Sintesi
Per i Giochi invernali Milano Cortina 2026 sono stati destinati ingenti fondi pubblici e privati, con circa 400 milioni di euro investiti da Simico (Società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 S.p.A.) negli impianti sportivi e un totale di circa 635 milioni assorbiti dalle venue (termine inglese: strutture, arene, stadi o edifici progettati per ospitare competizioni, allenamenti e attività motorie, sia a livello professionistico che dilettantistico), mentre il principio di sostenibilità del Cio (Comitato Olimpico Internazionale) ha favorito l’utilizzo e la riqualificazione di strutture già esistenti, limitando le nuove costruzioni. Accanto agli impianti sportivi, molte infrastrutture non saranno pronte per le Olimpiadi 2026; il Dpcm dell’8 settembre 2023 ha affidato a Simico la gestione di un piano da 3,5 miliardi di euro per venue e opere, con Simico come stazione appaltante principale (e in alcuni casi Provincia di Trento, Ferrovie Nord Milano o Rfi). Si delinea un’eredità post-olimpica ancora incerta, alimentando il dibattito politico e istituzionale sulla gestione, sui costi aggiuntivi e sulla reale efficacia degli investimenti.

Articolo
Per i Giochi invernali 2026, che coinvolgono Lombardia, Veneto e le Province autonome di Trento e Bolzano, sono stati destinati circa 400 milioni di euro agli interventi di Simico (Società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 S.p.A.) sugli impianti sportivi, a fronte di 98 opere previste, delle quali solo 40 risultano completate mentre le restanti sono destinate a essere concluse negli anni successivi. Gli impianti sportivi dei Giochi sono complessivamente 12 e rispondono al principio di sostenibilità promosso dal Cio (Comitato Olimpico Internazionale), che ha orientato le scelte verso l’utilizzo prevalente di siti già specializzati, come Anterselva per il biathlon, cogliendo l’occasione olimpica per riqualificare strutture esistenti e migliorarne funzionalità ed efficienza. In termini di nuove costruzioni, l’unica realizzata ex novo è l’arena di Santa Giulia a Milano.

Nel complesso, le venue sportive (termine inglese: strutture, arene, stadi o edifici progettati per ospitare competizioni, allenamenti e attività motorie, sia a livello professionistico che dilettantistico) hanno assorbito circa 635 milioni di euro. Simico, società partecipata dai ministeri dell’Economia e delle Infrastrutture con il 35% ciascuno, dalle Regioni Lombardia e Veneto con il 10% ciascuna e dalle Province autonome di Trento e Bolzano con il 5% ciascuna, ha investito 360 milioni di fondi pubblici tra Cortina d’Ampezzo, Anterselva, Bormio, Tesero, Livigno e Predazzo. A queste risorse si sommano i fondi potenzialmente a carico di Governo, Regione Lombardia e Comune di Milano per gli extracosti della “Santagiulia Ice Hockey Arena”, impianto da 16mila posti destinato alle gare di hockey su ghiaccio, realizzato dal gruppo tedesco Eventim (società di intrattenimento) con un investimento privato di 180 milioni di euro. L’aumento dei prezzi delle materie prime ha generato extracosti stimati in circa 90 milioni, coperti solo in parte dal Decreto Sport di agosto 2025 con uno stanziamento di 21 milioni e dal cosiddetto decreto “Anticipi” di novembre, che ha aggiunto ulteriori 30 milioni. Terminati i Giochi, l’impianto sarà destinato a eventi sportivi e concerti.

