Pugno, ruspa, arresti e tragedie, 9 vicende dalla Sicilia alle cronache d’Italia

Il pugno mortale a Fossacesia e il raid a Mazzarino aprono una sequenza di indagini su violenze, incidenti e morti che attraversa l’Isola e la Penisola

Sintesi

Nella notte tra l’8 e il 9 agosto 2026, sul lungomare di Fossacesia, Diomede Barchiesi è intervenuto durante una lite che coinvolgeva alcuni dei suoi figli. Un giovane lo ha colpito al volto con un pugno, facendolo cadere sull’asfalto. Il 50enne è morto il 14 agosto, dopo 5 giorni di ricovero, e il reato contestato è stato aggiornato in omicidio preterintenzionale. È stata inoltre avviata la procedura per donare gli organi. In termini semplici, l’indagato avrebbe voluto colpire l’uomo ma, secondo la nuova accusa, avrebbe provocato una conseguenza mortale non intenzionale.

Alle 3:30 del 14 agosto 2026 circa 10 persone con il volto coperto hanno utilizzato un mezzo da cantiere per sfondare l’ingresso di una gioielleria nel centro storico di Mazzarino. Sono stati sottratti soprattutto monili di bigiotteria, mentre la cassaforte è rimasta nel negozio. L’edificio ha riportato danni rilevanti e il macchinario è stato abbandonato sul posto. Un assalto simile era avvenuto il 22 luglio a Palazzolo Acreide. Il gruppo ha demolito parte dell’immobile, ma non è riuscito a impadronirsi dei beni più preziosi.

A Barcellona Pozzo di Gotto i Carabinieri hanno rintracciato un 37enne ricercato dal 30 luglio. L’uomo era destinatario di una misura cautelare per presunti atti persecutori contro l’ex moglie e per ipotesi di estorsione e rapina ai danni di un vicino dei familiari della donna. Dopo circa 2 settimane di ricerche è stato trasferito in carcere. La custodia è stata disposta per proteggere la persona offesa e impedire la possibile ripetizione delle condotte contestate.

A Letojanni, nella tarda serata del 13 agosto, la Vespa condotta dal 39enne Vincenzo Valerio Merenda si è scontrata con un’Audi che si stava immettendo sulla Statale 114. Il motociclista è morto la mattina successiva al Policlinico di Messina, mentre la compagna è rimasta ferita senza essere in pericolo di vita. Sono proseguiti gli accertamenti sulla dinamica e i veicoli sono stati sequestrati. Non sono ancora state definite le responsabilità.

A Messina, il 14 agosto, è stato scoperto in un cortile interno di via La Farina il corpo in decomposizione di Melisa Echevarria, 40 anni e di origine argentina. I primi esami non hanno mostrato elementi riconducibili a un omicidio, ma gli investigatori hanno analizzato le registrazioni delle telecamere e gli ultimi spostamenti della donna. Restano da chiarire il momento e la causa precisa della morte.

Nella stessa mattinata Lucia Casavecchia, 22 anni, è stata travolta da un trattore ribaltatosi nella vigna di famiglia a Diano d’Alba. La giovane, da poco laureata in ingegneria e volontaria della protezione civile, stava aiutando i parenti durante la vendemmia. Carabinieri e ispettori del lavoro hanno avviato gli accertamenti sul mezzo e sull’organizzazione delle operazioni agricole. Deve ancora essere ricostruita la successione che ha provocato l’investimento.

A Trani un 17enne è stato fermato per l’uccisione del 18enne Cosimo Quagliarella, colpito nella notte tra il 12 e il 13 agosto durante una rissa tra gruppi di giovani. L’autopsia ha individuato 3 ferite alla schiena e ha stabilito che quella al torace è stata mortale. La Procura contesta l’omicidio volontario aggravato, mentre la difesa nega l’intenzione di uccidere. Il minore ha ammesso il gesto materiale, ma la sua responsabilità giuridica e le aggravanti devono essere valutate dal Giudice.

