Sintesi
La Lombardia ha approvato nel maggio 2026 un nuovo piano da 91 milioni di euro per ridurre le liste d’attesa nella sanità pubblica, confermando l’estensione degli orari ambulatoriali fino alle 20 e il sabato mattina. Le risorse saranno distribuite tra strutture pubbliche e private accreditate per aumentare prestazioni, recuperare ricoveri arretrati e rafforzare la digitalizzazione sanitaria. Negli ultimi anni la Regione aveva già investito decine di milioni di euro sul medesimo obiettivo, ma persistono rallentamenti legati al Cup unico regionale, alla carenza di integrazione tra pubblico e privato e all’eccesso di prescrizioni inappropriate. Il tema resta centrale anche nel dibattito nazionale, sostenuto dalle recenti norme governative sulle liste d’attesa e dalle verifiche di Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali). In Sicilia è in corso un confronto tra: Corte dei conti che contestato i dati forniti dalla Regione Siciliana sul recupero delle prestazioni arretrate e valutato possibili restrizioni temporanee all’attività privata ospedaliera; Regione Siciliana che difende il rispettivo operato richiamando il decreto assessoriale del 7 marzo 2014, aggiornato nel 2026; e Sindacati e Ordini professionali attribuiscono invece le criticità alla carenza di personale, ai ritardi dei Cup (Centro unico di prenotazione) e agli insufficienti investimenti tecnologici. Nel frattempo nell’Isola non cambia al solito pressoché nulla per il cittadino comune: deve attendere.

Articolo
La Regione Lombardia rilancia il piano per contenere le liste d’attesa nella sanità con un nuovo stanziamento da 91 milioni di euro approvato dalla Giunta regionale nel maggio 2026 su proposta dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso. Il provvedimento punta a incrementare l’offerta sanitaria, ampliare gli orari di attività degli ambulatori e recuperare l’arretrato accumulato negli ultimi anni, soprattutto dopo le difficoltà organizzative e assistenziali emerse nel periodo post pandemico.

Le risorse economiche vengono ripartite su tre direttrici principali. Una quota pari a 61 milioni di euro finanzia il piano operativo regionale, con 41 milioni destinati alle strutture pubbliche e 20 milioni agli operatori privati accreditati. Altri 10 milioni serviranno per bandi e manifestazioni di interesse rivolte ai soggetti privati, mentre ulteriori 20 milioni saranno utilizzati per recuperare i ricoveri ancora presenti nelle liste d’attesa al 1° gennaio 2026. Complessivamente, 52 milioni andranno agli erogatori pubblici e 39 milioni ai privati convenzionati con il Servizio sanitario regionale.

