Cronaca. Specializzanda morta nel messinese, indagato il compagno. Doppio assalto ai bancomat a Sortino

Ipotesi overdose da oppioidi per la 31enne. Banda in azione con un escavatore. Cinque misure per droga a Noto. Fermato il presunto aggressore della 23enne accoltellata a Salerno. Anarchico arrestato a Roma

Sintesi

La Procura di Barcellona Pozzo di Gotto indaga sulla morte di Jasmine Chowdhury, 31enne palermitana e medico specializzanda a Messina, trovata senza vita giovedì 1 ottobre in un’abitazione di via Catili. Il compagno 29enne è indagato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini della cessione e morte come conseguenza di altro delitto. L’ipotesi investigativa è che la giovane possa essere morta per un’overdose da oppioidi, ma saranno autopsia ed esami tossicologici a stabilirne la causa. Il giovane nega di averle ceduto metadone.

A Sortino una banda organizzata ha assaltato nella notte tra il 2 e il 3 ottobre i bancomat di 2 banche utilizzando un escavatore. Presi di mira Monte dei Paschi di Siena e Banca Agricola Popolare di Sicilia. Il numero dei componenti del gruppo non è ancora definito e le indagini dei Carabinieri proseguono attraverso le immagini di videosorveglianza e i filmati girati dai residenti.

A Noto restano 5 le misure cautelari eseguite nell’indagine su 2 presunti gruppi dediti allo spaccio, con sequestri complessivi di oltre 6 chili di droga, 85 mila euro, armi e munizioni e un sequestro patrimoniale superiore a 660 mila euro. L’attività avrebbe rifornito anche Siracusa e comuni del Ragusano. Non emergono oggi sviluppi sostanziali rispetto a quanto già noto.

A Milazzo proseguono le indagini sulla truffa ai danni dell’84enne di Santa Marina, mentre al Museo regionale Accascina di Messina restano aperti i procedimenti disciplinari avviati nei confronti di alcuni custodi dopo il furto delle opere di Antonello da Messina. Anche per questi 2 episodi non risultano oggi novità sostanziali rispetto alle ricostruzioni di ieri.

È stato fermato ad Ariano Irpino il 57enne ritenuto dagli investigatori il presunto autore dell’accoltellamento di una 23enne avvenuto il 23 settembre a Salerno. L’uomo, rintracciato dopo la diffusione delle immagini da parte della Questura, è in carcere e attraverso il proprio avvocato si dichiara innocente.

A Siderno sono stati identificati i giovanissimi coinvolti nel pestaggio di un coetaneo di origine indiana, mentre a Roma è stato arrestato un anarchico accusato, tra l’altro, di detenzione di materiale con finalità di terrorismo: nei suoi dispositivi gli investigatori avrebbero trovato istruzioni per realizzare ordigni e sabotare ferrovie e istituti penitenziari.

Articolo

Barcellona Pozzo di Gotto, indagato il compagno della specializzanda morta

Detenzione di sostanze stupefacenti ai fini della cessione e morte come conseguenza di altro delitto sono le ipotesi di reato formulate dalla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto nei confronti del compagno di Jasmine Chowdhury, 31enne palermitana, medico specializzanda al Policlinico di Messina, trovata senza vita giovedì 1 ottobre in un’abitazione di via Catili a Barcellona Pozzo di Gotto (Comune costiero tirrenico della Città metropolitana di Messina). Il giovane, 29 anni, originario di Brindisi, aveva conosciuto la donna attraverso Instagram e aveva dato l’allarme chiamando i soccorsi. L’ipotesi investigativa prende in considerazione una possibile overdose da oppioidi e una eventuale cessione di metadone, farmaco utilizzato dal ragazzo nell’ambito di una terapia sostitutiva. Nell’abitazione i Carabinieri hanno sequestrato flaconcini di morfina, midazolam e levometadone, oltre ai telefoni dei 2 giovani. La presenza e l’effettiva assunzione delle diverse sostanze dovranno essere accertate attraverso gli esami medico-legali e tossicologici. L’incarico per l’autopsia dovrebbe essere conferito lunedì. La difesa, affidata all’avvocato Giuseppe Ciminata (legale dell’indagato), respinge l’ipotesi di una cessione del metadone e sostiene che un’eventuale assunzione sarebbe avvenuta autonomamente da parte della giovane. Le contestazioni sono provvisorie e l’indagato deve considerarsi innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva.

