Cronaca. Furci, accoltella 16enne. Fermata la donna dell’acido e nuovi sviluppi nei grandi casi italiani

18enne ferisce minore. Aggressione all’avvocato messinese. Nuove ipotesi sul furto degli Antonello. Le svolte nei casi Rossi, Colapietro, Bergamini e Garlasco

Sintesi

A Furci Siculo un 18enne è stato arrestato per tentato omicidio dopo l’accoltellamento di un 16enne nella villa comunale. Il minorenne, residente a Santa Teresa di Riva, è stato colpito al torace, a un braccio e a una gamba e sottoposto a intervento chirurgico al “San Vincenzo” di Taormina: non è in pericolo di vita. Le ragioni della lite restano da chiarire.

È stata intanto rintracciata a Catania Maria Grazia Messina, la 47enne accusata di avere aggredito con una sostanza corrosiva l’avvocato Pierfrancesco Broccio. Il professionista resta ricoverato al Centro Grandi ustioni del Cannizzaro, con condizioni in graduale miglioramento. La donna è stata fermata per lesioni aggravate dalla premeditazione e trasferita in carcere.

Sul furto delle opere di Antonello da Messina al MuMe emergono nuovi dettagli investigativi sulla composizione della banda, sulla possibile presenza di una donna, sui frammenti recuperati e soprattutto sul funzionamento delle diverse sezioni dell’impianto d’allarme. Restano da recuperare 3 tavole del Polittico di San Gregorio e la tavoletta bifronte.

Nel resto d’Italia, nuove acquisizioni riguardano David Rossi, l’ex responsabile della comunicazione di Monte dei Paschi morto nel 2013, mentre proseguono le indagini sull’omicidio e lo smembramento di Fabio Colapietro a Torino e sull’aggressione di Reggio Emilia. Nel caso Denis Bergamini è indagato anche Roberto Internò, cugino dell’ex fidanzata già condannata in primo grado. A Garlasco, infine, la Procura di Pavia ha chiuso nuovamente le indagini su Andrea Sempio e nuovi accertamenti sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi potrebbero assumere rilievo nell’eventuale revisione della condanna.

Articolo

Furci Siculo, 18enne arrestato dopo l’accoltellamento di un 16enne

A Furci Siculo (Comune costiero ionico della Città metropolitana di Messina) i Carabinieri della Compagnia di Taormina hanno arrestato un 18enne ritenuto responsabile di tentato omicidio dopo la violenta lite avvenuta nella tarda serata di domenica 27 settembre all’interno della villa comunale. Una passante aveva segnalato al 112 un acceso diverbio tra alcuni giovani. Le testimonianze raccolte e le immagini della videosorveglianza hanno consentito ai militari delle Stazioni di Santa Teresa di Riva e Giardini Naxos di individuare il presunto aggressore, rintracciato poco dopo nella propria abitazione e posto a disposizione dell’Autorità giudiziaria presso il domicilio.

La vittima è un 16enne residente a Santa Teresa di Riva, raggiunto da fendenti al torace, al braccio destro e al polpaccio. Dopo l’aggressione si è allontanato con un altro giovane e ha raggiunto il lungomare santateresino, dove è stato soccorso dal 118 e trasferito all’ospedale “San Vincenzo” di Taormina. Una ferita avrebbe interessato un polmone, rendendo necessario un intervento per lo pneumotorace (presenza di aria nello spazio tra polmone e parete toracica). Le condizioni non sono considerate tali da metterne in pericolo la vita. Restano invece ancora da accertare le ragioni che hanno fatto degenerare la lite.

Messina, fermata a Catania la donna accusata dell’aggressione con l’acido

È terminata a Catania la ricerca di Maria Grazia Messina, 47 anni, accusata di avere aggredito venerdì 25 settembre l’avvocato messinese Pierfrancesco Broccio, 58 anni, spruzzandogli addosso una sostanza corrosiva mentre i due si trovavano nei pressi dello studio del professionista a Santo Stefano Medio. I Carabinieri messinesi e catanesi l’hanno rintracciata nella zona tra via Francesco Crispi e via D’Amico e condotta in carcere in esecuzione del fermo disposto dalla Procura di Messina per lesioni aggravate dalla premeditazione. L’udienza di convalida spetta al Giudice per le indagini preliminari di Catania, città nella quale la donna è stata rintracciata.

Broccio aveva incontrato la donna, già assistita professionalmente in passato, alla stazione di Messina e le aveva dato un passaggio verso il proprio studio. Secondo la ricostruzione finora emersa, durante il tragitto la 47enne avrebbe estratto dalla borsa un contenitore e gli avrebbe gettato addosso il liquido corrosivo. Il legale, ustionato su circa il 20% del corpo, è ricoverato al Centro Grandi ustioni dell’ospedale Cannizzaro di Catania e le sue condizioni vengono indicate in lento miglioramento. Mediterranea24 aveva già ricostruito la ricerca della donna dopo l’aggressione e le condizioni dell’avvocato, quando la 47enne risultava ancora irreperibile.

