Francavilla, Pulizzi ritira le dimissioni: crisi politica nel pieno del dissesto

FRANCAVILLA DI SICILIA – La crisi politica che attraversa il Comune di Francavilla di Sicilia entra in una nuova fase. […]

Francavilla, Pulizzi ritira le dimissioni: crisi politica nel pieno del dissesto

FRANCAVILLA DI SICILIA – La crisi politica che attraversa il Comune di Francavilla di Sicilia entra in una nuova fase. Il sindaco Vincenzo Pulizzi, eletto nel 2017 e riconfermato nel 2022 alla guida della lista civica La Svolta, ha ufficialmente ritirato le dimissioni presentate lo scorso 13 marzo.

La revoca è avvenuta entro i termini previsti dall’articolo 53 del Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000), secondo cui le dimissioni del sindaco diventano irrevocabili solo dopo venti giorni dalla protocollazione al Consiglio comunale.

Il ritiro è stato formalizzato il 3 aprile con un comunicato pubblicato sui canali istituzionali dell’amministrazione, intitolato “Ritiro delle dimissioni dalla carica di Sindaco – Atto a tutela del paese, dei cittadini e delle istituzioni comunali”. Nel messaggio Pulizzi ha spiegato di aver deciso di restare alla guida dell’ente “esclusivamente per responsabilità verso il paese, i cittadini e le istituzioni”, con l’obiettivo di garantire continuità amministrativa in una fase particolarmente delicata.

Il dissesto finanziario e la situazione del Comune

Alla base della crisi amministrativa c’è il dissesto finanziario dichiarato dal Comune alla fine del 2025.

Il 27 novembre la Sezione di controllo della Corte dei Conti per la Regione Siciliana, con la deliberazione n. 259/2025/PRSP, ha infatti respinto il Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale presentato dall’ente, evidenziando gravi criticità nella gestione dei conti pubblici, in particolare riguardo ai debiti fuori bilancio ritenuti sottostimati e a ritardi nella rendicontazione.

A seguito di tale pronuncia, il Consiglio comunale il 1° dicembre 2025 ha approvato la dichiarazione di dissesto finanziario, avviando la procedura prevista dagli articoli 244-268 del TUEL.

Il dissesto comporta obblighi stringenti per l’ente locale, tra cui la predisposizione di un bilancio stabilmente riequilibrato entro novanta giorni, passaggio ritenuto non rispettato dai consiglieri che successivamente hanno promosso la mozione di sfiducia.

La frattura nella maggioranza

La tensione politica si è acuita nei primi mesi del 2026. La Giunta comunale si era già ridotta ai minimi termini, con soltanto due assessori in carica.

Il 13 marzo cinque consiglieri appartenenti alla maggioranza – Melania SilvestroGianfranco D’AprileCarmela NuzzoStefania Russo e Antonino Di Francesco – hanno depositato una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco, parlando apertamente di una “frattura insanabile” tra Consiglio ed esecutivo e contestando l’inefficienza gestionale dell’amministrazione nella fase post-dissesto.

Informato dell’iniziativa politica, lo stesso giorno Pulizzi ha rassegnato le dimissioni, definendole un gesto necessario per sottrarsi a quello che ha definito un “ricatto continuo” e per evitare lo scontro politico in aula durante la votazione sulla sfiducia.

Il ritiro delle dimissioni e la nomina del vicesindaco

La decisione di ritirare le dimissioni riapre ora il quadro politico.

Contestualmente alla revoca, il sindaco ha nominato vice-sindaco l’assessore Salvatore Puglisi, nel tentativo di rafforzare l’assetto amministrativo e garantire il coordinamento degli adempimenti richiesti dalla procedura di dissesto.

Nel frattempo, sulla situazione finanziaria del Comune è intervenuto anche il Ministero dell’Interno, che ha nominato il commissario straordinario di liquidazione Marcello Iacopino, incaricato di gestire la massa debitoria dell’ente.

La nomina è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 3 aprile 2026 e rientra nella procedura prevista per i comuni dichiarati in dissesto.

Un clima politico ancora incerto

Nonostante il ritiro delle dimissioni, il quadro politico resta incerto. La mozione di sfiducia nei confronti del sindaco rimane infatti formalmente depositata e dovrà essere discussa dal Consiglio comunale.

Pulizzi ha invitato i consiglieri a valutare la situazione con “lucidità, determinazione e senso delle istituzioni”, sottolineando la necessità di evitare un lungo periodo di commissariamento che potrebbe protrarsi fino alle prossime elezioni amministrative previste nel 2027.

Nel dibattito politico locale non sono mancate le reazioni. Alcune forze politiche, tra cui il circolo locale di Fratelli d’Italia, hanno attribuito la responsabilità della crisi all’intera amministrazione comunale, parlando di un “fallimento politico” che avrebbe condotto il paese alla situazione attuale.

Una fase decisiva per il futuro del Comune

Il Comune di Francavilla di Sicilia si trova quindi in uno dei passaggi più complessi della sua storia amministrativa recente.

Tra la gestione del dissesto, gli equilibri politici ancora instabili e la necessità di garantire continuità istituzionale, le prossime settimane saranno decisive per comprendere quale direzione prenderà l’amministrazione e se la maggioranza riuscirà a ricompattarsi o se lo scontro politico porterà a nuovi sviluppi.