A Livorno, nel pomeriggio del 14 agosto, la 56enne Roberta Celli è precipitata per circa 10 metri dopo il cedimento del balcone al 3° piano della sua abitazione. La struttura ha colpito il terrazzo sottostante e la donna è morta poco dopo il ricovero. Gli altri balconi interessati sono stati resi temporaneamente inaccessibili. Le verifiche tecniche dovranno stabilire perché la struttura abbia ceduto.

A Roma, nella notte tra il 13 e il 14 agosto, la 71enne Iole Liberatori è stata trovata senza vita dentro un armadio collocato sul balcone dell’abitazione di Tor Bella Monaca. Il figlio 51enne è stato fermato con le accuse di omicidio e occultamento di cadavere. Le richieste di denaro per acquistare droga costituiscono, allo stato, una possibile spiegazione investigativa della lite e non un movente già provato. L’uomo è accusato di avere ucciso e nascosto la madre, ma i fatti dovranno essere accertati nel procedimento penale.

Articolo

Nei procedimenti penali delle 8 vicende narrate, le ricostruzioni dell’accusa restano ipotesi da dimostrare e ogni persona indagata o imputata deve essere considerata innocente fino a una condanna definitiva.

Erano circa le 4 del 9 agosto quando Diomede Barchiesi (50enne operaio dello stabilimento Stellantis e padre di 3 figli) ha raggiunto un parcheggio sul lungomare di Fossacesia (comune della provincia di Chieti, in Abruzzo), lungo la Costa dei Trabocchi. L’uomo, originario di Altino (comune della provincia di Chieti, in Abruzzo) e residente a Lanciano (comune della stessa provincia e regione), si trovava nelle vicinanze con la moglie, all’interno del camper (autocaravan) di famiglia. Le urla provenienti dall’esterno lo hanno indotto a intervenire in una lite che coinvolgeva alcuni dei figli e altri giovani.

Durante la concitazione un ragazzo del posto, indicato come 18enne dalle fonti locali, gli ha sferrato un pugno alla mandibola. L’uomo è caduto e ha battuto violentemente la testa sull’asfalto. Alcune testimonianze hanno riferito che, prima del colpo, il padre avrebbe dato uno schiaffo a uno dei partecipanti, ma questo passaggio deve ancora essere verificato attraverso dichiarazioni, registrazioni e immagini. Il giovane è rimasto sul posto in attesa dei soccorsi.

Il ferito è stato inizialmente soccorso e condotto all’ospedale di Vasto (comune della provincia di Chieti, in Abruzzo), quindi trasferito in eliambulanza a Pescara (capoluogo dell’omonima provincia, in Abruzzo). Il trauma cranico e le lesioni cerebrali sono apparsi immediatamente gravissimi. I medici lo hanno sottoposto a 2 interventi chirurgici per rimuovere gli ematomi, ma le cure non hanno permesso di recuperare le funzioni dell’encefalo.

La mattina del 14 agosto, dopo gli esami clinici e strumentali, l’ASL (azienda sanitaria locale) di Pescara ha comunicato l’avvio dell’accertamento della morte encefalica. La direzione medica ha convocato il collegio incaricato e ha iniziato il periodo di osservazione della durata minima di 6 ore. Alle 18 lo stesso organismo sanitario ha annunciato che la procedura si era conclusa e che il decesso era stato formalmente certificato.

La morte encefalica non è una particolare forma di coma né una condizione dalla quale sia possibile risvegliarsi. La legge 578/1993 identifica la morte con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo. Il decreto del Ministero della Salute dell’11 aprile 2008 stabilisce i controlli clinici e strumentali, la composizione del collegio e il periodo di osservazione. La procedura non serve quindi a decidere se sospendere le cure, ma a verificare con criteri rigorosi che la morte sia già avvenuta.

Il 15 agosto è emerso che il lavoratore aveva manifestato in vita la volontà di donare gli organi. Sono state avviate le valutazioni di compatibilità, in attesa del nullaosta medico-legale e dell’autopsia disposta dalla Magistratura.

