Taormina affida tre palazzi alla Fondazione, Castelmola sciolto il Consiglio e Roccalumera scontro sui fondi

Comodato decennale per 3 immobili storici, direttore ASM ancora senza bando definitivo e Comitati di Quartiere senza candidati. A Castelmola si apre la procedura sul Consiglio, a Roccalumera scontro sui 20.000 euro per la Sagra del Verdello

Sintesi

A Taormina prende forma il progetto di concentrare nella Fondazione Taormina la gestione di Palazzo dei Congressi, Palazzo Corvaja e Palazzo Duchi di Santo Stefano. La Sicilia riferisce che la Giunta, su proposta dell’assessora alla Cultura Alessandra Cullurà, ha dato gli indirizzi per “consolidare la gestione” del patrimonio comprendente i 3 immobili, mentre un’altra fonte giornalistica parla espressamente di un comodato gratuito della durata di 10 anni. Al 30 agosto, tuttavia, negli archivi ufficiali comunali consultati non risultano reperibili la deliberazione, lo schema di comodato o il contratto che consentano di verificare direttamente durata, eventuale rinnovo e condizioni dell’affidamento. Gli atti già pubblicati confermano comunque che tra i compiti della Fondazione rientra l’autonomia gestionale ed economica dei beni culturali comunali e che l’Ente sta già programmando attività al Palazzo dei Congressi. La direzione scelta appare quindi definita, mentre resta ancora da conoscere il provvedimento amministrativo che disciplina concretamente il trasferimento della gestione.

Sul fronte dell’Azienda Servizi Municipalizzati è stata avviata la procedura per individuare il nuovo direttore generale, ruolo svolto dal 2022, come facente funzioni, dal segretario generale Giuseppe Bartorilla. La scadenza del 31 agosto alle 10, comparsa in una prima versione dello schema, non può però essere considerata il termine definitivo: l’avviso vero e proprio dovrà essere pubblicato dopo il completamento degli adempimenti relativi al nuovo statuto.

È saltato anche il secondo tentativo di eleggere i Comitati di Quartiere. Dopo la consultazione inizialmente prevista per il 29 giugno, il Comune aveva fissato le urne al 19 settembre, ma entro il 25 agosto sono arrivate appena 3 candidature valide e 1 fuori termine, insufficienti rispetto al minimo di 6 candidati richiesto per ciascun organismo. Il problema, prima ancora che elettorale, è quindi diventato quello della capacità di coinvolgere i cittadini.

A Castelmola la mancata approvazione del bilancio di previsione 2025-2027 ha determinato l’intervento sostitutivo del commissario regionale Giovanni Cocco e ha aperto il percorso che conduce allo scioglimento del Consiglio comunale. Il provvedimento regionale conclusivo non risulta ancora pubblicato nell’archivio ufficiale consultato, mentre sindaco e Opposizione si attribuiscono reciprocamente la responsabilità della crisi. A cadere è il Consiglio, non automaticamente il sindaco né la Giunta.

A Roccalumera continua invece il confronto sull’impiego dei 30.571 euro assegnati dalla Città metropolitana nell’ambito delle iniziative collegate alla Bandiera Blu. Di queste risorse 20.000 euro sono stati destinati alla Sagra del Verdello, 5.500 al Roccalumera Jazz Fest e 5.071 a interventi ambientali. La finalità del contributo comprende anche l’attrattività turistica e non soltanto opere sul litorale, ma resta aperto il confronto politico sulla priorità delle scelte.

Articolo

Tre palazzi verso la gestione della Fondazione Taormina

Il dibattito sulla gestione del patrimonio immobiliare di Taormina torna al centro dell’attività amministrativa e riguarda 3 tra gli immobili pubblici più rappresentativi della città: Palazzo dei Congressi, Palazzo Corvaja e Palazzo Duchi di Santo Stefano. La novità più rilevante è il ruolo che l’Amministrazione guidata da Cateno De Luca (sindaco di Taormina e leader di Sud chiama Nord) intende attribuire alla Fondazione Taormina, organismo costituito dal Comune nel 2025.