Il piano conferma inoltre l’estensione delle attività ambulatoriali nella fascia pomeridiana dalle 16 alle 20 e l’apertura del sabato mattina per visite specialistiche e diagnostica. Gli enti sanitari pubblici dovranno garantire mensilmente almeno il 70% dei volumi di prestazioni erogati nei corrispondenti mesi del 2025, mantenendo come parametro il livello massimo raggiunto tra il 2024 e il 2025. Il raggiungimento degli obiettivi sulle liste d’attesa diventerà anche uno degli indicatori di valutazione per i direttori generali delle aziende sanitarie lombarde.
L’intervento del 2026 rappresenta la prosecuzione di una strategia avviata già negli anni precedenti. Nel 2023 la Regione aveva stanziato circa 43 milioni di euro per incrementare l’offerta sanitaria, con 25 milioni riservati alle strutture pubbliche e 18 milioni ai privati accreditati. Nel 2024 erano poi arrivati ulteriori finanziamenti fino a raggiungere circa 84 milioni complessivi destinati al recupero delle prestazioni arretrate, al potenziamento dei servizi territoriali e al coinvolgimento delle Ats (Agenzie di tutela della salute).
Parallelamente, il Governo nazionale guidato dal ministro della Salute Orazio Schillaci ha approvato nel 2024 il decreto legge sulle liste d’attesa, introducendo controlli più severi sui tempi di prenotazione, nuovi poteri sostitutivi statali e misure per aumentare trasparenza e monitoraggio. Secondo l’assessore Bertolaso, il modello lombardo del Cup unico integrato tra pubblico e privato avrebbe rappresentato uno dei riferimenti principali per l’impianto normativo nazionale.
Proprio il Cup unico regionale continua tuttavia a rappresentare uno dei punti più delicati del sistema lombardo. I dati diffusi nei primi mesi del 2026 mostrano infatti una diffusione ancora limitata della piattaforma centralizzata. Il servizio risultava pienamente attivo soltanto in 12 Asst (Aziende socio-sanitarie territoriali) su 27, in 2 Irccs (Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico) pubblici su 5 e in appena 8 strutture private su circa 400 convenzionate con il sistema sanitario regionale. Le prenotazioni effettuate tramite il nuovo portale hanno superato quota 3,3 milioni, ma quelle riferite al comparto privato sono rimaste inferiori a 150mila.
Accanto agli investimenti economici resta poi il tema dell’appropriatezza prescrittiva, considerato da molti osservatori uno dei nodi centrali del problema. Sindacati, dirigenti sanitari e associazioni di categoria sottolineano da tempo come una parte consistente delle richieste di visite ed esami specialistici venga effettuata senza reale necessità clinica, determinando un sovraccarico del sistema sanitario e tempi più lunghi per i pazienti che necessitano realmente di cure rapide. Il confronto coinvolge soprattutto la medicina territoriale e la gestione delle prescrizioni da parte dei medici di base.
Nel frattempo la Regione Lombardia sostiene che i primi risultati della nuova cabina di regia sulle liste d’attesa stiano producendo miglioramenti concreti. I dati diffusi nell’aprile 2026 indicano un incremento delle prestazioni erogate entro i tempi previsti, con un aumento del 21% per le prestazioni urgenti in classe B e dell’11% per quelle differibili in classe D. Nel confronto tra aprile 2025 e aprile 2026, le prestazioni garantite entro 10 giorni sono passate dal 58% al 79%, mentre quelle da eseguire entro 30 o 60 giorni sono salite dal 64% al 75%. Secondo Guido Bertolaso, “i risultati dimostrano che il percorso intrapreso è corretto e che il sistema sanitario regionale sta migliorando concretamente l’accesso alle cure”. Anche il presidente della Regione Attilio Fontana ha ribadito più volte che la riduzione delle liste d’attesa rappresenta una priorità assoluta per la Lombardia, soprattutto in vista dell’aumento della domanda sanitaria legata all’invecchiamento della popolazione e alle nuove fragilità sociali.
In Sicilia, l’audizione svolta nel maggio 2026 davanti alla Corte dei Conti dell’Isola ha riacceso il confronto sulla gestione delle liste d’attesa nella sanità regionale e sull’attività libero-professionale intramuraria dei medici, detta intramoenia. I Magistrati contabili hanno contestato i dati trasmessi dalla Regione Siciliana sul recupero delle prestazioni arretrate e hanno ipotizzato anche misure restrittive temporanee sull’attività privata svolta negli ospedali pubblici. La Regione ha replicato richiamando il decreto assessoriale del 7 marzo 2014 firmato dall’allora assessore Lucia Borsellino e dal dirigente Salvatore Sammartano, aggiornato nel 2026 dall’assessore Daniela Faraoni.
I sindacati medici e gli Ordini professionali hanno espresso forte contrarietà a eventuali limitazioni dell’intramoenia sostenendo che le cause reali delle liste d’attesa siano legate alla carenza di personale, alla disorganizzazione dei Cup (Centro Unico di Prenotazione) e alla mancanza di investimenti tecnologici. La Corte dei Conti continua a monitorare il sistema sanitario regionale dopo il dossier di 101 pagine pubblicato tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 che evidenziava anomalie nei dati sulle liste d’attesa e carenze nei controlli sull’attività libero-professionale. Restano aperti il confronto politico, il nodo delle assunzioni e il rischio di una migrazione crescente dei medici verso il settore privato. Intanto anche e specialmente nella Sanità, i comuni cittadini continuano annosamente a patire le croniche inefficienze della Politica siciliana.

Giornalista pubblicista, ex direttore di una precedente testata e attuale direttore di Mediterranea24.









