Sintesi
Il nuovo presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Giuseppe Tango è stato designato prima per acclamazione e poi eletto formalmente con 31 voti e un’astensione dopo le dimissioni del predecessore Cesare Parodi. La sua nomina arriva dopo il risultato ottenuto alle elezioni del gennaio 2025 dove era stato il più votato con circa 700 preferenze. Tango annuncia l’avvio di un lavoro condiviso con tutti gli attori della giurisdizione (una nuova alba la sintesi di un nostro precedente articolo) pe la volontà di ristabilire un dialogo autentico con la politica. Il ministro Carlo Nordio riconosce il momento di tensione precedente ma si dice fiducioso nella possibilità di individuare elementi di accordo per migliorare efficienza e modernità del sistema giudiziario.

Articolo
Cambio al vertice dell’Associazione Nazionale Magistrati con l’elezione di Giuseppe Tango, 43 anni, Giudice del lavoro presso il tribunale di Palermo e rappresentante della corrente Magistratura Indipendente. L’investitura è maturata in due fasi, prima con l’acclamazione del Comitato direttivo centrale e successivamente con la votazione formale prevista dallo statuto, conclusa con 31 consensi e 1 astensione. La nomina segue le dimissioni ufficiali del precedente presidente Cesare Parodi, segnando un passaggio di consegne che si inserisce in una fase delicata nei rapporti tra magistratura e politica.

Il percorso che conduce alla presidenza trova un punto di svolta nelle elezioni del gennaio 2025 per il rinnovo del Comitato direttivo centrale dell’Anm, quando Tango risulta il Magistrato più votato a livello nazionale con circa 700 preferenze. In precedenza aveva già ricoperto ruoli di rilievo, tra cui la partecipazione alla Giunta esecutiva centrale guidata dallo stesso Parodi e la presidenza della sezione palermitana dell’Associazione. La sua candidatura è stata sostenuta dal gruppo Magistratura Indipendente e indicata dallo stesso Parodi, che ha riconosciuto il consenso raccolto tra i colleghi e la necessità di rispettare l’indicazione emersa dal voto.

Nel primo intervento dopo l’elezione, Tango ha delineato una linea improntata alla collaborazione istituzionale, sottolineando l’intenzione di lavorare con tutti i soggetti della giurisdizione per proporre soluzioni concrete ai problemi del sistema giudiziario. Ha evidenziato come l’obiettivo sia migliorare l’efficienza e la qualità della giustizia, affrontando criticità operative vissute quotidianamente nei tribunali e tentando di ricucire il rapporto con l’interlocutore politico, in una fase caratterizzata da tensioni e incomprensioni.
Sul piano istituzionale, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha accolto con favore le dichiarazioni del nuovo presidente, riconoscendo il clima di contrapposizione che ha segnato il periodo precedente ma esprimendo fiducia nella possibilità di aprire una stagione diversa. Il Guardasigilli ha parlato di una prospettiva di concordia finalizzata a costruire una giustizia più efficiente e aggiornata, ribadendo al contempo un saluto cordiale al presidente uscente Parodi.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.




