Sintesi
La Spagna è attraversata da una nuova e pesante crisi politico-giudiziaria che coinvolge il Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE) e figure centrali dell’attuale e dei precedenti governi socialisti. L’ex premier José Luis Rodríguez Zapatero è stato iscritto nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sul salvataggio pubblico della compagnia aerea Plus Ultra Líneas Aéreas durante la pandemia da Covid-19. Le accuse contestate riguardano presunti episodi di riciclaggio di denaro, traffico di influenze, falso documentale e partecipazione a organizzazione criminale. Le indagini della Unidad de Delincuencia Económica y Fiscal (Udef, Unità di Delinquenza Economica e Fiscale) ipotizzano un sistema di società schermo, consulenze ritenute fittizie e movimentazioni di denaro considerate sospette. La vicenda si intreccia con altre inchieste che stanno aumentando la pressione politica sul premier Pedro Sánchez, già alle prese con il cosiddetto “caso Koldo” e con le indagini sulla moglie Begoña Gómez. A Madrid decine di migliaia di persone sono scese in piazza contro il governo mentre l’opposizione del Partito Popolare (PP) chiede chiarimenti immediati e denuncia una crisi istituzionale senza precedenti nella recente storia democratica spagnola. Sul piano giuridico, il caso riaccende il dibattito europeo sui controlli relativi ai fondi pubblici erogati. Negli ambienti politici europei si teme che le inchieste sui vertici istituzionali possano influire anche sugli equilibri dell’UE, in un contesto già segnato da crisi economiche, tensioni geopolitiche e sfiducia verso le istituzioni. Sabato 23 maggio 2026 decine di migliaia di persone sono scese in piazza a Madrid per chiedere le dimissioni del premier Pedro Sánchez dopo le accuse di corruzione che coinvolgono esponenti del PSOE. La protesta, sostenuta da PP e Vox, si è conclusa con tensioni davanti al Palazzo della Moncloa, sede del Governo spagnolo

Articolo
“Tutta la corruzione è paese” torna a essere una formula amaramente evocata anche in Spagna, dove il sistema politico e istituzionale è stato investito da una nuova ondata di scandali che sta colpendo il Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE) e il governo guidato da Pedro Sánchez. Al centro della bufera vi è soprattutto il cosiddetto “caso Plus Ultra”, una complessa indagine giudiziaria che coinvolge l’ex presidente del Governo José Luis Rodríguez Zapatero, figura storica del socialismo iberico, accusato di presunti episodi di riciclaggio di denaro, traffico di influenze, falsificazione di documenti e appartenenza a organizzazione criminale.

L’inchiesta ruota attorno al controverso salvataggio pubblico della compagnia aerea Plus Ultra Líneas Aéreas, società con collegamenti economici e operativi con il Venezuela, che nel marzo 2021 ricevette 53 milioni di euro attraverso il fondo statale creato per sostenere imprese considerate strategiche durante la crisi sanitaria del Covid-19. Quel finanziamento, già oggetto negli anni di polemiche politiche e verifiche amministrative, è ora al centro di approfondimenti investigativi coordinati dal Tribunale centrale d’istruzione numero 4 dell’Audiencia Nacional, il principale organismo giudiziario spagnolo competente per i reati economici e di particolare rilevanza nazionale.

Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dalla Udef (Unidad de Delincuencia Económica y Fiscal, Unità di Delinquenza Economica e Fiscale della Polizia nazionale spagnola), attorno all’operazione si sarebbe sviluppata una rete di consulenze considerate sospette, società di comodo, fatturazioni ritenute irregolari e trasferimenti di denaro che gli investigatori ritengono potenzialmente finalizzati al riciclaggio di fondi pubblici. Gli agenti si sono presentati all’abitazione di Zapatero nelle prime ore del mattino notificandogli formalmente l’iscrizione nel registro degli indagati. Contestualmente sono stati perquisiti il suo studio professionale in calle Ferraz, a Madrid, e gli uffici della società Whathefav S.L., agenzia di comunicazione riconducibile alle figlie Laura e Alba Rodríguez Espinosa. La polizia spagnola avrebbe sequestrato un “tesoro” di oltre cento gioielli e orologi di lusso, per un valore stimato di 3 milioni di euro, trovato in una cassaforte nello studio privato dell’ex premier José Luis Rodríguez Zapatero.
L’operazione investigativa, denominata “Tíbet”, è stata coordinata dal giudice José Luis Calama. Secondo fonti riportate dalla stampa spagnola, tra cui il quotidiano El Confidencial, l’ex premier aveva programmato un viaggio verso Santo Domingo con successiva partenza per Caracas a bordo di un aereo privato. Le stesse fonti precisano che lo spostamento non sarebbe formalmente collegato all’indagine, anche se il viaggio sarebbe stato organizzato rapidamente dopo le indiscrezioni giornalistiche diffuse nei giorni precedenti sul coinvolgimento di Zapatero nel fascicolo investigativo.
L’ordinanza di imputazione, composta da 88 pagine, ipotizza che persone vicine all’ex capo del Governo abbiano percepito quasi 2 milioni di euro attraverso un sistema di società considerate “fantasma”, contratti di consulenza giudicati privi di reale contenuto operativo e utilizzo di prestanome. Tra i soggetti indicati dagli investigatori compare Julio Martínez Martínez, descritto come collaboratore vicino a Zapatero ed ex consulente di Plus Ultra. La sua società, Análisis Relevante S.L., avrebbe versato circa 450 mila euro all’ex presidente del Governo per presunte consulenze internazionali. La medesima società avrebbe inoltre trasferito oltre 239 mila euro alla Whathefav S.L. mediante contratti che gli investigatori ritengono simulati.
Nell’inchiesta compare anche la Summer Wind S.L., impresa di spedizioni che lavorava con Plus Ultra e che il Magistrato considera una possibile società utilizzata per triangolare i flussi economici. Secondo gli atti giudiziari, Summer Wind avrebbe ricevuto circa 4 milioni di euro dalla compagnia aerea e successivamente disposto pagamenti superiori a 213 mila euro verso la Afitta S.L., altra società collegata dagli investigatori all’entourage di Julio Martínez Martínez. Nei dispositivi telefonici sequestrati agli amministratori della compagnia sarebbero stati trovati documenti relativi ai bonifici e conversazioni interne riguardanti modifiche alle causali delle fatture.
Zapatero, che guidò la Spagna dal 2004 al 2011, dovrà comparire davanti all’Audiencia Nacional il prossimo 2 giugno. Al momento non risultano adottate misure cautelari restrittive nei suoi confronti, conserva il passaporto e può lasciare il territorio nazionale, ma la sua posizione potrebbe evolversi nelle prossime settimane sulla base degli ulteriori sviluppi istruttori.
La vicenda giudiziaria ha assunto immediatamente una dimensione politica nazionale poiché Zapatero viene considerato uno dei principali riferimenti politici e strategici dell’attuale premier Pedro Sánchez. Il Partito Popolare (PP), principale forza di opposizione conservatrice, ha attaccato duramente il Governo chiedendo chiarimenti immediati. Il segretario generale del PP Miguel Tellado ha dichiarato sul social network X che “non si parla soltanto di un ex primo ministro, ma di uno dei più influenti consiglieri politici di Sánchez”, sostenendo che il Governo debba spiegare rapidamente i rapporti esistenti con i protagonisti dell’inchiesta.
La crisi si inserisce inoltre in un contesto già fortemente deteriorato per l’esecutivo socialista. Da mesi il Governo è sotto pressione per il “caso Koldo”, relativo a presunte irregolarità nell’assegnazione di appalti pubblici durante la pandemia e collegato ad ambienti vicini all’ex ministero dei Trasporti. Parallelamente prosegue l’indagine riguardante Begoña Gómez, moglie del premier Pedro Sánchez, per presunti conflitti di interesse, appropriazione indebita e ipotesi di corruzione amministrativa. Sebbene le indagini siano ancora in corso e non vi siano condanne definitive, il cumularsi dei fascicoli giudiziari sta producendo un forte impatto sull’immagine pubblica del Governo socialista.
A Madrid si sono svolte manifestazioni di protesta con decine di migliaia di partecipanti che hanno chiesto le dimissioni del premier e denunciato una crescente sfiducia verso le istituzioni. La polarizzazione politica spagnola si è ulteriormente aggravata mentre gli osservatori internazionali e numerosi commentatori europei sottolineano come la Spagna stia vivendo una delle fasi più delicate degli ultimi anni sul piano politico e giudiziario.
Sul piano giuridico, il caso richiama anche il dibattito europeo sulla gestione dei fondi pubblici straordinari erogati durante l’emergenza pandemica. Negli ultimi anni diversi organismi comunitari hanno intensificato i controlli sull’utilizzo delle risorse pubbliche destinate al sostegno delle imprese strategiche e dei sistemi economici nazionali. In Spagna il caso Plus Ultra era già stato oggetto di verifiche da parte del Tribunal de Cuentas (Corte dei Conti spagnola) e di interrogazioni parlamentari promosse dall’Opposizione.
In Italia, diversi commentatori politici e costituzionalisti hanno osservato come le vicende spagnole ripropongano interrogativi comuni alle democrazie occidentali sul rapporto tra politica, potere economico e gestione delle emergenze pubbliche. Negli ambienti politici europei viene inoltre evidenziato come le inchieste giudiziarie che coinvolgono figure di vertice possano avere ripercussioni anche sugli equilibri dell’Unione Europea (UE), soprattutto in una fase segnata da tensioni economiche, conflitti geopolitici e crescente sfiducia dei cittadini verso le istituzioni tradizionali.
Nel collage dell’immagine di copertina, la manifestazione di sabato 23 maggio 2026 almeno 40 mila persone, secondo le stime del Governo locale mentre gli organizzatori parlano di 120 mila partecipanti, sono scese in piazza a Madrid per chiedere le dimissioni del premier Pedro Sánchez e il ritorno alle urne anticipate dopo le accuse di corruzione che hanno colpito esponenti del PSOE (Partito Socialista Operaio Spagnolo). La manifestazione, promossa da oltre 150 associazioni civiche riunite nella Sociedad Civil Española e sostenuta dal Partito Popolare (PP) e da Vox, si è conclusa con tensioni quando un gruppo di attivisti ha tentato di avvicinarsi al Palazzo della Moncloa, sede della Presidenza del Governo spagnolo, venendo respinto dalla Polizia antisommossa.
Nota
In ottemperanza al diritto di cronaca tutelato dalla Costituzione, si precisa che, dato lo stadio di indagini in corso, ogni persona eventualmente coinvolta è da considerarsi innocente fino a una sentenza definitiva che accerti la sua colpevolezza.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









