Messina. Padre e figlio trovati morti in casa: disposte le autopsie

Il dramma nella frazione di Zafferia. Nessun segno di violenza, esclusa l’intossicazione da monossido di carbonio. Accertamenti medico-legali per chiarire le cause dei decessi

Sintesi

A Messina, nella borgata di Zafferia, padre e figlio di 90 e 50 anni sono stati trovati senza vita nella loro abitazione di via Giovan Filippo De Lignamine dopo l’allarme lanciato dall’altro figlio, residente fuori città. Entrambi soffrivano di gravi patologie e, secondo i primi riscontri del medico legale, i decessi risalirebbero alle 72 ore precedenti al ritrovamento. Non sono emersi segni di violenza né elementi compatibili con un’intossicazione da monossido di carbonio. La Procura ha disposto le autopsie per accertare le cause, ipotizzando al momento un evento naturale, forse un malore del figlio seguito dal decesso del padre rimasto senza assistenza.

Articolo

Un dramma dai contorni ancora da definire si è consumato a Messina, all’interno di un’abitazione di via Giovan Filippo De Lignamine, nella frazione di Zafferia, dove padre e figlio sono stati rinvenuti privi di vita. I due uomini, rispettivamente di 90 e 50 anni, convivevano e affrontavano entrambi condizioni di salute particolarmente compromesse, circostanza che orienta fin da subito le indagini verso cause naturali.

Il ritrovamento è avvenuto nella serata di sabato, quando le volanti della polizia sono intervenute dopo la segnalazione dell’altro figlio, residente fuori Messina, preoccupato dall’impossibilità di contattare il fratello che si occupava dell’assistenza al padre. Gli agenti, forzata una finestra per accedere all’appartamento, si sono trovati davanti ai corpi senza vita dei due uomini.

I primi accertamenti eseguiti dal medico legale Daniela Sapienza già nella serata del ritrovamento indicano che i decessi potrebbero essere avvenuti nelle 72 ore precedenti. Allertato il Pubblico ministero (Pm, magistrato titolare dell’azione penale) di turno, le salme sono state trasferite all’obitorio dell’ospedale Papardo e poste a disposizione dell’Autorità giudiziaria in attesa dell’autopsia.

Dalle verifiche iniziali non sono emersi segni di violenza né elementi riconducibili a un’intossicazione da monossido di carbonio, anche perché nell’abitazione non sono state trovate stufe o altre fonti di combustione. L’ipotesi attualmente più accreditata è che il figlio possa essere stato colpito da un improvviso malore che non gli ha lasciato scampo e che il padre, rimasto senza assistenza, sia deceduto poco dopo.

Solo gli esami autoptici, disposti dalla Procura e programmati nei prossimi giorni, potranno chiarire con precisione la sequenza e le cause dei decessi. Al termine degli accertamenti ritenuti necessari dai magistrati, i corpi saranno restituiti ai familiari per consentire l’organizzazione dei funerali. L’intera vicenda ha profondamente colpito e addolorato i residenti della borgata di Zafferia, scossi da una tragedia silenziosa maturata tra le mura domestiche.