Elena Belvederesi (Sostituta procuratrice della Repubblica) coordina l’indagine dei Carabinieri. Dopo il decesso, il titolo provvisorio del fascicolo è stato modificato da lesioni personali aggravate a omicidio preterintenzionale. L’articolo 584 del codice penale riguarda chi compie volontariamente atti diretti a percuotere o ferire una persona e provoca, senza volerla, la sua morte. La pena prevista è compresa tra 10 e 18 anni, ma la qualificazione potrà cambiare in base alla ricostruzione definitiva.

La sentenza 23577/2024 della Corte di Cassazione ha descritto l’elemento psicologico del reato come l’unione tra la volontà di percuotere o lesionare e la concreta prevedibilità dell’esito mortale. La giurisprudenza segnala anche orientamenti precedenti non completamente uniformi. Nel caso abruzzese saranno perciò decisivi intensità e direzione del pugno, condizioni fisiche delle persone, caduta, nesso tra trauma e morte e conoscibilità del pericolo. Omicidio preterintenzionale non significa omicidio volontario, ma non coincide neppure con una morte provocata da una condotta soltanto negligente. Alessandro Zaottini (avvocato del foro di Roma e difensore) e Rosario Di Giacomo (legale del foro di Vasto e codifensore) hanno parlato di un “silenzio di rispetto” davanti a 2 famiglie “distrutte, annichilite”. Hanno contestato il “linciaggio mediatico” rivolto al loro assistito e negato che il giovane praticasse arti marziali miste.

Enrico Di Giuseppantonio (sindaco eletto con la lista civica Per Fossacesia e storico esponente dell’Unione di Centro) ha sospeso per la sera del 14 agosto musica, ballo e intrattenimento nei locali e negli spazi pubblici. L’ordinanza 30 ha inoltre vietato dal 15 agosto al 15 settembre il consumo di alcolici in strade e aree pubbliche della fascia costiera, dalle 22 alle 6, mantenendo consentito quello negli spazi autorizzati. Il primo cittadino ha presentato le misure come un segno di lutto e un intervento temporaneo di prevenzione, senza trasformare l’intera vita notturna in una responsabilità collettiva.

Intorno alle 3:30 di venerdì 14 agosto, a Mazzarino (comune della provincia di Caltanissetta), circa 10 individui incappucciati hanno raggiunto corso Vittorio Emanuele con un escavatore o una pala meccanica. Il mezzo pesante è stato adoperato come ariete contro la Gioielleria Quattrocchi (esercizio orafo del centro storico), aprendo un varco tra pietre, infissi e calcinacci. Il boato ha svegliato i residenti e alcune persone hanno ripreso l’azione con i telefoni. Le prime ricostruzioni hanno indicato il prelievo di bigiotteria esposta, mentre il tentativo di spostare la cassaforte non è riuscito. Il macchinario è stato lasciato davanti all’attività. I Vigili del fuoco hanno verificato la stabilità del fabbricato e i locali sovrastanti sono stati sgomberati in via precauzionale, con almeno un’abitazione dichiarata temporaneamente inutilizzabile. Carabinieri e investigatori hanno acquisito le registrazioni disponibili.

Il metodo viene comunemente chiamato ram raid (assalto con mezzo usato come ariete): un veicolo, spesso pesante, viene lanciato o spinto contro una chiusura per raggiungere rapidamente merce o casseforti. Il 22 luglio 2026, a Palazzolo Acreide (comune della provincia di Siracusa), un gruppo stimato tra 10 e 15 persone aveva già impiegato un escavatore rubato per aprire la parete di un’altra gioielleria. Il precedente dimostra la somiglianza operativa ma non prova che i 2 episodi siano stati commessi dalla stessa organizzazione.

