Sintesi
Messinaservizi Bene Comune è stata costituita nel 2017 come società interamente controllata dal Comune di Messina ed è diventata operativa nel marzo 2018. Ha ricevuto la gestione del ciclo integrato dei rifiuti, della raccolta differenziata, della pulizia delle strade e delle spiagge e degli altri servizi legati all’igiene e al decoro urbano.

Salvo Puccio ha assunto nel dicembre 2022 la direzione generale di Palazzo Zanca, dopo avere ricoperto diversi incarichi tecnici e amministrativi negli Enti pubblici e nelle partecipate messinesi. Ha concluso quell’esperienza il 27 febbraio 2026, in coincidenza con la cessazione anticipata dell’Amministrazione guidata da Federico Basile.

Alle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio si era candidato a sindaco di Giardini Naxos con Sud chiama Nord. Ha ottenuto 2.457 voti, pari al 46,26%, mentre Agatino Salvatore Bosco è stato eletto con 2.745 preferenze e il 51,69%. La differenza è stata di 288 voti, corrispondente a 5,43 punti percentuali calcolati sui voti attribuiti ai 2 candidati e a 3,43 punti rispetto alle percentuali ufficiali complessive.

Il progetto elettorale del geologo aveva previsto la riorganizzazione del Comune, la digitalizzazione degli uffici, la rigenerazione del lungomare, una nuova pianificazione urbanistica, parcheggi, mobilità, difesa della costa, rilancio del porto, destagionalizzazione turistica e servizi integrati con Taormina. La sua elettorale campagna era stata presentata come una netta discontinuità rispetto agli equilibri amministrativi locali.
Il 29 giugno la società dei rifiuti aveva avviato la selezione pubblica per il nuovo direttore generale. Sono state presentate 4 candidature, una delle quali è stata esclusa per carenza dei requisiti. Dei 3 aspiranti convocati per il colloquio del 27 luglio, 2 non si sono presentati e il solo partecipante è stato valutato potenzialmente idoneo. Il 29 luglio gli organi societari hanno deliberato la nomina per un incarico triennale.
Articolo
Salvo Puccio (geologo e dirigente pubblico, già direttore generale del Comune di Messina e candidato a sindaco con Sud chiama Nord) è tornato in un incarico di vertice assumendo la direzione di Messinaservizi Bene Comune S.p.A. (società per azioni), l’azienda interamente pubblica che gestisce il ciclo dei rifiuti a Messina. Il mandato avrà una durata di 3 anni, con la possibilità di rinnovo prevista dall’avviso pubblico, e gli affiderà il coordinamento tecnico, amministrativo, finanziario e organizzativo di una delle strutture più importanti del sistema comunale.
La nomina è arrivata dopo le dimissioni di Michele Trimboli (ingegnere e direttore generale uscente della partecipata) e al termine di una procedura avviata il 29 giugno. Alla selezione hanno partecipato 4 candidati; uno è stato escluso per mancanza dei requisiti richiesti; 3 sono stati ammessi al colloquio; 2 non si sono presentati e sono decaduti dalla procedura; l’unico concorrente intervenuto è stato giudicato dalla commissione “potenzialmente idoneo”. Quest’ultima non ha quindi proclamato direttamente un vincitore né formato una graduatoria, ma ha trasmesso le proprie conclusioni agli organi societari, ai quali è spettata la decisione definitiva formalizzata il 29 luglio.
La procedura ha applicato le disposizioni sul reclutamento nelle società controllate dagli enti pubblici, che impongono trasparenza, pubblicità, imparzialità e criteri verificabili. Il bando ha inoltre recepito il decreto legislativo 7 maggio 2026, n. 96, entrato in vigore il 7 giugno e adottato per attuare la normativa europea sulla trasparenza delle retribuzioni. La RAL (retribuzione annua lorda) iniziale è stata indicata a partire da 76.112 euro e fino al limite stabilito dallo statuto societario, secondo il CCNL (Contratto collettivo nazionale di lavoro) applicabile ai dirigenti. Nelle fonti ufficiali consultate non risultano, al momento, ricorsi o pronunce giudiziarie riguardanti questa specifica nomina.
La società è nata da una deliberazione del Consiglio comunale approvata il 13 febbraio 2017 ed è stata formalmente costituita il 31 marzo dello stesso anno. Il contratto di servizio è stato sottoscritto il 27 luglio e l’attività operativa è iniziata il 1° marzo 2018. Si tratta di una struttura “in house providing” (affidamento interno a una società controllata dall’Ente pubblico), con il Comune come unico socio. Oltre alla raccolta porta a porta e differenziata, svolge la pulizia delle strade, delle spiagge e dei mercati, la rimozione delle discariche abusive, la scerbatura e la conduzione dei centri comunali di raccolta.
Il ritorno del dirigente nel sistema amministrativo messinese è avvenuto pochi mesi dopo la conclusione anticipata del precedente incarico a Palazzo Zanca. Federico Basile (sindaco di Messina sostenuto da Sud chiama Nord e da liste civiche) aveva presentato le dimissioni il 7 febbraio 2026 e ha cessato le funzioni alla mezzanotte del 27 febbraio. Nella stessa giornata anche il direttore generale aveva salutato i dipendenti comunali, chiudendo il rapporto collegato a quella fase amministrativa. Successivamente il primo cittadino è stato rieletto e il tecnico è tornato nell’orbita dell’Amministrazione, non attraverso un reintegro automatico o una chiamata fiduciaria, ma in seguito alla selezione promossa dalla partecipata.
