Cronaca. Contestazioni ai custodi del MuMe, anziana aggredita e derubata a Milazzo da finti carabinieri

Custodi del museo verso le audizioni. Finti carabinieri in casa di un’anziana. 10 patteggiamenti a Messina. Svolta nell’aggressione di Barcellona. Muore una bambina investita a Cascina

Sintesi

Al Museo regionale “Maria Accascina” di Messina sono state formalizzate le contestazioni disciplinari nei confronti dei 4 custodi in servizio la sera del furto delle opere di Antonello da Messina. Le audizioni sono già state fissate. Oggi, intanto, Regione e sindacati discutono il piano che prevede la rotazione del personale di vigilanza e custodia dopo 5 anni nella stessa sede. Il procedimento amministrativo è distinto dall’inchiesta penale sul furto.

A Santa Marina, frazione di Milazzo, una donna anziana è stata raggirata da persone che si sarebbero presentate come carabinieri e poi aggredita quando ha capito di essere stata truffata. Sono stati portati via denaro e preziosi. I Carabinieri stanno ricostruendo la fuga e verificando le immagini delle telecamere della zona. Un raggiro si è trasformato in violenza.

A Messina 10 persone hanno patteggiato pene per la vicenda della vendita attraverso i social di abiti, profumi e accessori con marchi contraffatti. L’indagine della Guardia di Finanza era sfociata lo scorso aprile in 7 misure cautelari. Le vendite sarebbero state organizzate attraverso dirette online e un gruppo con oltre 2.200 iscritti. Il commercio avveniva anche direttamente dalle abitazioni.

A Barcellona (Spagna) 4 degli 8 sospettati dell’aggressione a Nicola Maggiotto sono stati fermati dai Mossos d’Esquadra e successivamente rimessi in libertà dopo essersi avvalsi del diritto di non rispondere. Sei sospettati sono stati identificati e 2 sono minorenni. Proseguono gli accertamenti sui telefoni e sulle eventuali tracce biologiche.

A Cascina, in provincia di Pisa, è morta Zoe Mancarelli, la bambina di 7 anni che avrebbe compiuto 8 anni a novembre, investita Ieri insieme al nonno di 78 anni lungo la Tosco Romagnola. Era stata operata a Pisa e poi trasferita al Meyer di Firenze. Il nonno resta ricoverato. Per la bambina i soccorsi non sono bastati.

Articolo

Messina, contestazioni ai 4 custodi del Museo Accascina

Sono state formalizzate le prime contestazioni disciplinari nei confronti dei 4 custodi che erano in servizio al Museo regionale interdisciplinare “Maria Accascina” di Messina la sera del 15 agosto, quando una banda ha sottratto 3 delle 5 tavole superstiti del Polittico di San Gregorio e una tavoletta bifronte attribuite ad Antonello da Messina. L’Ufficio procedimenti disciplinari della Regione ha ricevuto le segnalazioni del Dipartimento dei Beni culturali e dell’identità siciliana, dopo la relazione della direttrice Marisa Mercurio (direttrice del MuMe), e ha già fissato le audizioni nelle quali i dipendenti potranno fornire la propria versione. Le contestazioni riguardano, secondo le informazioni disponibili, la gestione dei sistemi d’allarme e alcune modalità dei cambi turno.

Gli accertamenti regionali avevano già stabilito che allarme e videosorveglianza erano entrati in funzione. I 4 custodi, 2 dipendenti regionali e 2 lavoratori ASU (Attività socialmente utili), erano stati trasferiti ad altri siti pochi giorni dopo il furto. Il procedimento disciplinare resta distinto dall’indagine coordinata dalla Procura di Messina, che continua a ricostruire la dinamica dell’incursione e l’eventuale presenza di un appoggio interno. Mediterranea24 aveva già approfondito sia il nodo della sicurezza del museo sia gli sviluppi investigativi e la possibile pista del trasferimento via mare. Oggi 2 ottobre è inoltre previsto un confronto tra il Dipartimento regionale e i sindacati sul Programma di rotazione 2026-2028, inserito nel PIAO (Piano integrato di attività e organizzazione): per il personale addetto a fruizione, vigilanza e custodia che nel 2026 avrà superato 5 anni continuativi nella stessa sede e nelle stesse mansioni è previsto il cambio di destinazione, normalmente entro 50 chilometri e con alcune deroghe.

Milazzo, il falso carabiniere e l’aggressione in casa

A Santa Marina (frazione costiera del Comune di Milazzo, nella Città metropolitana di Messina) una donna anziana è stata vittima Ieri di una truffa che si è trasformata in aggressione. Secondo le prime ricostruzioni, ancora oggetto di verifica da parte dei Carabinieri, la vittima sarebbe stata contattata telefonicamente da persone che le hanno raccontato la falsa storia di un familiare coinvolto in un incidente e della necessità di consegnare denaro o preziosi. Poco dopo alcune persone si sono presentate nell’abitazione qualificandosi come appartenenti all’Arma e sono riuscite a ottenere beni custoditi in casa.