Il Comune si qualifica formalmente quale fondatore della Fondazione Taormina. Lo Statuto era stato inizialmente adottato dalla Giunta con deliberazione n. 66 del 27 marzo 2025 e la successiva documentazione comunale ha disciplinato la costituzione degli organi. Gli atti ufficiali chiariscono anche la struttura di vertice: il presidente della Fondazione è, ai sensi dell’articolo 16 dello Statuto, il sindaco pro tempore del Comune di Taormina, mentre Valeria Brancato ricopre la carica di presidente del Consiglio di indirizzo.

Secondo quanto adesso riferito il 30 agosto da La Sicilia, la Giunta comunale, su proposta di Alessandra Cullurà (assessora alla Cultura), ha dato gli indirizzi per programmare l’attività della nuova Fondazione e, tra gli obiettivi, ha indicato il consolidamento della gestione del patrimonio costituito da Palazzo dei Congressi, Palazzo Corvaja e Palazzo Duchi di Santo Stefano. La Fondazione dovrebbe inoltre procedere a una ricognizione dello stato degli immobili e valutare gli interventi manutentivi necessari.

Una ricostruzione pubblicata nei giorni precedenti da SudStyle si spinge oltre e riferisce che Palazzo Corvaja, Palazzo Duchi di Santo Stefano e Palazzo dei Congressi sarebbero stati “dati in comodato gratuito per dieci anni” alla Fondazione Taormina. La circostanza assume particolare rilievo in quanto segnerebbe il passaggio stabile della gestione di 3 importanti immobili comunali al nuovo organismo voluto dall’Amministrazione.

Al 30 agosto, però, negli archivi ufficiali del Comune consultati non risulta ancora reperibile la deliberazione di Giunta che approva il comodato, né lo schema contrattuale o il contratto sottoscritto. Non è quindi possibile verificare direttamente attraverso un atto amministrativo pubblicato la durata di 10 anni, l’eventuale rinnovo per un ulteriore decennio e le altre condizioni riferite nelle ricostruzioni circolate, comprese l’attribuzione alla Fondazione delle spese ordinarie, delle utenze, dei presìdi di sicurezza e della manutenzione corrente. Fino alla pubblicazione dell’atto, questi elementi vanno dunque attribuiti alle fonti che li hanno riportati e non presentati come clausole già documentalmente accertate.

Esistono tuttavia atti comunali che rendono chiara la direzione intrapresa. Nel Bilancio di previsione 2026-2028 della Fondazione Taormina, pubblicato sul portale istituzionale del Comune, tra i compiti dell’organismo viene indicato espressamente quello di “garantire l’autonomia gestionale ed economica dei beni culturali di proprietà o concessi in uso dal Comune”, oltre alla valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale della città e alla programmazione degli eventi. È quindi sarebbe documentato che la gestione dei beni comunali rientra sin dall’origine nella missione assegnata alla Fondazione.

Un altro elemento concreto riguarda il Palazzo dei Congressi. Con la determina n. 40 del 15 maggio 2026, la stessa Fondazione Taormina ha avviato l’affidamento del servizio di biglietteria integrata e controllo degli accessi per gli spettacoli della stagione teatrale invernale 2026-2027 proprio all’interno del Palazzo dei Congressi. L’Ente sta dunque già programmando e sostenendo attività direttamente collegate all’immobile, anche se l’atto che dovrebbe disciplinarne formalmente la disponibilità stabile non è ancora emerso tra i documenti pubblicati consultati.

Il nodo del comodato e del precedente regolamento

Il punto ancora da chiarire documentalmente è proprio il titolo attraverso il quale i 3 palazzi verranno messi a disposizione della Fondazione. Se sarà confermato il comodato gratuito decennale riferito dalle fonti giornalistiche, si tratterebbe di un modello profondamente diverso dalla concessione temporanea degli immobili storici disciplinata dal Comune nel 2024, che prevedeva condizioni di utilizzo e un relativo tariffario. Non è però possibile, in assenza dello schema di comodato, stabilire con certezza se e in quale misura il nuovo rapporto sostituirà il precedente sistema per Palazzo dei Congressi, Palazzo Corvaja e Palazzo Duchi di Santo Stefano oppure se il regolamento continuerà a trovare applicazione per gli utilizzi temporanei da parte di soggetti diversi dalla Fondazione.

