Castelmola, bilancio bocciato: Consiglio verso lo scioglimento

Il commissario approverà il documento. Sindaco e Giunta restano in carica, mentre l’aula attende il decreto regionale

Sintesi

Il Consiglio comunale di Castelmola non ha approvato il bilancio di previsione 2025-2027 neppure nella seduta del 20 agosto 2026, fissata entro il termine indicato dal commissario. La proposta non ha ottenuto voti favorevoli: 4 consiglieri di Maggioranza si sono astenuti, 2 hanno votato contro, 3 sono usciti prima della votazione e 1 era assente.

Il commissario ad acta Giovanni Cocco dovrà ora approvare il bilancio al posto del Consiglio e comunicare l’intervento sostitutivo alla Regione. Seguirà il procedimento per lo scioglimento dell’assemblea e per la nomina di un commissario straordinario, ma al 24 agosto non risulta ancora pubblicato il decreto regionale conclusivo.

Il sindaco Orlando Russo e la Giunta non decadono insieme con il Consiglio. Se il decreto verrà emanato, il Comune continuerà a essere amministrato dall’esecutivo, mentre un commissario eserciterà le funzioni dell’aula fino alla scadenza naturale del mandato nel 2027. Castelmola potrà restare senza un Consiglio eletto, ma non senza l’organo che ne svolge i compiti.

Il revisore ha richiamato la necessità di verificare le previsioni correnti dopo l’approvazione definitiva del rendiconto 2024, ancora oggetto di un distinto intervento sostitutivo. Lo scontro politico si è intanto acceso tra l’Opposizione, il sindaco e i consiglieri astenuti, mentre il precedente di Giardini Naxos mostrerebbe quale percorso può seguire la Regione. In sostanza, la crisi politica e quella contabile procedono insieme, ma attraverso atti separati.

Articolo

Il bilancio di previsione 2025-2027 del Comune di Castelmola (Comune pressoché limitrofo e sopra Taormina) non ha superato l’ultima seduta convocata entro il termine del 20 agosto 2026. Secondo la ricostruzione della votazione, la proposta ha raccolto 0 voti favorevoli nel Consiglio comunale: Giorgio Gullotta (vicepresidente del Consiglio comunale), Daniele Brunetto (consigliere di Maggioranza e assessore), Giuseppe Cundari (consigliere di Maggioranza) e Angelo Curcuruto (consigliere di Mggioranza) si sono astenuti; Patrizia Pizzolo (presidente del Consiglio comunale) e Angelo D’Agostino (capogruppo di Impegno civico per Castelmola, gruppo consiliare di Opposizione) hanno votato contro; Massimiliano Pizzolo (consigliere di opposizione), Giorgia D’Agostino (consigliera di opposizione) e Giuseppe Biondo (consigliere indipendente) hanno lasciato l’aula prima del voto; Lisa Intelisano (consigliera di Maggioranza) era assente.

Il Consiglio comunale non ha quindi adottato il documento entro il termine assegnato da Giovanni Cocco (funzionario regionale e commissario ad acta, cioè incaricato di sostituire l’organo inadempiente per uno specifico atto). L’astensione non equivale a un voto contrario, ma non ha fornito i voti necessari per approvare la proposta. La conseguenza non è soltanto politica: il procedimento sostitutivo previsto per l’omesso bilancio di previsione è arrivato alla sua fase decisiva.

Un percorso iniziato molto prima di agosto

Gli atti mostrano una sequenza più lunga della sola seduta finale. La Giunta comunale aveva approvato lo schema del bilancio 2025-2027 il 13 marzo 2026 con la deliberazione numero 21, dopo che l’esercizio 2025 era già terminato. Il 3 agosto il Consiglio ha adottato il Documento unico di programmazione (DUP) 2025-2027. La seduta dell’11 agosto è stata rinviata e la seconda convocazione del 12 agosto è risultata deserta, come attesta la deliberazione consiliare numero 19. Il Comune ha poi pubblicato la convocazione del 20 agosto, data coincidente con l’ultimo giorno indicato nella diffida commissariale.

Il ritardo non è dunque nato nell’ultima settimana. Il precedente commissario era stato nominato già il 9 aprile 2025, mentre lo schema predisposto dall’esecutivo è arrivato quasi 1 anno dopo. Le riunioni di agosto hanno rappresentato il tratto conclusivo di una procedura aperta da tempo, non un’improvvisa emergenza d’aula.

