parte principale su cui si compete economicamente (di solito i lavori o servizi “scontabili”); Il valore economico totale stimato (64.818.525 €) è invece il costo complessivo che l’Amministrazione si aspetta di spendere per l’intero affidamento, includendo oltre alla base di gara anche altre voci non soggette a ribasso (come oneri di sicurezza, costi della manodopera non ribassabili, eventuali opzioni, proroghe, forniture accessorie, imprevisti, ecc.).

Il bando riguarda la fornitura di beni e l’erogazione dei servizi necessari alla permanenza dei migranti nei centri di prima accoglienza. Il capitolato distingue diverse tipologie di strutture in base alla capienza: unità abitative con una disponibilità fino a 50 posti; centri collettivi con una capacità fino a 300 ospiti; strutture di dimensioni superiori per le quali la gestione è suddivisa in tre differenti ambiti operativi: servizi generali, preparazione dei pasti e attività di pulizia. Nei centri di dimensioni ridotte, invece, la gestione viene affidata attraverso un lotto unico che comprende tutte le prestazioni richieste.

Tra i servizi obbligatori previsti dal capitolato figurano la gestione amministrativa delle presenze, la mediazione linguistica e culturale, l’assistenza sociale, il sostegno psicologico nei centri dedicati, la distribuzione dei pasti, il servizio di lavanderia, il trasporto degli ospiti, l’assistenza sanitaria e la fornitura dei beni essenziali per la vita quotidiana. La normativa impone inoltre all’ente gestore di garantire la registrazione degli stranieri ospitati, la tenuta dei registri amministrativi e la comunicazione quotidiana delle presenze alle autorità competenti. Particolare attenzione è riservata anche alla tutela delle persone considerate vulnerabili e dei minori stranieri.

Il capitolato tecnico definisce con precisione anche gli standard qualitativi delle prestazioni. La preparazione dei pasti dovrà rispettare le norme HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points, sistema internazionale di analisi dei rischi e controllo dei punti critici nella sicurezza alimentare) e i criteri ambientali minimi previsti dalla normativa europea e italiana in materia di sostenibilità. Le operazioni di pulizia dovranno essere effettuate secondo frequenze stabilite e con personale adeguatamente formato. Il personale impiegato nelle strutture dovrà possedere qualifiche specifiche e assicurare la presenza operativa per 24 ore al giorno.

La Prefettura mantiene un ruolo centrale di supervisione e controllo sull’intero sistema di accoglienza. Il capitolato prevede verifiche ispettive anche senza preavviso sulle condizioni delle strutture, sulla qualità dei servizi erogati, sulle presenze registrate e sull’organizzazione dei turni di lavoro del personale. Questo sistema di monitoraggio è stato rafforzato negli ultimi anni a seguito delle indicazioni del Ministero dell’Interno e delle linee guida europee sulla gestione trasparente dei fondi pubblici destinati all’accoglienza.

Sul piano economico il corrispettivo per gli enti gestori verrà calcolato in base alle presenze effettive registrate nei centri. Sono inoltre previsti rimborsi specifici per alcuni servizi accessori come la consegna del kit di primo ingresso agli ospiti, il pocket money (piccola somma giornaliera destinata alle spese personali dei migranti), le spese sanitarie e i materiali destinati ai minori. In caso di inadempienze contrattuali sono previste penali fino al 5% del valore mensile del contratto e, nei casi più gravi, la risoluzione immediata dell’accordo.

Dal punto di vista normativo la gestione dei centri di accoglienza straordinaria è disciplinata dalle direttive del Ministero dell’Interno e dalle disposizioni europee in materia di asilo e protezione internazionale, in particolare dal sistema previsto dal regolamento UE (Unione Europea) relativo alla gestione dei richiedenti protezione internazionale. Negli ultimi anni diverse pronunce della giurisprudenza amministrativa italiana, tra cui decisioni del Consiglio di Stato, hanno ribadito l’obbligo per le Prefetture di garantire trasparenza nelle gare pubbliche e standard minimi uniformi nei servizi di accoglienza.

Il nuovo bando pubblicato nel Trapanese si inserisce proprio in questo percorso di revisione del sistema. L’intento dichiarato della Prefettura è uniformare i livelli di qualità tra le diverse strutture, rafforzare i controlli sull’utilizzo delle risorse pubbliche e migliorare l’efficienza dell’intero modello organizzativo. Il territorio della provincia di Trapani rappresenta infatti uno dei punti più sensibili dei flussi migratori nel Mediterraneo centrale, area nella quale negli ultimi anni si sono registrati numerosi sbarchi provenienti dalla rotta nordafricana. In questo contesto la riorganizzazione del sistema dei centri di accoglienza viene considerata dalle autorità come uno strumento essenziale per garantire una gestione ordinata dei flussi e una maggiore trasparenza amministrativa.

Nell’immagine di copertina la Prefettura di Trapani.