Sintesi
La Lombardia è destinataria di circa 1,7 miliardi per le Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, ma delle 29 opere previste solo 11 risultano ultimate mentre le più onerose saranno completate tra il 2027 e il 2033. Il quadro generale delineato da Simico ( Società Infrastrutture Milano Cortina 2020 – 2026 S.p.A) evidenzia 98 interventi complessivi tra impianti sportivi e infrastrutture con una parte ancora in progettazione o in gara. Le principali opere lombarde, tra cui varianti stradali, collegamenti ferroviari e soppressione di passaggi a livello, presentano cronoprogrammi posticipati rispetto all’evento olimpico. Gli interventi già chiusi riguardano soprattutto siti di gara e sistemazioni funzionali, mentre alcuni progetti simbolici restano senza una scadenza definita.

Articolo
L’assegnazione dei Giochi olimpici invernali di Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 ha determinato per la Lombardia un volume di investimenti pari a circa 1,7 miliardi, configurando una delle più consistenti operazioni infrastrutturali degli ultimi anni nel Nord Italia. Tuttavia, l’analisi dello stato di avanzamento evidenzia uno scarto temporale tra l’evento sportivo e la piena disponibilità delle opere programmate.

Secondo i dati della società Società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 (una società in-house del Ministero delle Infrastrutture, istituita nel 2021 per progettare, affidare e realizzare le opere pubbliche necessarie ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026), incaricata quale stazione appaltante e soggetto attuatore di una parte significativa degli interventi, in Lombardia risultano 29 opere complessive. Di queste 11 sono concluse, 6 sono in fase esecutiva e 11 si trovano ancora allo stadio progettuale. Il cronoprogramma indica che molte infrastrutture di maggiore impegno finanziario saranno ultimate solo in un arco temporale successivo ai Giochi, con scadenze comprese tra il 2027 e il 2033, mentre per taluni interventi non sono ancora fissate date definitive.

Nel quadro generale dei territori coinvolti dall’evento, le opere totali ammontano a 98, suddivise tra 47 impianti sportivi e 51 infrastrutture di mobilità e servizio. Alla data più recente risultano 40 interventi completati, 29 in realizzazione, 27 in progettazione e 2 in fase di gara. Questo assetto conferma una tendenza diffusa: le opere funzionali alle competizioni sono in larga parte prioritarie, mentre quelle di più ampia ricaduta territoriale matureranno nel medio periodo.
In Lombardia, tra le infrastrutture viarie ancora in corso figura la variante di Trescore Entratico (un’importante opera infrastrutturale, spesso citata nel contesto della Statale 42 del Tonale e della Mendola in provincia di Bergamo), con un costo di 48 milioni e una conclusione ipotizzata nel 2029. La tangenziale di Sondrio (un’importante opera infrastrutturale, parte del piano per i Giochi Olimpici invernali Milano-Cortina 2026, volta a decongestionare il traffico del capoluogo valtellinese sulla S.S. 38), dal valore di 43,5 milioni, dovrebbe essere completata nell’ottobre 2027. Di rilievo economico è la variante di Vercurago, tratta Lecco Bergamo, per 253 milioni, con ultimazione programmata ad agosto ma con slittamento complessivo fino al 2033 dopo le criticità geologiche che avevano già determinato una sospensione dei lavori nel 2018. L’opera non è direttamente collegata alle gare del 2026 ma incide sui collegamenti verso le aree montane.
Tra gli interventi non ancora conclusi compare la galleria artificiale di Ponte di Legno (un importante progetto infrastrutturale, iniziato nel 2021, che prevede l’interramento di un tratto della Strada Statale 42 in località Cida), per 62,6 milioni, con orizzonte temporale non anteriore al 2029. Si aggiunge la soppressione dei passaggi a livello lungo la strada statale 38 in corrispondenza della linea ferroviaria Sondrio Tirano, intervento da 66 milioni con termine previsto ad aprile 2027. In ambito ferroviario è in fase di completamento il collegamento tra il Terminal 2 dell’aeroporto di Malpensa e la linea del Sempione gestita da Rfi (Rete ferroviaria italiana), per una lunghezza di 4,6 chilometri e un investimento di 264,5 milioni. La stazione appaltante è Ferrovie Nord Milano e la chiusura dei lavori di finitura è indicata per marzo.
Le opere già ultimate in Lombardia riguardano prevalentemente i siti sportivi. A Bormio è stata riqualificata l’area di accesso alla venue di gara “Stelvio Alpine Centre” per 1,26 milioni. A Livigno è stato realizzato il parcheggio interrato in località Bondi per 36 milioni ed è stata completata la venue “Livigno Aerials Moguls” con sistemazione delle aree, dei tracciati e degli impianti di risalita per 5,4 milioni. Nella provincia di Sondrio sono stati eseguiti interventi di potenziamento viario con rifacimento di incroci e aree di accesso per oltre 33,6 milioni.
Restano invece in fase progettuale interventi con valenza territoriale più ampia, come quelli sugli immobili pubblici nel Comune di Livigno, per un fabbisogno stimato di 6 milioni. Inseriti nel dossier olimpico iniziale, tali lavori non presentano al momento una data certa di avvio o conclusione secondo il cronoprogramma disponibile.
Il quadro normativo di riferimento comprende le disposizioni speciali adottate con decreto legge per la governance dell’evento e la disciplina acceleratoria per le opere connesse, nonché le successive modifiche legislative volte a garantire tempi più rapidi di affidamento e realizzazione. La Corte dei conti, nelle relazioni di monitoraggio sugli investimenti pubblici, ha richiamato l’esigenza di un costante controllo sui cronoprogrammi e sull’equilibrio tra costi preventivati e spesa effettiva. Esponenti istituzionali regionali hanno più volte sottolineato che l’eredità infrastrutturale costituirà una “rendita nel tempo”, evidenziando come l’impatto economico più consistente si manifesterà negli anni successivi al 2026, quando le opere più onerose saranno finalmente operative.
In definitiva, la Lombardia si conferma tra le principali beneficiarie delle risorse olimpiche, ma la materializzazione completa degli effetti infrastrutturali appare differita rispetto alla celebrazione dei Giochi, delineando un investimento strutturale con ritorni attesi nel medio e lungo periodo piuttosto che nell’immediato.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.





