L’Etna detta legge: Fontanarossa fermo e l’IA non basterebbe

La cenere ha bloccato i voli nel pieno di Ferragosto. Algoritmi, collegamenti alternativi e assistenza possono ridurre i disagi, ma non neutralizzare il rischio vulcanico

Sintesi

L’episodio eruttivo che ha provocato l’emergenza è iniziato il 6 agosto 2026. L’attività esplosiva si è concentrata alla Voragine, mentre la lava ha continuato a uscire dalla bocca posta a quota 1900 m. Il fenomeno non si è esaurito e continua a produrre cenere.

Il 14 agosto i fronti lavici più avanzati si trovavano vicino a Rocca Musarra, a circa 1600 m di quota. Il tremore è rimasto elevato, ma le reti dell’INGV non hanno rilevato deformazioni significative del terreno. Il vulcano è ancora molto attivo, senza segnali sufficienti per stabilire quando finirà questa fase.

Alle 07:15 del 15 agosto i voli in arrivo e in partenza da Fontanarossa risultavano sospesi almeno fino alle 15:00. Comiso è stato riaperto la sera precedente, dopo una chiusura temporanea. In pratica, la possibilità di viaggiare continua a dipendere dall’evoluzione della cenere e dei venti.

Fra il 6 e il 12 agosto erano programmati 1974 voli a Catania. Circa il 36% è stato cancellato e 630 collegamenti sono stati trasferiti verso altri scali, dei quali 140 su Comiso. L’emergenza non riguarda soltanto un aeroporto, ma l’intero sistema dei trasporti della Sicilia.

La Regione ha potenziato autobus e treni e ha cercato ulteriori mezzi privati per trasferire i viaggiatori. Le strutture turistiche e commerciali hanno registrato cancellazioni, spostamenti delle prenotazioni e costi supplementari, senza che sia ancora disponibile una valutazione economica complessiva e verificata. In termini semplici, i danni sono concreti, ma non sono stati ancora quantificati con precisione.

L’IA può riconoscere la cenere nelle immagini satellitari, stimare l’altezza delle colonne eruttive e migliorare le previsioni. Non può, però, rendere innocua una nube vulcanica né garantire che un corridoio di volo rimanga sicuro. La tecnologia può assistere gli esperti, ma non sostituire la prudenza.

Articolo

Aggiornamento verificato alle 07:15 italiane del 15 agosto 2026. L’episodio che ha determinato la nuova crisi dei trasporti è cominciato il 6 agosto sull’Etna (vulcano attivo nella Città metropolitana di Catania, Sicilia). Il comunicato dell’INGV del 14 agosto, cioè dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, attraverso l’OE (Osservatorio etneo), ha confermato la prosecuzione dell’attività effusiva dalla bocca di quota 1900 m e da una vicina apertura temporanea. È invece terminata l’emissione di lava dalla bocca posta a 2750 m.

Alle 10:00 italiane del 14 agosto i fronti più avanzati si trovavano vicino a Rocca Musarra (rilievo del versante orientale del vulcano), a circa 1600 m. La colata che aveva superato Rocca Capra, nella Valle del Bove (ampia depressione sul fianco orientale dell’Etna), non risultava più alimentata. Alla Voragine è proseguita un’attività esplosiva irregolare, accompagnata da cenere spinta verso sud. Il tremore vulcanico ha mantenuto valori elevati, l’attività infrasonica è rimasta su un livello medio e le reti geodetiche non hanno mostrato modificazioni rilevanti del suolo.

All’aeroporto Vincenzo Bellini di Catania-Fontanarossa, la SAC (Società aeroporto Catania, gestore degli scali di Catania e Comiso) ha prorogato la chiusura dei settori aerei C1 e B3. Il provvedimento operativo delle 19:00 del 14 agosto ha sospeso arrivi e partenze almeno fino alle 15:00 del 15 agosto, salvo ulteriori variazioni. Il terminal non è necessariamente chiuso al pubblico: sono le operazioni di volo a essere bloccate per ragioni di sicurezza.

Comiso (comune del libero consorzio comunale di Ragusa, Sicilia) è tornato operativo dopo le 18:00 del 14 agosto, ma la sua precedente chiusura ha ridotto temporaneamente una delle principali alternative. Fra il 6 e il 12 agosto sono stati programmati 1974 voli su Catania, circa il 36% è stato annullato e 630 sono stati dirottati. Di questi, 140 hanno interessato Comiso, secondo i dati riferiti da Anna Quattrone (presidente della società aeroportuale) e confrontati con il quadro raccolto da Reuters (un’agenzia di stampa britannica di proprietà della multinazionale canadese Thomson Reuters).

La difficoltà non consiste soltanto nell’intensità dell’eruzione. Stefano Branca (direttore del Dipartimento Vulcani dell’istituto di ricerca) ha chiarito che gli strumenti possono riconoscere l’avvio di una fase eruttiva e seguirne le tendenze, ma non stabilirne con sicurezza la conclusione. Mario Mattia (geofisico dell’Osservatorio etneo) ha parlato di “tempesta perfetta” per la concomitanza fra emissione prolungata di cenere, insoliti venti settentrionali diretti verso la città e il massimo afflusso di Ferragosto. La sua valutazione non indica una presunta eruzione da primato, ma l’eccezionale sovrapposizione di 3 fattori sfavorevoli, come emerge dalla sua recente analisi.