La pubblicazione della deliberazione e dello schema contrattuale diventa quindi essenziale non soltanto per conoscere la durata effettiva dell’affidamento, ma anche per verificare quali spese resteranno a carico del Comune, quali saranno trasferite alla Fondazione, come potranno essere utilizzati gli immobili da soggetti terzi, a chi spetteranno gli eventuali introiti e quali forme di controllo e autorizzazione manterrà Palazzo dei Giurati. È proprio questo il passaggio che manca ancora per completare il quadro: l’indirizzo politico-amministrativo verso una gestione unitaria dei 3 palazzi attraverso la Fondazione Taormina è ormai pubblicamente emerso ed è coerente con i compiti già assegnati all’ente; le condizioni giuridiche ed economiche dell’eventuale comodato gratuito, invece, attendono ancora il riscontro dell’atto ufficiale pubblicato dal Comune.

ASM, il direttore generale e quella scadenza che non c’è ancora

Parallelamente si muove un altro dossier rimasto aperto da anni: la direzione generale dell’ASM (Azienda Servizi Municipalizzati, azienda speciale del Comune di Taormina). Giuseppe Bartorilla (segretario generale del Comune) svolge le funzioni di direttore generale facente funzioni dal novembre 2022. L’incarico risale alla deliberazione del Consiglio di amministrazione n. 99 del 14 novembre di quell’anno e continua a essere richiamato negli atti più recenti dell’Azienda.

Il Consiglio di amministrazione ha formalmente avviato il 19 giugno 2026 il percorso per arrivare alla nomina del nuovo direttore generale. Poche settimane dopo, il 20 luglio, il Consiglio comunale aveva all’ordine del giorno anche la modifica dello statuto dell’ASM. È in questo contesto che il 13 agosto è stato predisposto lo schema per la selezione. In una prima versione era comparso il termine del 31 agosto alle 10 per l’invio delle candidature, circostanza che aveva fatto discutere per la brevità dei tempi e per la collocazione della procedura nel pieno delle ferie estive. In una successiva versione quel termine non è più presente.

Il punto decisivo è che, secondo quanto chiarito dall’ASM, quello approvato è lo schema dell’avviso e non ancora il bando definitivamente pubblicato. La pubblicazione dovrà seguire la registrazione, attraverso il notaio e presso la Camera di Commercio, dello statuto recentemente modificato. Al 30 agosto, nella sezione dei provvedimenti ASM consultabile sul Web, emerge l’atto di avvio della procedura del 19 giugno, ma non un avviso definitivo con la scadenza del 31 agosto. Di conseguenza, quella data non andrebbe presentata ai potenziali candidati come termine perentorio tuttora efficace. La vera finestra per presentare le domande decorrerà dalla pubblicazione dell’avviso definitivo.

Lo schema richiede un diploma di laurea del vecchio ordinamento, una laurea specialistica o magistrale oppure una laurea triennale o di primo livello. A ciò deve aggiungersi esperienza in enti o aziende pubbliche, società a partecipazione pubblica o imprese private in funzioni dirigenziali o di elevata responsabilità: almeno 2 anni per incarichi accompagnati da deleghe gestionali e almeno 5 anni nel caso di amministratore senza deleghe gestionali.

Una cautela è necessaria anche in questo caso. Sul sito del Comune è stato pubblicato il 26 agosto l’esito di una selezione per direttore generale dell’Azienda Speciale Patrimonio Taormina. Si tratta di un’altra azienda speciale e di un’altra procedura, che non deve essere confusa con quella dell’ASM.

Comitati di Quartiere, 3 candidature per 5 organismi

Non decolla intanto il progetto dei Comitati di Quartiere. Gli organismi consultivi, nati durante la precedente Amministrazione e ridisciplinati dall’attuale Maggioranza con il regolamento approvato dal Consiglio comunale il 10 novembre 2025, avrebbero dovuto essere eletti una prima volta il 29 giugno 2026. La consultazione non si è svolta e il Comune ha tentato nuovamente di far partire il sistema dopo l’estate.

Con il decreto sindacale n. 21 del 19 agosto, emanato richiamando il regolamento consiliare n. 45 del 10 novembre 2025 e la deliberazione di Giunta n. 108 del 18 maggio 2026, Cateno De Luca aveva fissato le nuove elezioni per sabato 19 settembre.

