Catania. Accoltellata dall’ex coniuge da poco scarcerato. La donna è in condizioni critiche ma stabili

Aggressione nel quartiere Picanello, l’uomo fermato dopo breve fuga, ha confessato davanti ai Magistrati. La donna è stata operata d’urgenza con interventi complessi e monitoraggio intensivo. Emergono precedenti penali e tensioni familiari

Sintesi

Un uomo di 56 anni ha ferito gravemente giovedì sera l’ex moglie a Catania ed è stato fermato dai Carabinieri dopo una breve fuga. Il sospettato ha ammesso le proprie responsabilità durante l’interrogatorio davanti alla magistratura spiegando che l’azione sarebbe avvenuta durante un litigio familiare. La vittima 51enne è stata sottoposta a interventi chirurgici complessi e trasferita in terapia intensiva con condizioni stabili ma sotto osservazione costante. Le indagini evidenziano un contesto di forte conflittualità familiare e precedenti penali dell’uomo recentemente scarcerato. Le Autorità stanno predisponendo il provvedimento di fermo per tentato femminicidio.

Articolo

La vicenda si colloca cronologicamente nella serata del 2 aprile nel quartiere Picanello di Catania, dove un uomo di 56 anni ha aggredito con un’arma da taglio l’ex consorte di 51 anni davanti a un esercizio commerciale. Secondo la ricostruzione investigativa, il soggetto avrebbe raggiunto la zona a bordo di uno scooter e, dopo un confronto degenerato in discussione accesa, avrebbe colpito ripetutamente la donna. La vittima ha tentato di trovare riparo all’interno del negozio ma è stata raggiunta e ferita in più parti del corpo.

Subito dopo l’episodio, l’aggressore si è dato alla fuga abbandonando sul posto sia il mezzo sia il coltello da cucina utilizzato, venendo tuttavia individuato e bloccato in tempi rapidi dai militari dell’Arma. L’uomo è stato rintracciato nei pressi di piazza Giambattista Pergolesi e condotto presso il comando provinciale, dove sono stati effettuati rilievi tecnici da parte della Sezione investigazioni scientifiche, che ha isolato tracce ematiche dagli indumenti per successive analisi forensi.

Nel corso dell’interrogatorio davanti alla Sostituta procuratrice Emilia Rapisarda, il fermato ha confessato, dichiarando di aver agito durante una lite riconducibile a contrasti familiari. La Procura della Repubblica sta formalizzando il provvedimento restrittivo per tentato femminicidio, reato che rientra nel quadro delle aggravanti previste dalla normativa italiana contro la violenza di genere, rafforzata da leggi recenti come il cosiddetto “Codice Rosso”. ovverosia la legge 69/2019 che ha previsto l’intervento normativo per la tutela urgente delle vittime di violenza domestica e di genere, di recente acuita con la Legge 2 dicembre 2025, n. 181, in vigore dal 17 dicembre 2025, introducendo il reato autonomo di femminicidio).

L’uomo risultava scarcerato dall’8 marzo, dopo avere scontato una pena di 7 anni per reati contro il patrimonio, elemento che contribuisce a delineare un contesto personale già segnato da precedenti giudiziari. Dalle prime evidenze investigative emerge una situazione di elevata conflittualità familiare all’interno di una coppia con 4 figli, di cui uno minorenne.

Sul piano sanitario, la donna è stata inizialmente trasportata presso l’ospedale Cannizzaro di Catania, dove è stata sottoposta a un primo intervento chirurgico d’urgenza per le lesioni riportate al torace, al collo, all’addome e agli arti. Successivamente, per la complessità del quadro clinico, è stata trasferita al Centro Cuore Morgagni di Pedara, struttura specializzata in ambito cardio-toraco-vascolare, dove è stata presa in carico da un’équipe multidisciplinare comprendente cardiochirurgia, chirurgia toracica, chirurgia addominale, radiologia (diagnostica per immagini) e anestesia.

Le condizioni cliniche sono state definite stabili ma sotto stretto controllo, con la paziente attualmente in respiro spontaneo e monitorata costantemente nei parametri vitali. Il direttore della terapia intensiva, Federico Pappalardo, ha descritto l’evoluzione come “quasi miracolosa”, evidenziando come almeno 3 fndenti abbiano interessato organi vitali, tra cui il cuore, con un margine di sopravvivenza estremamente ridotto. La gestione clinica ha seguito un approccio conservativo, evitando ulteriori interventi chirurgici immediati e consentendo il progressivo risveglio e la stabilizzazione della paziente, pur mantenendo una fase di osservazione critica nelle 24-48 ore successive.

Le testimonianze raccolte nel quartiere delineano un rapporto iniziato in giovane età e proseguito tra difficoltà e tensioni, con una separazione avvenuta durante la detenzione dell’uomo. Una conoscente ha riferito lo shock della comunità locale, sottolineando come la donna fosse stabilmente inserita nel mondo del lavoro mentre l’ex marito fosse tornato in libertà da poche settimane.

L’indagine è coordinata dalla Procuratrice aggiunta Liliana Todaro e si inserisce in un quadro più ampio di contrasto ai reati di violenza domestica, su cui la giurisprudenza recente ha rafforzato le misure cautelari e gli strumenti di prevenzione, imponendo tempi più rapidi di intervento da parte dell’Autorità giudiziaria e delle Forze dell’ordine.