Sintesi
Il Governo prepara un nuovo decreto dopo gli scontri e i saccheggi di Milano. Il Consiglio dei ministri è previsto oggi alle 17.30. Tra le misure annunciate figurano il fermo preventivo fino a 24 ore e il rafforzamento dei controlli. Il testo definitivo dovrà chiarire chi potrà essere fermato e con quali garanzie.

Mattarella condanna le violenze e chiede di approfondire un fenomeno che presenta aspetti nuovi. Intanto, il coinvolgimento di adolescenti porta davanti alla Questura genitori in cerca di notizie. Le responsabilità devono essere accertate per ogni singola persona.

In diversi Paesi europei si protesta contro affitti, carovita e difficoltà nello studio. Le mobilitazioni hanno origini e sviluppi differenti. Le richieste sociali e gli episodi di violenza vanno distinti.

Articolo
Il decreto atteso dopo gli scontri
Oggi 20 ottobre il Governo nazionale si prepara a esaminare nuove misure contro le violenze di piazza, dopo i disordini del fine settimana a Milano. Il Consiglio dei ministri è previsto alle 17.30. Il provvedimento resta quindi, al momento, un testo annunciato: contenuti ed effetti dovranno essere verificati nella versione approvata e pubblicata.

Le proposte comprendono il fermo preventivo fino a 24 ore, maggiori strumenti di prevenzione e interventi sugli arresti differiti, cioè eseguiti dopo i fatti attraverso l’identificazione dei responsabili. Nicola Molteni (sottosegretario all’Interno, Lega) e Andrea Ostellari (sottosegretario alla Giustizia, Lega) hanno annunciato anche misure contro danneggiamenti e devastazioni e un rafforzamento della giustizia minorile.
Per Milano sono stati annunciati altri 500 militari, nell’ambito dell’operazione Strade sicure (impiego delle Forze armate a sostegno della sicurezza sul territorio). Guido Crosetto (ministro della Difesa) ha inoltre anticipato norme per consentire ai militari di operare con ulteriori funzioni per 3 mesi. Poteri, limiti e modalità dovranno risultare dal provvedimento.
Mattarella condanna e chiede di approfondire
“Ogni violenza è inaccettabile”, ha affermato Sergio Mattarella (presidente della Repubblica), intervenendo ieri 19 ottobre a Imperia (capoluogo di provincia della Liguria), all’assemblea delle Province d’Italia. Il capo dello Stato ha espresso solidarietà alle Forze dell’ordine e ha chiesto di studiare con attenzione le caratteristiche delle violenze, il perchè e dei soggetti coinvolti.
La richiesta di comprendere il fenomeno accompagna la condanna degli attacchi. Le dichiarazioni pubbliche richiamano insieme prevenzione e approfondimento sociale ed economico.
I minorenni e l’attesa delle famiglie
Il coinvolgimento di adolescenti è uno degli aspetti più delicati della vicenda. Il Corriere della Sera racconta l’attesa davanti alla Questura di una madre arrivata dalla Brianza per avere notizie del figlio di 14 anni e mezzo, fermato dopo i disordini di domenica. La donna riferisce di aver saputo che il ragazzo sarebbe uscito con gli amici.
Essere accompagnati in Questura non equivale a essere condannati. Le notizie sui controlli devono distinguere identificazioni, denunce e arresti, evitando di attribuire indistintamente a tutte le persone coinvolte saccheggi o aggressioni.
Sicurezza e libertà personale
Le nuove misure dovranno rispettare le garanzie costituzionali. L’articolo 13 della Costituzione tutela la libertà personale e consente interventi provvisori dell’Autorità di pubblica sicurezza soltanto nei casi eccezionali previsti dalla legge, con un successivo controllo giudiziario entro termini precisi. L’articolo 17 protegge le riunioni pacifiche e senza armi. Contrastare chi commette reati richiede quindi condizioni chiare, senza confondere la partecipazione a una protesta con una responsabilità penale.
La tutela della partecipazione pacifica ha un precedente consolidato. Nella sentenza 90 del 1970, la Corte costituzionale ha chiarito che il semplice partecipante a una riunione non preavvisata non può essere punito soltanto per questa presenza. La decisione riguarda il preavviso delle riunioni, non eventuali violenze commesse durante il loro svolgimento.
Le proteste europee hanno cause diverse
Il disagio economico attraversa diverse mobilitazioni europee, ma non dimostra l’esistenza di un’unica rivolta. Secondo la ricognizione pubblicata da ANSA, a Bruxelles (capitale del Belgio) si sono verificati interventi della Polizia con idranti e lacrimogeni. A Liegi (città del Belgio) gli studenti hanno protestato per il diritto allo studio e contro i costi dell’istruzione.
In Spagna il tema centrale è l’accesso alla casa. L’accampamento alla Puerta del Sol di Madrid (la piazza più celebre e il vero cuore pulsante del centro storico di Madrid) è nato a settembre, dopo una manifestazione contro lo sfratto di Maricarmen, una donna di 87 anni. La cronaca di RTVE (radiotelevisione pubblica spagnola) documenta richieste come il blocco degli affitti e contratti più stabili. Si tratta dunque di una mobilitazione con una storia precedente agli ultimi scontri italiani.
In Portogallo le proteste riguardano potere d’acquisto e abitazioni, con iniziative a Lisbona (capitale del Portogallo) e Porto (città del Portogallo). In Albania, le mobilitazioni di studenti e giovani a Tirana (capitale dell’Albania) hanno contestato i costi universitari e la mancanza di prospettive occupazionali, chiedendo le dimissioni di Edi Rama (primo ministro albanese).
Nell’immagine di copertina, il Consiglio dei ministri; in alto a destra Sergio Mattarella all’assemblea delle Province d’Italia; sotto, l’auto dei Carabinieri assaltata a Milano.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