A Barcellona Pozzo di Gotto (comune della provincia di Messina) è invece terminata la ricerca di un 37enne divenuto irreperibile il 30 luglio. Il Giudice per le indagini preliminari aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per presunti atti persecutori contro l’ex moglie e per ipotesi di estorsione e rapina ai danni di un vicino dei suoi familiari. L’inchiesta è iniziata con la denuncia della donna, la quale ha riferito appostamenti, passaggi ripetuti vicino all’abitazione, messaggi e telefonate rivolte anche ai parenti. Tali condotte le avrebbero provocato un persistente stato di paura. Dopo circa 2 settimane, una pattuglia della sezione Radiomobile ha localizzato il ricercato e lo ha condotto in carcere. Giuseppe Verzera (procuratore della Repubblica e magistrato senza appartenenza politica) dirige l’ufficio che ha richiesto la misura.

La cornice normativa per questi casi è stata progressivamente rafforzata. La legge 69/2019, nota come “Codice Rosso”, ha introdotto procedure accelerate e nuove tutele per la violenza domestica e di genere. Sul piano interpretativo, la sentenza 14882/2026 della Corte di Cassazione ha stabilito che i maltrattamenti familiari possono concorrere con gli atti persecutori aggravati quando le molestie continuano dopo la cessazione della convivenza. La decisione ha inoltre escluso l’applicazione retroattiva di una modifica penale sfavorevole.

La sera del 13 agosto, verso le 22:30, un grave incidente si è verificato al chilometro 44 della Strada statale 114, a Letojanni (comune della provincia di Messina). Vincenzo Valerio Merenda (39enne, produttore creativo e cofondatore di una società di animazione) viaggiava su una Vespa con Katrin Ann Orbeta (autrice e direttrice creativa di origine filippina) in direzione del capoluogo messinese. Un’Audi condotta da un 26enne di Gela (comune della provincia di Caltanissetta) proveniva da via Torrente Mazzeo e stava percorrendo la rampa d’immissione. La collisione è avvenuta in un punto la cui geometria e segnaletica sono ora al centro delle verifiche.

Il motociclista è stato trasferito al Policlinico di Messina e sottoposto a un intervento urgente, ma è morto la mattina del 14 agosto. La passeggera è stata ricoverata all’ospedale di Taormina con lesioni giudicate non letali. Anche l’automobilista è stato accompagnato nella struttura per gli accertamenti alcolemici e tossicologici, i cui risultati non sono stati resi pubblici. I veicoli sono stati sequestrati e la Polizia locale, coordinata da Antonino Cicala (comandante del corpo municipale), è tornata sul luogo per misurazioni e nuovi riscontri.

La vittima, originaria di Trappitello (frazione di Taormina), aveva fondato nel 2015 Mash&Co (società creativa con sedi in Sicilia e a Lille, città della Francia settentrionale). Il gruppo ha prodotto animazione, applicazioni e videogiochi destinati anche ai bambini. Il profilo professionale pubblicato dalla piattaforma culturale europea Europeana riferisce il conferimento nel 2023 del “Social Impact Prize 2030 EU” (Premio per l’impatto sociale 2030 dell’Unione europea), la collaborazione con Studio Kedd (studio di animazione accreditato come vincitore di un Oscar) e la diffusione internazionale della serie interattiva omonima. L’opera è comparsa tra i vincitori del “Digital Ehon Award” (Premio del libro illustrato digitale), ha ricevuto una menzione ad Animahenasyon Philippines (festival filippino dell’animazione) ed è arrivata in finale a “Cartoons on the Bay” (Cartoni animati sulla baia), manifestazione organizzata dalla RAI (Radiotelevisione italiana). Il 19 giugno 2026 il produttore aveva partecipato a Taobuk (festival letterario internazionale) con il progetto “Super Sofia e la leggenda di Colapesce”.

L’omicidio stradale è stato introdotto dalla legge 41/2016, entrata in vigore il 25 marzo di quell’anno, con l’inserimento di una specifica figura nel codice penale. Si distingue diverse ipotesi in base alla condotta e alle eventuali violazioni. In incidenti mortali l’iscrizione del conducente nel registro degli indagati può costituire un passaggio necessario per svolgere perizie e assicurare le garanzie difensive. Non rappresenta, da sola, un’attribuzione di colpa.