Quando la donna avrebbe compreso l’inganno e tentato di opporsi o di inseguire i responsabili, sarebbe stata strattonata e ferita. È stata quindi soccorsa e assistita dai sanitari, mentre i Carabinieri hanno avviato gli accertamenti sulle testimonianze e sulle telecamere presenti nella zona. Le fonti locali diffuse nelle prime ore non coincidono sull’età precisa della vittima, sul numero e sul sesso delle persone entrate in casa, sull’ammontare del bottino e sul modello dell’auto utilizzata per la fuga, elementi che al momento non possono quindi essere presentati come definitivamente accertati. Mediterranea24 aveva già raccontato altri episodi della truffa del sedicente carabiniere nel messinese, tecnica nella quale i criminali sfruttano l’urgenza e la paura per convincere soprattutto persone anziane a consegnare denaro e gioielli. Milazzo 24

Messina, 10 patteggiamenti per le vendite di prodotti contraffatti

Si è conclusa con 10 patteggiamenti una parte del procedimento nato dall’indagine della Guardia di Finanza di Messina sulla vendita attraverso i social di abbigliamento, scarpe, borse, profumi e altri prodotti con marchi ritenuti contraffatti. Il GUP (Giudice dell’udienza preliminare) Nunzio Di Salvo ha applicato le pene concordate: Giuseppa Paratore 2 anni e 1.000 euro di multa, con conversione nella detenzione domiciliare sostitutiva; Giuseppa Arrigo 1 anno e 8 mesi e 800 euro, con pena sospesa; Giuseppe Nostro 1 anno e 8 mesi e 800 euro, con pena sospesa; Gaetano Arrigo 1 anno e 11 mesi e 800 euro; Maria Carbonaro 10 mesi, con pena sospesa; Davide Puleo 1 anno e 8 mesi e 600 euro; Ramona Assenzio 2 anni e 1.200 euro, con detenzione domiciliare sostitutiva; Paolo Arrigo 3 anni e 1.400 euro, con sostituzione della custodia in carcere con i domiciliari e braccialetto elettronico; Alessia Stracuzzi 2 anni e 3.000 euro, con detenzione domiciliare sostitutiva; Angelo Arrigo 2 anni e 8 mesi e 1.400 euro, anche per lui con passaggio dal carcere ai domiciliari e braccialetto elettronico. L’inchiesta era sfociata il 23 aprile nell’esecuzione di 7 misure cautelari, 4 in carcere, 2 ai domiciliari e 1 obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria. Secondo l’accusa, dal quartiere Giostra di Messina veniva gestita una pagina collegata a un gruppo chiuso con oltre 2.200 iscritti, attraverso il quale si svolgevano dirette di vendita. Gli articoli venivano ritirati nelle abitazioni, consegnati localmente oppure spediti. Stampalibera.it

Barcellona, fermati e poi liberati 4 sospettati per l’aggressione a Nicola Maggiotto

A Barcellona (capitale della Catalogna, comunità autonoma della Spagna) 4 degli 8 sospettati dell’aggressione a Nicola Maggiotto, 21 anni, di Asolo, sono stati fermati il 30 settembre dai Mossos d’Esquadra (Polizia autonoma catalana) e trasferiti Ieri ai Juzgados de Instrucción (Tribunali di istruzione). Tutti si sono avvalsi del diritto di non rispondere e sono stati successivamente rimessi in libertà. I legali della famiglia, Alessio Castellano e Monica Cornaviera (avvocati che assistono Maggiotto), hanno riferito che è stato chiesto al Giudice il prelievo di materiale genetico per verificare eventuali tracce sulla maglietta del giovane e che i telefoni dei fermati sono stati acquisiti per gli accertamenti. Dei complessivi 8 sospettati, 6 sono stati identificati e risultano cittadini spagnoli, mentre per altri 2 proseguono le verifiche sull’identità; 2 sono minorenni e seguiranno il procedimento previsto davanti alla Fiscalía de Menores (Procura minorile). Maggiotto era stato aggredito nella notte tra il 12 e il 13 agosto all’esterno di un locale nella zona del Port Fòrum e aveva riportato gravi lesioni alla testa, trascorrendo alcuni giorni in coma farmacologico. Mediterranea24 aveva già seguito le prime fasi dell’indagine e le condizioni del giovane. Dopo il miglioramento delle condizioni era rientrato in Italia per proseguire la riabilitazione.

Cascina, muore Zoe dopo l’investimento con il nonno

È morta all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze Zoe Mancarelli, la bambina di 7 anni e mezzo che avrebbe compiuto 8 anni a novembre, investita nel pomeriggio di mercoledì 30 settembre insieme al nonno di 78 anni lungo la Tosco Romagnola, nella zona tra Montione e Titignano, a Cascina (Comune della provincia di Pisa, in Toscana). La bambina era appena uscita da scuola e, secondo le ricostruzioni disponibili, stava attraversando la strada insieme al nonno quando entrambi sono stati investiti da un’auto guidata da un uomo di circa 70 anni. Il conducente si è fermato e ha prestato soccorso. Zoe è stata rianimata e intubata sul posto, dopo che un’infermiera presente nelle vicinanze aveva già iniziato il massaggio cardiaco. Trasportata d’urgenza all’ospedale Cisanello di Pisa, è stata sottoposta a un intervento chirurgico e successivamente trasferita al Meyer, dove è morta Ieri. Il nonno, gravemente ferito, è stato ricoverato al Cisanello. Gli accertamenti dovranno stabilire con precisione la dinamica dell’investimento.

Mediterranea24 si era già occupata quest’anno del furto delle opere di Antonello da Messina al MuMe, delle successive verifiche sulla sicurezza del museo, delle truffe del finto carabiniere ai danni degli anziani e della prima fase del caso Nicola Maggiotto a Barcellona.

Nell’immagine di copertina, il MuMe di Messina, furto delle opere di Antonello; Volante Carabinieri; Guardia di Finanza attività contro la contraffazione.