Sintesi
Nel 1° semestre 2026 gli arrivi in Italia sono cresciuti del 4,4% e le presenze del 4,9%. In Sicilia gli aumenti sono stati rispettivamente del 2,8% e del 6%, segnale di soggiorni mediamente più lunghi. A maggio il saldo turistico nazionale ha raggiunto 2,7 miliardi di euro, mentre la Valle dei Templi ha superato 1 milione di visitatori nei primi 6 mesi.

A luglio gli arrivi nazionali sono aumentati del 4,5% e le presenze del 4,4%, con circa 1 milione di ospiti e oltre 4 milioni di pernottamenti aggiuntivi. Le presenze straniere sono salite del 6%, quelle italiane del 2,3%. Le strutture extralberghiere hanno registrato una crescita degli arrivi del 6,7%, contro il 2,5% degli alberghi. La spinta principale è arrivata dall’estero e dagli alloggi diversi dagli hotel.

Tra il 15 giugno e il 15 settembre la saturazione degli alloggi prenotabili online ha raggiunto il 58,9%. Ad agosto si è attestata al 58,5% e nella settimana di Ferragosto al 65,4%. La Sicilia è arrivata al 63%, con un aumento di 13,3 punti sul 2025, uno dei più elevati d’Italia. Montagna, mare e laghi hanno preceduto le città culturali. L’Isola ha mostrato una domanda estiva più vivace della media e i dati online non rappresentano l’intera ricettività.