Nel periodo intermedio Puccio ha affrontato direttamente la competizione politica a Giardini Naxos (comune della costa ionica della città metropolitana di Messina, in Sicilia), proponendosi alla guida del paese nel quale è cresciuto. Agatino Salvatore Bosco (diplomato, già vicesindaco e candidato sostenuto da una coalizione trasversale formata da forze del centrodestra, Partito democratico e componenti civiche) ha prevalso con 2.745 voti e il 51,69%. Il candidato di Sud chiama Nord si è fermato a 2.457 preferenze e al 46,26%, con una distanza di appena 288 voti. La partecipazione è stata del 56,04%, con 5.439 votanti sui 9.705 aventi diritto.
Lo scarto è stato contenuto, ma la differenza tra le 2 proposte è apparsa politicamente marcata. Il programma del geologo non si era limitato alla gestione ordinaria. Aveva annunciato la riorganizzazione della macchina comunale, la digitalizzazione dei procedimenti, l’adozione del PUG (Piano urbanistico generale), la rigenerazione del lungomare, nuovi parcheggi, la trasformazione della linea ferroviaria in un sistema di mobilità leggera, il potenziamento della rete idrica e fognaria, la difesa della costa, una diversa utilizzazione del porto, il raggiungimento della Bandiera Blu, il rilancio del parco archeologico e la costruzione di un sistema turistico coordinato con Taormina.
È quindi possibile sostenere, come valutazione politica e non come verità dimostrata, che una parte dell’elettorato abbia considerato quel disegno troppo rivoluzionario per gli assetti di Giardini Naxos. La proposta prevedeva molti interventi strutturali, tempi accelerati, una profonda revisione dell’organizzazione comunale e l’esportazione del cosiddetto “modello Messina”. Anche il linguaggio della campagna ha accentuato la contrapposizione, parlando di risveglio dal torpore amministrativo, apertura dei “cassetti” comunali e superamento della conservazione. Cateno De Luca (deputato regionale e leader di Sud chiama Nord) ha definito esplicitamente la candidatura un “progetto di discontinuità”.
Un programma così ampio può avere suscitato entusiasmo tra quanti chiedevano una svolta rapida, ma anche prudenza fra gli elettori più legati agli equilibri locali, alla gradualità degli interventi e a figure politiche già conosciute sul territorio. Può avere inciso anche la percezione di un progetto strettamente collegato alla leadership di De Luca e all’asse Naxos-Taormina, mentre lo schieramento avversario si è presentato come una coalizione più larga, composta da sensibilità politiche differenti e da numerosi esponenti radicati nella comunità. Forse anche un po’ più di empatia avrebbe favorito il programma pucciano. Questa resta tuttavia una valutazione interpretativa, poiché il voto non permette di stabilire con certezza le motivazioni individuali degli elettori.
Il 46,26% ottenuto impedisce, inoltre, di parlare di una bocciatura netta del programma. Quasi metà degli elettori che hanno espresso una preferenza per i candidati principali ha sostenuto la proposta di cambiamento. Il risultato descrive piuttosto un paese diviso tra un progetto di trasformazione accelerata e una coalizione percepita come più trasversale, rassicurante e tradizionale alle consuetudini amministrative locali. Se le idee fossero state semplicemente respinte perché eccessive, il distacco sarebbe stato presumibilmente più ampio. I 288 voti indicano invece che il disegno politico è arrivato molto vicino alla vittoria, pur non riuscendo a superare le resistenze e la maggiore capacità aggregativa del fronte concorrente.
Dopo lo scrutinio, il candidato sconfitto ha dichiarato di non disconoscere né il metodo né i contenuti della propria proposta e ha annunciato un’opposizione costruttiva e propositiva in Consiglio comunale. Ha continuato a sostenere la necessità di liberare il paese dall’immobilismo politico e amministrativo, riconoscendo nello stesso tempo il risultato dell’avversario. Queste parole confermano che la candidatura non è stata intesa come una parentesi occasionale, ma come un impegno politico destinato a proseguire anche fuori dalla carica di sindaco.
La nuova responsabilità nella società dei rifiuti riporta adesso il dirigente soprattutto sul terreno tecnico. La gestione dell’igiene urbana richiederà il coordinamento del personale, il controllo dei costi, il miglioramento della raccolta differenziata, la programmazione dei servizi e un rapporto costante con l’Amministrazione e con i cittadini. L’esperienza accumulata negli Enti pubblici può rappresentare un vantaggio, ma il settore è anche uno dei più esposti al giudizio quotidiano della popolazione. Il ritorno in sella non cancella dunque la sconfitta elettorale di Giardini Naxos. La trasforma, però, in un passaggio intermedio tra un’esperienza politica arrivata a 288 voti dalla vittoria e una nuova prova amministrativa in un ambito decisivo per la città dello Stretto.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