La donna aveva già scontato una condanna per l’omicidio del marito, ucciso nel 2007 nel quartiere Librino di Catania, trascorrendo parte della pena nell’ex ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto. Gli investigatori stanno adesso cercando di chiarire il movente dell’aggressione a Broccio, oltre a ricostruire gli spostamenti della donna nelle ore successive.

Furto degli Antonello, le nuove verifiche sulla banda e sulla sicurezza

Prosegue intanto l’inchiesta sul furto compiuto il 15 agosto al Museo regionale interdisciplinare “Maria Accascina” di Messina, quando furono rimosse le 5 tavole superstiti del Polittico di San Gregorio di Antonello da Messina e una tavoletta bifronte. Due pannelli furono abbandonati durante la fuga: restano quindi da recuperare 3 tavole del Polittico e la tavoletta bifronte, per complessivi 4 elementi. Mediterranea24 aveva ricostruito dapprima la dinamica del furto e il problema della sicurezza del MuMe e successivamente la pista del possibile trasferimento via mare delle opere trafugate.

Le ricostruzioni investigative più recenti indicano una banda composta da almeno 4 persone, con 2 soggetti entrati nelle sale e altri all’esterno. L’analisi delle immagini avrebbe inoltre aperto l’ipotesi che uno dei partecipanti possa essere una donna, elemento ancora da verificare e che non può essere considerato accertato. Durante gli esami della sala sarebbero stati inoltre recuperati frammenti delle tavole, particolare che documenterebbe la modalità brusca con cui alcuni pannelli furono rimossi. Le opere sarebbero state staccate dalle staffe con mezzi rudimentali e trasportate senza particolari protezioni.

Resta centrale il nodo della sicurezza. Mediterranea24 aveva già evidenziato come allarme e videosorveglianza risultassero funzionanti, ma come dovesse essere verificata l’intera catena della risposta al segnale. Gli accertamenti hanno successivamente individuato criticità nelle procedure e i 4 custodi in servizio sono stati trasferiti. L’indagine continua a verificare la configurazione delle diverse partizioni dell’impianto, la presenza del personale nella sala di controllo e i tempi intercorsi tra l’ingresso dei ladri e l’intervento. Anche l’eventualità di un appoggio interno continua a essere considerata soltanto un’ipotesi investigativa, senza responsabilità personali accertate.

David Rossi, chi era e perché la morte del 2013 è tornata al centro dell’inchiesta

David Rossi aveva 51 anni ed era responsabile dell’area comunicazione di Monte dei Paschi di Siena. La sera del 6 marzo 2013 precipitò dalla finestra del proprio ufficio al terzo piano di Rocca Salimbeni, sede storica della banca a Siena. Il caso fu inizialmente trattato come suicidio, ma dubbi sulla dinamica, sulle lesioni presenti sul corpo e sulla ricostruzione delle ultime ore hanno alimentato negli anni nuove indagini e commissioni parlamentari. Nel marzo 2026 la Commissione parlamentare d’inchiesta ha approvato una relazione intermedia secondo la quale le perizie tecniche indicano l’intervento di terze persone e ritengono incompatibile la dinamica con un gesto volontario. La Procura di Siena ha inoltre riaperto un fascicolo.

Le nuove simulazioni compiute all’Università del Foro Italico di Roma hanno riprodotto l’ufficio, la finestra e la corporatura della vittima. Ris, medici legali e Vigili del fuoco hanno testato differenti ipotesi con 1, 2 o 3 aggressori e con Rossi cosciente o privo di sensi. Secondo i consulenti della Commissione, la ricostruzione maggiormente compatibile con le lesioni prevede una colluttazione con più persone, il trascinamento del dirigente verso la finestra e la successiva precipitazione mentre cercava di opporsi. Si tratta delle conclusioni tecniche della Commissione e dei suoi consulenti, che dovranno essere valutate nell’ambito giudiziario e non costituiscono ancora una sentenza sull’identità o sul movente degli eventuali responsabili.

Torino, le telefonate dopo la morte di Fabio Colapietro

Proseguono a Torino gli accertamenti sulla morte di Fabio Colapietro, 39 anni, il cui corpo è stato trovato smembrato nell’appartamento di via Gulli, nel quartiere Borgo Vittoria. Christian Matheus De Oliveira Morando, 26 anni, è accusato di omicidio e soppressione di cadavere, mentre Nicole Formichetti, insegnante di 47 anni, e Keith Butig, 22 anni, sono indagate per favoreggiamento e concorso nella soppressione del corpo. Il Giudice per le indagini preliminari ha disposto per tutti la custodia cautelare in carcere. Mediterranea24 aveva già riepilogato la morte di Colapietro, lo smembramento del corpo e le diverse posizioni giudiziarie dei 3 indagati.

Dalle nuove ricostruzioni emerge che, dopo la morte di Colapietro, De Oliveira avrebbe contattato più volte la propria ex compagna, parlando di un “danno” ormai compiuto e successivamente di cemento da acquistare. Durante alcune videochiamate avrebbe mostrato guanti e nastro adesivo e sarebbe stato visto comprare cemento. In seguito avrebbe raccontato alla donna e alla propria madre la colluttazione e i tentativi di eliminare il cadavere, fino alla chiamata al 112 e alla confessione. L’omicidio sarebbe maturato dopo un prolungato consumo di alcol e sostanze stupefacenti, ma responsabilità individuali, dinamica e movente restano oggetto dell’inchiesta.