Alexander D’Orsogna (direttore generale dell’ENAC, Ente nazionale per l’aviazione civile) ha confermato l’attivazione del Comitato di crisi. Il coordinamento comprende l’ENAV (società nazionale che gestisce il traffico aereo civile), gli esperti vulcanologici, l’Aeronautica militare e il gestore aeroportuale. Le decisioni vengono assunte considerando attività eruttiva, direzione dei venti, diffusione della cenere e condizioni dello spazio aereo. Il criterio prevalente resta la sicurezza, non la necessità commerciale di mantenere i collegamenti.

La risposta a terra è stata ampliata gradualmente. L’11 agosto Renato Schifani (presidente della Regione Siciliana, Forza Italia) e Alessandro Aricò (assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità, Fratelli d’Italia) avevano comunicato l’attivazione di oltre 100 corse straordinarie di autobus e 5 treni aggiuntivi. Per i passeggeri dirottati a Palermo è stata prevista anche la gratuità dei collegamenti ferroviari ordinari verso Catania, previa esibizione del biglietto aereo. Il 14 agosto è stato inoltre pubblicato un invito alle imprese di noleggio autobus con conducente, con copertura regionale delle spese documentate.

Giampaolo Roccuzzo (presidente territoriale della CNA di Ragusa, Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa) ha segnalato prenotazioni annullate, vacanze trasferite verso la Sicilia occidentale e maggiori costi per servizi NCC (noleggio con conducente). Antonio Graffagnini (presidente di ANAV Sicilia, Associazione nazionale autotrasporto viaggiatori) ha confermato la collaborazione delle aziende private, ricordando però che autobus disponibili, collegamenti ordinari e tempi legali di riposo dei conducenti impediscono di aumentare le corse senza limiti.

Il sindaco di Catania Enrico Trantino ha sostenuto che il trasferimento dell’aeroporto si trovi ancora “a meno dell’anno zero”, perché non è stato elaborato un vero studio di fattibilità e il progetto non è inserito nell’agenda operativa. Ha collegato la possibile modernizzazione dello scalo alla privatizzazione e allo sviluppo dell’IA (intelligenza artificiale), immaginando sistemi capaci di individuare correnti, dispersione della cenere e possibili traiettorie alternative. Sono tuttavia ipotesi di indirizzo politico, non procedure già sperimentate e autorizzate per volare attraverso una nube vulcanica, come si ricava dal suo intervento del 14 agosto.

La tecnologia è però già entrata nella sorveglianza dell’Etna. Dal 2023 il progetto SAFARI, acronimo di “An artificial intelligence-based StrAtegy For volcAno hazaRd monItoring from space” (una strategia basata sull’intelligenza artificiale per sorvegliare dallo spazio il pericolo vulcanico), ha integrato immagini satellitari ottiche, termiche e radar con le reti terrestri. Gli algoritmi possono eliminare parte del disturbo delle immagini, simulare il cammino delle colate, riconoscere i pixel contenenti cenere e calcolare quasi in tempo reale altezza ed estensione della colonna eruttiva. L’approfondimento scientifico pubblicato nel marzo 2026 avverte però che i sistemi automatici possono generare falsi allarmi e devono essere verificati dagli specialisti.

Ne deriva che l’intelligenza artificiale può rendere più veloci e precise le informazioni, ma non “salvare” autonomamente l’aeroporto. Le rotte dipendono anche dai modelli meteorologici, dalle concentrazioni previste, dai dati dei centri di consulenza sulla cenere, dalle decisioni del controllo del traffico e dalle valutazioni di sicurezza delle compagnie. Nel 2026 l’Organizzazione meteorologica mondiale ha avviato l’armonizzazione internazionale delle previsioni probabilistiche quantitative della cenere, ma si tratta ancora di strumenti per decidere meglio, non di un’autorizzazione a oltrepassare zone pericolose.

Anche la privatizzazione richiede una distinzione. Il 4 maggio è stata avviata la cessione di almeno il 51% del capitale e il 31 luglio 10 concorrenti sono stati ammessi alla seconda fase. Un socio industriale può apportare investimenti, capacità gestionale e nuove infrastrutture. Non può modificare il comportamento del vulcano, sostituire le autorità di sicurezza o risolvere automaticamente i collegamenti stradali e ferroviari esterni all’aeroporto.

Per i viaggiatori rimane applicabile il Regolamento (CE, Comunità europea) n. 261/2004. In caso di cancellazione il passeggero deve poter scegliere fra rimborso e riprotezione e conserva il diritto all’assistenza durante l’attesa, comprendente pasti, comunicazioni e, quando necessario, albergo e trasferimenti. La cenere e la chiusura dello spazio aereo possono rappresentare circostanze eccezionali e quindi escludere le compensazioni fisse di 250, 400 o 600 euro, ma soltanto se il vettore dimostra il legame con il disservizio e l’adozione di tutte le misure ragionevoli. Rimborso, trasporto alternativo e assistenza non vengono invece cancellati, come chiariscono le informazioni ufficiali dell’Unione europea.

La Corte di giustizia dell’Unione europea lo ha stabilito espressamente nella sentenza McDonagh contro Ryanair del 31 gennaio 2013, relativa proprio alla nube vulcanica del 2010: una circostanza straordinaria non elimina l’obbligo di prendersi cura dei viaggiatori. È quindi opportuno conservare biglietti, comunicazioni della compagnia e ricevute delle spese necessarie e ragionevoli. La tecnologia potrà restringere l’incertezza, ma la vera resistenza della Sicilia dipenderà dalla qualità con cui aeroporti, ferrovie, autobus, compagnie e autorità riusciranno a funzionare come un’unica rete.