Sortino, escavatore contro 2 bancomat

Un gruppo organizzato ha assaltato nella notte tra venerdì 2 e sabato 3 ottobre 2 istituti di credito a Sortino (Comune montano della provincia di Siracusa), utilizzando un escavatore per sradicare gli sportelli automatici. Gli obiettivi sono stati il Monte dei Paschi di Siena di via Libertà e la Banca Agricola Popolare di Sicilia di piazza Santa Sofia. Le prime ricostruzioni hanno indicato un gruppo composto da circa 10-12 persone e l’impiego di 3 auto, ma un filmato girato da un balcone mostra chiaramente almeno 6 persone: il numero effettivo dei partecipanti non può quindi essere ancora considerato accertato. I malviventi hanno utilizzato mezzi e ostacoli anche per rendere più difficili gli accessi alla zona e sono poi fuggiti lasciando sul posto l’escavatore e il mezzo utilizzato per trasportarlo. I residenti, svegliati dal rumore dopo le 3, hanno dato l’allarme. I Carabinieri stanno analizzando videosorveglianza e riprese effettuate dai cittadini. Uno dei bancomat del Monte dei Paschi era già stato preso di mira a gennaio. Secondo quanto comunicato dall’istituto interessato, i dispositivi automatici di macchiatura delle banconote si sarebbero attivati rendendo inutilizzabile il denaro protetto dal sistema.

Noto, nessun nuovo sviluppo dopo le 5 misure cautelari

Carabinieri e Guardia di Finanza hanno eseguito 5 misure cautelari nei confronti di altrettanti residenti a Noto (Comune della provincia di Siracusa): 2 persone sono state condotte in carcere, 2 poste agli arresti domiciliari e una sottoposta al divieto di dimora. L’indagine, svolta tra dicembre 2023 e novembre 2024, riguarda 2 distinti gruppi che secondo gli investigatori avrebbero gestito lo spaccio nel territorio netino, con collegamenti anche con Siracusa e alcuni comuni del ragusano. Sono stati complessivamente sequestrati oltre 6 chili di cocaina, crack e hashish, 85 mila euro, 4 armi e munizioni, mentre la Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro preventivo di beni superiore a 660 mila euro. Tra le contestazioni figurano anche la gestione di una discarica abusiva e la combustione illecita di rifiuti nell’area di Testemozze.

Milazzo, ancora indagini sulla truffa all’84enne

Truffa e successiva aggressione dell’84enne nella frazione Santa Marina di Milazzo (Comune costiero tirrenico della Città metropolitana di Messina). La donna, già dimessa dall’ospedale con pochi giorni di prognosi, sarebbe stata contattata da un uomo che al telefono si era spacciato per il nipote sostenendo di avere bisogno di denaro per una rata universitaria. Successivamente una donna, presentatasi come dipendente dell’ufficio postale, avrebbe raggiunto l’abitazione e ottenuto una somma di denaro, chiedendo poi altri soldi e gioielli. Quando l’anziana ha intuito il raggiro e ha cercato di recuperare quanto consegnato, sarebbe stata spinta a terra. I Carabinieri continuano a ricostruire l’accaduto e ad analizzare le immagini degli impianti di videosorveglianza della zona di Santa Marina e Bastione.

MuMe, restano aperti i procedimenti disciplinari

Al Museo regionale interdisciplinare Accascina di Messina (MuMe) sono in corso le contestazioni disciplinari nei confronti di alcuni custodi in servizio nella notte di Ferragosto, quando furono sottratte 4 opere di Antonello da Messina. Le contestazioni riguardano presunte irregolarità nella gestione degli allarmi e nell’applicazione delle procedure di sicurezza e i dipendenti potranno fornire le proprie versioni durante le audizioni. L’iter amministrativo resta distinto dall’inchiesta penale della Procura. Parallelamente il dipartimento regionale dei Beni culturali intende applicare il Programma di rotazione 2026-2028 al personale di fruizione, vigilanza e custodia che abbia superato 5 anni continuativi nella stessa sede e nelle stesse mansioni.