Reggio Emilia, 3 persone aggredite al distributore

A Reggio Emilia Mena Istafanous, 26 anni, è accusato di tentato omicidio aggravato dopo l’aggressione avvenuta domenica 27 settembre in un distributore di via Martiri di Cervarolo. Secondo gli investigatori avrebbe prima colpito una donna di 66 anni con un cacciavite e poi investito intenzionalmente con l’automobile un uomo di 49 anni e una giovane di 24 intervenuti per soccorrerla. Nessuno dei 3 è più in pericolo di vita: l’uomo è stato operato, la giovane è stata avviata alle dimissioni e la donna dovrà essere sottoposta a intervento. Mediterranea24 aveva già segnalato l’aggressione e l’arresto del 26enne.

Il giovane è nato e cresciuto a Reggio Emilia e aveva recentemente iniziato un percorso presso il Centro di salute mentale. Gli investigatori stanno esaminando anche le sue condizioni e l’eventuale uso di sostanze, ma non sono emersi elementi che colleghino l’aggressione a terrorismo o radicalizzazione religiosa. Il movente rimane da accertare. Le condizioni personali e sanitarie potranno essere valutate nelle sedi competenti, senza trasformarle automaticamente nella spiegazione dell’episodio.

Bergamini, nuovo indagato a quasi 37 anni dalla morte

Donato “Denis” Bergamini era un centrocampista del Cosenza, originario di Argenta, nel Ferrarese. Morì il 18 novembre 1989 sulla Statale 106 a Roseto Capo Spulico (Comune costiero ionico della provincia di Cosenza, in Calabria), dopo essere stato investito da un autocarro. Per anni la vicenda fu presentata come suicidio, ricostruzione sempre contestata dalla famiglia. Le nuove indagini hanno invece sostenuto che il calciatore fosse stato ucciso prima di essere collocato sulla carreggiata. L’ex fidanzata Isabella Internò è stata condannata in primo grado nel 2024 a 16 anni di reclusione per concorso in omicidio e il processo d’appello dovrà concludersi con sentenza attesa il 17 novembre 2026.

Ieri 28 settembre i Carabinieri hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini a Roberto Internò, 65 anni, cugino di Isabella, indagato per concorso nell’omicidio. Secondo l’ipotesi della Procura di Castrovillari, Bergamini sarebbe stato narcotizzato o comunque reso incapace di difendersi, quindi ucciso mediante asfissia meccanica e collocato sulla strada, già morto o in condizioni prossime alla morte, affinché fosse travolto da un mezzo. Roberto Internò è presunto innocente e potrà esercitare le proprie facoltà difensive prima che la Procura decida sull’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.

Garlasco, nuova chiusura delle indagini su Sempio e il nodo della bicicletta di Stasi

Il caso di Garlasco risale al 13 agosto 2007, quando Chiara Poggi, 26 anni, venne trovata uccisa nella villetta della propria famiglia a Garlasco (Comune della provincia di Pavia, in Lombardia). Per l’omicidio è stato condannato in via definitiva a 16 anni Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della giovane, dopo 2 assoluzioni nei primi processi e il successivo processo d’appello bis. Nel 2025 è stata però aperta una nuova indagine nei confronti di Andrea Sempio, amico del fratello della vittima. La condanna di Stasi resta pienamente efficace finché un’eventuale revisione non produca una decisione giudiziaria diversa.

La Procura di Pavia ha ora depositato ulteriori atti nella posizione di Andrea Sempio, accusato di omicidio volontario aggravato. Tra gli elementi indicati dagli inquirenti compare anche un’impronta di scarpa rinvenuta sulla scena, ritenuta compatibile con le caratteristiche del piede dell’indagato. La difesa contesta che i nuovi elementi abbiano valore decisivo, mentre i legali della famiglia Poggi sostengono che non vi siano dati capaci di modificare il quadro giudiziario già definito.

Parallelamente è emerso un nuovo elemento relativo ad Alberto Stasi. L’analisi dei dati grezzi degli esami effettuati nel 2007 avrebbe mostrato che due contro-analisi eseguite il 20 settembre di quell’anno sui pedali della bicicletta sequestrata diedero esito negativo per il Dna di Chiara Poggi, mentre nel fascicolo era rimasto il precedente risultato positivo. La Procura di Pavia ha segnalato il materiale alla Procura generale di Milano, competente per valutare un’eventuale richiesta di revisione. Anche in questo caso il dato non annulla automaticamente la sentenza definitiva: potrà assumere rilievo soltanto attraverso gli strumenti processuali previsti dalla legge.

Nell’immagine di copertina, la cavea della villa comunale di Furci Siculo; un intervento sanitario davanti a una struttura ospedaliera e una scena di rilievi investigativi.