La mattina del 14 agosto, a Messina, alcuni abitanti hanno avvertito un odore intenso provenire da un giardino interno di via La Farina, nel quartiere Provinciale. Tra il fogliame, vicino a una casa disabitata e alla chiesa dei Santi Pietro e Paolo, è stato rinvenuto il corpo di Melisa Echevarria (40enne di origine argentina). L’avanzata decomposizione, favorita dalle elevate temperature, ha fatto ritenere che la morte fosse avvenuta almeno 2 giorni prima.

Squadra Mobile e Polizia scientifica hanno esaminato il cortile, acquisito le immagini delle telecamere e ricostruito gli ultimi spostamenti. Il primo controllo medico non ha individuato segni evidenti di violenza e l’ipotesi omicidiaria è stata esclusa allo stato degli accertamenti. Questo non consente ancora di scegliere con certezza tra malore, causa naturale o evento accidentale. L’esame medico-legale resta necessario per determinare origine e momento del decesso.

Verso le 9 dello stesso giorno, Lucia Casavecchia (22enne neolaureata in ingegneria e volontaria della protezione civile) stava aiutando i parenti nella vendemmia in via Santa Croce, a Valle Talloria (frazione di Diano d’Alba, comune della provincia di Cuneo, in Piemonte). Un trattore guidato dallo zio si è rovesciato e l’ha travolta. I soccorritori non hanno potuto salvarla. Carabinieri, Vigili del fuoco e SPRESAL (Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro) hanno effettuato i primi rilievi.

La famiglia coltiva uve pregiate da oltre 100 anni attraverso la Cantina Casavecchia (azienda agricola storica delle Langhe). Il padre e lo zio hanno proseguito una tradizione conosciuta nel territorio, accompagnandola con attività parrocchiali e di volontariato. La ragazza aveva appena terminato gli studi al Politecnico di Torino (ateneo pubblico del capoluogo piemontese) ed era la componente più giovane del gruppo comunale di protezione civile. Paolo Olivero (sindaco ed enologo, senza un’affiliazione partitica indicata nelle fonti consultate) ha raggiunto i familiari, mentre don Valerio Pennasso (parroco locale e sacerdote cattolico) ha spiegato che la comunità attendeva le disposizioni per il funerale.

L’applicazione concreta delle norme sulla sicurezza dipenderà dal rapporto tra le persone coinvolte, dall’uso del mezzo e dall’organizzazione effettiva del lavoro. Il principale riferimento rimane il decreto legislativo 81/2008, dedicato alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Sergio Mattarella (Presidente della Repubblica, figura istituzionale al di sopra delle appartenenze politiche), nel messaggio del 1° maggio 2026, ha affermato che “la sicurezza sul lavoro resta un impegno, un dovere che non consente rinunce o distinguo”. Il richiamo del Quirinale assume particolare rilievo anche per l’agricoltura, settore nel quale pendenze, ribaltamenti e macchinari richiedono specifiche cautele.

Nella notte tra il 12 e il 13 agosto, a Trani (capoluogo della provincia di Barletta-Andria-Trani, in Puglia), una rissa tra gruppi di ragazzi ha provocato la morte di Cosimo Quagliarella (18enne residente ad Andria, altro capoluogo della stessa provincia). Almeno 10 persone si sarebbero affrontate nell’area verde presso piazza Giovanni Paolo II. Un 17enne del posto si è presentato successivamente ai Carabinieri insieme al proprio legale e ha ammesso di avere sferrato i colpi, sostenendo però di non avere voluto uccidere.

La Procura per i minorenni di Bari (ufficio giudiziario del capoluogo pugliese) ha contestato l’omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dalla premeditazione, oltre alla rissa e al porto del coltello. Secondo l’accusa, una rivalità connessa alla precedente frequentazione della stessa ragazza avrebbe preceduto lo scontro. Tale spiegazione resta un’ipotesi investigativa e non può trasformare la giovane nella causa dell’azione compiuta da altri. Il minore è stato portato nell’IPM (Istituto penale per i minorenni) Fornelli in attesa della decisione giudiziaria. Al momento non risulta ancora pubblicato l’esito della convalida del fermo. L’arma non era stata recuperata.

