Auto di servizio e diffamazione: condanne per Miccichè e De Luca, dipendente comunale sospeso nel siracusano

Danno erariale per l’ex presidente dell’Ars. Risarcimento per un comizio del 2012. Nel siracusano indagine per peculato, truffa e falsa presenza in servizio

Sintesi

Gianfranco Miccichè è stato condannato dalla Corte dei Conti a risarcire l’Assemblea regionale siciliana per l’utilizzo illecito dell’auto di servizio durante il periodo in cui presiedeva l’Ars. La sentenza, pronunciata il 10 giugno e depositata ieri 28 settembre, ha disposto a suo carico 31.103 euro, oltre a 11.660 euro in solido con l’ex autista Maurizio Messina. A quest’ultimo sono stati attribuiti inoltre 13.591 euro. La vicenda prosegue separatamente davanti al giudice penale.

Miccichè, 72 anni, è uno dei protagonisti della politica siciliana da oltre 30 anni. Ha contribuito alla nascita di Forza Italia nell’Isola nel 1993, è stato parlamentare nazionale, componente di diversi Governi e 2 volte presidente dell’Ars. Oggi è ancora deputato regionale e nel luglio 2026 ha aderito al Movimento per l’Autonomia.

Cateno De Luca dovrà invece risarcire 9.000 euro a una famiglia di Fiumedinisi, oltre a 6.327 euro di spese legali, per le espressioni pronunciate durante un comizio del 4 marzo 2012. La Corte d’appello civile di Messina ha ritenuto che, mentre altre espressioni rientravano nei limiti della critica, il termine “bastardi” avesse carattere diffamatorio. La vicenda aveva già attraversato 3 gradi del giudizio penale, conclusosi nel 2022 con la prescrizione del reato e il rinvio al giudice civile per la valutazione del diritto di critica.

De Luca, 54 anni, è impegnato nelle istituzioni locali e regionali da circa 36 anni: è entrato in Consiglio comunale a Fiumedinisi a 18 anni, è stato sindaco dello stesso Comune, di Santa Teresa di Riva e di Messina ed è stato eletto per la prima volta all’Ars nel 2006. Attualmente è deputato regionale e presidente del gruppo Sud chiama Nord per le autonomie, oltre che sindaco di Taormina dal 2023.

Nel siracusano, infine, un dipendente comunale è stato denunciato per peculato, truffa e falsa attestazione della presenza in servizio e sospeso dai pubblici uffici per un anno. Secondo l’indagine della Procura di Siracusa avrebbe utilizzato l’auto dell’Ente per esigenze private, arrivando anche a portarla nella propria abitazione dopo il turno di lavoro. Il Comune e l’identità dell’indagato non sono stati resi noti e la sua responsabilità dovrà essere accertata nel procedimento giudiziario.

Articolo

Miccichè, oltre 30 anni ai vertici della politica siciliana

La Corte dei Conti ha condannato Gianfranco Miccichè (deputato regionale, già presidente dell’Assemblea regionale siciliana e già esponente di primo piano di Forza Italia) al risarcimento dell’Ars per l’utilizzo dell’auto di servizio durante il periodo della sua presidenza. La sentenza è stata pronunciata il 10 giugno 2026 e depositata ieri 28 settembre. Miccichè dovrà versare 31.103 euro e ulteriori 11.660 euro in solido con l’ex autista Maurizio Messina. Quest’ultimo è stato condannato inoltre al pagamento di 13.591 euro. Sono state liquidate anche spese legali per 1.669 euro.

La Procura regionale della Magistratura contabile aveva contestato numerosi utilizzi dell’auto istituzionale ritenuti estranei alle finalità di servizio, tra i quali trasferimenti di collaboratori e familiari fra Palermo e Cefalù e il trasporto di beni destinati a esigenze personali. Nella contestazione figurano anche 7 episodi nei quali, secondo l’accusa, il mezzo sarebbe stato utilizzato per l’acquisto di sostanze stupefacenti. Si tratta degli elementi esaminati nel giudizio contabile; sul piano penale Miccichè è ancora sottoposto a processo per peculato e truffa e non vi è quindi una condanna definitiva nei suoi confronti per tali reati.

Maurizio Messina era già stato condannato nelle scorse settimane dalla Corte dei Conti a risarcire l’Ars per il danno d’immagine derivato dalla vicenda. L’ex autista era stato inoltre condannato penalmente, con rito abbreviato, per truffa ai danni dello Stato in relazione a rimborsi per missioni ritenute non realmente effettuate.