Il regolamento richiede però almeno 6 candidati per ciascun Comitato. Alla scadenza del 25 agosto il risultato è stato ben lontano da questa soglia: 1 candidatura per il secondo Quartiere, 1 per il terzo e 1 per il quarto. Un’ulteriore candidatura per il terzo Quartiere è arrivata il 26 agosto, quindi oltre il termine. L’Ufficio elettorale, insieme al segretario comunale, ha così verbalizzato l’impossibilità di procedere. Il Comune ha pubblicato il 26 agosto il relativo verbale e ha annunciato il rinvio delle elezioni e la predisposizione di una nuova modulistica, rendendo inefficace quella precedente.

Jenny Gullotta (consigliera comunale di maggioranza e promotrice del progetto) ha ricondotto la scarsissima partecipazione soprattutto ai tempi ridotti e alla coincidenza con il periodo di maggiore attività lavorativa per molti taorminesi.

È una spiegazione plausibile, ma non può essere considerata l’unica dimostrata. Dopo 2 tentativi senza voto, il dato politico e amministrativo è che 5 organismi pensati per avvicinare cittadini e Comune non sono riusciti a raccogliere nemmeno il numero minimo di candidature necessario per partire.

Castelmola, il Consiglio verso lo scioglimento

A pochi chilometri, Castelmola (Comune della Città metropolitana di Messina) vive una crisi istituzionale che accompagnerà inevitabilmente l’ultimo tratto della consiliatura prima delle amministrative del 2027. La vicenda riguarda il bilancio di previsione 2025-2027. Il documento era stato approvato dalla Giunta il 13 marzo 2026, mentre i ritardi del Consiglio avevano determinato l’intervento della Regione Siciliana. Con il decreto assessoriale n. 454 del 28 luglio 2026 il Dipartimento regionale delle Autonomie locali ha nominato Giovanni Cocco (commissario ad acta regionale) proprio per assicurare l’approvazione del bilancio 2025-2027.

Il Documento unico di programmazione è stato approvato dal Consiglio il 3 agosto. La seduta dell’11 agosto non ha chiuso l’iter, quella del 12 agosto in seconda convocazione è andata deserta e il 20 agosto, giunti alla votazione decisiva, il bilancio non ha ottenuto neppure 1 voto favorevole. Mediterranea24 aveva già ricostruito. I consiglieri di maggioranza Giorgio Gullotta, Daniele Brunetto, Giuseppe Cundari e Angelo Curcuruto si sono astenuti; la presidente Patrizia Pizzolo e il capogruppo di opposizione Angelo D’Agostino hanno votato contro; Massimiliano Pizzolo, Giorgia D’Agostino e l’indipendente Giuseppe Biondo hanno lasciato l’aula prima della votazione; Lisa D’Agostino era assente.

Cocco ha quindi esercitato i poteri sostitutivi, ritenendo che dal parere dell’organo di revisione non emergessero quelle patologie contabili gravi e insanabili che alcuni consiglieri avevano prospettato. Lo stesso commissario ha escluso che rientrasse nel proprio mandato dichiarare il dissesto finanziario o avviare autonomamente un piano di riequilibrio pluriennale.

L’approvazione sostitutiva non elimina però la conseguenza politica e istituzionale della mancata votazione consiliare. La disciplina siciliana collega all’omessa approvazione del bilancio di previsione l’avvio del procedimento per lo scioglimento dell’assemblea. Cocco ha pertanto trasmesso gli atti al Dipartimento regionale delle Autonomie locali per i successivi adempimenti. Alla data della verifica, nell’archivio ufficiale regionale consultato compare il decreto di nomina del commissario del 28 luglio, ma non risulta ancora pubblicato il decreto conclusivo di scioglimento del Consiglio comunale.

