Sintesi
La commissione Sanità dell’Ars Assemblea Regionale Siciliana ha espresso parere favorevole non vincolante alla modifica della rete ospedaliera approvata dalla giunta regionale a fine gennaio che prevede l’aggregazione del Centro di Cardiochirurgia Pediatrica del Mediterraneo di Taormina alla Cardiochirurgia per adulti del Policlinico Rodolico San Marco di Catania e non più all’ospedale Papardo di Messina. Il provvedimento recepisce le indicazioni dei ministeri della Salute e dell’Economia e consolida la permanenza operativa del centro taorminese in vista della scadenza della convenzione con l’ospedale Bambin Gesù di Roma fissata al 31 dicembre 2025 e prorogata fino a giugno. La decisione ha generato un confronto politico tra maggioranza e opposizione con il Movimento 5 Stelle che ha parlato di scelta politica travestita da atto tecnico mentre l’assessore Daniela Faraoni e il deputato Pino Galluzzo hanno richiamato i requisiti previsti per i Dea Dipartimenti di Emergenza e Accettazione di 2 livello rispetto a quelli di 1 livello. La vicenda si inserisce nel quadro normativo delineato dal decreto Balduzzi del 2012 che prevede un centro di cardiochirurgia pediatrica ogni 5 milioni di abitanti e nelle successive riorganizzazioni della sanità siciliana.

Articolo
La sesta commissione Sanità dell’Assemblea Regionale Siciliana ha espresso parere favorevole, pur privo di efficacia vincolante, alla revisione della rete ospedaliera regionale deliberata dalla Giunta guidata da Renato Schifani alla fine di gennaio. L’atto ridisegna l’assetto della Cardiochirurgia pediatrica in Sicilia stabilendo che il Centro di Cardiochirurgia Pediatrica del Mediterraneo di Taormina venga aggregato alla Cardiochirurgia per adulti del Policlinico Rodolico San Marco e non più all’Ospedale Papardo.

Il provvedimento recepisce le indicazioni formulate dai ministeri della Salute e dell’Economia e si inserisce nel processo di riorganizzazione avviato dopo il decreto Balduzzi del 2012, norma nazionale che disciplina gli standard qualitativi e quantitativi dell’assistenza ospedaliera e prevede 1 centro di cardiochirurgia pediatrica ogni 5 milioni di abitanti. La scelta di individuare il Policlinico di Catania come struttura di riferimento è stata motivata con il requisito di Dea (Dipartimento di Emergenza e Accettazione) di 2 livello, cioè presidio ad alta complessità dotato di specialità e servizi avanzati, mentre il Papardo è classificato come Dea di 1 livello con competenze meno estese.

Il decreto Balduzzi, dal nome dell’ex ministro della Salute Renato Balduzzi, è il provvedimento del 2012 che ha introdotto criteri di razionalizzazione della rete ospedaliera italiana fissando standard per posti letto e bacini di utenza. Il Dea Dipartimento di Emergenza e Accettazione è la struttura ospedaliera deputata alla gestione delle emergenze con livelli differenziati di complessità.
Il dibattito politico è stato acceso. Il Movimento 5 Stelle ha definito l’operazione “uno scippo politico in piena regola, mascherato da scelta tecnica”. Di segno opposto la posizione dell’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni che ha sostenuto la necessità di creare condizioni strutturali adeguate per garantire la presenza di 2 cardiochirurgie pediatriche in Sicilia, chiarendo che l’individuazione del Policlinico quale hub di riferimento non comporta la chiusura né il depotenziamento del centro di Taormina. Sulla stessa linea Pino Galluzzo di Fratelli d’Italia, componente della commissione, che ha ribadito come il parere favorevole si limiti a recepire le indicazioni ministeriali.
Sul piano cronologico, la questione si intreccia con la convenzione tra il centro di Taormina e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, inizialmente in scadenza il 31 dicembre 2025 e successivamente prorogata fino a giugno, elemento che aveva generato incertezza tra le famiglie dei piccoli pazienti. Nei mesi precedenti il presidente Schifani aveva assicurato interlocuzioni con i ministeri competenti per evitare l’interruzione delle attività e garantire stabilità organizzativa.
Le associazioni dei familiari hanno chiesto una stabilizzazione definitiva anche in deroga ai parametri numerici previsti dal decreto Balduzzi, evidenziando la specificità geografica dell’Isola e le difficoltà logistiche legate alla mobilità sanitaria. In questo quadro il centro di Taormina rimane operativo e integrato nella nuova architettura della sanità siciliana, con una collocazione amministrativa diversa ma con continuità assistenziale confermata.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