Sempre a Milano, nell’area di Rho che ospitò Expo oltre 10 anni fa, sono state realizzate la “Milano Rho Ice Hockey Arena”, con 4mila posti per le competizioni di hockey su ghiaccio nei padiglioni 22-24, e il “Milano Speed Skating Stadium” da 7.500 spettatori per il pattinaggio di velocità nei padiglioni 13-15. L’investimento sostenuto da Fondazione Fiera Milano è stato pari a 25 milioni di euro. Dopo l’Olimpiade, i padiglioni 13 e 15, unificati e rinominati “Live Dome”, diventeranno la più grande arena indoor europea per concerti ed eventi sportivi, con una capienza fino a 45mila persone, pronta nel 2027 dopo una riconversione dal costo di 12 milioni. Il Forum di Assago, denominato “Milano Ice Skating Arena”, ospiterà invece le gare di pattinaggio artistico e short track.
A Cortina d’Ampezzo gli investimenti per le opere sportive hanno raggiunto 157,4 milioni di euro. La nuova pista “Eugenio Monti”, lo Sliding Centre per bob, slittino e skeleton, è costata 127 milioni, mentre l’ampliamento e l’adeguamento degli spogliatoi, insieme alla manutenzione straordinaria della copertura del Cortina Olympic Stadium, sede delle competizioni di curling, hanno comportato una spesa di 22,2 milioni. Per il miglioramento delle piste da sci delle Tofane sono stati destinati 8,6 milioni.
In Val di Fiemme gli investimenti sportivi hanno superato i 66 milioni di euro. A Tesero, dove si disputeranno le gare di sci di fondo, sono stati ridisegnati i tracciati, potenziati gli impianti di illuminazione e innevamento e rinnovate la palazzina del centro federale, le tribune fino a 9mila posti e gli spogliatoi, per un costo complessivo di 17,5 milioni, finanziato in larga parte dalla Provincia autonoma di Trento e per la restante quota con fondi statali. A Predazzo la spesa è stata pari a 48,5 milioni, finanziata per metà dalla Provincia di Trento e per metà dallo Stato, con la completa ricostruzione dei trampolini per il salto con gli sci e la combinata nordica, l’allungamento delle strutture fino a 109 metri per il trampolino piccolo e 143 per quello grande, oltre al miglioramento dello stadio Giuseppe Dal Ben con nuovi sistemi di illuminazione e innevamento, la torre dei giudici e tribune per 4.500 spettatori.
Ad Anterselva, per la riqualificazione dell’Alto Adige Arena, sono stati investiti 58,4 milioni di euro, ripartiti equamente tra la Provincia autonoma di Bolzano e lo Stato. Lo storico stadio del biathlon è stato modernizzato con interventi sul poligono di tiro, sui sistemi di illuminazione e informatici e sul tracciato, oltre alla realizzazione di un deposito per le munizioni, un poligono di allenamento e un tratto ghiacciato per i test degli sci. La tribuna principale è stata ampliata fino a una capienza di 14.500 posti e, per garantire l’innevamento programmato, è stato costruito un bacino artificiale dal costo di 5 milioni.
In Valtellina, per le sedi delle gare, gli investimenti complessivi hanno raggiunto 78,1 milioni di euro. A Bormio, dove è previsto lo sci alpino maschile, l’adeguamento dello “Stelvio Alpine Centre” ha richiesto 31,6 milioni, di cui 20 destinati all’impianto di innevamento e la restante parte alla sistemazione dei tracciati e delle zone di partenza, anche in vista delle competizioni di sci alpinismo al debutto olimpico. A Livigno, tra “Snow Park” e “Aerials Moguls”, sedi delle gare di snowboard e freestyle (stile libero), sono stati spesi 46,5 milioni.
Accanto agli impianti sportivi, resta aperta la questione delle opere infrastrutturali, molte delle quali non saranno completate in tempo per l’Olimpiade. Il Dpcm (Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri) dell’8 settembre 2023 ha affidato a Simico la gestione di un piano complessivo da 3,5 miliardi di euro per infrastrutture e venue sportive. La stazione appaltante è prevalentemente Simico, ma in alcuni casi intervengono la Provincia autonoma di Trento o società come Ferrovie Nord Milano e Rfi (Rete ferroviaria italiana). Il cronoprogramma prevede 98 interventi complessivi, di cui 47 sportivi e 51 infrastrutturali, con 40 opere già concluse, 29 in fase di realizzazione, 27 in progettazione e 2 in gara, registrando negli ultimi mesi una certa accelerazione. Le opere più onerose saranno tuttavia ultimate solo dopo i Giochi, in un arco temporale che va dal 2027 al 2033.
In Veneto il ritardo delle opere promesse è particolarmente evidente. La variante di Longarone e quella di Cortina, che insieme assorbono quasi 1 miliardo di investimenti, saranno completate entrambe solo nel 2033. La variante di Longarone, dal valore stimato di 439 milioni, ha appena superato l’iter autorizzativo e i lavori per la realizzazione della strada di 11,2 chilometri, di cui 1,6 in galleria, dovrebbero iniziare nell’aprile 2026 e concludersi nell’aprile 2029. Ancora più complesso il percorso della galleria di Cortina, destinata ad alleggerire il traffico cittadino, con un primo lotto da 21 milioni previsto per giugno 2026, un lotto 1 senza date certe e un lotto 2 rinviato al 2032, per un valore complessivo di 535 milioni e 4,7 chilometri di tracciato.
In Lombardia, tra le opere non completate per i Giochi, spiccano la tangenziale di Sondrio, la variante di Trescore-Entratico in provincia di Bergamo e l’adeguamento ferroviario Sondrio-Tirano, interventi che avrebbero potuto ridurre in modo significativo il traffico verso le sedi sportive. La variante di Trescore-Entratico, dal valore di 48 milioni, potrebbe essere completata nel 2029; la tangenziale di Sondrio, dal costo di 43,5 milioni, è prevista per ottobre 2027; la soppressione dei passaggi a livello sulla strada statale 38 lungo la linea ferroviaria Sondrio-Tirano, opera da 66 milioni, potrebbe essere ultimata nell’aprile 2027, salvo ulteriori aggiornamenti del cronoprogramma.
Tra le altre opere di rilievo non concluse in tempo rientrano la variante di Vercurago, in provincia di Lecco, dal valore di 253 milioni, la cui conclusione è prevista per agosto 2033 a causa di criticità geologiche che avevano già interrotto i lavori nel 2018, e la galleria artificiale di Ponte di Legno, dal costo di 62,6 milioni, che non sarà pronta prima del 2029. Il quadro complessivo restituisce l’immagine di un’Olimpiade sostenuta da importanti investimenti sportivi, ma accompagnata da un’eredità infrastrutturale che si dispiegherà solo negli anni successivi all’evento, alimentando un dibattito ancora aperto sull’efficacia e sulla tempistica delle scelte compiute.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.