Salerno, fermato il 57enne ricercato per l’accoltellamento

È stato fermato nella notte ad Ariano Irpino (Comune della provincia di Avellino, in Campania) il 57enne indicato dagli investigatori come presunto autore dell’aggressione alla 23enne accoltellata alla nuca il 23 settembre a Salerno. La giovane era stata aggredita intorno alle 21.30 in largo San Tommaso d’Aquino: secondo la sua ricostruzione, uno sconosciuto l’aveva raggiunta alle spalle, colpita prima con calci e pugni e successivamente ferita con un coltello. Ricoverata in codice rosso e sottoposta anche a trasfusioni, era stata dimessa il giorno successivo con 21 giorni di prognosi. La Squadra mobile di Salerno, coordinata dalla Procura, ha individuato il sospettato attraverso la comparazione delle immagini raccolte durante le indagini; il 2 ottobre la Questura aveva diffuso alcuni fotogrammi chiedendo la collaborazione dei cittadini. Il 57enne è stato rintracciato ad Ariano Irpino e trasferito in carcere. Il suo avvocato Domenico Carchia ha riferito che l’uomo si dichiara innocente. Resta da chiarire il movente: la vittima aveva dichiarato di non conoscere il suo aggressore.

Siderno, 5 giovani identificati per il pestaggio

Un elemento più preciso rispetto alle notizie iniziali arriva sul pestaggio del ragazzo di origine indiana a Siderno (Comune costiero ionico della Città metropolitana di Reggio Calabria): i Carabinieri avrebbero identificato 5 giovani tra 12 e 17 anni. La vittima era stata accerchiata e colpita ripetutamente con schiaffi, pugni e calci nel centrale Corso della Repubblica, mentre alcuni presenti riprendevano la scena con i telefoni. Il filmato è stato successivamente diffuso attraverso chat e social. Le posizioni dei ragazzi sono all’esame della Procura per i minorenni di Reggio Calabria. Maria Teresa Fragomeni (sindaca di Siderno) ha condannato l’aggressione e richiamato famiglie, scuola e istituzioni alla prevenzione della violenza giovanile.

Roma, anarchico arrestato dopo l’indagine partita dal corteo per Cospito

Un anarchico italiano di 36 anni è stato arrestato dalla Polizia in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma su richiesta della Procura capitolina. Gli vengono contestati detenzione di materiale con finalità di terrorismo, lesioni aggravate e permanenti al viso e violenza e resistenza aggravata a pubblico ufficiale. L’inchiesta della Digos (Divisione investigazioni generali e operazioni speciali) è partita dal ferimento del vice dirigente della Digos romana durante la manifestazione del 18 aprile a San Lorenzo, organizzata a sostegno di Alfredo Cospito (militante anarchico detenuto in regime di 41-bis). Secondo gli investigatori, durante il corteo una bottiglia di vetro lanciata dalla parte centrale della manifestazione colpì al volto il funzionario. Le successive perquisizioni e analisi dei dispositivi elettronici dell’indagato avrebbero fatto emergere istruzioni per la preparazione di ordigni e per sabotaggi contro servizi essenziali, tra i quali la circolazione ferroviaria e gli istituti penitenziari. Anche in questo caso le accuse sono formulate nella fase cautelare e dovranno essere accertate nel processo.

Mediterranea24 si era già occupata del furto delle opere di Antonello da Messina e delle criticità sulla sicurezza del MuMe, seguendone successivamente gli sviluppi fino alle contestazioni disciplinari ai custodi del museo. Nello stesso articolo del 2 ottobre la testata aveva riferito anche della truffa e dell’aggressione all’anziana di Santa Marina a Milazzo, vicenda della quale sono successivamente emersi particolari differenti rispetto alla prima ricostruzione.

Nell’immagine di copertina, i Carabinieri durante un intervento, il bancomat del Monte dei Paschi di Siena assaltato a Sortino; Carabinieri e Guardia di Finanza con droga e denaro sequestrati a Noto.