L’autopsia eseguita da Biagio Solarino (medico legale e docente universitario) ha riscontrato 3 ferite alla schiena, stabilendo che il fendente toracico è stato letale per la lesione degli organi vitali. Enrico Alvisi (avvocato difensore del 17enne) ha parlato di ammissione della “materialità del gesto” ma di assenza di intenzione omicida. Francesco Di Marzio (legale della famiglia della vittima) ha invece richiamato il numero dei colpi e l’uso di un’arma in luogo pubblico, chiedendo giustizia. Saranno il Giudice e i successivi accertamenti a stabilire attendibilità delle versioni, qualificazione del reato e aggravanti.

Il procedimento minorile deriva dal decreto del Presidente della Repubblica 448/1988 ed è affidato a organi specializzati. Per chi ha compiuto 14 anni ma non ancora 18, l’articolo 98 del codice penale impone di verificare concretamente capacità di intendere e di volere. La funzione educativa del sistema non elimina la possibilità della custodia per delitti gravi, purché sussistano i presupposti cautelari.

Nel pomeriggio del 14 agosto, verso le 17, Roberta Celli (56enne insegnante di italiano e storia) si trovava sul balcone del 3° e ultimo piano della propria abitazione in via Bonomo, a Livorno (capoluogo dell’omonima provincia, in Toscana). La struttura ha ceduto, ha sfondato il terrazzo inferiore e ha fatto precipitare la donna per circa 10 metri. Soccorsa in condizioni gravissime, è morta poco dopo il trasporto in ospedale. Ha lasciato il marito e 2 figli adolescenti.

I Vigili del fuoco hanno reso inaccessibili altri 3 balconi e sono iniziate verifiche tecniche sul fabbricato. Una delle ipotesi preliminari riguarda infiltrazioni d’acqua protratte nel tempo e l’ossidazione degli elementi metallici, ma non esiste ancora una conclusione peritale. Non è quindi possibile attribuire responsabilità a proprietari, amministratori o manutentori.

Nella notte tra il 13 e il 14 agosto, a Roma, la sorella di Iole Liberatori (71enne residente nel quartiere popolare di Tor Bella Monaca) ha chiamato i carabinieri perché non riusciva a contattarla. I militari hanno raggiunto l’appartamento al 14° piano di una torre di largo Ferruccio Mengaroni e hanno trovato il corpo dentro un armadio sul balcone, avvolto in un lenzuolo e con una busta di plastica attorno alla testa. Erano visibili lesioni al volto e al capo.

Andrea Morabito (51enne figlio della vittima e convivente con lei) è stato fermato con le accuse di omicidio e occultamento di cadavere e trasferito nel carcere di Regina Coeli. Avrebbe ammesso l’aggressione durante l’interrogatorio. Le testimonianze familiari hanno riferito frequenti richieste di denaro, forse destinate all’acquisto di cocaina, ma la ricostruzione del movente richiede ulteriori prove.

Dal 17 dicembre 2025 è in vigore la legge 181/2025, che ha inserito nell’articolo 577-bis del codice penale il delitto autonomo di femminicidio. La norma riguarda l’uccisione di una donna commessa come atto di odio, discriminazione, prevaricazione, controllo, possesso, dominio, reazione al rifiuto di una relazione o limitazione delle libertà individuali. Non ogni omicidio con vittima femminile riceve automaticamente questa qualificazione. Nel caso romano sarà l’Autorità giudiziaria a valutare se i fatti rientrino nella nuova figura oppure nel reato generale di omicidio.

Nell’immagine di copertina, a Mazzarino i danni alla gioielleria Quattrocchi, la scena notturna dell’incidente di Letojanni e il sopralluogo nel cortile interno di via La Farina.