I numeri e il nodo del rendiconto 2024

La nota integrativa ufficiale consente di leggere le dimensioni della manovra. Per il 2025, i dati principali sono: 10.675.727,15 euro di entrate e spese complessive; 2.936.976,12 euro di entrate correnti previste; 2.612.291,97 euro di spese correnti; 2.803.738,03 euro di investimenti; 230.476,15 euro per il recupero del disavanzo pregresso; 453.105,80 euro per il Fondo crediti di dubbia esigibilità, cioè l’accantonamento contro il rischio di non riscuotere somme previste; 5.001.651,93 euro quale risultato di amministrazione presunto al 31 dicembre 2024, dei quali 4.852.639,96 accantonati, 65.987,86 vincolati e 83.024,11 indicati come disponibili.

Proprio l’aggettivo “presunto” è essenziale. Giuseppe La Torre (revisore dei conti del Comune) ha ritenuto complessivamente attendibili e congrue le previsioni di entrata e di spesa corrente, ma ha chiesto di ricontrollarle alla luce del rendiconto 2024 definitivo. Se i valori risultassero eccessivi o insufficienti, l’Ente dovrebbe adottare subito un riequilibrio. Il richiamo collega i 2 fascicoli contabili senza confonderli: il bilancio di previsione stabilisce come programmare entrate e uscite, mentre il rendiconto certifica i risultati della gestione già trascorsa.

I 2 decreti del 28 luglio

La Regione Siciliana (Ente territoriale competente sulla vigilanza degli enti locali dell’Isola) ha adottato il 28 luglio 2026 2 provvedimenti distinti. Con il decreto assessoriale numero 454, Elisa Maria Lucia Ingala (assessora regionale alle Autonomie locali e alla Funzione pubblica) ha revocato l’incarico a Domenico Mastrolembo Ventura (precedente commissario ad acta, collocato in quiescenza) e ha affidato a Cocco l’approvazione sostitutiva del bilancio 2025-2027. Cocco era già stato designato per il bilancio 2026-2028 dal decreto assessoriale numero 208 del 27 aprile 2026.

Con il parallelo decreto assessoriale numero 453, lo stesso funzionario ha ricevuto l’incarico relativo al rendiconto 2024. La distinzione produce effetti giuridici diversi. Dopo la riforma introdotta dalla legge regionale 17 febbraio 2021, numero 5, la sanzione dello scioglimento disciplinata dall’articolo 109-bis dell’Ordinamento amministrativo degli Enti locali della Regione siciliana riguarda la mancata approvazione del bilancio di previsione, non quella del rendiconto.

Che cosa accade adesso

Il decreto numero 454 richiama le modalità già fissate dal decreto numero 208. Decorso senza esito il termine assegnato, Cocco deve approvare in sostituzione del Consiglio la proposta di bilancio e gli atti collegati. Subito dopo deve comunicare l’avvenuta sostituzione al Dipartimento regionale delle Autonomie locali (struttura amministrativa della Regione Siciliana), che avvia l’applicazione della sanzione prevista dall’articolo 109-bis. Il compenso e le altre spese dell’incarico commissariale sono posti a carico del Comune inadempiente.

Lo scioglimento è quindi la conseguenza indicata dalla legge, ma richiede ancora il suo atto formale. Il provvedimento regionale dovrà sciogliere il Consiglio secondo l’articolo 54 dell’ordinamento siciliano e nominare un commissario straordinario che eserciti le funzioni consiliari. Non va confuso con Cocco: il commissario ad acta ha un incarico puntuale, cioè completare gli atti omessi, mentre il commissario straordinario sostituisce stabilmente l’assemblea sciolta. Alla data del 24 agosto 2026, nell’archivio ufficiale dei decreti regionali non risulta ancora pubblicato quest’ultimo provvedimento.

Sindaco e Giunta restano in carica

Lo scioglimento del Consiglio non determina la decadenza automatica di Antonino Orlando Russo (sindaco di Castelmola) e della Giunta. Il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana (CGA), ha chiarito che, nell’ordinamento regionale, l’Esecutivo comunale resta operativo e il commissario subentra soltanto al Consiglio.

