Il sociologo dell’Università di Messina approfondisce a Mediterranea 24 i temi emersi dal libro di Andrea Iacomini: «L’assuefazione alla sofferenza è uno dei rischi più grandi della comunicazione contemporanea»

TAORMINA – La guerra non si combatte soltanto con le armi. Si combatte anche attraverso le parole, le immagini, le narrazioni e i flussi incessanti di informazioni che ogni giorno attraversano i nostri schermi. È una delle riflessioni emerse nel dialogo con Francesco Pira, sociologo e docente associato dell’Università di Messina, a margine della presentazione del libro di Andrea Iacomini “La forza sia con te – Cronaca di una missione in Ucraina”, nell’ambito del Taobuk Festival.

Nel corso dell’intervista rilasciata a Mediterranea 24, Pira ha approfondito alcuni dei temi centrali del volume, soffermandosi sul ruolo della comunicazione in un’epoca caratterizzata da guerre, social network, intelligenza artificiale e sovraccarico informativo.

Per il sociologo, il libro di Iacomini arriva in un momento particolarmente significativo perché affronta uno dei fenomeni più preoccupanti della società contemporanea: l’assuefazione alla sofferenza.
«L’assuefazione non è semplice indifferenza passiva – spiega Pira – ma il prodotto di un sistema comunicativo che ha trasformato la sofferenza in flusso continuo, la tragedia in contenuto e spesso le persone in numeri».
Una riflessione che parte dalla constatazione di come oggi siamo esposti a una quantità enorme di immagini e informazioni provenienti dalle aree di conflitto, senza che questa esposizione produca necessariamente maggiore consapevolezza o partecipazione.
Secondo Pira, proprio qui risiede uno dei principali meriti del libro di Andrea Iacomini. Non un saggio, non un reportage tradizionale, ma una testimonianza diretta capace di restituire umanità alle storie.
«Iacomini sceglie di raccontare, non di analizzare. Di testimoniare, non di commentare. È una scelta narrativa che avvicina il lettore alle persone incontrate durante la missione e rende impossibile mantenere una distanza emotiva».
Nel volume, infatti, la guerra viene raccontata attraverso gli occhi dei bambini, delle famiglie e delle comunità colpite dal conflitto. Un approccio che, secondo il sociologo, rappresenta anche una risposta alla tendenza dei media a trasformare le tragedie in statistiche.
«Quando diamo un nome, un volto e una storia a una persona, rompiamo il meccanismo dell’indifferenza. I bambini raccontati da Iacomini non sono numeri. Sono persone che continuano a sognare, studiare e immaginare il futuro nonostante la guerra».
Tra i temi affrontati durante l’intervista anche quello dell’eroismo contemporaneo, una questione che Pira considera particolarmente attuale.
«Chi sono oggi i nostri eroi? I potenti, i vincitori, coloro che esercitano la forza? Oppure chi sceglie ogni giorno la solidarietà, la responsabilità e la difesa dei più fragili?».
Una domanda che nel libro trova risposta attraverso figure come Papa Francesco e Malala, simboli di un impegno costruito non sul potere ma sulla testimonianza e sulla difesa dei diritti umani.
L’analisi del docente si allarga poi al contesto comunicativo nel quale si sviluppa la guerra in Ucraina, definita da molti osservatori anche una guerra dell’informazione. Un conflitto nel quale social network, algoritmi, campagne di disinformazione e nuove tecnologie hanno assunto un ruolo sempre più rilevante nella costruzione della percezione pubblica.
Per questo, sottolinea Pira, la testimonianza diretta assume oggi un valore ancora più importante.
«Viviamo in un ecosistema informativo saturo. Il rischio è vedere tutto e non sentire più nulla. La forza di una testimonianza come quella di Iacomini è proprio quella di rallentare lo sguardo e riportare al centro le persone».
Un messaggio che va oltre il conflitto ucraino e chiama in causa la responsabilità collettiva di media, istituzioni e cittadini.
Per Francesco Pira la sfida più importante resta quella di contrastare l’indifferenza e formare nuove generazioni capaci di riconoscere nell’altro non una minaccia, ma una risorsa. Perché il modo in cui raccontiamo la realtà contribuisce a costruire la società in cui viviamo.
Mariella Musso©Tutti i diritti riservati
L’intervista integrale a Francesco Pira è disponibile sul canale YouTube di Mediterranea 24
Vice direttrice di Mediterranea24, giornalista pubblicista. Docente di Musica e di Sostegno nella scuola pubblica e docente a contratto presso l’Università degli Studi di Palermo per la formazione degli insegnanti specializzandi sul sostegno. Laureata in Psicologia Comportamentale e Cognitiva Applicata, con una solida formazione accademica in ambito musicale e tecnologico. Coreografa e professionista della danza, ha maturato una lunga esperienza nella didattica artistica e coreutica. Ha lavorato come corrispondente e giornalista televisiva per la TV regionale, curando servizi e approfondimenti per Futura Production su Messina e la Costa Ionica. Scrittrice, è autrice del romanzo contemporaneo Ghost Love – Tra noi niente eppure tutto. Si occupa di cultura, educazione, inclusione e territorio.