Nei piccoli comuni gli arrivi del 1° semestre sono aumentati del 5,3% e le presenze del 4,6%. Le circa 20.000 sagre annuali richiamano 48 milioni di visitatori e generano un indotto stimato in 2,1 miliardi di euro. Per settembre le prenotazioni risultano avanti del 15,8%, ma si tratta di una previsione settoriale.
Le tensioni nello Stretto di Hormuz potrebbero avere favorito le mete europee, ma mancano riscontri certi. In Sicilia resta ancora da quantificare l’impatto turistico del caso Etna–aeroporto di Catania Fontanarossa.
Articolo
La fotografia pubblicata il 13 agosto 2026 dall’Ufficio di statistica del Ministero del Turismo (amministrazione statale responsabile delle politiche turistiche) ha unito dati amministrativi, informazioni economiche e proiezioni sulle prenotazioni. Se 1 turista soggiorna per 3 notti, si registra 1 arrivo e 3 presenze. Una famiglia di 4 persone che resta 3 notti genera invece 4 arrivi e 12 presenze. La saturazione indica quante sistemazioni offerte sui portali online risultano già prenotate. Se sono disponibili online 100 camere e ne vengono prenotate 60, la saturazione è del 60%. Non significa, però, che sia occupato il 60% di tutte le camere presenti nel territorio, in quanto alcune potrebbero non essere pubblicizzate online.
L’origine della rilevazione è più antica dell’attuale stagione turistica. L’articolo 109 del TULPS (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), contenuto nel regio decreto 18 giugno 1931 n. 773, aveva imposto agli esercenti di comunicare alle autorità l’identità degli ospiti. Dal 1996 la Banca d’Italia (banca centrale nazionale) ha condotto l’indagine sul turismo internazionale attraverso interviste e conteggi alle frontiere. Il decreto ministeriale 7 gennaio 2013 ha disciplinato la trasmissione telematica mediante Alloggiati Web (servizio in rete per la comunicazione degli ospiti). Nel 2014 la Sicilia ha avviato il proprio sistema informativo turistico e nel 2018 l’obbligo di pubblica sicurezza è stato esteso anche alle locazioni inferiori a 30 giorni.
La regolazione si è poi rafforzata. La BDSR (Banca dati strutture ricettive) è stata prevista nel 2019, mentre il CIN (Codice identificativo nazionale) è stato introdotto dall’articolo 13-ter del decreto-legge 145/2023, convertito dalla legge 191/2023. Le disposizioni nazionali sono diventate operative il 2 novembre 2024 e le sanzioni dal 2 gennaio 2025. Il codice deve comparire all’esterno della struttura e negli annunci, affiancando l’eventuale identificativo regionale. Il contenzioso sul self check-in (registrazione e accesso autonomi) ha avuto 2 passaggi: il TAR del Lazio ha annullato la circolare ministeriale con la sentenza 10210 del 27 maggio 2025, ma il Consiglio di Stato ha riformato quella decisione il 21 novembre 2025 con la sentenza 9101, riconoscendo la necessità della verifica visiva dell’ospite, consentita anche tramite collegamento video. Dal 20 maggio 2026 è inoltre applicabile il regolamento europeo 2024/1028, che uniforma lo scambio dei dati sulle locazioni brevi.
Il confronto siciliano è stato inquadrato dal Programma triennale di sviluppo turistico 2026-2028, approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 23 del 20 gennaio 2026 e proposto da Elvira Amata (assessora regionale al Turismo e deputata di Fratelli d’Italia). Il documento ha consolidato i valori definitivi del 2024: 22,421 milioni di presenze e oltre 7 milioni di arrivi, con aumenti del 9,7% e del 7,4% sul 2023. I pernottamenti stranieri hanno raggiunto 12,832 milioni, crescendo del 14,9%, mentre quelli italiani sono avanzati del 4,3%. Nel 2019 le presenze erano 15.114.931 e gli arrivi 5.120.421. La strategia regionale ha quindi puntato su qualità, sostenibilità, accessibilità, collegamenti, territori meno frequentati e ampliamento della stagione oltre i mesi balneari.
Nel 1° semestre 2026 il quadro nazionale ha segnato +4,4% negli arrivi e +4,9% nelle presenze. Calabria, Umbria, Piemonte e Sardegna, tutte regioni italiane, hanno superato più nettamente la media. Nell’Isola gli arrivi sono cresciuti del 2,8% e i pernottamenti del 6%. Dal rapporto tra le 2 variazioni si ricava, come elaborazione matematica e non come dato pubblicato, un aumento della permanenza media di circa il 3,1%, contro lo 0,5% nazionale. A maggio il saldo della bilancia turistica ha raggiunto 2,7 miliardi di euro: la spesa degli stranieri in Italia è salita a 5,4 miliardi, con un progresso del 4,3%, mentre quella degli italiani all’estero è arrivata a 2,7 miliardi, aumentando del 2,2%. Nello stesso semestre la Valle dei Templi di Agrigento (parco archeologico) ha oltrepassato 1 milione di ingressi.
Nel luglio 2026 l’Italia ha registrato, rispetto allo stesso mese del 2025, circa 1 milione di ospiti e oltre 4 milioni di pernottamenti in più. La crescita è stata sostenuta soprattutto dai turisti stranieri e dalle strutture extralberghiere, come B&B, agriturismi e case vacanza, mentre gli alberghi sono aumentati meno. I risultati migliori si sono avuti in Piemonte, Marche, Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Abruzzo, Lombardia e Puglia, mentre l’Umbria è rimasta quasi invariata.
Sempre più turisti hanno scelto piccoli comuni e borghi, soprattutto in Calabria, Abruzzo, Piemonte e Sardegna. Anche le sagre hanno avuto un ruolo importante, attirando milioni di visitatori, creando lavoro e producendo notevoli guadagni per le economie locali. Durante l’estate sono risultati prenotati online circa 6 alloggi su 10, con una tariffa media giornaliera di 153,60 euro. Nella settimana di Ferragosto le prenotazioni sono salite a quasi 7 su 10, soprattutto in montagna e al mare. Queste percentuali riguardano però soltanto le strutture presenti sui portali online, non tutti gli alloggi esistenti.
In Sicilia sono risultati prenotati online circa 63 alloggi su 100, quasi come in Sardegna e molto più dell’estate precedente. L’Italia ha inoltre mostrato prezzi medi inferiori a Spagna e Grecia, insieme a maggiori ricerche di voli e più collegamenti diretti. Erano però segnali anticipati della domanda, non soggiorni già effettuati.
Per settembre è stata prevista una crescita delle prenotazioni del 15,8%, sostenuta soprattutto dagli stranieri. Si tratta, tuttavia, di una stima elaborata da una società privata e non di un risultato definitivo certificato dalle Autorità. Secondo gli operatori, per prolungare stabilmente la stagione servono trasporti, servizi digitali e personale preparato.
La definizione “effetto Hormuz” richiama le possibili ripercussioni della crisi mediorientale sul turismo, tra aumento del prezzo dei carburanti, maggiori costi di viaggio, incertezza e minore attrattiva temporanea di alcune destinazioni dell’area. Questa situazione potrebbe avere orientato una parte dei viaggiatori verso l’Italia e altri Paesi europei, ma non sono ancora disponibili dati capaci di dimostrare e quantificare tale spostamento. Una prudenza analoga è necessaria per la Sicilia, dove non è stato finora calcolato l’eventuale danno turistico ed economico provocato nel mese di agosto dal caso Etna–aeroporto di Catania Fontanarossa, comprese le possibili conseguenze di ritardi, cancellazioni, deviazioni dei voli e incertezza sulle prenotazioni.
Nell’immagine di copertina, l’Isola Bella a Taormina, il Tempio della Concordia ad Agrigento, Cefalù (comune della Città metropolitana di Palermo).

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