Russo, il cui incarico è iniziato il 12 giugno 2022 secondo la scheda istituzionale del Comune, può arrivare alla scadenza naturale del mandato con la sua Giunta. Fino alle successive elezioni amministrative Castelmola non sarebbe priva di funzioni consiliari, poiché queste passerebbero al commissario straordinario, ma resterebbe senza un’assemblea eletta. Soltanto un diverso evento capace di interrompere il mandato del sindaco, oppure l’annullamento o la sospensione degli atti regionali da parte del Giudice competente, potrebbe cambiare questo percorso.

Il precedente vicino di Giardini Naxos

Il caso territorialmente più vicino è quello di Giardini Naxos. Dopo la mancata approvazione del bilancio di previsione 2023-2025, il presidente della Regione Renato Schifani ha firmato il decreto numero 505/GAB del 22 gennaio 2024, sciogliendo soltanto il Consiglio comunale e nominando Cinzia Chirieleison (segretaria comunale incaricata come commissaria straordinaria) in sostituzione dell’aula fino al rinnovo naturale degli organi comunali. Il sindaco Giorgio Stracuzzi e la Giunta sono quindi rimasti inizialmente in carica.

L’assetto è cambiato per una vicenda distinta dal bilancio. Alla fine di dicembre 2025 la Corte d’appello di Messina ha confermato la decadenza di Stracuzzi. Con il decreto numero 503/GAB del 26 gennaio 2026, Giovanni Impastato (segretario comunale nominato commissario straordinario) ha assunto i poteri del sindaco e della Giunta, mentre Chirieleison ha continuato a esercitare quelli del Consiglio. Da quel momento hanno dunque operato contemporaneamente 2 commissari, ciascuno con competenze differenti.

Il precedente mandato era nato dalle elezioni del 4 e 5 ottobre 2020. Poiché il quinquennio è terminato nel secondo semestre del 2025, il rinnovo è confluito nella successiva finestra elettorale ordinaria. Le elezioni si sono quindi tenute domenica 24 e lunedì 25 maggio 2026, come attestano il manifesto ufficiale del Comune e la Regione Siciliana. Il nuovo Consiglio si è insediato l’8 giugno 2026.

Il precedente conferma pertanto soltanto lo schema iniziale ipotizzabile per Castelmola: lo scioglimento dovuto alla mancata approvazione del bilancio riguarda il Consiglio, le cui funzioni passano a un commissario regionale, mentre sindaco e Giunta restano in carica sino alla scadenza naturale, salvo dimissioni, decadenza o altre autonome cause di cessazione..

Lo scontro politico e l’apertura del sindaco

Angelo D’Agostino ha definito il voto la “pagina più nera” della politica locale e ha accusato la Maggioranza di avere tradito la fiducia degli elettori. Russo ha respinto l’idea di avere condizionato i consiglieri, ha rivendicato il ruolo di sindaco di tutti e si è detto disponibile a discutere una “giunta di pacificazione sociale” per la parte finale del mandato. I 4 astenuti hanno dichiarato di restare fedeli al programma e al sindaco, ma hanno motivato la scelta con le contestazioni di illegittimità e incongruenza emerse nel dibattito, sostenendo che “sarà un organo terzo ad approvare il bilancio”. L’apertura di Russo può tradursi in un riassetto politico dell’esecutivo, in quanto la nomina e la revoca degli assessori rientrano nelle competenze del sindaco. Non può però cancellare da sola l’inadempimento ormai maturato. La possibile pacificazione riguarda il governo del Comune negli ultimi mesi, mentre la sorte del Consiglio segue il procedimento regionale già avviato.

Il punto finale

Castelmola si trova dunque tra 2 passaggi ancora da formalizzare: l’approvazione sostitutiva del bilancio da parte di Cocco e il successivo decreto regionale di scioglimento con la nomina del commissario straordinario. Il voto del 20 agosto ha reso concreto questo esito, ma non lo ha ancora trasformato in un decreto pubblicato. Se gli atti seguiranno la sequenza prescritta, il Comune arriverà alle elezioni del 2027 con sindaco e Giunta eletti, senza il Consiglio comunale eletto e con un commissario al suo posto.