Turismo in crescita ma rischi. A Roma l’assemblea di Federalberghi. Sicilia, Calabria e Sardegna gli alberghi più grandi

Dopo il primato del 2025 e un avvio d’anno sostenuto dagli eventi internazionali, il comparto ricettivo nazionale resta solido ma esposto a tensioni geopolitiche, rincari energetici e criticità strutturali. L’allarme del presidente Bernabò Bocca. All'assemblea di Federalberghi presente anche la premier Giorgia Meloni

Sintesi

A Roma si è svolta l’assemblea di Federalberghi* con la partecipazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha ribadito il ruolo strategico del turismo nell’economia italiana. I dati dell’Istat (Istituto Nazionale di Statistica) confermano una crescita delle presenze nel 2025 nonostante un lieve calo degli arrivi e un contesto internazionale complesso. Il presidente Bernabò Bocca ha evidenziato le criticità legate a abusivismo e lavoro irregolare oltre alle tensioni geopolitiche che frenano le prenotazioni soprattutto dal mercato nordamericano. Il sistema alberghiero italiano mantiene la leadership europea per capacità ricettiva con una forte concentrazione al Nord ma con strutture mediamente più grandi nel Sud e nelle isole. L’aumento dei costi energetici e l’incertezza globale rappresentano una minaccia per il futuro mentre si sottolinea la necessità di un maggiore supporto istituzionale e strategie di promozione mirate.

Articolo

A Roma l’assemblea generale di Federalberghi ha segnato un passaggio significativo per il settore turistico nazionale, con la presenza diretta della presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha voluto manifestare la prossimità dell’Esecutivo a un comparto tornato dinamico dopo la crisi pandemica da Covid. Il contesto attuale si presenta tuttavia meno stabile rispetto al recente passato, con nuove prove legate a fattori internazionali ed economici che impongono cautela e pianificazione.

Nel suo intervento, la Premier ha sottolineato come il turismo rappresenti non soltanto una componente economica, ma un elemento identitario del Paese, capace di generare un valore superiore al 13% del PIL. Tale impostazione trova riscontro nei dati diffusi dall’Istat che certificano per il 2025 un incremento delle presenze pari al 2,3%, a fronte di una lieve contrazione degli arrivi, segnale di una domanda estera ancora consistente ma più selettiva.

Il presidente Bernabò Bocca, confermato per il sesto mandato consecutivo, ha definito il turismo come una “eccellenza nazionale”, evidenziando però la necessità di tutelarlo da fenomeni distorsivi. In particolare ha denunciato la presenza di operatori abusivi privi di autorizzazioni e requisiti, nonché di soggetti che adottano contratti di lavoro irregolari generando precarietà e sfruttamento. Tali dinamiche, oltre a compromettere la qualità dell’offerta, incidono negativamente sulla concorrenza e sulla sostenibilità del sistema.

Dal punto di vista cronologico, il settore ha attraversato una fase di contrazione tra il 2020 e il 2021 a causa dell’emergenza sanitaria globale, seguita da una progressiva ripresa nel biennio 2022-2023 sostenuta dalla domanda interna e internazionale. Il 2025 ha rappresentato un anno di consolidamento con risultati record, mentre l’inizio del 2026, anche grazie all’effetto trainante degli eventi legati a Milano-Cortina, ha mostrato segnali positivi nei primi mesi. Tuttavia, le tensioni geopolitiche in atto e l’incremento dei costi energetici stanno già producendo effetti sulle prenotazioni, in particolare da parte del mercato nordamericano.

Il sistema alberghiero italiano si conferma tra i più rilevanti in Europa per capacità ricettiva, con 32.943 strutture, oltre 1,1 milioni di camere e circa 2,3 milioni di posti letto. La distribuzione territoriale evidenzia una prevalenza nel Nord, dove si concentra il 58,2% degli alberghi e il 51% dei posti letto, con il Trentino Alto Adige in testa per numero di strutture seguito da Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Lombardia e Toscana. La capacità ricettiva in termini di camere vede invece primeggiare l’Emilia Romagna con 141.578 unità, seguita da Trentino Alto Adige, Veneto e Lazio.

Diverso il quadro nel Mezzogiorno e nelle isole, dove le strutture alberghiere presentano una dimensione media più ampia. In particolare, la Calabria registra una media di 119,6 posti letto per albergo, seguita da Sardegna con 108,6, Puglia con 100,2 e Sicilia con 92,9. Questo dato evidenzia una differente configurazione del mercato, orientata verso strutture di maggiore capacità rispetto al modello diffuso nel Centro-Nord.

L’analisi della classificazione alberghiera mostra una trasformazione significativa nel tempo. Attualmente la categoria predominante è quella dei 3 stelle e delle RTA (Residenze Turistico Alberghiere, strutture con servizi alberghieri e unità abitative autonome), che rappresentano il 55,2% dell’offerta con 18.182 strutture. Le categorie superiori, ovvero 4 e 5 stelle, costituiscono il 22,5% con rispettivamente 6.639 e 771 alberghi, mentre le strutture a 1 e 2 stelle rappresentano il 22,3%. All’inizio del terzo millennio la situazione era opposta, con il 49,3% dell’offerta concentrato nelle categorie più basse e solo l’8,5% in quelle più elevate, segno di un progressivo innalzamento qualitativo del sistema.

Nonostante questi risultati, le prospettive restano condizionate da variabili esterne. L’aumento dei costi energetici, legato anche al rincaro del petrolio, rappresenta una criticità strutturale che incide sui margini operativi delle imprese. Parallelamente, le tensioni internazionali stanno determinando un rallentamento delle prenotazioni e un clima di incertezza diffusa.

In questo scenario, Bocca ha ribadito la necessità di rafforzare le strategie di promozione, presidiare i mercati strategici e consolidare un’immagine di affidabilità, sicurezza e qualità. Ha inoltre sottolineato l’importanza di un intervento coordinato tra Governo e amministrazioni locali, evidenziando come il settore non possa affrontare autonomamente le sfide future.

Le recenti dichiarazioni istituzionali convergono nel riconoscere il turismo come asset centrale per l’economia nazionale, ma anche come ambito esposto a rischi sistemici. Le politiche pubbliche, incluse quelle relative alla regolamentazione del lavoro e al contrasto dell’abusivismo, assumono dunque un ruolo determinante nel garantire stabilità e crescita nel medio-lungo periodo.

* Federalberghi ha la sede a Roma, è la principale organizzazione imprenditoriale del settore turistico-ricettivo in Italia. Rappresenta gli interessi degli albergatori presso istituzioni, forze politiche, economiche e sindacali, contribuendo alla definizione delle politiche nazionali sul turismo e sull’ospitalità. È punto di riferimento per oltre ventimila imprese del comparto, articolate in un’ampia rete di associazioni territoriali.