La conseguenza riguarda l’organo consiliare e non determina automaticamente la cessazione del sindaco Orlando Russo (sindaco di Castelmola) e della Giunta, che possono proseguire fino alla scadenza naturale del mandato mentre le funzioni assembleari vengono esercitate in via sostitutiva. Sul piano politico le distanze sono ormai profonde. Russo attribuisce l’esito alla minoranza e ai consiglieri che hanno fatto venir meno la precedente Maggioranza numerica, sostenendo che i 4 rimasti al suo fianco abbiano preferito rinunciare alla posizione consiliare piuttosto che mantenere la carica a ogni costo. Angelo D’Agostino (capogruppo di opposizione) ribalta la lettura: a suo giudizio la perdita del sostegno dell’Aula certifica il fallimento politico dell’Amministrazione e dovrebbe indurre il sindaco alle dimissioni.

Roccalumera, Bandiera Blu e 20.000 euro per il Verdello

A Roccalumera (Comune costiero ionico della Città metropolitana di Messina) la discussione riguarda invece la destinazione di un contributo della Città metropolitana di Messina legato ai Comuni in possesso della Bandiera Blu. Il decreto sindacale metropolitano n. 30 del 3 agosto 2026 ha disciplinato l’assegnazione delle risorse ai Comuni certificati nell’ambito del progetto Bandiera Blu 2025-2027. Le finalità indicate non riguardano esclusivamente lavori materiali sulla spiaggia: comprendono l’incentivazione della fruizione del mare, la sostenibilità ambientale e l’accrescimento dell’attrattività turistica dei territori. Roccalumera figura inoltre nell’elenco 2026 delle località italiane premiate per il proprio litorale.

Al Comune sono stati assegnati 30.571 euro. L’Amministrazione ne ha destinati 20.000 alla Sagra del Verdello, 5.500 al Roccalumera Jazz Fest e i restanti 5.071 a interventi riconducibili alla sostenibilità ambientale. La trentaduesima edizione della Sagra si è svolta dal 21 al 23 agosto a Sciglio (frazione collinare di Roccalumera), con spettacoli, musica e iniziative dedicate al prodotto locale. L’atto comunale del 19 agosto ha affidato il servizio complessivo di organizzazione della manifestazione. Nel frattempo il 24 agosto il canale istituzionale del Comune ha comunicato l’installazione di 2 nuove panchine inclusive sul lungomare.

Le Opposizioni consiliari hanno contestato la scala delle priorità, sostenendo che una quota maggiore avrebbe dovuto essere destinata al lungomare e alla fruibilità della costa. Angela Puglisi (vicesindaca e assessora al Turismo e Spettacolo) ha replicato sottolineando che si tratta di finanziamenti esterni e non di fondi ordinari del bilancio comunale, richiamando anche la partecipazione dell’Ente al programma regionale “La Sicilia che piace”.

Successivamente è intervenuto il Circolo di Fratelli d’Italia (partito politico), guidato localmente da Biagio Gatto. La contestazione non ha riguardato l’esistenza della Sagra o la valorizzazione di Sciglio, ma l’opportunità di impiegare proprio risorse collegate alla Bandiera Blu per un evento nella frazione collinare mentre, a giudizio del partito, persistono problemi di accessibilità, manutenzione e decoro lungo la costa.

Su questo punto occorre però distinguere la critica politica dalla destinazione formale del finanziamento. Gli atti della Città metropolitana comprendono espressamente tra le finalità anche la promozione dell’attrattività turistica. Non emerge quindi dagli atti esaminati che una manifestazione turistica sia, per la sua natura, automaticamente estranea al contributo. Il tema è piuttosto se quella destinazione rappresentasse la priorità migliore rispetto ad altri interventi possibili.

Il 27 agosto lo stesso Comune ha riportato anche la replica del sindaco Giuseppe Lombardo (sindaco di Roccalumera), secondo il quale i fondi impiegati per il Verdello non avrebbero potuto essere destinati agli interventi sul lungomare indicati dagli oppositori. Il confronto, dunque, non riguarda soltanto una sagra da 20.000 euro. Tocca una questione più ampia e ricorrente negli Enti locali: quando una risorsa ha finalità sufficientemente estese da consentire più impieghi, la legittimità amministrativa della spesa e l’opportunità politica della scelta non coincidono necessariamente. La prima si misura sugli atti e sui vincoli del finanziamento; la seconda resta affidata al giudizio sull’ordine delle priorità.

Nell’immagine di copertina, Palazzo Corvaja a Taormina, Castello di Mola a Castelmola e le due nuove panchine inclusive sul lungomare di Roccalumera.