Miccichè, nato a Palermo nel 1954, opera ai massimi livelli della politica nazionale e regionale dai primi anni Novanta. Dopo l’esperienza da dirigente d’azienda e in Publitalia, nel 1993 partecipò alla costruzione di Forza Italia in Sicilia e nel 1994 divenne coordinatore regionale del partito ed entrò alla Camera. Ha ricoperto incarichi da sottosegretario, viceministro e ministro ed è stato presidente dell’Ars dal 2006 al 2008 e nuovamente dal dicembre 2017 al novembre 2022.

Oggi è deputato della XVIII legislatura dell’Ars, dove dal settembre 2025 ricopre anche la vicepresidenza della Commissione Affari istituzionali. Nel luglio 2026 ha annunciato l’adesione al Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo. La sua presenza politica istituzionale nazionale risale quindi al 1994, circa 32 anni fa.

De Luca, la vicenda nasce da un comizio di 14 anni fa

Un’altra pronuncia riguarda Cateno De Luca (deputato regionale di Sud chiama Nord per le autonomie e sindaco di Taormina). La Corte d’appello civile di Messina lo ha condannato a corrispondere 9.000 euro a componenti di una famiglia di Fiumedinisi, oltre a 6.327 euro per le spese legali, per alcune dichiarazioni pronunciate durante il comizio “Nomi e cognomi” del 4 marzo 2012.

La vicenda giudiziaria dura da 14 anni. Dopo le querele presentate nel 2012, De Luca era stato condannato penalmente nel 2018 a una multa di 1.800 euro per diffamazione aggravata. Nel 2020 la pena era stata ridotta in appello a 200 euro. Nel 2022 la Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna penale perché il reato era ormai prescritto, lasciando però aperta la questione civile e disponendo una nuova valutazione sulla possibile applicazione del diritto di critica.

Nell’ultima pronuncia i Giudici hanno differenziato le espressioni utilizzate durante quel comizio: alcune sono state considerate compatibili con la critica politica, mentre la parola “bastardi” è stata ritenuta dotata di una valenza “intollerabilmente diffamatoria”, in quanto giudicata estranea a una critica riferita ai fatti e lesiva della sfera personale.

Anche De Luca ha alle spalle una lunga esperienza politica. Nato a Fiumedinisi nel 1972, entrò nel Consiglio comunale del proprio paese a 18 anni, all’inizio degli anni Novanta. È stato sindaco di Fiumedinisi dal 2003 al 2011, deputato regionale per la prima volta dal 2006, sindaco di Santa Teresa di Riva dal 2012 al 2017 e sindaco di Messina dal 2018 fino alle dimissioni del 2022. È quindi presente nelle istituzioni locali o regionali, con periodi e incarichi differenti, da circa 36 anni.

Attualmente è deputato della XVIII legislatura dell’Ars e dal marzo 2026 presidente del gruppo parlamentare Sud chiama Nord per le autonomie. È inoltre sindaco di Taormina, dove è stato eletto nel maggio 2023 ed è tuttora in carica.

Nel siracusano auto comunale utilizzata per fini privati

Sempre sul tema dell’utilizzo dei mezzi pubblici, ieri 28 settembre è emerso un terzo caso. Un dipendente pubblico in servizio presso un Comune del siracusano è stato denunciato per peculato, truffa e falsa attestazione della presenza in servizio. Nei suoi confronti è stata inoltre eseguita una misura cautelare che prevede la sospensione dai pubblici uffici per un anno.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Siracusa e condotta dalla Polizia di Stato, avrebbe documentato l’impiego dell’autovettura comunale per esigenze personali. Secondo gli investigatori, il dipendente avrebbe anche portato il mezzo nella propria abitazione al termine del turno di lavoro, utilizzandolo come un veicolo privato. Gli vengono inoltre contestate irregolarità relative alla presenza sul posto di lavoro. La Questura non ha comunicato né il nome dell’indagato né il Comune nel quale presta servizio.

In quest’ultimo caso non vi è ancora alcuna condanna: si tratta di contestazioni formulate nell’ambito di un’indagine e la responsabilità dell’uomo dovrà essere accertata nel successivo procedimento giudiziario.

Nell’immagine di copertina, Gianfranco Miccichè; Cateno De Luca; e un mezzo della Polizia di Stato.