Sintesi
La vicenda giudiziaria nasce da un incidente del 2009 che aveva distrutto un parapetto mai ripristinato sulla provinciale 16* tra Lentini e Scordia. Nel 2017 era stato disposto un finanziamento per la messa in sicurezza ma i lavori non furono eseguiti tempestivamente. Il 6 aprile 2023 il medico Stefano Papandrea perse la vita dopo essere precipitato con l’auto in un vallone a causa dell’assenza delle protezioni. Il procedimento penale si è concluso con il patteggiamento delle pene per tre dirigenti riconosciuti responsabili di omissioni nella manutenzione e nella segnaletica.

Articolo
La ricostruzione dei fatti evidenzia una sequenza cronologica precisa che parte dal 2009, anno in cui un incidente stradale aveva danneggiato un parapetto lungo la strada provinciale 16* nel tratto tra Lentini e Scordia. Nonostante la pericolosità evidente dell’infrastruttura, non furono eseguiti interventi di ripristino né venne installata una segnaletica adeguata di pericolo o limitazione della velocità. Nel 2017, su impulso dell’allora presidente della commissione Infrastrutture dell’ARS (Assemblea Regionale Siciliana), Enzo Vinciullo, fu previsto un finanziamento pari a 835.000 euro destinato alla messa in sicurezza del tratto, senza però determinare effetti immediati.

Il 6 aprile 2023, intorno alle ore 15.30, si è verificato l’evento tragico. Stefano Papandrea, alla guida della propria Toyota C-HR, percorreva la provinciale 16 quando, affrontando una curva con limite di 50 chilometri orari in prossimità del ponte sul fiume Trigona, ha perso il controllo del veicolo. L’assenza del parapetto ha consentito alla vettura di precipitare nel vallone sottostante per circa 6 metri. Il violento ribaltamento ha provocato gravi lesioni. Il conducente è stato soccorso e trasferito in elisoccorso presso l’ospedale Ospedale Cannizzaro, dove è deceduto dopo 4 giorni di ricovero.

La strada era da tempo al centro di denunce pubbliche e iniziative civiche. Il tratto era stato ribattezzato “strada della morte” e “strada della vergogna” da comitati locali che avevano promosso manifestazioni, fiaccolate e interrogazioni parlamentari regionali, tra cui quelle presentate da esponenti del Movimento 5 Stelle. Nonostante la notorietà del rischio, gli interventi strutturali sono stati eseguiti soltanto dopo l’incidente mortale.
L’inchiesta ha portato al rinvio a giudizio di tre funzionari del Libero Consorzio comunale di Siracusa, ritenuti responsabili di omissioni nella gestione della sicurezza stradale. Il procedimento si è concluso con rito di patteggiamento (accordo tra imputato e Pubblico ministero sulla pena), con sentenza pronunciata dal GUP (Giudice dell’Udienza Preliminare) Alessandra Gigli del Tribunale di Siracusa. Le pene applicate sono state pari a 1 anno e 2 mesi di reclusione per un dirigente e 10 mesi ciascuno per un capo servizio e un responsabile, con sospensione condizionale per tutti gli imputati. Prosegue il giudizio civile di risarcimento.
Sul piano giuridico, la vicenda si inserisce nell’ambito della responsabilità colposa per omissione di atti dovuti nella pubblica amministrazione, con riferimento agli obblighi di manutenzione e prevenzione del rischio. La giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione ribadisce che l’ente proprietario della strada è tenuto a garantire condizioni di sicurezza adeguate e a intervenire tempestivamente in presenza di situazioni di pericolo note o conoscibili. Il caso evidenzia una criticità strutturale nella gestione delle infrastrutture locali, dove ritardi amministrativi, mancata esecuzione di lavori già finanziati e assenza di misure preventive possono tradursi in responsabilità penali e, soprattutto, in conseguenze irreversibili sul piano umano.
* La Strada Provinciale 16, avamposto a nord della rete viaria siracusana al confine con la provincia catanese, è l’unica arteria diretta che consente agli abitanti di Scordia di raggiungere l’Ospedale di Lentini (Presidio Ospedaliero dell’ASP di Siracusa), ubicato nel suo tratto conclusivo in contrada Colle Roggio al km 0+300/600, proprio all’imbocco della SS 194 “Ragusana” (confermato anche dal sito ufficiale dell’ASP e da progetti PNRR). Non risultano infrastrutture alternative dirette interprovinciali e la SP16 resta l’unico collegamento essenziale anche per mezzi pesanti, pendolari e accessi sanitari, pur tra criticità persistenti (buche, frane, assenza di guard-rail, limiti di velocità e interruzioni temporanee).

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.




